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giovedì 29 novembre 2012

Ilva, una bomba sociale che sta per colpire l'intero sistema-Puglia

Una vera bomba sociale di dimensioni vastissime sta per colpire l’intero sistema produttivo della nostra regione; all’annoso problema ambientale della città di Taranto si aggiunge ora un’emergenza occupazionale pesantissima che coinvolge tutta la provincia ionica, ma anche il brindisino, l’alto Salento e il sud barese.
Per l’ANCI Puglia è fondamentale far comprendere a tutti gli attori di questa vicenda che quello dell’ILVA non è e non deve essere trattato come un problema della sola città di Taranto, e che invece la crisi del siderurgico tarantino tocca nel vivo un territorio ampio, decine di realtà comunali e un comprensorio interprovinciale.
In questi giorni l’Associazione dei Comuni si mobiliterà accanto gli amministratori dei territori più colpiti da questa crisi per organizzare gli sforzi e condividere iniziative politiche unitarie, al fine di individuare e sostenere una soluzione che sia nell’interesse esclusivo dei cittadini pugliesi.
“C’è grande preoccupazione nei nostri territori per la vicenda e per il conseguente gravissimo impatto sociale. - ha commentato il presidente Anci Puglia Luigi Perrone - Da un lato il fondamentale diritto alla salute e dall’altro quello sacrosanto al lavoro in piena contrapposizione, mentre la nostra economia è in recessione. Serve immediato intervento del Governo per procedere a risanamento area e per consentire produzione siderurgica sicura e sostenibile. Domani riuniremo Comitato Direttivo e nei prossimi giorni incontreremo sindaci pugliesi per concordare iniziative e azioni congiunte.”
“Situazione gravissima - ha dichiarato Gianvito Matarrese, vicepresidente Vicario Anci Puglia - penso ai mutui delle famiglie dei lavoratori, penso alla disoccupazione come terreno fertile per la criminalità, ma anche al diritto alla salute dei Tarantini. Oggi anche il maltempo si accanisce su questa vicenda. Politica e giustizia si confrontino subito, ma intervengano con coscienza e in fretta per evitare una grave emergenza sociale.”
Intanto oggi è previsto a Roma un vertice sulla questione Ilva, e ci si aspetta un decreto legge che possa portare alla riapertura dello stabilimento, così come ripetuto più volte sia dal ministro Clini che dal ministro Fornero.
“Valuteremo la proposta del presidente Monti e poi decideremo. Se il decreto non dovesse tener conto dei profili di danno sanitario servirebbe soltanto a risolvere il problema occupazionale ma potrebbe non essere sufficiente a dare risposte alle tematiche di natura sanitaria ed ambientale. La priorità, evidentemente, è quella della tutela del diritto alla salute ma confido sempre nella possibilità di una via che risolva entrambe le questioni”. 
A dichiararlo l'Assessore alla Qualità dell'Ambiente Lorenzo Nicastro che, dopo aver partecipato ieri all'incontro con tutti gli assessori regionali all'Ambiente ed il Ministro Clini parteciperà a Palazzo Chigi a vertice sulla vicenda Ilva.
di Eliona Cela

giovedì 1 novembre 2012

Sicilia, primarie e politiche, che fine faremo?

Prima di dire che ha vinto Crocetta, bisogna dire che ha vinto l’astensionismo, la rabbia, la voglia di cambiamento non corrisposto sul campo politico. Prima di dire che il PD è stato il partito più votato, bisogna fermarsi a pensare che questo partito rappresenta, di fatto, il 15% dei siciliani. Oltre alla vittoria del centro sinistra, a cui si può solo che augurare buon lavoro, queste elezioni dovrebbero essere viste come una sconfitta della democrazia, vale a dire proprio di quel potere del popolo che è alla base della nostra Costituzione. Gran parte del popolo siciliano ha deciso di restare a casa e, molto probabilmente, è quello che sceglieranno di fare anche molti italiani alle prossime elezioni regionali o politiche che saranno. 
I grillini, o attivisti, se così vogliono essere chiamati, hanno vinto parzialmente. Hanno raccolto il sentimento di rabbia di alcuni elettori di destra e sinistra, ma bisogna vedere se veramente riusciranno a trasformare questo sentimento in una concreta azione politica, in un partito -un movimento che rifiuta la nomea di partito ma si comporta come tale cos’è? –e se cederanno alle coalizioni –sempre che non lo abbiano già fatto…- 
La vittoria del PD viene vista anche come vittoria dimezzata, imperfetta, incompleta. Il PdL, dividendosi, ha deciso di perdere ed il paradosso è che il PD ha vinto perdendo voti. Cambia molto a livello nazionale? Il PdL è frammentato, si aspettano le primarie, ma tutto è rimesso in discussione per il dietro front dell’intramontabile Berlusconi. Anche il PD aspetta le primarie, ma il vero appuntamento sono le politiche, perché mai come in questo momento storico-politico, la vittoria sembra essere così vicina causa, principalmente, la divisione del centro-destra. In poche parole il vincitore delle primarie del centrosinistra può essere considerato, molto probabilmente, come il futuro Presidente del Consiglio. Proposta: perché non creare una classe politica composta da persone dai 40 anni in giù? E non mettiamo in mezzo l’esperienza perché in Italia, spesso, questa significa uso improprio del potere politico istaurato da anni. Non parliamo di esperienza anche perché oggi è necessario credere nelle potenzialità dei giovani volenterosi, preparati, istruiti, –e ce ne sarebbero tanti- è necessario dare loro fiducia e non scoraggiarli dicendo pubblicamente che sono “choosy”. La disoccupazione giovanile è al 35,1%, Ma secondo lei, Signora Fornero, siamo noi giovani ad essere choosy, o siete voi politici e politici ad interim, ed essere tali?
di Sveva Biocca