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martedì 18 dicembre 2012

Regione Puglia, ecco le ultime modifiche al bilancio prima dell'arrivo in Aula

Il Consiglio regionale è convocato per giovedì 20 e venerdì 21 dicembre 2012, alle 10,30 per discutere e votare sul Bilancio di previsione del Consiglio regionale per l'esercizio finanziario 2013 e pluriennale per gli anni 2013-2015, dopo l'approvazione, nel primo pomeriggio, in I Commissione (con il voto contrario delle opposizioni).
Nel testo originario sono stati approvati all’unanimità gli articoli relativi all’abolizione della concessione governativa a carico degli esercizi turistici (alberghi, bed & breakfast, agriturismi) e dell’imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili (IRESA).
Voto unanime è stato espresso anche a favore del finanziamento di due milioni di euro da destinare al Comune di Statte per i danni provocati dagli avversi eventi meteorici e del contributo straordinario di altri due milioni di euro al sistema universitario pugliese in aggiunta ai cinque milioni destinati al diritto allo studio.
Unanimità anche per la riduzione del 15% sul canone di locazione passiva della Regione Puglia, degli Enti del Servizio sanitario regionale, delle Agenzie regionali e delle Società partecipate da questi Enti con capitale maggioritario, mentre la manutenzione straordinaria urgente da eseguire su questi immobili ha visto l’astensione del Pdl e il voto favorevole della maggioranza e dell’Udc.
In deroga a quanto previsto dalla legge regionale sulle norme straordinarie per i Consorzi di bonifica, è stata prorogata l’attività del Commissario straordinario regionale per un ulteriore termine massimo di dodici mesi.
È stato aggiunto, con un emendamento approvato all’unanimità, l’esperto in biologia nel Comitato tecnico scientifico di valutazione per i portatori di malattia celiaca. Sempre in merito ai soggetti affetti da celiachia, a decorrere dal primo gennaio 2012 la quota mensile prevista è rivalutata nella misura di undici euro.
Con il voto contrario del Pdl e dell’Udc è stata approvata a maggioranza la rideterminazione in tre fasce della tassa per il diritto allo studio universitario: dai centoventi euro per la fascia più bassa si passa ai centoquaranta e centosessanta per le fasce medie e superiori. La tassa di abilitazione all’esercizio professionale è stabilita, invece, in misura fissa pari a centoquaranta euro.
Pdl e Udc si sono astenuti in merito ai diritti di segreteria dovuti dagli artigiani alla Camera di Commercio territorialmente competente e alla tassa regionale dovuta per l’iscrizione all’Albo imprese artigiane che spetta invece alla Regione.
Sempre a maggioranza e con l’astensione del Pdl e Udc sono stati approvati gli articoli che riguardano le spese per il funzionamento della Commissione tecnico-consultiva per la polizia locale e l’istituzione di capitoli di entrata e di spesa per l’applicazione di specifiche disposizioni di legge rivenienti dal CCNL delle Regioni e Autonomie Locali in merito all’incentivazioni delle prestazioni dei dipendenti.
La vendita degli immobili non strumentali delle Asl ha visto il voto favorevole della maggioranza e dell’Udc e l’astensione del Pdl. Stessa espressione di voto per l’istituzione dei Capitoli di entrate e di spese connesse alla valorizzazione delle partecipazioni societarie detenute dalla Regione Puglia.
A maggioranza, con l’astensione del Pdl e Udc, è stato approvato l’articolo relativo all’erogazione di venti milioni di euro per le spese di funzionamento dei Consorzi di bonifica, mentre l’articolo che prevede la detrazione dei contributi di bonifica dovuti dalla Regione a ciascun Consorzio ha visto la contrarietà del Pdl e l’astensione dell’Udc.
Approvato a maggioranza l’emendamento sull’entrata in vigore dell’Ecotassa, che fa slittare al 1 gennaio 2014 il pagamento delle penalizzazioni per il conferimento in discarica dei rifiuti urbani a carico dei Comuni inadempienti. Voto contrario è stato espresso dal capogruppo Sel Michele Losappio, secondo il quale l’Ecotassa è uno strumento per incentivare la raccolta differenziata e rinviarne il pagamento significa “danneggiare la raccolta stessa”.
Resta invariata la disposizione per cui ai Comuni che abbiano raggiunto nel periodo di riferimento 1° settembre - 31 agosto di ciascuna annualità gli obiettivi di raccolta differenziata previsti dal d.lgs 152/2006 si applica l’ammontare di tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi urbani pari a euro 5,17 per ciascuna tonnellata di rifiuto conferito qualora abbiano raggiunto gli indicatori  fissati nella legge.
Su proposta del capogruppo Sel Losappio è stata eliminata invece la parte nella quale si prevedeva “per l’anno 2013 una premialità pari al 15 per cento dell’aliquota massima a tutti i Comuni che abbiano realizzato la chiusura del ciclo di gestione dei rifiuti”.

lunedì 17 dicembre 2012

Calabria, Basilicata e Puglia unite contro le trivellazioni petrolifere

La manifestazione di oggi a Policoro è la dimostrazione che c'è un fronte unico, trasversale tra le forze politiche che continua imperterrito a manifestare la propria contrarietà alla minaccia di nuove prospettazioni petrolifere nei nostri mari.
Le istituzioni assieme alle associazioni e ai cittadini della Basilicata, della Calabria e della Puglia si sono dati appuntamento per impedire che il ministero dia il via libera ai permessi di ricerca di petrolio e gas nello Jonio settentrionale e nel Golfo di Taranto che due compagnie - Shell e Apennine Energy - hanno presentato per verificare la presenza di idrocarburi nei fondali.
“La ricerca di petrolio in mare pone un’ipoteca inaccettabile sul futuro dell’ambiente e delle persone. No alle trivellazioni nello Ionio, nell’Adriatico, in tutto il Mediterraneo. Difendiamo i nostri mari e facciamolo insieme: Istituzioni, associazioni, cittadini, ragazze e ragazzi”. Il presidente del Consiglio regionale della Puglia, Onofrio Introna, ribadisce l’esigenza di sollecitare un confronto del movimento istituzionale e sociale “No petrolio” con il governo centrale, per condividere un piano nazionale che faccia il punto dell’effettivo fabbisogno energetico e compia scelte strategiche investendo sulle fonti rinnovabili. Lo ha fatto a Policoro, nella manifestazione contro le prospezioni nell’area lucana e calabrese del Golfo di Taranto e nello Ionio meridionale.
“Il petrolio nei mari italiani è scadente, scarso, insufficiente, pericoloso e mentre l’attenzione delle multinazionali si sposta dall’Adriatico allo Ionio – fa notare Introna – comincio ad intravedere un progetto difficile, ma non irrealizzabile: quello di una conferenza mediterranea, un grande dialogo sulla salute e sullo sfruttamento del mare comune. Si tratta di esportare all’intero bacino il modello di confronto tra le Regioni e i Paesi adriatici, che sta portando ad un protocollo off shore allargato”.
Il problema è di tutto il Mediterraneo, non solo dell’Adriatico ed ora dello Ionio, insiste il presidente del Consiglio regionale pugliese. “E’ tutt’altro che un mare sconfinato e gli effetti negativi di un solo incidente ad una sola piattaforma petrolifera si estendono ad un’area straordinariamente ampia, come accaduto nel Golfo del Messico. Per questo, credo che tutte le Nazioni mediterranee abbiano interesse a decidere insieme sul futuro del loro mare, delle loro coste e delle loro economie. E possono farlo puntando sull’energia pulita, visto che il petrolio è pessimo, inquinante e destinato ad esaurirsi nel giro di pochi decenni”.
A Policoro, al corteo e poi nel Palazzetto dello Sport, si sono riuniti rappresentanti delle Amministrazioni locali, dei movimenti ambientalisti e studenti (tantissimi i giovani). La prof.ssa. Maria Rita D’Orsogna, docente dell’università di California di origini abruzzesi, ha segnalato le tante ragioni del “NO”.
Il petrolio nel nostro sottosuolo marino è di qualità scadente, “amaro e pesante”, una fanghiglia oleosa, corrosiva, da desolforare con costi ambientali aggiuntivi. Danni, impatti e rischi sono presenti di fatto in ogni fase. In quella della ricerca, la tecnica dell’air gun riduce del 40% il pescato ed ogni sparo sottomarino ad altissima pressione verso i fondali provoca il rumore di 1 milione di concerti rock contemporanei. Durante le trivellazioni, vengono usati fanghi e fluidi di perforazione, la cui nocività è coperta da segreto industriale. Quanto alla “coltivazione”, l’estrazione insomma, difetti nella tenuta stagna dei pozzi creano infiltrazioni nelle falde, le torri rilasciano rifiuti petroliferi e sostanze tossiche costosi da smaltire come rifiuti speciali.
Ultimo aspetto, la bassa redditività: le royalty nei mari italiani non sono da “oro nero”, si fermano al 4%. All’opposto, per il petrolio libico, “dolce e leggero”, sfiorano invece quota 90%.
In conclusione, il presidente ha preso visione con interesse del “Protocollo di Heraklea”, che sarà sottoscritto dalle Amministrazioni per ribadire un secco “NO” alle undici istanze presentate da sei compagnie petrolifere nello Ionio.
"È folle autorizzare nelle nostre acque simili operazioni che, nelle fasi esplorative ed estrattive, riversano in mare enormi quantitativi di idrocarburi, danneggiando irreversibilmente l'intero ecosistema, le attività di pesca e il turismo. Senza considerare che l'estrazione di petrolio in Italia non è un'attività redditizia come in altre Paesi, né tanto meno può avere ricadute occupazionali positive come dimostra il caso lucano della Val d'Agri. La Puglia, che ha detto sì alle rinnovabili, deve ostacolare con tutte le forze lo sfruttamento delle fonti energetiche inquinanti ed esauribili”. Lo ha dichiarato, infine, il consigliere regionale Pd, Giovanni Epifani.
di Vincenzo Matano

venerdì 14 dicembre 2012

E' Monteparano il Comune riciclone. Male i capoluoghi, si salva solo Andria

Monteparano (Ta) è anche per questa edizione, e per la terza volta consecutiva, l’unico Comune Riciclone di Puglia. Questo piccolo ma virtuoso Comune di 2.411 abitanti della Provincia di Taranto, nel 2011 ha raggiunto la media del 73,2% di RD, superando abbondantemente il limite minimo del 60% di RD imposto dalla legge nazionale. La campagna “Mai più cassonetti”, che prevede il sistema di raccolta differenziata ‘porta a porta’ esteso sull’intera città per tutte le frazioni merceologiche, compreso il vetro, dimostra ancora una volta l’efficienza di questo modello di gestione integrata di rifiuti urbani.
I Comuni di San Pancrazio Salentino (Br), San Michele Salentino (Br), Anzano di Puglia (Fg) ed Erchie (Br), con una media di RD rispettivamente del 58,1%, 57,7%, 57,6,% e 57% si aggiudicano il Premio di Seconda Categoria. Quest’ultimo è assegnato a quei Comuni che hanno raggiunto e superato l'obiettivo di Piano Regionale del 56% fissato per il 2011.
Ricevono il Premio Start Up i Comuni di Cellamare (Ba), Mesagne (Br), Mola di Bari (Ba), Torre Santa Susanna (Br) e Rutigliano (Ba) per aver raggiunto nel periodo che va da settembre/ottobre 2011 a settembre/ottobre 2012 percentuali superiori al 56% di RD, pari all’obiettivo di Piano Regionale del 56% fissato per il 2011.
La Menzione Speciale Teniamoli D'Occhio, quest’anno, viene assegnata ai comuni di: Andria (Bt), Canosa di Puglia (Bt) e Ostuni (Br). Questo riconoscimento viene assegnato a tutti quei comuni che negli ultimi mesi del 2012 hanno avviato un nuovo modello di una raccolta differenziata raggiungendo percentuali in linea con gli obiettivi regionali e nazionali.
Questi sono solo alcuni dei dati dell’edizione pugliese di “Comuni Ricicloni”, la storica iniziativa nazionale di Legambiente che dal 1994 premia comunità locali, amministratori e cittadini che hanno ottenuto i migliori risultati nella gestione dei rifiuti e nelle buone pratiche.
La 5^ edizione pugliese di Comuni Ricicloni è stata realizzata da Legambiente Puglia grazie al contributo dell'Assessorato alla Qualità dell'Ambiente della Regione Puglia e al patrocinio di Anci Puglia. Le classifiche sono state elaborate incrociando i dati raccolti mediante l’invio dell’apposito questionario alle Amministrazioni locali e quelli forniti dai Comuni al Servizio Ciclo dei Rifiuti e Bonifica della Regione Puglia e pubblicati sul Portale Ambientale della Regione Puglia. In graduatoria compaiono i Comuni che hanno risposto al questionario di Legambiente e i Comuni che hanno trasmesso le 12 comunicazioni mensili alla Regione. Pertanto, su 258 Comuni pugliesi, è stato possibile prenderne in esame 252 (pari al 97,7% del totale), mentre i Comuni che hanno risposto alla scheda inviata sono stati solo 71, ossia il 27,5% del totale.
Il dossier è stato presentato questa mattina, a Bari, da Francesco Tarantini, Presidente di Legambiente Puglia, alla presenza di Nichi Vendola, Presidente della Regione Puglia, Luigi Perrone, Presidente dell’Anci Puglia e Stefano Ciafani, Vice Presidente Nazionale di Legambiente.
“Finalmente anche la Puglia può vantare un comune capoluogo riciclone ossia Andria – dichiara Francesco Tarantini, Presidente Legambiente Puglia – Questo Comune, con più di 100 mila abitanti, ha avviato, da settembre scorso, la raccolta differenziata porta a porta raggiungendo percentuali in linea con gli obiettivi regionali e nazionali. Insieme ad Andria, in questa edizione, abbiamo premiato altri dodici comuni, tra cui Monteparano, che per la terza volta si aggiudica il premio di Comune Riciclone. Ma oltre queste eccezioni -continua Tarantini- lo scenario rimane desolante con solo 17 Comuni sopra la soglia del 40% di RD, e con una media regionale di poco superiore al 17% di RD, a conferma che la Puglia continua ad essere fra le regioni che continuano ad affidarsi alla discarica per smaltire la maggior parte dei propri rifiuti. A questo si aggiunge il trend decisamente negativo dei capoluoghi di provincia e la richiesta di proroga dell’ecotassa da parte dei comuni inadempienti. In questo contesto dalle tinte in chiaroscuro, -conclude Tarantini- occorre una svolta su alcune priorità quali: il completamento degli impianti, ed in particolare la realizzazione di quelli per il trattamento della frazione umida, l’avvio della la raccolta differenziata porta a porta e l’approvazione dell’aggiornamento del Piano regionale per la Gestione dei Rifiuti Urbani”.
La Top Ten Assoluta, ovvero la classifica dei primi dieci Comuni della Puglia, registra la presenza importante dei Comuni dell’ex ATO BR2 che occupano 5 posizioni su 10. Entrano nella top ten assoluta i Comuni di Troia (Fg) e Apricena (Fg), rispettivamente con il 52,8% e il 46,3% di RD.
Nella Top Ten dei Piccoli Comuni, ossia quelli al di sotto dei 5.000 abitanti, anche quest’anno si confermano: Monteparano (Ta), Candela (Fg) ed Anzano di Puglia (Fg).
Nella Top Ten dei Comuni di media dimensione, ossia quelli tra i 5.001 e i 20.000 abitanti, le prime tre posizioni sono occupate da altrettanti Comuni brindisini: San Pancrazio Salentino (Br) 58,1%, San Michele Salentino (Br) 57,7% e Erchie (Br) 57,0%. A seguire in classifica ci sono Troia (Fg), Latiano (Br), Oria (Br), Apricena (Fg), Villa Castelli (Br), Maglie (Le) e il solo Comune di Toritto per la Provincia di Bari.
Nella Top Ten dei grandi Comuni, ossia quelli sopra i 20.000 abitanti, troviamo al primo posto Francavilla Fontana (Br) con il 45,6%, seguito da Ceglie Messapica (Br) con il 43,7% e San Severo (Fg) con il 36,3%.
Infine, restano deludenti anche per questa edizione i risultati conseguiti dai Capoluoghi di Provincia. Il Comune di Brindisi, infatti, al primo posto, riesce a raggiungere solo il 28,2% di RD. Barletta e Bari, rispettivamente al secondo e terzo posto, superano di poco il 20%. Lecce e Trani raggiungono invece la stessa percentuale del 15,7%. In questa classifica, il Comune di Andria compare con una percentuale ancora del 10,3% riferita al 2011, in quanto il nuovo modello di raccolta dei rifiuti con il sistema ‘porta a porta’ è partito solo dal mese di settembre 2012. Decisamente negativo il trend per i Comuni di Taranto al 8,9% e Foggia, fanalino di coda con solo il 2,9% di RD.
“Nella Regione Puglia -dichiara Stefano Ciafani, Vice Presidente Legambiente Nazionale- le esperienze positive si limitano ancora a poche realtà. Nella limitrofa Regione Campania, per avere un termine di paragone, i Comuni Ricicloni che nel 2011 avevano una raccolta differenziata superiore al 60% sono stati ben 161. Per voltare pagina definitivamente si dovranno replicare le buone pratiche gestionali di raccolta domiciliare in tutti i Comuni, a partire dai capoluoghi, sul modello di quanto fatto finalmente anche in Puglia come ad Andria e Canosa. Un obiettivo che potrà essere raggiunto solo penalizzando economicamente lo smaltimento in discarica ed è per questo che sarebbe un errore grave e imperdonabile prorogare l’entrata in vigore della nuova legge sull’ecotassa regionale, come richiesto”.
“Per il quinto anno ANCI Puglia collabora all’edizione regionale di Comuni Ricicloni, l’iniziativa di Legambiente, che va assumendo un ruolo fondamentale per il consolidamento della cultura della raccolta differenziata di qualità e del riciclo – spiega Luigi Perrone, Presidente Anci Puglia – I rifiuti possono e devono diventare beni riciclabili con enormi vantaggi economici e ambientali per la collettività. Di questo i sindaci sono consapevoli e sono pronti a prendersi le proprie responsabilità, lo dimostrano proprio le eccellenze rappresentate dai comuni che premiamo oggi. Ma va anche detto delle difficoltà emerse nell’applicazione della nuova normativa regionale. L’obbiettivo del 40% di raccolta differenziata (L.R. 38/12) comporta per buona parte delle amministrazioni comunali un notevole incremento del costo del servizio di igiene urbana e del relativo tributo, con ovvie ricadute sul territorio. Inoltre, il divieto di indire nuove procedure di gara per l’affidamento del servizio di spazzamento, raccolta e trasporto (art. 24 L.R. 24/2012), ha aggravato la gestione del ciclo rifiuti, compromettendo l’obiettivo di differenziata ed esponendo il Comune al massimo livello della sanzione “ecotassa”. Dopo l’esame in V^ Commissione Consiglio Regionale, anche su nostra richiesta, pare vi sia un orientamento del Governo regionale verso un rinvio dell’ecotassa, provvedimento che riteniamo opportuno, assieme alla modifica della Legge 24/12”.

lunedì 10 dicembre 2012

Treni: la Regione toglie i manifesti, ma la situazione resta precaria

Treni dalla Puglia per il Nord? La situazione non è certamente ottimale, ma qualche passo in avanti è stato fatto. Il nuovo orario invernale di Trenitalia ha parzialmente accolto le sollecitazioni della Puglia e dal palazzo del Consiglio regionale, come segno di buona volontà dell’Assemblea, verranno rimossi i cartelloni di protesta che incombono sulla stazione centrale di Bari e sui binari dallo scorso 14 gennaio.
Lo ha annunciato il presidente del Consiglio regionale, Onofrio Introna, nel prendere atto del “saldo positivo dei collegamenti ferroviari”, che contano ora 20 coppie di treni a lunga percorrenza: 6 sulla tratta per Roma, 3 per l’hub di Bologna, 7 per Milano, 2 per Torino, 2 per Venezia.
Dal gennaio 2012, com’è noto, sulla facciata della sede consiliare di via Capruzzi, a Bari, due cartelloni 6 metri per 3 riproponevano la parola d’ordine dell’intera comunità pugliese: “La Puglia non è un binario morto. Ridateci i treni”.
“Avevo preso atto della disponibilità del ministro Passera e dell’amministratore delegato delle Ferrovie, Mauro Moretti, a non aggravare la perifericità delle destinazioni pugliesi con una programmazione ferroviaria ragionieristica. Noto, con soddisfazione, che anche i vertici si sono accorti che il nostro Paese non può essere reso più lungo di quello che è e che gli scali pugliesi non devono risultare più lontani di quello che sono”.
“Le nostre proteste sono servite, ma le nostre esigenze restano tuttora attuali – aggiunge il presidente Introna – e devono diventare una realtà condivisa, sul piano di un confronto con Roma che deve restare un tavolo permanente, sempre aperto, sempre attento ai problemi del trasporto ferroviario da e per il Mezzogiorno, da e per la Puglia”.
Resta comunque altissimo il gap come qualità dei trasporti e come quantità dei collegamenti che la Puglia deve registrare nei confronti delle altre realtà italiane. 20 treni al giorno per il nord, con orari che spesso costringono chi deve recarsi a Roma o a Milano per affari e per brevissimo periodo, a sfruttare la notte per i viaggi o, in alternativa, a prendere il treno del giorno precedente.
Anni fa c'era un treno "TrenOk" che partendo alle 5 del mattino permetteva di essere in un orario più che decente nella Capitale e di ritornare alla stazione di Bari per le ore 20. La soluzione ideale. Senza contare il prezzo del biglietto altamente competitivo (9 €, 19  € o 29 € a seconda della promozione).
Quel treno i pugliesi lo stanno ancora rimpiangendo.
Una nota di colore. Sul sito di Trenitalia non esiste la possibilità di visualizzare tutti gli orari di partenza da una stazione (a caso). Per poter analizzare l'orario preciso ed aggiornato dei treni bisogna ricolversi direttamente in stazione. Perchè non mettere un banale pdf del manifesto affisso su ogni binario?
di Roberto Mastrangelo

Regione Puglia: servono chiarezza e trasparenza nei rapporti con i fornitori

Trasparenza? Chiarezza nei rapporti? Univocità di percorsi? Gare d'appalto lineari? Burocrazia efficente? Nel mondo della Sanità pugliese siamo ancora anni luce lontani da questi concetti.
Le gare di appalto sono un vero e proprio labirinto, le procedure sono elefantesche, e mentre la burocrazia sguazza in questa palude spesso, per non dire sempre, i fornitori sono al collasso per il semplice motivo che... chi deve pagare non paga.
Tutto questo deve finire, e non soltanto perchè una legge del Governo nazionale ha imposto per le Pubbliche Amministrazioni il pagamento delle forniture entro trenta giorni (ma in Puglia chi dovrà controllare le Asl?), ma anche e soprattutto perchè si rischia davvero la paralisi. Strutture private convenzionate, ma non solo.
Trovare chi si accollerà il "rischio" di fornire gli ospedali pugliesi di materiale di consumo, di medicinali, perfino di carta igienica, rischia di diventare difficile, visto l'andazzo che da anni (le prime denunce formali dell'Aforp risalgono al 2008).
A rilanciare il problema è Giuseppe Marchitelli, presidente dell'Aforp, l'associazione che riunisce i fornitori della Regione Puglia.
“Uscire dall’area di illegittimità e illegalità e avviare una profonda ricognizione di tutte le gare di appalto per rilanciare un’azione che mira all’appropriatezza e compatibilità di spesa”.
E’ quanto afferma Marchitelli che, insieme alle piccole e medie imprese, è coinvolto nella grave crisi economico-finanziaria che attraversa il Paese. In secondo luogo sente di muovere un appello alle istituzioni regionali ed al management del sistema sanitario regionale, affinché venga esperita ogni formalità che ponga fine alla situazione di stallo che perdura ormai da anni, nelle procedure di gare, che insistono sul territorio regionale.
“Le nostre imprese – sottolinea Marchitelli - sono in apnea e, nelle prossime ore, faremo grandi sacrifici per onorare il pagamento delle tredicesime ai nostri dipendenti, molte imprese italiane purtroppo come affermato dalla CGIA di Mestre, non potranno erogare le tredicesime ai propri dipendenti; non ci aspettavamo un periodo così lungo di recessione, anche se, la negligenza di alcuni Pezzi dello Stato e della regione, ci stanno mettendo a dura prova e non riusciamo a vedere la luce in fondo al tunnel. Mancanza di certezze, ritardati pagamenti, mancata certificazione del credito, impedimento ad attivare decreti ingiuntivi, gare esperite con il contagocce, prezzi di riferimento al ribasso, mancanza di investimenti tecnologici, tra le cause del nostro default. Se dovesse permanere questa situazione saremo costretti, ahinoi, a prendere decisioni difficili e irrevocabili ed immaginare persino la chiusura delle nostre imprese”.
E tutto sommato Marchitelli, nonostante il quadro generale non sia confortante, esprime un giudizio positivo sull’operato della Regione Puglia che ha favorito accordi transattivi con le imprese della sanità: “Devo riconoscere che la Regione Puglia, con due delibere riguardanti accordi transattivi con le imprese della sanità, ha accolto le nostre istanze ed ha dimostrato sensibilità istituzionale e dopo un lungo braccio di ferro, anche le ASL meno organizzate, hanno liquidato sia pur con ritardo le nostre fatture dell’anno 2011 con una sola eccezione; una boccata d’ossigeno salutare in tempi di crisi, rimane da liquidare l’anno 2012 che va a concludersi”.
Ma può bastare? Crediamo di no. Bisogna mettere a regime un nuovo meccanismo nei rapporti tra il pubblico ed il privato.
"Nell’ultima settimana -s piega Marchitelli - abbiamo riunito i vertici della nostra Associazione e l’aria che si respira tra gli imprenditori, non è per niente buona, perché gravano problematiche che sembrano irrisolvibili. Infatti, a conclusione del Consiglio Direttivo, l’AFORP, ha emesso una nota in cui invitiamo la Regione a voler sensibilizzare le Direzioni di tutte le aziende sanitarie pubbliche a produrre una ricognizione delle procedure scadute per uscire dall’area di illegittimità e di illegalità, ponendo a trasparenza piani di acquisti e piani di investimenti, di attivare urgentemente ogni gara, evitando inutili centralizzazioni degli acquisti, riportando gli investimenti in area di appropriatezza e compatibilità di spesa”.
Il Presidente Marchitelli, in prossimità dell’inizio del nuovo anno e in considerazione delle dichiarazioni recentemente rilasciate, dal Presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, che lasciano presagire per il 2013 una lieve ripresa, si augura che: “si diano risposte certe e qualificate alle istanze che arrivano dalle piccole e medie imprese che rappresentano il sistema produttivo dell’Italia. Se invece si perdurerà nella situazione di stallo ci saranno conseguenze ancora peggiori con licenziamenti e chiusure delle imprese e recessione in picchiata”.
di Roberto Mastrangelo

giovedì 6 dicembre 2012

Don Uva, l'appello dei famigliari dei pazienti per salvare la struttura

Riceviamo e pubblichiamo ben volentieri una accorata lettera/appello del Comitato Spontaneo dei Famigliari dei Pazienti dell'Ospedale Don Uva di Foggia, sulla situazione che i dipendenti dell'Istituto sono costretti a vivere ormai da troppo tempo.

Di seguito il testo.

"Siamo un gruppo di famigliari di pazienti ricoverati o in cura presso gli istituti ed i centri di riabilitazione del complesso ospedaliero Opera Don Uva di Foggia.
Vogliamo manifestare ed esprimere la nostra solidarietà verso i dipendenti della struttura per i gravi problemi cui devono far fronte da molti mesi. Vogliamo testimoniare la nostra vicinanza ai lavoratori ed ai professionisti che con rigore e serietà, nonostante il mancato pagamento degli stipendi, nonostate una miriade di disagi logistici e nonostante la preoccupazione esistente per le sorti future dell’Ente, svolgono ogni giorno il loro lavoro con dedizione, assicurando quel livello di assistenza sanitaria e riabilitativa, che tanto onore ha fatto al Don Uva nel corso degli anni.
Siamo pronti a scendere, anche noi, in piazza per manifestare accanto ai dipendenti del Don Uva. Siamo pronti ad affiancarci ai medici, alle infermiere, agli operatori, agli educatori, alle logopediste ed alle fisioterapiste che ogni giorno si prendono cura dei nostri figli disabili, dei nostri genitori colpiti dall’Alzheimer, dalle nostre zie in riabilitazione, dei nostri nonni in RSA e dei nostri cari malati terminali ricoverati in Hospice. Siamo pronti a far sentire fortissima la nostra voce che chiede aiuto a tutti: istituzioni religiose e civili, forze politiche, economiche e sociali del territtorio. Noi vi supplichiamo: intervenite! Salvate il Don Uva!
Salvate la possibilità di continuare ad avere una speranza di guarigione per i nostri cari. Perché questo rappresenta, per noi, il Don Uva: una possibilità, una via, una speranza.
Oltre le cure, gli interventi, i sorrisi, le carezze e l’affetto che tutti gli operatori dimostrano quotidianamente.
Il nostro appello è rivolto al Santo Padre Benedetto XVI e al nostro Vescovo Mons. Francesco Pio Tamburrino, al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al Premier Mario Monti, al Prefetto di Foggia Luisa Latella, al Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, ai Senatori ed ai Deputati espressione della Capitanata, agli Assessori e ai Consiglieri della Regione Puglia, al Presidente della Provincia Antonio Pepe, al Sindaco di Foggia Gianni Mongielli e - ma non per ultimi - a tutti i responsabili delle associazioni per diversamente abili e delle associazioni sanitarie, culturali e di volontariato del territorio.
Noi vediamo nello sguardo dei nostri anziani un sorriso per le cure che ricevono e vediamo i successi riabilitativi dei nostri figli che nel Centro di Riabilitazione trovano una seconda casa. Realtà che rafforzano il nostro desiderio per la loro guarigione. Nessuna crisi ha il diritto di cancellare la nostra speranza ed il nostro grazie per tutto ciò che queste persone fanno per noi.
Non ci interessa accusare o sapere di chi siano le colpe e le responsabilità di una crisi aziendale tanto grave; a noi interessa che la nostra richiesta di intervento arrivi sino al Vaticano, arrivi nei corridoi della politica di Roma e sui tavoli della Regione Puglia e che giunga nelle stanze del Tribunale di Trani: salvate il Don Uva! Voi gente della Chiesa, che come noi credete nella solidarietà verso chi soffre, voi esponenti politici che non potete far finta di niente, voi rappresentanti istituzionali che sentite il dovere di intervenire: fatelo! L’amore che nutriamo verso i nostri cari malati, ve ne sarà grato".



Info:
Facebook COMITATO SPONTANEO DEI FAMIGLIARI DEI PAZIENTI DELL’OSPEDALE DON UVA DI FOGGIA
Tel. 329.0706811
E-mail famigliaridonuva@libero.it

giovedì 29 novembre 2012

Ilva, una bomba sociale che sta per colpire l'intero sistema-Puglia

Una vera bomba sociale di dimensioni vastissime sta per colpire l’intero sistema produttivo della nostra regione; all’annoso problema ambientale della città di Taranto si aggiunge ora un’emergenza occupazionale pesantissima che coinvolge tutta la provincia ionica, ma anche il brindisino, l’alto Salento e il sud barese.
Per l’ANCI Puglia è fondamentale far comprendere a tutti gli attori di questa vicenda che quello dell’ILVA non è e non deve essere trattato come un problema della sola città di Taranto, e che invece la crisi del siderurgico tarantino tocca nel vivo un territorio ampio, decine di realtà comunali e un comprensorio interprovinciale.
In questi giorni l’Associazione dei Comuni si mobiliterà accanto gli amministratori dei territori più colpiti da questa crisi per organizzare gli sforzi e condividere iniziative politiche unitarie, al fine di individuare e sostenere una soluzione che sia nell’interesse esclusivo dei cittadini pugliesi.
“C’è grande preoccupazione nei nostri territori per la vicenda e per il conseguente gravissimo impatto sociale. - ha commentato il presidente Anci Puglia Luigi Perrone - Da un lato il fondamentale diritto alla salute e dall’altro quello sacrosanto al lavoro in piena contrapposizione, mentre la nostra economia è in recessione. Serve immediato intervento del Governo per procedere a risanamento area e per consentire produzione siderurgica sicura e sostenibile. Domani riuniremo Comitato Direttivo e nei prossimi giorni incontreremo sindaci pugliesi per concordare iniziative e azioni congiunte.”
“Situazione gravissima - ha dichiarato Gianvito Matarrese, vicepresidente Vicario Anci Puglia - penso ai mutui delle famiglie dei lavoratori, penso alla disoccupazione come terreno fertile per la criminalità, ma anche al diritto alla salute dei Tarantini. Oggi anche il maltempo si accanisce su questa vicenda. Politica e giustizia si confrontino subito, ma intervengano con coscienza e in fretta per evitare una grave emergenza sociale.”
Intanto oggi è previsto a Roma un vertice sulla questione Ilva, e ci si aspetta un decreto legge che possa portare alla riapertura dello stabilimento, così come ripetuto più volte sia dal ministro Clini che dal ministro Fornero.
“Valuteremo la proposta del presidente Monti e poi decideremo. Se il decreto non dovesse tener conto dei profili di danno sanitario servirebbe soltanto a risolvere il problema occupazionale ma potrebbe non essere sufficiente a dare risposte alle tematiche di natura sanitaria ed ambientale. La priorità, evidentemente, è quella della tutela del diritto alla salute ma confido sempre nella possibilità di una via che risolva entrambe le questioni”. 
A dichiararlo l'Assessore alla Qualità dell'Ambiente Lorenzo Nicastro che, dopo aver partecipato ieri all'incontro con tutti gli assessori regionali all'Ambiente ed il Ministro Clini parteciperà a Palazzo Chigi a vertice sulla vicenda Ilva.
di Eliona Cela

giovedì 15 novembre 2012

Fino al 30 novembre il gusto pugliese è a New York

Un assaggio di Puglia, a New York, fino al 30 novembre. L’iniziativa “A taste of Puglia” coinvolge 11 imprese pugliesi, 8 ristoratori newyorkesi e 2 gourmet. E’ promossa dall’Aicai azienda speciale della Camera di Commercio di Bari, in collaborazione con l’assessorato alle attività produttive della Provincia BAT e l’assessorato all’Agricoltura della Provincia di Bari realizzerà a New York. 
Degustazioni mirate e promozioni dei prodotti pugliesi nei ristoranti: Alfredo of Rome, Ballarò, Cacio e Vino I Trulli, Il Corso Il Gattopardo, Nonna Bella, The Leopard at des Artistes Tiella e Trattoria Cinque e nei gourmet store De Cicco Family e Di Palo Fine Foods and Enoteca Di Palo. 
I ristoratori inseriranno nel loro menù uno speciale Puglia con indicazione dei prodotti e dei vini che si potranno degustare ed in ogni ristorante verrà allestito un corner espositivo con tutte le aziende che hanno aderito. 
Inoltre il 15 novembre alla Trattoria Cinque dalle 10 alle 13.30 si svolgeranno gli incontri bilaterali d’affari tra le aziende pugliesi e i 16 importatori/distributori americani. Seguirà alle 13,30 un lunch degustazione con un menù tipico pugliese preparato dallo Chef Mario Musci di Trani. Al pranzo parteciperanno gli importatori, i distributori ed i giornalisti delle riviste specializzate. 
Le undici aziende pugliesi partecipanti: Azienda agricola Giuliani Raffaele; Azienda agricola di Micco Pasqua; Cantine Miali; Capricci del Pellegrino S.n.c.; Pane & Co di Maiullaro Michele; Puglia Conserve S.r.l; Puma conserve S.r.l; Uliveti Berbera D.o.p; Union S.r.l.; Vigne di Rasciatano; Le Deliziose Pasticceria.
di Vincenzo Matano

mercoledì 14 novembre 2012

Apulia Film Commission: come ti faccio diventare un Produttore

Dalle note biografiche di un blog dedicato alle "eccellenze pugliesi":
SILVIO MASELLI: Nasce nel 1975 a Bari dove studia Scienze politiche, laureandosi in storia contemporanea.
Dopo un master in “Management culturale”, va a vivere a Roma dove si occupa dapprima di distribuzione cinematografica, comunicazione, marketing ed eventi culturali e successivamente di gestione aziendale in Fandango. Dal 2004 è docente a contratto in “Tecniche delle produzioni audiovisive” presso l’Università degli Studi di Bari.
Dal 2005 al 2007 si occupa di comunicazione commerciale, istituzionale e politica a Bari, lavorando come account e analista strategico presso l’agenzia di comunicazione Proforma.
Dal luglio 2007 è il primo direttore generale della Apulia Film Commission, Fondazione istituita dalla Regione Puglia per attrarre investimenti nel settore dell’audiovisivo, accogliere le produzioni cinematografiche e presiedere alle politiche di sviluppo del settore audiovisivo in Puglia.
Dopo un master in “Management culturale”, va a vivere a Roma dove si occupa dapprima di distribuzione cinematografica, comunicazione, marketing ed eventi culturali e successivamente di gestione aziendale in Fandango. Dal 2004 è docente a contratto in “Tecniche delle produzioni audiovisive” presso l’Università degli Studi di Bari.
Dal 2005 al 2007 si occupa di comunicazione commerciale, istituzionale e politica a Bari, lavorando come account e analista strategico presso l’agenzia di comunicazione Proforma.
Dal luglio 2007 è il primo direttore generale della Apulia Film Commission, Fondazione istituita dalla Regione Puglia per attrarre investimenti nel settore dell’audiovisivo, accogliere le produzioni cinematografiche e presiedere alle politiche di sviluppo del settore audiovisivo in Puglia.
Non vi è dunque traccia di alcuna attività di "produzione cinematografica" in senso proprio e stretto nella tutto sommato banale carriera di questo giovane "manager" barese.
Ma andiamo a controllare la voce "Silvio Maselli" sul più prestigioso (e caro) database dedicato al cinema e in genere al mondo delle arti audiovisive, IMDb:

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Producer (14 titles)
2012
La sala (short) (producer) 

2012
La nave dolce (documentary) (producer) 

2011
Il Bando (short) (producer) 

2011
Lutto di civiltà (short) (producer) 

2011
Mimmo, Mimino e Mimì (documentary) (producer) 

2011
Pòppitu (short) (producer) 

2010
Giardini di luce (short) (producer) 

2009
Danze di palloni e di coltelli (documentary short) (producer) 

2009
Il vento è cambiato (short) (producer) 

2009
Kalif (documentary short) (producer) 

2009
Di chi sei figlio (documentary short) (producer) 

2009
Otnarat (documentary short) (producer) 

2009
Salento terra di popoli (documentary short) (producer) 

2009
Vituccio, terra e canti (documentary short) (producer) 

Se poi si fa lo stesso tipo di verifica con la voce "Apulia Film Commission" viene fuori questo articolato elenco:
 
  1. Come il vento (2013) ... Production Company (support)
  2. E la chiamano estate (2012) ... Production Company (support)
  3. La sala (2012) ... Production Company
  4. La nave dolce (2012) ... Production Company
  5. È stato il figlio (2012) ... Production Company (support)
  6. Il sole dentro (2012) ... Production Company (support)
  7. La Casa Nuova (2012) ... Production Company
  8. Non me lo dire (2012) ... Production Company
  9. Il paese delle spose infelici (2011) ... Production Company (support)
  10. Appartamento ad Atene (2011) ... Production Company (support)
  11. Il villaggio di cartone (2011) ... Production Company (support)
  12. Ruggine (2011) ... Production Company (support)
  13. Dreamland: La terra dei sogni (2011) ... Production Company (support)
  14. Il Bando (2011) ... Production Company
  15. Lutto di civiltà (2011) ... Production Company
  16. Poppitu (2011) ... Production Company
  17. Se sei così ti dico sì (2011) ... Production Company (support)
  18. Il colore del vento (2011) ... Production Company (support)
  19. Biondina (2011) ... Production Company (participation)
  20. Pòppitu (2011) ... Production Company
  21. L'estate di Martino (2010) ... Production Company (support)
  22. Il primo incarico (2010) ... Production Company (support)
  23. Noi credevamo (2010) ... Production Company (support)
  24. Mine vaganti (2010) ... Production Company (support)
  25. Giardini di luce (2010) ... Production Company
  26. L'uomo nero (2009) ... Production Company (support)
  27. L'altra metà (2009) ... Production Company (support)
  28. Cado dalle nubi (2009) ... Production Company (support)
  29. Uerra (2009) ... Production Company (support)
  30. Danze di palloni e di coltelli (2009) ... Production Company (production company)
  31. Il vento è cambiato (2009) ... Production Company (production company)
  32. Non Ti Voltare (2009) ... Production Company (support)
  33. Kalif (2009) ... Production Company (production company)
  34. Di chi sei figlio (2009) ... Production Company (production company)
  35. Otnarat (2009) ... Production Company (production company)
  36. Salento terra di popoli (2009) ... Production Company (production company)
  37. Vituccio, terra e canti (2009) ... Production Company (production company)
  38. Il passato è una terra straniera (2008) ... Production Company (support)
Distributor - filmography
  1. Il Bando (2011) ... Distributor (2011) (Italy) (theatrical)
  2. Lutto di civiltà (2011) ... Distributor (2011) (Italy) (all media)
  3. Pòppitu (2011) ... Distributor (2011) (Italy) (theatrical)
  4. Il vento è cambiato (2009) ... Distributor (2009) (Italy) (all media)
  5. Kalif (2009) ... Distributor (2009) (Italy) (all media)
  6. Di chi sei figlio (2009) ... Distributor (2009) (Italy) (all media)
  7. Otnarat (2009) ... Distributor (2009) (Italy) (all media)
  8. Salento terra di popoli (2009) ... Distributor (2009) (Italy) (all media)
  9. Vituccio, terra e canti (2009) ... Distributor (2009) (Italy) (all media)
Miscellaneous Company - filmography
  1. Controra (2013) ... Funding

Per cui Silvio Maselli risulta Producer (produttore) di 14 film, ma non in quanto direttore dell'Apulia Film Commission (ruolo che ricopre dal 2007) ma in quanto Silvio Maselli.
Stare su Internet Movie Database (IMDb) non è gratuito. Un abbonamento "medio" costa circa 125 dollari l'anno per ogni voce listata. Ci chiediamo chi abbia pagato per far diventare un impiegato della Fandango, nonchè "analista Strategico" di Proforma, un Producer, cioè un produttore cinematogarfico, una definizione che ci fa ricordare nomi come Ponti e de Laurentis.

giovedì 8 novembre 2012

Seat Pagine Gialle investe in Puglia

Seat Pagine Gialle Italia investe in Puglia e consolida la propria presenza nel tacco d’Italia. Presso la Presidenza della Giunta Regionale si è tenuto un incontro tra istituzioni, mondo associativo ed imprese. Erano presenti Loredana Capone, Vice Presidente e Assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia, Vito D’Ingeo, Responsabile Servizi alle Imprese della Camera di Commercio di Bari, Fabiano Lazzarini, General Manager IAB Italia e Roberto Veronesi, Direttore Comunicazione di SEAT Pagine Gialle. L’incontro si è tenuto in occasione dell’ampliamento della struttura territoriale di Seat PG Italia in Puglia, per garantire alle aziende locali una ancora maggiore vicinanza. La nuova struttura prevede in Puglia 5 presidi (due a Bari, Foggia, Lecce, Taranto) ed è partner di oltre 12.000 imprese e dal 2011 ha realizzato nella regione 10.300 siti, portando sul web altrettante imprese. “Accogliamo con particolare soddisfazione – ha affermato la vicepresidente della Regione Puglia e assessore allo Sviluppo economico Loredana Capone - la volontà di Seat PG di investire in Puglia, creando nuovi posti di lavoro”. “La Puglia – ha aggiunto la Capone – ha le carte in regola perché le rivoluzione digitale entri in tutte le aziende oltre che in tutte le case. Grazie alle nostre politiche siamo la prima regione in Italia per indice di copertura da banda larga, ne è servito infatti il 99,2% della popolazione.”
Durante l’incontro, inoltre, sono stati proiettati dei dati riguardanti la presenza sul web delle aziende pugliesi. L’indagine mostrata da Veronesi ha mostrato un quadro alquanto desolante. E’ emerso, infatti, che a fronte di una importante presenza dei cittadini online, ben 2.000.000 di pugliesi (pari al 58,4% della popolazione), solo il 40% delle imprese ha un sito web. “Il web è ormai una realtà quotidiana della vita di tutti i cittadini – ha affermato Roberto Veronesi - e rappresenta sempre più un efficace strumento per il business delle imprese, con particolare riguardo per le PMI e le attività commerciali, ossatura del nostro sistema economico. Il digitale, inoltre, rappresenta la chiave di volta per consentire alle imprese di aprirsi a mercati di più ampio respiro, anche internazionale, e di essere maggiormente competitive. Seat PG incrementa il proprio impegno e la propria presenza in Puglia in quanto si tratta di un territorio particolarmente ricettivo dal punto di vista imprenditoriale, fortemente innovativo e dotato di infrastrutture all’avanguardia”.
di Andrea Dammacco

venerdì 2 novembre 2012

RIMBAMBAND - Ricetta di felicità

I sette segreti per essere felici? Ve li svelerà la Rimbamband (www.rimbamband.it), la straordinaria formazione teatrale e musicale pugliese che continua a riscuotere successi e «sold out» nei teatri di tutta Italia. Sette segreti, ma anche sette «consigli» per scoprire la ricetta della felicità: sarà questa la chiave di un progetto nuovo di zecca che la Rimbamband ha messo a punto e sta per lanciare dopo sette mesi di lavoro, privilegiando l’interazione diretta con i propri fan e il coinvolgimento attivo con tutti coloro che sostengono il gruppo.
«PausaRimbamband – Come essere felici nonostante la crisi?» sarà il titolo del nuovo appuntamento in cui i cinque «rimbambini» più famosi d’Italia (Raffaello Tullo, Renato Ciardo, Nicolò Pantaleo, Vittorio Bruno, Francesco Pagliarulo) proporranno «pillole» di buonumore, ogni lunedì, a partire dal 5 novembre (fino al 24 dicembre), alle 11 in punto: sul canale YouTube ufficiale della Rimbamband (www.youtube.com/Rimbamband), sulla pagina Facebook (www.facebook.com/Rimbamband), sull’account Twitter (@Rimbamband, hashtag #pausarimbamband) e sul sito www.pausarimbamband.it sarà pubblicata una clip comica che la Rimbamband ha prodotto (saranno sette inedite, in tutto, più una «ghost track» finale) con l’intento di far sorridere e divertire tutti coloro che hanno bisogno di una pausa, per riprendersi dallo stress quotidiano. 
«Torna bambino», «Sconfiggi le tue paure», «Sii creativo», «Fai da te», «Non farti tele…comandare», «Sii generoso», «Fidati degli amici»: questi i sette segreti per essere felici. Nel perfetto stile del gruppo, giocando tra situazioni surreali e gag esilaranti, la musica e il teatro in tutte le loro declinazioni, unite alla comicità esplosiva, saranno la cifra stilistica delle clip (della durata massima di tre minuti l’una), scritte da Raffaello Tullo, con la regia e il montaggio di Michele Didone (direttore della fotografia Dario Di Mella, scenografie e costumi di Lucrezia Tritone, trucco di Virginia Calamita, arrangiamenti musicali della Rimbamband, web strategy Marica Buquicchio).
Sabato 3 novembre alle 18,30, inoltre, la Rimbamband presenterà ufficialmente il progetto al Fortino S. Antonio di Bari, proiettando i sette corti inediti che poi saranno pubblicati nei vari social network ufficiali del gruppo, a partire da lunedì 5 novembre, alle 11, uno alla settimana.
L’impegno della Rimbamband non si fermerà qui: domenica 4 novembre, alle 21, il gruppo sarà tra gli ospiti speciali, al Tatì Ristoart di Bari, di una delle serate del progetto Ridens Factory; mentre dal 9 novembre al 2 dicembre saliranno sul palco delTeatro Brancaccino di Roma (15 repliche) con lo spettacolo Rimbamband Show, per poi calcare quello del Teatro San Babila di Milano (il 3 dicembre). Il 2012 del gruppo si chiuderà poi a Orvieto, dove dal 28 dicembre all’1 gennaio, saranno tra gli ospiti di punta di Umbria Jazz Winter. Tutte le altre date di una tournèe invernale ricchissima sono sul sito ufficiale www.rimbamband.it.

di Maria Pia Ferrante

mercoledì 31 ottobre 2012

Il successo dei prodotti pugliesi al Salone del Gusto di Torino


Alla sua nona edizione il Salone internazionale del Gusto di Torino che si è appena concluso si conferma come la più rappresentativa vetrina del patrimonio agroalimentare mondiale.
L’immenso contenitore, 80.000 mq, 1000 espositori e 80.000 partecipanti, che dà voce a chi coltiva, alleva e trasforma i prodotti della terra, ancora una volta ha evidenziato attraverso laboratori del gusto e attività educative la centralità della corretta alimentazione nella vita di ogni persona. 
Lo stesso Oscar Farinetti, protagonista indiscusso di un fenomeno di grande successo che rilancia l’Italian life style in ogni angolo della terra, in occasione del Salone ha tenuto a ribadire quanto sia fondamentale intervenire sulla categoria degli educatori (a partire dalla famiglia per finire alla scuola passando da ogni altra istituzione autorevole) per promuovere e radicare nei bambini, il nostro futuro, i principi di una sana alimentazione così come l’esempio della gastronomia italiana è capace di indicare attraverso gli innumerevoli salutari esempi che offre nei vari territori e nel rispetto dell’ambiente. 
In perfetta coerenza con lo spirito della manifestazione volto a valorizzare la qualità dei prodotti, la conservazione della diversità e delle tradizioni territoriali d’eccellenza, ha avuto luogo a Torino, in concomitanza col Salone, l’iniziativa organizzata dall’Associazione Propapilla insieme a Radici Wines, sostenuta dalla Provincia e della Camera di Commercio di Bari. La squadra di cucina della Masseria Bàrbera di Minervino Murge, nelle figure professionali di Nicola Màino e Riccardo Bàrbera, ha approntato in un lavoro collettivo con gli chef locali una serie di pranzi e cene presso i rinomati ristoranti Mamma Licia e Cantine Risso di Torino. 
Gli eventi hanno riscosso grande successo da parte di un pubblico che ha dimostrato particolare sensibilità ed entusiasmo per l’operazione proposta. I menù realizzati nelle differenti occasioni hanno presentato una panoramica ampia e di altissima qualità sui prodotti e sulla gastronomia pugliesi rivelando gli aspetti genuini e autentici che la nostra affascinante cultura tradizionale è in grado di esprimere. Così sono stati cucinati le cicerchie, i piselli essiccati (da cui è stata elaborata una deliziosa purea ritrovata in un piatto tanto apprezzato, purea di piselli, funghi cardoncelli, pane fritto e peperoni cruschi con olio extravergine), le orecchiette, le cicerchie condite con cime di rape, l'agnello preparato alla vecchia maniera "A' Cuturridd", il "cartoccio di salsiccia a punta di coltello", la parmigiana di zucca con la fonduta di canestrato, il Ragù, proposto nel pranzo finale di domenica, realizzato con tutti i pezzi di carne del nostro territorio ed infine la pasta con le cime di rape che ha dato vita ad un piatto dove le due culture regionali Piemontese e Pugliese hanno inserito i propri ingredienti: Tajarin alle cime di rape, acciughe e pomodori penduli. 
Esperienza di cui resterà traccia perché nelle carte dei due ristoranti il piatto rimarrà per il periodo di produzione delle cime di rapa che nei mercati rionali della città è facile reperire, anche di ottima qualità. La serata dedicata agli addetti ai lavori ha visto la partecipazione di alcuni giornalisti e del pizzaiolo di Corato Michele Aucelli che con la semola di grano duro di Selezione Casillo si è esibito nella preparazione dell’impasto di un’ottima focaccia, ricetta facilmente ripetibile anche in casa. Sono state poi sfornate due interessanti focacce, quella classica con il pomodoro e quella ripiena di mozzarella e ricotta forte, che hanno letteralmente emozionato i presenti, soprattutto dopo l’assaggio! La selezione delle 50 etichette di vino da vitigno autoctono presentate da Radici Wines non ha riscosso minor successo, è stata imponente ed è riuscita ad appassionare coinvolgendolo il pubblico che nei 4 giorni ha riempito le sale dei due ristoranti. 
Ogni piatto è stato abbinato a un vino le cui caratteristiche e informazioni riguardo al vitigno e alla cantina di provenienza venivano puntualmente fornite dal relatore, il giornalista Giuseppe Barretta, e da Nicola Campanile, patron di Radici Wines e della stessa Associazione Propapilla, sotto l’attenta e competente supervisione dell'esperto sommelier pugliese Enzo Pietrantonio. Dalle oltre 600 presenze transitate per i due ristoranti di Torino sono stati degustati il Fiano, il Bombino Bianco, il Minutolo, la Verdeca, la Malvasia Bianca, i rosati (da Nero di Troia, Montepulciano, Bombino Nero, Primitivo) e i rossi da Primitivo di Gioia del Colle, Nero di Troia, Montepulciano.
Alla luce del grande interesse suscitato in questa occasione e della grande e appassionata partecipazione registrata, l’Associazione Propapilla intende rinnovare e se possibile potenziare gli sforzi impiegati nella promozione e divulgazione delle eccellenze vitivinicole della Puglia. Nei prossimi mesi gli scambi culturali tra la Puglia e il Piemonte vedranno una continuazione, altri professionisti del settore piemontesi verranno a trovarci partecipando a educational tour da noi organizzati per fornire loro conoscenze e strumenti adeguati per divulgare nel loro territorio la nostra cultura enogastronomica. In un momento in cui la cultura dell’alimentazione e dell’enogastronomia in generale sta prendendo piede e i valori che rappresenta sono largamente condivisi, si deve mettere in risalto ogni primato produttivo conseguito, ogni risultato qualitativo e quantitativo raggiunto nel nostro settore ed esportarlo certi del successo che potremo ottenere in virtù della grande qualità e dell’autenticità delle filiere produttive che possiamo vantare, tutte pugliesi e legate a stretto filo coi diversi territori di provenienza, motivo di ulteriore fascino e garanzia di bontà. Le istituzioni locali e le amministrazioni stanno dando una grande mano alle numerose associazioni e comunità, e ai produttori che lavorano alacremente per conseguire l’affermazione sempre più ampia delle produzioni agroalimentari pugliesi a ragione individuando nello sviluppo del mercato del cibo un più che valido punto di partenza per ribaltare un modello che da tempo regola questo paese in crisi.

martedì 30 ottobre 2012

Michelle Obama ponte tra la dieta mediterranea e gli Stati Uniti

Michelle Obama, first lady americana
Un ponte tra Puglia e USA che vede come protagonista la First Lady Michelle Obama è stato appena costruito a Vernole, nel cuore del Salento. Si tratta chiaramente di un ponte in senso lato, di un collegamento imperniato su un concetto che è caro tanto alla moglie del presidente in carica Obama quanto agli organizzatori del Festival della Dieta Med-Italiana: la buona e sana alimentazione tipica del bacino del Meditteraneo. 
Conosciamo tutti la battaglia nella quale, fin dall’insediamento alla Casa Bianca, Michelle Obama ha creduto e per la quale ha anche fondato l’associazione “Let’s Move”, con l’eloquente sottotitolo “America’s move to raise a healtier generation of kids”. La piaga dell’obesità è sempre più in crescita nei “ricchi” Stati Uniti e l’unico antidoto che Miss Obama vuole proporre si collega direttamente ai nostri territori, e in particolare all’ormai celeberrima dieta mediterranea: per la varietà la naturalità dei suoi prodotti, non contenta di essere stata nominata nel 2010 patrimonio immateriale culturale dell'umanità dall’UNESCO, la dieta mediterranea è ora diventata la scelta giusta per salvare future generazioni di giovani americani da tutti i rischi medici derivanti da hamburger e fast food. 
E dallo scorso maggio proprio in virtù di tale impegno, nell’ambito del Festival della dieta Med-Italiana a Lecce è stato firmato il documento ufficiale di assegnazione onoraria di un antichissimo albero d’ulivo monumentale salentino (denominato “La Regina” e in piedi da quasi 1400 anni) alla First Lady degli USA, Michelle Obama; il tutto alla presenza di molte autorità del luogo, quali la Provincia di Lecce, la Camera di Commercio di Lecce, l’Unaprol, la Coldiretti Lecce e la Cooperativa Sant'Anna di Vernole (azienda produttrice dell'olio ricavato dall’albero). Proprio quest’ultima, contando sulla simbolica collaborazione di un gran numero di alunni di scuole di ogni ordine e grado, in data 27 ottobre ha raccolto i circa 6 quintali di olive frutto della maestosa “Regina” e ha prodotto ed imbottigliato del pregiatissimo extravergine. 
All’evento era stata invitata anche la First lady che però, per ovvie ragioni politiche (le elezioni per la presidenza americana si terranno il 4 novembre), non ha potuto presenziare, ripromettendo però di non mancare una visita all’ulivo secolare in un prossimo viaggio in Italia. Nel frattempo, il prodotto di questa faticosa giornata di lavoro è stato inviato alla White House per condire i piatti della tavola più importante del mondo, come riconoscimento per “l’importantissimo servizio pubblico offerto da Michelle Obama affinché le nuove generazioni di giovani e giovanissimi americani possano crescere in maniera più sana, avvicinandosi ad uno stile di vita caratterizzato da un regime alimentare più ricco in verdure, frutta e cibi naturali e da una maggiore attività fisica. Uno stile di vita, questo, in perfetta armonia e sintonia con i dettami della Dieta Mediterranea, riscontrata e scoperta in Italia dallo scienziato americano Ancel Keys e meritevole del riconoscimento da parte dell'Unesco quale Patrimonio Immateriale dell'Umanità”.
Riconoscimento conferitole inoltre “per aver fornito un efficientissimo esempio di comportamento virtuoso, svolto in prima persona, impiantando e curando presso la Casa Bianca un orto coltivato a verdure e ortaggi e per avere, così facendo, amplificato a livello mondiale il messaggio a favore di una alimentazione più corretta, più ecosostenibile, più sana e, al contempo, gustosa e nutriente”.
di Daniela De Sario

sabato 27 ottobre 2012

Puglia: che successo al salone del Gusto!

Un momento del salone, con l'assessore Stefàno
È un successo straordinario quello registrato dallo Spazio Puglia alla 9° edizione del Salone del Gusto di Torino: si fa fatica a camminare nei corridoi del Mercato più gustoso del mondo, fra le postazioni delle 72 aziende e dei 15 presidi Slow Food pugliesi, presi letteralmente d’assalto da appassionati, intenditori, semplici curiosi delle tipicità locali, armati di carrello della spesa. Come pure, registrano il tutto esaurito i laboratori del Gusto e le degustazioni guidate a cura di Slow Food. Pubblico da grandi occasioni tutti i giorni anche per lo Show Coocking a cura degli chef pugliesi, allestito nell’area istituzionale della Regione Puglia. 
“La grande motivazione che accompagna la partecipazione di un così alto numero di produttori espositori - spiega l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari Dario Stefàno – conferma la piena condivisione della strategia regionale e trova forza nella straordinaria risposta di pubblico e nella attenzione degli operatori e della stampa specializzata che racconta con sempre maggiore evidenza una Puglia quale esperienza e modello di riferimento nel mondo.” 
La Regione Puglia, per questa prima edizione unificata di Salone del Gusto e Terra Madre (perché, come spiegano dal capoluogo sabaudo, l’universo della gastronomia e del mangiare bene non può prescindere dalla figura dell’agricoltore) ha scelto di puntare sul marchio Prodotti di Qualità Puglia, “perché –- sottolinea Stefàno è coerente con la nostra strategia regionale di investire sulla Tracciabilità del prodotto e di puntare al valore dell'autenticità”. 
Autenticità, dunque, quale asset strategico che accompagna le politiche di sviluppo regionali e che trova solidità nel "Marchio Prodotti di Qualità Puglia", definitivamente avviato dopo una severissima valutazione dell'UE. Domani il marchio Prodotti di Qualità Puglia sarà presentato alla stampa nazionale con un appuntamento prestigioso: con l’assessore Stefàno anche il presidente della Regione Nichi Vendola e il patron di Slow Food Carlo Petrini.
“Il Marchio, che presenteremo alla stampa anche in questa prestigiosa rassegna – conclude l’assessore Stefàno - si pone l’obiettivo di accompagnare i nostri produttori in un mercato mondiale troppo spesso violentato dalla contraffazione e dai “falsi d’autore”. Da un lato, quindi, vogliamo difendere le produzioni pugliesi dalle imitazioni e, dall’altro, valorizzare e mettere in evidenza le qualità organolettiche e l’autenticità di una tradizione antica che è tornata ad essere orgoglio identitario di una intera comunità regionale.”
di Vincenzo Matano

venerdì 26 ottobre 2012

L'economia nel tempo della crisi, la giornata di dibattito alla CCIAA di Bari

Un momento del convegno di questa mattina alla CCIAA di Bari

Una regione, la Puglia,  che soprattutto nell’industria e un po’ meno nei servizi, ha saputo reagire alle difficoltà della crisi contenendo gli effetti negativi e che, nelle province Bari e Bat, ha a fatto registrare le performance migliori.
E’ il dato generale sullo stato dell’economia pugliese emerso stamani nella giornata di studio “TERRA DI BARI E BAT: RISORSA PER IL PAESE” fra crisi e opportunità (2008-11), promossa ed ospitata dalla Camera di Commercio di Bari. Si è trattato della prima azione realizzata dall’Osservatorio congiunturale dell’Economia, costituito nei mesi scorsi dall’ente camerale barese, come ha evidenziato il vice presidente della Camera di Commercio di Bari, Pino Riccardi, con l’obiettivo si svolgere una costante e puntuale ricognizione dello stato di salute dell’economia delle Terra di Bari e Bat.
Al centro della giornata, moderata dal giornalista Felice De Sanctis, cui hanno partecipato anche il vice presidente della Regione Puglia, Loredana Capone, il presidente della provincia Bat Francesco Ventola e l’assessore alle Attività Produttive della Provincia di Bari, Onofrio Resta, e il presidente della Confartigianato Puglia, Francesco Sgherza,  nonché imprenditori, studenti e rappresentanti delle associazioni di categoria, la diffusione dei risultati dell’indagine  “L'evoluzione dell’Economia provinciale fra 2008 e 2011: PMI, manifattura e servizi”. La Camera di Commercio di Bari l’ha commissionata al prof. Raffale Brancati, economista, autore di numerosi saggi, e presidente dell’istituto di ricerca  MET (Monitoraggio Economia e Territorio) e docente di Economia monetaria presso l’Università di Perugia.
“L’analisi dei dati raccolti attraverso le interviste alle aziende – ha detto in apertura il presidente dell’ente barese promotore, Alessandro Ambrosi - consentirà di servirsi di quei dati, positivi o negativi che siano, per seminare un cambiamento possibile, e per seminare intendo anche programmare interventi, azioni e politiche, e talvolta se necessario invertendo la rotta di scelte già fatte e che magari non hanno funzionato, come imprenditori ma anche amministratori”.
“Un modo eccellente – ha confermato nel suo intervento Loredana Capone, vice presidente della Regione Puglia – per mettere in cantiere strategie di medio-lungo periodo, evitando di andare avanti per misure d’emergenza e per dare al Pil regionale un significato concreto connesso alla produzione del benessere per tutti, grazie al contributo della ricerca e dell’innovazione”.
Il metodo e il campione
La peculiarità dell’analisi presentata da Brancati è quella di essere un’indagine sul campo. A parlare, per delineare lo scenario dal 2008 al 2011 e primi mesi del 2012, non sono solo le statistiche ma soprattutto le stesse aziende e i loro bilanci,  in tutte le classi dimensionali: 25mila interviste, 1.275 in Puglia di cui 568 nelle province di Bari-BAT, un panel di oltre 13mila imprese scelte in modo da preservare la rappresentatività aggregata e dei dettagli dimensionali e regionali. Una Puglia, e un territorio quello della Bari e Bat al 9° posto in Italia per ricchezza prodotta, come ha evidenziato il prof. Federico Pirro, docente di Storia dell’Industria presso l’Università Aldo Moro di Bari, che vanta la quinta Camera di Commercio in Italia per numero di aziende iscritte, che ospita 28 multinazionali, 3 Università, due grosse banche popolari, e soprattutto un ricco ed intraprendente tessuto di micro, piccole e medie imprese che ha una notevole capacità di resistenza nonostante le avversità del mercato.
Dallo studio di Brancati emerge che i tre fattori chiave per il dinamismo imprenditoriale, fortemente interconnessi tra loro, si confermano l’Innovazione, la Ricerca e l’Internazionalizzazione. 
Il dato più sorprendente
Brancati non ha dubbi quanto cita il dato più sorprendente che emerge dal suo studio, che definire paradossale non è un eufemismo: “In Puglia oltre il 68,5% delle imprese che operano sui mercati esteri è costituito da quelle aziende che hanno investito di più in ricerca e sviluppo e il 68% che ha introdotto innovazioni di prodotto. Ancora più estremizzata appare la relazione nell’area Bari-BAT dove le concentrazioni arrivano a superare il 71%. Ebbene queste imprese sono le stesse che hanno reagito meglio alla crisi, in termini di fatturato e di prospettive di sviluppo. Ma allo stesso tempo sono le stesse che non hanno avuto alcun sostegno dagli istituti di credito. Le banche vedono gli investimenti in ricerca come assai rischiosi. Quindi tutto quello che le imprese hanno fatto nella ricerca è stato possibile grazie agli investimenti propri o alle sovvenzioni pubbliche”.
Gli aspetti finanziari
In Puglia l’autofinanziamento è stato del 54,7% e forme di indebitamento a breve termine e maggior frequenza di forme di indebitamento a medio – lungo termine, aumenti di capitale sociale (1,1%), contratti di leasing e agevolazioni pubbliche (7,3%).
Per quando concerne l’indebitamento delle imprese l’ultimo biennio ha portato una riduzione complessiva. La leva finanziaria tra il 2008 e il 2010 si è infatti ridotta di più del 2%. Dinamiche analoghe si registrano in Puglia nel settore Industria dove la leva finanziaria tra il 2008 e il 2010 si è ridotta, nonostante l’inversione nel biennio successivo, di oltre il 3%; nel settore dei Servizi, invece, si riscontra una leggera crescita (0,33%).
“Ancora una volta – ha detto Brancati - sia a livello aggregato che di dettaglio regionale è possibile riscontrare una maggior riduzione della leva finanziaria tra il 2008 e il 2010 per le imprese più dinamiche. La maggior parte delle imprese che svolge R&S, effettua investimenti, introduce innovazioni di prodotto ed è attiva sui mercati internazionali, ha subito in media una riduzione sistematicamente più accentuata dell’indebitamento”.
Il 59,7% delle imprese italiane con internazionalizzazione complessa ha ridotto la leva nel periodo 2008-2010, in Puglia il 64%.
Gli aiuti pubblici
Per quanto concerne gli aiuti pubblici è stato detto che  stante il maggior razionamento per questi ultimi (passando a livello nazionale dall’8,6% al 2,8% e che vede in Puglia nel biennio 2008-2009 la percentuale di imprese più che dimezzarsi per poi continuare a decrescere nell’ultimo triennio attestandosi al 2%)  le agevolazioni, sebbene la diffusione degli aiuti pubblici abbia subito una forte flessione, sono state in grado di selezionare le imprese effettivamente più meritevoli.
Al netto delle risorse relative al sostegno del settore aeronautico e aerospaziale  le risorse complessivamente erogate in Puglia nel periodo 2002-2010 sono passate da 871 a 208 milioni, con un calo del 76%, una riduzione da attribuire all’andamento delle risorse del governo centrale: le agevolazioni nazionali si sono infatti ridotte dell’80%, passando da 863 a 173 milioni di euro, a fronte di un -73% circa registrato sulla media relativa a tutte le regioni.
Il risultato più interessante che ha riguardato gli anni recenti, e accomuna la Puglia alle altre regioni meridionali, è il notevole incremento che hanno fatto registrare alcune misure rivolte al sostegno delle attività di ricerca e innovazione. Sono infatti aumentate in maniera sostenuta le risorse spese attraverso il Fondo Agevolazioni per la Ricerca (FAR) e i PIA Innovazione: le erogazioni del FAR sono infatti passate da meno di 2 milioni nel 2002 a 83 Meuro nell’ultimo biennio; anche le risorse dei PIA Innovazione sono cresciute a ritmo sostenuto erogando circa 15 milioni tra il 2009 e il 2010.
Per quanto riguarda le misure gestite a livello regionale i Contratti di Programma previsti dalla misura 4.18 del POR 2000-2006 e i Pacchetti Integrati di Agevolazioni (misura 4.1d) hanno rappresentato di gran lunga i principali strumenti regionali, con importi erogati pari rispettivamente a 125 e 68 milioni tra il 2002 e il 2010.
Non più quindi erogazioni “generaliste”, volte cioè al mero sostegno degli investimenti senza particolari qualificazioni, a favore di un incremento ancor più marcato del sostegno alla Ricerca e all’Innovazione e di quello rivolto alla nascita di nuove imprese, con uno sforzo significativo per favorire l’accesso al credito.
di Annalisa Tatarella