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mercoledì 12 dicembre 2012

Berlusconi versus Monti, ma c'è di mezzo lo spread

C'è chi lo difende e chi lo definisce un imbroglio, c'è chi ne parla con preoccupazione e chi ne parla come fosse un'invenzione. 
Il soggetto? Sempre il Signor Spread. 
Se negli anni passati Questi era sconosciuto dalla maggior parte di noi, nell'arco di un solo anno e mezzo abbiamo compreso che cosa è, perché è ritenuto così importante e soprattutto che esiste una parola corrispondente anche in lingua nostrana: il differenziale -ma sappiamo come siamo fatti noi italiani, amiamo usare questi inglesismi invece che la nostra lingua madre così arcaica e ridondante-. E adesso, oltre a fluttuare a suo piacimento a seconda di come vengono dette -o non dette- le cose, è riuscito anche a mettersi in mezzo ai politici, diventando l'oggetto dei loro bisticci. 
Un'escalation impressionante, da sconosciuto a onnipresente. "Monti si dimette", che penserà lo spread a riguardo? "Berlusconi torna in campo", che dici lo spread si arrabbierà? Sembra una sorta di grande fratello. 
A quanto pare, comunque, lo spread raccoglie consensi. Contro chi lo ha denigrato arrivano critiche unanimi. Monti: "Lo spread è un fenomeno che va preso con freddezza, ma non per questo è da sottovalutare". Squinzi, Presidente di Confindustria: "Lo spread è importante perché impatta direttamente sul costo del nostro debito pubblico". 
Ma non finisce qui. Berlusconi è impegnato a duellare su altri due fronti: con la Germania e con il PPE. Se Berlino, dopo che il Cavaliere ha dichiarato che lo spread è un'invenzione tedesca, lo avvisa di non usare la Germania per la propria campagna elettorale, anche il presidente del PPE Daul ed il capo della delegazione italiana del PdL Mauro hanno sentenziato che far cadere il governo Monti "è stato un grave errore".
di Sveva Biocca

sabato 8 dicembre 2012

Europa: il signor Spead

Buona sera Signor Spread, ho una domanda che mi sta occupando la testa in questi ultimi giorni che vorrei rivolgerle: ci sta facendo uno scherzetto o ha davvero deciso che il senso di inferiorità dei nostri BTP nei confronti dei Bund tedeschi possa alleviarsi? Questa volta cos’è che le è piaciuto talmente tanto da andare al di sotto della soglia dei 300 punti base? I buyback greci che stanno ottenendo i risultati sperati?  Il suo amico Monti che ha risollevato le sorti dell’Italia in Europa e nel mondo e che forse tornerà a rappresentarci? Perché il Belpaese sta mantenendo la parola data? O perché tutt’un tratto il “profumo” dei titoli dei stato made in Italy piace agli arabi, ai cinesi e perfino ai tedeschi?
In attesa di una risposta spostiamo l’attenzione focalizzandola sul fronte tedesco.
Angela Merkel è stata rieletta alla presidenza del partito Cristiano Democratico. Si è gustata il consenso quasi unanime, gli applausi durati 8 minuti, la sicurezza di poter arrivare alle politiche di settembre 2013 con un enorme appoggio. Ha 58 anni, è al settimo mandato della presidenza della CDU, aspetta una terza riconferma alla guida della Germania; non perde un colpo. Se si pensa che per di più è una donna, viene proprio da chiedersi quale sia la sua ricetta segreta. L’austerità? Forse. Nel suo paese è amata, l’indice di gradimento tra l’opinione pubblica è pari al 70% -soprattutto grazie alla gestione della crisi nella zona euro- ben al di sopra del suo sfidante socialdemocratico Peer Steinbruck. E’ pur vero che da qui all’autunno prossimo tante cose possono cambiare; inoltre la CDU, per poter governare, avrà certamente bisogno almeno di un altro partito se non, come accaduto nel 2005, di una Grosse Koalition con un numero di ministeri assegnato in modo equo tra le parti.
Non sarà che al Signor Spread piaccia la Merkel?
di Sveva Biocca

venerdì 30 novembre 2012

I due Mario della riscossa italiana

Draghi e Monti: i due Mario della riscossa e della credibilità italiana. Non è più tempo d barzellette e cucù, ma c'è ancora tanta strada da fare in quest'Europa che vuole diventare sempre più dei Popoli e un po' meno dei Mercati.

il video
 

L'Italia vista dall'Europa

In Europa arriva un'impressione "preoccupante" dall'Italia litigiosa e in crisi che certo non giova all'immagine del nostro paese. 
Fra le memorie ancora vive dei Padri Fondatori dell'Europa, si cerca la strada per uscire da una terribile crisi e per rilanciare un'idea ancora attuale di un Continente unito nel sogno comune.
Ne parlano insieme Salvatore Tatarella e Fortunata Dell'Orzo in questa videointervista realizzata a Bruxelles.
il video

Europa, buona la terza

L’Eurogruppo ce l’ha fatta, il presidente dell’FMI si è dichiarato soddisfatto, la Germania ha ceduto leggermente e il premier greco Samaras può tornare in patria con buone nuove.
Introduzione (Eurogruppo promosso). I ministri dell’economia e delle finanze ci hanno dormito su una settimana intera ed alle ore 12 di lunedì mattina si trovavano tutti, nuovamente, attorno ad un tavolo per decidere sulla madre Grecia. La volta scorsa, dopo ore di trattative, i componenti dell’Eurogruppo avevano preso il volo di ritorno senza aver deciso nulla. Questa volta, sin dall’inizio, la parola d’ordine è stata “non si esce senza accordo.” E ci sono riusciti.
Svolgimento (Osmosi Merkel-FMI?). Dopo una settimana è pur vero che gli attriti tra la Germania e l’FMI non potevano essere scomparsi ma, al contrario della volta scorsa, sono stati risolti in corso d’opera. Come in ogni negoziazione che si rispetti, attraverso un continuo gioco di “trade-off”, ognuno ha ceduto su qualcosa e l’accordo è stato raggiunto: la Grecia è salva. Come? L’FMI ha leggermente abbassato il tiro ed infatti il debito pubblico greco non dovrà scendere sotto il 120% del Pil entro il 2020, ma sotto il 124% per arrivare, nel 2022, al 110%. La Germania a sua volta è stata favorevole al fatto che gli Stati rinuncino ai loro profitti sui bond greci e li versino direttamente ad Atene in un conto bloccato.
Con la premessa che “ci siano sforzi da parte di tutti”, (FMI, Stati e Grecia) è stato quindi dato il via libera ad un insieme di misure che, come detto dallo stesso direttore generale dell’Fmi, Christine Lagarde, “aiuteranno a portare il rapporto debito-pil della Grecia su una traiettoria sostenibile ed a facilitarne il graduale ritorno sul mercato”. Le luci dell’alba hanno accompagnato la decisione di versare altri 43 miliardi di euro allo Stato ellenico.
Conclusione (Grecia salva, ma…). Il plauso per le decisioni raggiunte dall’Eurogruppo è arrivato da tutti: dai rappresentanti della Troika, dalla Lagarde, dal Presidente dell’Eurotower Mario Draghi, al presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker, al commissario degli Affari monetari Olli Rehn.
La questione però non è ancora conclusa. La decisione formale sul versamento sarà presa il 13 dicembre, dopo che i parlamenti nazionali, tra cui quello tedesco, si saranno pronunciati a riguardo e dopo che verrà valutata una possibile operazione di ‘buyback’ di titoli dei stato greci che hanno perso molto valore durante la crisi.
Una semplice formalità?
di Sveva Biocca

mercoledì 21 novembre 2012

Grecia: non c'è due senza tre

Una notte non è bastata. L’eurogruppo si riunirà lunedì prossimo, per la terza volta in tre settimane. Argomento principale? La Grecia, come sempre. 

Introduzione (incontro-scontro). I governi europei sono d’accordo nel concedere allo Stato ellenico una deroga di due anni per poter raggiungere gli obiettivi di finanza pubblica prestabiliti dei creditori internazionali, ma le questioni che hanno tenuto sveglio l’Eurogruppo fino a tarda notte, sono le modalità da attuare per l’abbassamento del debito pubblico, -l’obbiettivo è quello di abbassarlo fino al 120% del prodotto interno lordo- oggi fisso al 160%. 

Svolgimento ( Merkel versus Fmi-USA). In prima serata la cancelliera Merkel si presenta con un atteggiamento più flessibile e maggiormente propenso a trovare un compromesso per risolvere la questione greca. In seconda serata i “kinder” vanno a letto e la questione si scalda. Da una parte mutty Merkel “non vuole vedere perdite di capitali” e quindi propone di dilazionare il momento per ridurre il debito greco al 2022 per non mettere mano a fondi o perdite, dall’altra c’è il Fondo Monetario Internazionale, presieduto da Christine Lagarde e fortemente sostenuto dal presidente americano Obama, che ostacola la proposta tedesca perché non chiude, una volta per tutte, il contagio greco al resto d’Europa e non solo. La proposta dell’FMI è, infatti, quella di riuscire nell’impresa di abbassare il debito pubblico al 120% entro il 2020 -al massimo- e propone di ridurre i prestiti con un secondo haircut ( ristrutturazione) che questa volta coinvolga il settore pubblico. La Merkel si oppone poiché di fatto ci sarebbe una perdita secca nei prestiti concessi ai paesi europei.

Conclusione (nulla di fatto). Antonis Samaras, premier greco, torna a casa con le tasche vuote. Il mancato raggiungimento dell’accordo tra “i grandi” dell’economia europea ha, infatti, anche bloccato la nuova trance di aiuti, pari a 44 miliardi di euro, da destinare al suo Paese. “I nostri partner e il Fondo monetario internazionale hanno il dovere di fare ciò che devono, non è solo il futuro del nostro Paese, ma la stabilità dell'intera zona euro a dipendere dal successo dell'esito di questo impegno dei prossimi giorni”.

Arrivederci al 26 Novembre
di Sveva Biocca
 

giovedì 15 novembre 2012

Lo sciopero anti-austerity che unisce l’Europa.

Sciopero, questa sembra essere l’unica attività che unisce il popolo europeo. Sciopero a Madrid, ad Atene, a Roma ed allora “sciopero europeo”. Come al solito questi i tre paesi nei quali il sentimento anti-austerity ha coinvolto un numero ampio di partecipanti ed al tempo stesso di forze dell’ordine. Spagna, 32 arresti e 12 feriti. Grecia, un morto e quattro feriti. Italia, 16 feriti ed oltre 140 identificati nella sola capitale. Ma non solo. Piccoli scioperi sono “arrivati” anche in Belgio, Francia e Portogallo. Ma è davvero possibile che il sentimento europeo si possa manifestare solamente in una coordinazione nell’organizzazione di un grande sciopero sovrannazionale che vada contro l’austerità imposta dai governi? 
Ormai la crisi non è più “roba da PIIGS”, non è più confinata in quei paesi che non riescono a stare al passo con il grande reich economico tedesco, ma è dilagata. 
Il Presidente francese François Hollande, in conferenza stampa a Parigi, ha fatto il punto sulla crisi che “morde” tutto il vecchio continente e, concentrandosi sul suo paese, ha parlato di una situazione assolutamente seria: “il debito pubblico supera il 90% del Pil, la disoccupazione è in aumento costante da 17 mesi, la crescita è stagnante da due anni, e stiamo perdendo produttività. La Francia è al 17esimo posto nella classifica industriale europea". La sua vera battaglia di lungo periodo, ha dichiarato, sarà quella di diminuire la disoccupazione. All’ultimo lancia anche una stoccata nei confronti di alcuni economisti tedeschi che proprio in questi giorni criticano la situazione economica francese: “nessuno dà lezioni a nessuno, né sul rigore, né sulla solidarietà. Oggi Francia e Germania, e la Francia più della Germania, devono dar prova di serietà e di competitività”.
Lo stesso fronte tedesco non può più nascondersi dietro al suo modello esemplare di produttività privo di intoppi. Anche il numero uno dell’Eurotower, Mario Draghi, ha parlato di crisi che si è inevitabilmente infiltrata anche nell’economia tedesca. Proprio in questi giorni, sempre il Presidente della BCE, ha annunciato una seconda generazione di banconote che debutteranno verso la metà del 2013. La nuova serie, denominata “Europa”, riporta nella filigrana e nell’ologramma il ritratto di Europa, figura della mitologia greca da cui il nostro continente prende il nome. Nuova moneta, nuovo inizio? 
Attualizzando e cambiando l’oggetto della storica frase di D’Azeglio potremmo dire: “Abbiamo fatto l’Europa, adesso facciamo gli europei”
di Sveva Biocca

giovedì 25 ottobre 2012

Italia, come viene vista dall’Europa?


Per fortuna è tornato James Bond. Per fortuna perché forse, guardando le sue imprese eroiche, noi giovani saremo un po’ meno “choosy”. Per fortuna, perché i nostri politici, osservando l’impegno che l’agente dedica per proteggere Sua Maestà, prenderanno esempio e faranno altrettanto nei confronti dei loro cittadini.
Ironie a parte, ci servirebbe davvero un James Bond simpatizzante per la causa europea.

Grecia, Spagna, Italia, loro, come sempre, al centro delle principali notizie sul campo del vecchio continente.  

Partiamo proprio dallo stato ellenico. Il governo e la troika di creditori internazionali -Ue, Bce e Fmi- sono riusciti a stabilire l'accordo sul nuovo pacchetto di misure di austerità da 13,5 miliardi grazie al quale Atene potrà ricevere una nuova, vitale tranche di aiuti. Ma Fotis Kouvelis, leader di Sinistra Democratica, accetterà l'accordo? Ancora non si sa ed anche Simon O’Connor, commissario UE agli affari monetari ed economici, ha dichiarato: “Sono stati fatti progressi ma il negoziato non è ancora chiuso”.

Spagna. Rieccoci con lo spread che supera i 400 punti proprio quando Moody’s, l’agenzia internazionale di valutazione del credito, declassa cinque regioni spagnole tra le quali anche la “ricca” Catalogna. Ma la questione “caliente” è la  bozza di bilancio elaborata dal governo dei popolari di Mariano Rajoy.  La manovra, secondo il ministro dell’economia Cristobal Montoro, prevede misure che porteranno all’uscita dalla crisi entro il 2013, grazie alla creazione di nuovi posti di lavoro. Bruxelles si è complimentata ma i socialisti e i madrileni la pensano diversamente. I primi parlano di “menzogne” mentre i secondi, in migliaia,  protestano davanti al Parlamento per diverse ore.  

Italia. Per poco non vince il primato del debito pubblico più alto d’Europa che, secondo i dati Eurostat, è al 123,7% , percentuale di poco maggiore rispetto al picco del ’95. Ma se volessimo scoprire quale opinione si stanno facendo gli altri paese europei su quanto accade nel bel paese? Tralasciando la questione delle elezioni e più in generale di un sistema elettorale sempre mutante che all’estero, sui libri di testo, viene definito come ancora “in transizione”,  quanto a proposito del nostro sistema giudiziario? L’Europa ed il mondo ci hanno derisi. A seguito delle condanne al giornalista Sallusti ed ai membri della Commissione Alti Rischi per il terremoto abruzzese, giornali come il  Times, Le Monde e The Guardian hanno parlato di “decisone impensabile in un paese civile”, “precendete pericoloso”, “corte medievale”. Possiamo continuare così?
di Sveva Biocca

giovedì 18 ottobre 2012

Ue, la soglia che ci perseguita

John Dalli
"Piazza Affari supera la soglia dei 16mila punti con aumenti su tutti i settori, e chiude a +1,56%.” 
“Seduta in calo sotto la soglia di 320 punti base per lo spread tra BTp e Bund, mai così bene da sei mesi”. 
“Scende anche lo spread tra Bonos spagnoli e Bund che scende sotto la soglia dei 400 punti”. 
“A settembre l'inflazione nell'eurozona e' rimasta stabile al 2,6%, ma quella italiana, rispetto ai dati registrati l’anno precedente, è aumentata oltrepassando la soglia del 3%.” 
“Riforma elettorale: soglia fissata al 12,5% per aggiudicarsi il premio di maggioranza; si deciderà di diminuirla o di aumentarla?” 

La soglia, ecco la nuova parola d’ordine. 
Si potrebbe parlare anche del superamento di una ipotetica – forse non molto ipotetica- soglia etico - morale. Dagli scandali regionali del bel Paese adesso si è arrivati anche a quelli interni all’UE. John Dalli, Commissario europeo responsabile per la salute e la protezione dei consumatori, si è infatti dimesso. L’accusa? Non aver denunciato uno scambio di influenze a proposito delle quali proprio il Commissario, riportando le parole dell’italiano Giovanni Kessler, direttore dell’Ufficio antifrode dell’Ue (OLAF), “ Non poteva non sapere”. 
Al di là dei continui esempi di mala politica, in questi giorni i mercati occidentali hanno chiuso con valori medi quasi tutti positivi, ma ormai non ci illudiamo più. Oggi si sale, domani non si sa. L’altalena continua il suo gioco e noi dobbiamo seguirla. Come detto tante volte sembra di essere tornati indietro di vent’anni, ma non solo per il contesto italiano delle “bustarelle”, del disfacimento dei partiti, delle leggi elettorali, dell’ascesa o meno di Silvio Berlusconi. Anche la Comunità Europea era ad un bivio e nel ’92 si scelse di firmare il Trattato di Maastricht che, pur con i suoi difetti, fece nascere l’Unione Europea e con lei quella volontà di porre le basi per un’unione politica dell’Europa. Il bivio, l’incrocio o, se si preferisce, la soglia ce la troviamo di fronte anche adesso. Riconfermiamo il contratto matrimoniale europeo lasciandoci la soglia alle spalle?
di Sveva Biocca

venerdì 12 ottobre 2012

Unversità di Bari, 69 milioni di finanziamento europeo per tre progetti "smart"

Ammonta a 69 milioni di euro il finanziamento ottenuto dall’Università degli Studi di Bari Aldo Moro per 3 progetti innovativi ed esecutivi nell’ambito del Bando ‘Smart Cities and Communities’ del PON – Programma Operativo Nazionale ‘Ricerca e Competitività 2007 – 2013’ – Regioni Convergenza (fondi europei per Campania, Calabria, Sicilia e Puglia).
I progetti elaborati dall’Ateneo barese, in collaborazione con altri Enti, sono: ‘Smart edu@work’ (29,5 milioni di euro, incentrato sulla formazione per l’ingresso e la permanenza nel mercato del lavoro), COIN (27,5 milioni di euro, relativo alla creazione di una piattaforma open Source di calcolo e archiviazione) e 5 Stars Go (22 milioni di euro, riguardante la qualità dei servizi del sistema sanitario).

Di seguito una sintesi dettagliata dei progetti:



Progetto Smart edu@work
L’idea progettuale ha come ambito principale la Smart Education e si pone quale obiettivo strategico la connessione tra mercato del lavoro, occupazione dei giovani, stabilizzazione degli occupati e patrimonio di competenze necessario alle imprese per il miglioramento del vantaggio competitivo. Queste perseguono tale obiettivo innovando continuamente la produzione al fine di poter rispondere, tempestivamente, alle evoluzioni della domanda di prodotti/servizi sui vari mercati e ai differenti percorsi che tali cambiamenti impongono nelle varie aree territoriali.
La richiesta di formazione evolve nel tempo, varia tra le imprese, anche del medesimo comparto produttivo, oltre che tra territori aventi specializzazioni produttive distinte.
Necessitano sistemi di competenze non più delimitati al solo ambito disciplinare, formal learning, ma caratterizzati da un più elevato grado di complessità e trasversalità e da processi di informal/non formal learning.
Lo scopo di Smart edu@work è la costituzione di un ecosistema, del tutto simile a quelli naturali, costituito da organismi che sono portatori di interessi vari: i richiedenti il capitale professionale; i fornitori di formazione, i fruitori di formazione, i fornitori di tecnologie che rendano efficiente, efficace e flessibile la formazione, i decisori delle politiche di sviluppo del sistema educativo.



Progetto COIN
Il progetto COIN realizzerà una piattaforma cloud open per il provisioning on demand di ambienti virtuali di calcolo e archiviazione (infrastructure as a service IaaS). La piattaforma sarà conforme a standard di diffusione internazionale, e rilasciata con una licenza Open Source che ne consenta l’utilizzo gratuito.
Il progetto partirà dalla selezione di componenti già disponibili. I componenti selezionati saranno integrati, ed il progetto svilupperà le componenti mancanti per arrivare alla realizzazione di una piattaforma IaaS open completa di grande capacità, sicura, robusta, elastica e federabile, capace di fornire prestazioni paragonabili a quelle dei sistemi proprietari.



Progetto 5 Stars Go
Il progetto 5 Stars Go propone un’azione di sistema nell’ambito della Smart Health per migliorare la qualità dei servizi del sistema sanitario e della salute del paziente cronico e promuovere la competitività in una crescita intelligente.
Oggi i pazienti cronici rappresentano il 45% della popolazione italiana sopra i 6 anni ed assorbono oltre il 70% della spesa sanitaria. Il percorso di cura del paziente cronico alterna fasi acute, di stabilizzazione e di prevenzione secondaria generando ripetuti contatti con il sistema ospedaliero e territoriale non integrati tra loro. L’assenza di una visione unitaria del paziente impedisce una gestione integrata del rischio clinico/sanitario che potrebbe invece prevenire o rallentare la degenerazione della patologia e limitarne gli episodi acuti, migliorando così la qualità di vita del paziente e riducendo i costi sanitari e sociali. La continuità assistenziale nella cronicità può beneficiare di tecnologie innovative e intelligenti per realizzare una rete di cura tra gli attori che hanno in carico la cronicità.
5 STARS GO affronta il tema del rischio clinico/sanitario nelle patologie croniche (oncologiche, renali, pneumologiche, cardiologiche, neurologiche, psichiatriche, etc.) lungo un percorso di continuità di cura e propone un modello innovativo di governo del rischio clinico integrato per quantificare le criticità del processo. Il progetto mira a ottimizzare i costi legati alla cronicità: disfunzioni organizzative, scarsa interconnessione tra i livelli di cura, medicina difensiva, costi di polizze, costi di qualità di vita persa. Un percorso di cura ottimale significa efficacia per il paziente, efficienza per il sistema, minimo rischio per la struttura.

                                                                                                                                di Alessia Colaianni

giovedì 11 ottobre 2012

Merkel in Grecia. Manifestazioni, scontri, sommosse. Ce la farà?

Merkel e Samaras durante l'ultima visita del premier tedesco in Grecia
La Merkel decide di andare in Grecia e la Grecia risponde. Lo Stato lo fa con 7.000 poliziotti, due elicotteri che sorvolano il perimetro "caldo" della capitale e strade chiuse per garantirle massima sicurezza. Forze politiche e sindacali ribattono a loro volta. La Gsee e l'Adedi, sindacati che rappresentano rispettivamente i lavoratori del settore privato e di quello pubblico, hanno radunato a piazza Syntgma -di fronte al Palrmento- circa 40.000 persone. Il partito di destra di Kammenos, Greci Indipendenti, ha organizzato una catena umana di fronte all'ambasciata tedesca. Il Partito Comunista è sceso in Piazza Omonia ed alcuni manifestanti lanciano un chiaro messaggio alla cancelliera tedesca: "Get out of here". Cambiano le parole ma il pensiero espresso dal leader della sinistra radicale, Alexis Tsipras, è pressappoco lo stesso: "Angela Merkel è venuta ad Atene per dare il suo appoggio al governo di coalizione del premier Antonis Samaras e alle misure che vuole imporre, ma il popolo non reggerà al peso dell'austerità e alla fine vinceremo perché abbiamo il diritto dalla nostra parte". Al di là di questi messaggi demagogici o dei gesti populisti come quello di bruciare la bandiera nazista, la Grecia, come ha detto lo stesso Samaras, "sanguina", e quest'emorragia sembra non fermarsi. 
L'incontro greco-tedesco può essere definito come di facciata. La Merkel ha fatto vedere all'Europa ed al mondo che "è partner e amica della Grecia", ma che quest'ultima deve continuare su questo cammino difficile per restare all'interno dell'Europa, con la collaborazione ed il supporto di tutti. Papoulias, rispondendo alla "signora premier", come viene da lui stesso chiamata, è stato breve e conciso, non ha tenuto discorsi di rappresentanza, di circostanza o qual si vogliano chiamare. Ha espresso la tragicità della situazione greca e l'unica - o forse la prima di molte- cosa che si è augurato per l'immediato futuro del suo Paese, è quello di ridare speranza alla popolazione. 
Angela Merkel ha ripreso il volo per Berlino e per la popolazione greca la situazione non è cambiata, ma qualcosa, a livello di credibilità internazionale del Paese, forse si. Passando oltre alle critiche mosse contro la Merkel per aver indossato la stessa giacca che portava alla partita degli europei di calcio Grecia-Germania, era dal 2007 che la cancelliera non metteva piede sul territorio culla della civiltà europea. Bene i gesti, ma vediamo anche i fatti.
di Sveva Biocca

venerdì 28 settembre 2012

GF Foggia, conclusa la visita a Bruxelles

Si è conclusa ieri la visita al Parlamento europeo da parte di una nutrita delegazione di giovani di Generazione Futuro appartenenti al Coordinamento provinciale di Foggia. Invitati dall'on. Tatarella, nell'ambito dell'iniziativa comunitaria di avvicinamento dei cittadini alle istituzioni europee, i giovani hanno visitato i luoghi in cui si svolge la vita dell'Unione europea. Un'occasione speciale per vivere le istituzioni europee e conoscere da vicino chi rappresenta l'Italia in Europa. Interessante il dibattito che ha visto protagonisti, oltre che l'on. Tatarella, l'on. Salatto, l'on. Baldassarre ,l'europarlamentare spagnola Gutierrez e l'on. Mario Mauro, capo delegazione italiana al PPE il quale, con estrema lucidità, ha descritto la situazione attuale dell'UE come una persona di passaggio in un torrente, il cui fondo è coperto da pietre scivolose, il quale deve subito decidere se andare avanti o cadere: andare avanti significa proseguire il processo di avvicinamento dei popoli europei. Credere in un processo di unificazione politica europea non è una novità: sin dall' antichità grandi uomini hanno sostenuto tale idea, non ultimo il nostro Federico II. 
"Più che vedere le istituzioni e i luoghi in cui si svolge l'attività politica comunitaria, ciò che rende più affascinante tali luoghi è il sentirsi non solo italiani, spagnoli o francesi ma europei sotto un'unica bandiera, consapevoli che solo uniti potremo affrontare le sfide future della globalizzazione" è il commento del coordinatore provinciale Lasalvia sulla visita a Bruxelles che aggiunge "lavoreremo per permettere a tanti altri giovani di vivere questa esperienza: mai come oggi diventa necessario far crescere le generazione future nel segno dell'Europa unita".

giovedì 27 settembre 2012

Spagna sempre più giù. La Catalogna preme sempre più per la scissione dalla Spagna; Padania e Scozia la seguono

La situazione spagnola non migliora. Il deficit accumulato nei primi otto mesi del 2012 è pari a 50,13 miliardi di euro. L’Andalusia è sempre più vicina alla richiesta del prestito di 5 miliardi di euro. Il “caro” spread continua a salire e le borse affondano. Per cercare di non creare ulteriori incomodi, se così possono essere chiamati, la regione della Catalogna ha pensato di anticipare la data del referendum sull’indipendenza al 25 novembre. Ma si, in fondo la scissione della regione basca è proprio quello di cui la Spagna e l’UE, hanno bisogno, proprio adesso che la “voglia d’Europa” si fa sentire in tutto il territorio del vecchio continente ed in particolar modo tra le strade delle città della penisola iberica. Ma si, in fondo la soluzione a tutti i problemi è proprio quella di lasciare nel grembo della madre Spagna tutti i disastri e trasformare quello che per adesso è il confine regionale in confine nazionale. 
La situazione italiana, ascoltando le parole pronunciate dal premier Monti, “è buona e le prospettive per il 2013 puntano dritte verso la ripresa della crescita dell’economia nazionale”. Si può solo sperare che affettivamente sia così, anche perché il rigore, l’austerità, la disciplina, detta alla maniera scolastica, hanno realmente impoverito gli italiani e, guardando al futuro prossimo, la pressione fiscale imposta ad imprese e famiglie non sarà meno gravosa. E cosa fa’ la Lega per cercare di non disgregare maggiormente il bel Paese già fortemente diviso a proposito di non poche questioni? Sfila ai cortei mostrando fiera lo striscione “Padania is not Italy” ed inoltre supporta anche i separatisti scozzesi. Anacronistici, i padani, i catalani, gli scozzesi e tutti coloro che ancora si domandano se l’Europa e la sua moneta possano continuare ad esistere. 
“Sono appassionatamente pro-europeo”. queste le parole pronunciate nel giugno del 2005 da parte di Tony Blair all’esordio della presidenza di turno dell’UE. Blair le ha enunciate quando era anche il premier di un Paese che non si poteva e non si può tutt’ora dichiarare del tutto europeista. Adesso abbiamo bisogno di queste “espressioni” perché predicare scismi, separazioni, divisioni o divorzi non è utile per nessuno. Oltretutto se i desideri scissionisti venissero esauditi, i problemi continuerebbero ad esistere. Come ha detto lo stesso Barroso, Presidente del PE, “la crisi è politica”, non solo economica. 

giovedì 20 settembre 2012

Auto in Europa, calo vendite che sfiora il 20%


Coldiretti: “Con la crisi quasi un italiano su tre ha ridotto, rinunciato o rimandato l’acquisto dell’auto per risparmiare a favore della spesa per i figli e per la tavola”.
Acea: “In agosto il calo delle vendite nel mercato automobilistico nei paesi dell’UE è calato dell’8,5%. L’Italia, nello stesso mese, ha avuto un calo delle immatricolazioni del 21% ed anche la vendita delle macchine Fiat in Europa è calata del 17,7%”.
Sergio Marchionne: “ La Fiat sta accumulando perdite per 700 milioni in Europa”.
I numeri, come sempre, parlano da soli. Il nostro paese poco meno di un anno fa era sull’orlo del fallimento. L’euro, l’UE and Co. stanno tutt’ora cercando una via per uscire dalla crisi finanziaria, economica, politica e d’immagine che li perseguita da due anni. Ma i cittadini europei possono realmente pensare di spendere i loro soldi nell’acquisto di una nuova autovettura oggigiorno? Non è diversa la situazione per le altre aziende automobilistiche europee: la Ford ha subito un calo delle vendite del 28%, la Opel ha già annunciato 8.000 licenziamenti. Il gruppo Volkswagen rimane l’unico che continua ad accelerare - +1,6%  nelle vendite- ma i motivi sono altri.
Nessuno vorrebbe vedere un’Italia senza gli stabilimenti di Mirafiori, Cassino, Pomigliano, come nessuno avrebbe voluto vedere un’Italia senza la sua compagnia aerea di bandiera, l’Alitalia. Ma i tempi sono cambiati. Bisogna assecondare l’andamento del mercato e quest’ultimo parla chiaro: In Brasile la Fiat produce il 60% in più di veicoli rispetto all’Italia avendo il 60% in meno di dipendenti. In Polonia la fabbrica di Tychy ha sfornato all’incirca lo stesso numero di vetture prodotte da cinque stabilimenti italiani con la differenza che la forza lavoro era inferiore di tre quarti.  Grazie anche al successo ottenuto in nord America, il gruppo Fiat è diventato il quarto mercato automobilistico del mondo scavalcando la Germania.
Il progetto “Fabbrica Italia” non è più realizzabile, come forse molti altri progetti di altrettante aziende italiane ed europee, e non penso che la Fiat abbia “preso in giro l’Italia”, come ha dichiarato la leader della Cgil Camusso, perché in tempo di crisi molto spesso le cose vanno riviste e riadattate alle “rivoluzioni giornaliere” a cui il mercato ci sta abituando.  Marchionne ha assicurato che “non molla” affinché possano essere mantenute le fabbriche sul territorio del nostro Paese, anche se, riportando le sue parole: “ Chi se la sentirebbe di investire in un mercato tramortito dalla crisi, se avesse la certezza non soltanto di non guadagnare un euro, ma addirittura  di non recuperare i soldi investiti?”

giovedì 6 settembre 2012

Crepe nel tetto del PE, un segnale? La Merkel appoggia il sud Europa, ma fino ad un certo punto

La sede del Parlamento Europeo

Notizia Ansa del 3 settembre scorso: “ Crepe nel tetto, chiuso emiciclo del Parlamento Europeo”. Possibile che la stabilità dell’Unione Europea sia precaria perfino tra le mura che la simboleggiano?
Nel frattempo la Merkel beve birra e da lezioni di europeismo ai “falchi” del suo partito durante la festa popolare di Gillamoos. Il suo discorso si sofferma in particolar modo sulla difesa della moneta unica e del sud Europa ed infatti, sempre a proposito dei paesi deboli dell’Eurozona, conclude affermando: “hanno meritato la nostra solidarietà”.  Bene, ma perché tutelare la moneta unica se la stessa Cancelliera continua a dire di no ad un acquisto illimitato dei bond e se sempre lei pochi giorni fa ha sollecitato "a ponderare bene le parole perché quando si parla di Atene c’è molto in gioco”? Qualcosa non torna ed inoltre all’interno del suo partito sono in molti a vedere la Grecia fuori dall’Euro entro nel 2013.
Le altre due “nazioni guida”  non restano ferme a guardare ed infatti si è parlato di “entusiasmante sinergia” a seguito dell’ incontro Monti-Hollande. Primo obiettivo di questi ultimi  è quello di creare una reale intesa di vedute a proposito della difesa dell’Euro,  della risoluzione della situazione greca, dell’unione bancaria e del miglioramento di quella economica e monetaria. Argomenti sentiti ormai molte volte, ma, se davvero si riuscisse a creare una concreta armonia tra questi due Stati, forse la situazione potrebbe davvero smuoversi. Entrambi i leader, infine, si sono dichiarati forti sostenitori del prossimo incontro tra Francia ed Italia che riguarderà il completamento della Torino-Lione . Quest’ultima “è indispensabile”, ha affermato il premier Monti, lanciando un chiaro messaggio ai no TAV che proprio in quelle ore stavano assalendo la cattedrale di Susa.
Infine lo spread, l’onnipresente.  Oltre a Mario Monti, ormai anche Bankitalia attribuisce la causa di un differenziale così alto a “fenomeni di contagio” e gli economisti affermano che l’Italia meriterebbe di stare a quota 200. Vi ringraziamo, ma lo spread è a più del doppio e la situazione, di fatto, non sembra migliorare.
Cari eurodeputati, perché non approfittare della temporanea chiusura “dell’aula” per fare “compiti a casa”?

giovedì 5 luglio 2012

Verso gli Stati Uniti d'Europa

Il bilancio dell'ultimo Consiglio d'Europa commentato dall'Europarlamentare di Futuro e Libertà Salvatore Tatarella, intervistato da Enrico Ciccarelli.


martedì 3 luglio 2012

Aeroporti: anche a Bari la giornata europea dei diritti dei passeggeri

Domani, 4 luglio 2012, nei principali aeroporti comunitari si svolgerà, sotto l’egida dell’Unione Europea, la quarta edizione della Giornata europea sui diritti dei passeggeri promossa in Italia da Enac, Assaeroporti, Adiconsum, ECC-Net.
L’iniziativa, presentata oggi con una conferenza stampa presso la Direzione Generale dell’Enac, è finalizzata a diffondere l’informazione sui diritti di chi viaggia in aereo e in particolare sulla tutela di coloro che hanno una mobilità ridotta o sono diversamente abili, anche in preparazione dell’avvio delle vacanze estive con il relativo incremento di traffico.

Viaggiare in maniera più informata aiuta il passeggero ad avere maggiore consapevolezza dei propri diritti e a tutelarsi al meglio in caso di disservizi e disagi.
La giornata prevede sia la distribuzione di materiale ad hoc, sia la presenza di desk di informazione nei principali aeroporti degli Stati membri dell’Unione Europea. 
Il 4 luglio i centri ECC-Net di 25 Paesi, avranno propri desk aeroportuali in 31 scali europei.
In Italia sono sei gli scali coinvolti: Bari, Bologna, Cagliari, Roma Fiumicino, Torino e Verona
La produzione e distribuzione del materiale informativo unico e condiviso rappresenta una novità importante che ha visto coinvolti, per la prima volta, istituzioni e associazioni nazionali ed europee nella realizzazione dei tre pieghevoli che saranno distribuiti per l’occasione:
1. I diritti dei passeggeri del trasporto aereo: cancellazione, ritardo o negato imbarco come previsto dal Regolamento CE 261/2004
2. I diritti delle persone con disabilità e a mobilità ridotta nel trasporto aereo: il Regolamento CE 1107/2006
3. Voci di costo dei biglietti aerei: da cosa è composto il costo finale del nostro biglietto
Ciascun aeroporto avrà a disposizione 1.500 pieghevoli, per un totale di 10.000 copie.

venerdì 22 giugno 2012

La bestemmia e la tragedia


Non siamo pratici di bestemmie, e quindi non sapremmo dare torto o ragione all’ex-premier Silvio Berlusconi quando afferma che ipotizzare l’uscita dall’euro “non sarebbe una bestemmia”. Di sicuro sarebbe una tragedia, specie se, come il Cavaliere soggiunge, la fine della moneta unica, oppure la creazione di un “eurino” senza la Germania fosse al servizio di una “svalutazione competitiva”. Naturalmente non è il caso di essere eurofanatici: la moneta unica deve trovare delle sue specifiche garanzie di solvibilità, la Bce deve acquisire almeno alcune delle caratteristiche della Federal Reserve statunitense, c’è bisogno immediato di una diversa governance bancaria e di una ripresa sostanziale e sostanziosa del processo di costruzione dell’unità politica europea (ed è triste e paradossale che i Governi, invece di andare in questa direzione, mettano addirittura in crisi i principi di Schengen).
Con tutto questo, la sorridente irresponsabilità con cui Berlusconi ritiene accettabile una fiammata inflattiva entra nel pantheon delle sue uscite più insensate, superando persino la celebre osservazione sulle pizzerie piene che smentivano l’esistenza della crisi.
Probabilmente il Cav, negli anni Settanta, intento com’era a costruire Milano Due e presumibilmente ad accompagnarsi con giovani donzelle di una certa attrattività, non si ricorda cosa davvero succedeva: l’inflazione a due cifre, con gli astronomici rendimenti dei titoli di Stato, lo schock petrolifero della guerra del Kippur, portarono l’Italia al limite del precipizio. Negoziammo con la Germania (già!) un maxiprestito garantito dalle riserve auree dellas Banca d’Italia, proibimmo la circolazione dei veicoli la domenica, obbligammo gli esercizi commerciali a spegnere le insegne nelle ore notturne. Fu proprio l’austerity, come venne chiamata a far nascere le trasmissioni fiume della domenica pomeriggio, che servivano a tenere in casa gli Italiani.
Quella Quaresima fu tollerata dal Paese non perché, come mostra di credere il ridanciano Berlusconi, l’inflazione non sia molto importante, ma perché c’era una cosa chiamata “scala mobile” che garantiva una notevole protezione dei salari e delle pensioni (e l’accordo dell’Eur fra Gianni Agnelli e Luciano Lama la elevò al suo massimo storico). Né questo bastò a proteggere i mutui immobiliari a tasso variabile, che diventarono rapidamente insostenibili; quanto alla svalutazione competitiva, che permetterebbe ai nostri prodotti di aggredire con maggiore facilità il mercato tedesco o quello statunitense, avrebbe la contropartita di un enorme rincaro della bolletta energetica, la madre di tutte le inflazioni. Bustepaga e pensioni sarebbero flagellate in termini di potere d’acquisto, senza contare l’impressionante incremento del fiscal drag, visto che le aliquote si applicano ai redditi nominali, non a quelli effettivi. Insomma, a parte Silvio Berlusconi e pochi altri, questa illuminata strategia colpirebbe i cittadini italiani in modo molto più diretto e sanguinoso di quanto già non avvenga. Forse l’idea in sé non è una bestemmia; ma la sua applicazione di imprecazioni e bestemmie ne genererebbe tante.

venerdì 25 maggio 2012

Puglia d'oggi n. 19 online


Il numero 19 di Puglia d'oggi, settimanale gratuito del 18 maggio 2012, è disponibile per la consultazione ed il download gratuito.
E' possibile sfogliare e scaricare liberamente il nostro giornale selezionando QUI


In questo numero:
  • Michele Emiliano, ora giù la maschera
  • La carta (igienica) di Treviso
  • Il Governo vada tra la gente
  • La crescita è servita...
  • Pdl in pieno caos dopo la batosta
  • A Bari inaugurazione del circolo Bari Area Mediterranea
  • Generazione Futuro celebra il suo congresso regionale
  • Riforma regionale: una legge che nasce zoppa
  • E Stefàno rinunciò alla pistola
  • I medici corsisti in agitazione
  • Il palazzaccio fuori norma: verso la paralisi degli uffici?
  • Europa in tempo di crisi: rilanciare o rinunciare?
  • Speciale Brindisi: un boato fuori dalla scuola in un giorno come tanti altri
  • Speciale Brindisi: l'Italia si deve svegliare anche nel nome della povera Melissa
  • Dopo il successo elettorale, Iaia al lavoro per la squadra
  • Margherita: una città dimenticata!
  • Ecco tutte le scelte che penalizzano il "Gino Lisa" di Foggia
  • Cerignola, l'antipolitica non esiste
  • Guerra si, ma solo virtuale!
  • Sei repliche a Bari per una splendida Tosca
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venerdì 18 maggio 2012


Il numero 18 di Puglia d'oggi, settimanale gratuito del 18 maggio 2012, è disponibile per la consultazione ed il download gratuito.
E' possibile sfogliare e scaricare liberamente il nostro giornale selezionando QUI


In questo numero:
  • Gianfranco Fini: Grazie al suo intervento l'Italia è, e resta, un Paese libero
  • Largo ai giovani nei partiti
  • Il bilancio di Fli dopo il voto, svolta riformistica
  • Altro che antipolitica, ora comincia la terza Repubblica
  • Regione: ridurre i consiglieri....ma con calma
  • Astensione Bellomo: un momento di riflessione
  • Arif, polemiche sul personale
  • Le nuove farmacie e le tante croci
  • Procura di Bari: nuova inchiesta di mercato
  • Punta Perotti: risarcimento per 47 milioni
  • Speciale Grecia: terremoto politico
  • Speciale Grecia: i conseguenti scenari sul resto dell'Europa
  • Speciale Grecia: un sistema economico che mette l'uomo nell'angolo
  • Ballottaggi: duello all'ultimo voto
  • Anci: la manifestazione contro i balzelli
  • Bilancio Ue su crescita e occupazione
  • Salvatore Tatarella nel Bureau del PPE
  • Foggia: convento di Sant Antonio, si lotta per non farlo chiudere
  • Arriva Granata a Foggia per pericolo criminalità
  • Il Comune di Cerignola non ha soldi? Non è vero!
  • Chronicles: un film che non subisce tanti "effetti speciali"
  • Expo Arte: tre giorni d'arte internazionale
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