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mercoledì 19 dicembre 2012

Ecotassa, via libera al rinvio. Per Legambiente ha vinto il "partito delle discariche"

Tra le pieghe del bilancio regionale, uno dei provvedimenti che più degli altri ha fatto discutere, e trova forti voci contrarie, è il rinvio dell’Ecotassa, legata al mancato raggiungimento dei livelli previsti per la raccolta differenziata, la cui applicazione sarà rinviata al 2014. Rinvio chiesto a gran voce dai Comuni e dall’Anci per venire incontro alle difficoltà di tanti sindaci, ed accordato in sede di approvazione del bilancio nella Commissione regionale. Domani e dopodomani toccherà all’Aula discutere e votare il provvedimento.
Fortemente contraria la posizione di Legambiente, che parla senza mezzi termini di un “partito delle discariche” che è stato in grado di influenzare le decisioni della Regione e di far slittare di un anno la sanzione per i Comuni meno bravi.
Così parla Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia.
“Un errore grave e imperdonabile la proroga dell’ecotassa, in una regione come la nostra in cui oltre 200 comuni sono al di sotto del 25% di raccolta differenziata”.
Dal rapporto rifiuti 2012 di Ispra, la Puglia nel 2010 aveva smaltito in discarica il 67% dei suoi rifiuti urbani. Fra inerzie, resistenze culturali e questioni economiche, la Puglia continua ad essere fra le regioni che continuano ad affidarsi alla discarica per smaltire la maggior parte dei propri rifiuti.
“La penalizzazione economica dello smaltimento in discarica può contribuire non poco a far salire le percentuali di raccolta differenziata, come ad esempio già fatto in Sardegna negli ultimi anni, e a farci uscire dalla dittatura delle discariche e dei termovalorizzatori”.
Ecco, dall’altro lato, il commento di Luigi Perrone, presidente dell’Anci Puglia, che sottolinea il notevole costo del servizio di igiene urbana a carico dei Comuni.
“L’obbiettivo del 40% di raccolta differenziata (L.R. 38/12) comporta per buona parte delle amministrazioni comunali un notevole incremento del costo del servizio di igiene urbana e del relativo tributo, con ovvie ricadute sul territorio. Inoltre, il divieto di indire nuove procedure di gara per l’affidamento del servizio di spazzamento, raccolta e trasporto (art. 24 L.R. 24/2012), ha aggravato la gestione del ciclo rifiuti, compromettendo l’obiettivo di differenziata ed esponendo il Comune al massimo livello della sanzione “ecotassa”. Dopo l’esame in V^ Commissione Consiglio Regionale, anche su nostra richiesta, c’è stato un orientamento del Governo regionale verso un rinvio dell’ecotassa, provvedimento che riteniamo opportuno, assieme alla modifica della Legge 24/12”.
A commentare il rinvio è anche Rocco Palese, capogruppo Pdl in Consiglio Regionale, firmatario del provvedimento approvato in Commissione sul rinvio delle sanzioni a carico dei Comuni.
“Il rinvio al 2014 dell’entrata in vigore delle penalizzazioni dell’Ecotassa da noi proposto e approvato già in Commissione, è certamente un fatto positivo, ma restiamo convinti che nel Bilancio di previsione 2013 il Governo Regionale poteva fare molto di più andare incontro ai cittadini in questo momento di gravissima crisi, abbassando ulteriormente (e non solo ritoccando in modo impercettibile) le tasse regionali aggiuntive a carico dei pugliesi, che per il 2013 ammonteranno a 283,480 milioni di euro”.
“Ci auguriamo che in sede di Consiglio Regionale anche Governo e maggioranza concordino sulla necessità di tagliare spese improduttive e sprechi per arrivare per esempio almeno alla eliminazione del ticket e dell’accisa regionale sulla benzina che pesa nelle tasche dei pugliesi per 2,5 centesimi al litro. Inoltre rinnoviamo l’appello acchè la seduta sul Bilancio non si trasformi in un assalto alla diligenza e per questo abbiamo preparato una serie di altri emendamenti che ci riserviamo di formalizzare se non sarà rispettato l’orientamento di ammettere solo emendamenti di natura finanziaria e contabile e proroghe ineludibili”.
di Roberto Mastrangelo

venerdì 14 dicembre 2012

E' Monteparano il Comune riciclone. Male i capoluoghi, si salva solo Andria

Monteparano (Ta) è anche per questa edizione, e per la terza volta consecutiva, l’unico Comune Riciclone di Puglia. Questo piccolo ma virtuoso Comune di 2.411 abitanti della Provincia di Taranto, nel 2011 ha raggiunto la media del 73,2% di RD, superando abbondantemente il limite minimo del 60% di RD imposto dalla legge nazionale. La campagna “Mai più cassonetti”, che prevede il sistema di raccolta differenziata ‘porta a porta’ esteso sull’intera città per tutte le frazioni merceologiche, compreso il vetro, dimostra ancora una volta l’efficienza di questo modello di gestione integrata di rifiuti urbani.
I Comuni di San Pancrazio Salentino (Br), San Michele Salentino (Br), Anzano di Puglia (Fg) ed Erchie (Br), con una media di RD rispettivamente del 58,1%, 57,7%, 57,6,% e 57% si aggiudicano il Premio di Seconda Categoria. Quest’ultimo è assegnato a quei Comuni che hanno raggiunto e superato l'obiettivo di Piano Regionale del 56% fissato per il 2011.
Ricevono il Premio Start Up i Comuni di Cellamare (Ba), Mesagne (Br), Mola di Bari (Ba), Torre Santa Susanna (Br) e Rutigliano (Ba) per aver raggiunto nel periodo che va da settembre/ottobre 2011 a settembre/ottobre 2012 percentuali superiori al 56% di RD, pari all’obiettivo di Piano Regionale del 56% fissato per il 2011.
La Menzione Speciale Teniamoli D'Occhio, quest’anno, viene assegnata ai comuni di: Andria (Bt), Canosa di Puglia (Bt) e Ostuni (Br). Questo riconoscimento viene assegnato a tutti quei comuni che negli ultimi mesi del 2012 hanno avviato un nuovo modello di una raccolta differenziata raggiungendo percentuali in linea con gli obiettivi regionali e nazionali.
Questi sono solo alcuni dei dati dell’edizione pugliese di “Comuni Ricicloni”, la storica iniziativa nazionale di Legambiente che dal 1994 premia comunità locali, amministratori e cittadini che hanno ottenuto i migliori risultati nella gestione dei rifiuti e nelle buone pratiche.
La 5^ edizione pugliese di Comuni Ricicloni è stata realizzata da Legambiente Puglia grazie al contributo dell'Assessorato alla Qualità dell'Ambiente della Regione Puglia e al patrocinio di Anci Puglia. Le classifiche sono state elaborate incrociando i dati raccolti mediante l’invio dell’apposito questionario alle Amministrazioni locali e quelli forniti dai Comuni al Servizio Ciclo dei Rifiuti e Bonifica della Regione Puglia e pubblicati sul Portale Ambientale della Regione Puglia. In graduatoria compaiono i Comuni che hanno risposto al questionario di Legambiente e i Comuni che hanno trasmesso le 12 comunicazioni mensili alla Regione. Pertanto, su 258 Comuni pugliesi, è stato possibile prenderne in esame 252 (pari al 97,7% del totale), mentre i Comuni che hanno risposto alla scheda inviata sono stati solo 71, ossia il 27,5% del totale.
Il dossier è stato presentato questa mattina, a Bari, da Francesco Tarantini, Presidente di Legambiente Puglia, alla presenza di Nichi Vendola, Presidente della Regione Puglia, Luigi Perrone, Presidente dell’Anci Puglia e Stefano Ciafani, Vice Presidente Nazionale di Legambiente.
“Finalmente anche la Puglia può vantare un comune capoluogo riciclone ossia Andria – dichiara Francesco Tarantini, Presidente Legambiente Puglia – Questo Comune, con più di 100 mila abitanti, ha avviato, da settembre scorso, la raccolta differenziata porta a porta raggiungendo percentuali in linea con gli obiettivi regionali e nazionali. Insieme ad Andria, in questa edizione, abbiamo premiato altri dodici comuni, tra cui Monteparano, che per la terza volta si aggiudica il premio di Comune Riciclone. Ma oltre queste eccezioni -continua Tarantini- lo scenario rimane desolante con solo 17 Comuni sopra la soglia del 40% di RD, e con una media regionale di poco superiore al 17% di RD, a conferma che la Puglia continua ad essere fra le regioni che continuano ad affidarsi alla discarica per smaltire la maggior parte dei propri rifiuti. A questo si aggiunge il trend decisamente negativo dei capoluoghi di provincia e la richiesta di proroga dell’ecotassa da parte dei comuni inadempienti. In questo contesto dalle tinte in chiaroscuro, -conclude Tarantini- occorre una svolta su alcune priorità quali: il completamento degli impianti, ed in particolare la realizzazione di quelli per il trattamento della frazione umida, l’avvio della la raccolta differenziata porta a porta e l’approvazione dell’aggiornamento del Piano regionale per la Gestione dei Rifiuti Urbani”.
La Top Ten Assoluta, ovvero la classifica dei primi dieci Comuni della Puglia, registra la presenza importante dei Comuni dell’ex ATO BR2 che occupano 5 posizioni su 10. Entrano nella top ten assoluta i Comuni di Troia (Fg) e Apricena (Fg), rispettivamente con il 52,8% e il 46,3% di RD.
Nella Top Ten dei Piccoli Comuni, ossia quelli al di sotto dei 5.000 abitanti, anche quest’anno si confermano: Monteparano (Ta), Candela (Fg) ed Anzano di Puglia (Fg).
Nella Top Ten dei Comuni di media dimensione, ossia quelli tra i 5.001 e i 20.000 abitanti, le prime tre posizioni sono occupate da altrettanti Comuni brindisini: San Pancrazio Salentino (Br) 58,1%, San Michele Salentino (Br) 57,7% e Erchie (Br) 57,0%. A seguire in classifica ci sono Troia (Fg), Latiano (Br), Oria (Br), Apricena (Fg), Villa Castelli (Br), Maglie (Le) e il solo Comune di Toritto per la Provincia di Bari.
Nella Top Ten dei grandi Comuni, ossia quelli sopra i 20.000 abitanti, troviamo al primo posto Francavilla Fontana (Br) con il 45,6%, seguito da Ceglie Messapica (Br) con il 43,7% e San Severo (Fg) con il 36,3%.
Infine, restano deludenti anche per questa edizione i risultati conseguiti dai Capoluoghi di Provincia. Il Comune di Brindisi, infatti, al primo posto, riesce a raggiungere solo il 28,2% di RD. Barletta e Bari, rispettivamente al secondo e terzo posto, superano di poco il 20%. Lecce e Trani raggiungono invece la stessa percentuale del 15,7%. In questa classifica, il Comune di Andria compare con una percentuale ancora del 10,3% riferita al 2011, in quanto il nuovo modello di raccolta dei rifiuti con il sistema ‘porta a porta’ è partito solo dal mese di settembre 2012. Decisamente negativo il trend per i Comuni di Taranto al 8,9% e Foggia, fanalino di coda con solo il 2,9% di RD.
“Nella Regione Puglia -dichiara Stefano Ciafani, Vice Presidente Legambiente Nazionale- le esperienze positive si limitano ancora a poche realtà. Nella limitrofa Regione Campania, per avere un termine di paragone, i Comuni Ricicloni che nel 2011 avevano una raccolta differenziata superiore al 60% sono stati ben 161. Per voltare pagina definitivamente si dovranno replicare le buone pratiche gestionali di raccolta domiciliare in tutti i Comuni, a partire dai capoluoghi, sul modello di quanto fatto finalmente anche in Puglia come ad Andria e Canosa. Un obiettivo che potrà essere raggiunto solo penalizzando economicamente lo smaltimento in discarica ed è per questo che sarebbe un errore grave e imperdonabile prorogare l’entrata in vigore della nuova legge sull’ecotassa regionale, come richiesto”.
“Per il quinto anno ANCI Puglia collabora all’edizione regionale di Comuni Ricicloni, l’iniziativa di Legambiente, che va assumendo un ruolo fondamentale per il consolidamento della cultura della raccolta differenziata di qualità e del riciclo – spiega Luigi Perrone, Presidente Anci Puglia – I rifiuti possono e devono diventare beni riciclabili con enormi vantaggi economici e ambientali per la collettività. Di questo i sindaci sono consapevoli e sono pronti a prendersi le proprie responsabilità, lo dimostrano proprio le eccellenze rappresentate dai comuni che premiamo oggi. Ma va anche detto delle difficoltà emerse nell’applicazione della nuova normativa regionale. L’obbiettivo del 40% di raccolta differenziata (L.R. 38/12) comporta per buona parte delle amministrazioni comunali un notevole incremento del costo del servizio di igiene urbana e del relativo tributo, con ovvie ricadute sul territorio. Inoltre, il divieto di indire nuove procedure di gara per l’affidamento del servizio di spazzamento, raccolta e trasporto (art. 24 L.R. 24/2012), ha aggravato la gestione del ciclo rifiuti, compromettendo l’obiettivo di differenziata ed esponendo il Comune al massimo livello della sanzione “ecotassa”. Dopo l’esame in V^ Commissione Consiglio Regionale, anche su nostra richiesta, pare vi sia un orientamento del Governo regionale verso un rinvio dell’ecotassa, provvedimento che riteniamo opportuno, assieme alla modifica della Legge 24/12”.

domenica 9 dicembre 2012

Biccari: Imu, via alle azioni legali dell'Anci contro il MInistero

Dalle parole ai fatti. Dopo l'annuncio dello scorso mese dell'Anci con cui si dava spazio ai Comuni per fare ricorso contro le tabelle ministeriali sulle stime dell'Imu, si iniziano a contare i primi Sindaci all'attacco.
In Puglia segnaliamo l'iniziativa di Biccari, con il Comune del subappennino dauno che impugna le stime del Governo a proposito di Imu. Nella giornata di venerdì, infatti, il sindaco Gianfilippo Mignogna ha provveduto ad aderire al ricorso tramite l’Associazione nazionale dei Comuni italiani.
L’Anci, infatti, ha verificato come Biccari sia uno degli Enti locali più danneggiati dalle stime sulla Imposta municipale propria.
Il decreto legge 201 del dicembre 2011 rendeva di fatto l’Imu una nuova Ici sulle abitazioni principali, anticipandone l'introduzione, in via sperimentale, a partire dal 2012, per poi essere applicata a regime a partire dal 2015. Un’imposta sul valore degli immobili e sulla loro rendita, che si è di fatto trasformata in una vera patrimoniale. Moltiplicando la rendita catastale (rivalutata del 5% se fabbricato e del 25% se terreno), con il moltiplicatore dato dalla categoria catastale, i cittadini sono stati chiamati a calcolare la base imponibile da pagare in 3 rate. La prima a metà giugno, la seconda a metà settembre e l’ultima a metà dicembre, calcolata sulla base dell’aliquota prevista dai singoli Comuni per prima casa ed ulteriori proprietà.
L’Anci Puglia nel mese di ottobre si è fatta promotrice di proporre ricorso giurisdizionale verso le stime Imu 2012 e Ici 2010 pubblicate dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, visti i conseguenti riflessi negativi sull’entità del Fondo Sperimentale di Riequilibrio e di conseguenza sui bilanci dei Comuni. Lo scorso 16 novembre l’Anci Nazionale ha infine deliberato di intraprendere azioni legali nei confronti del Mef, predisponendo i ricorsi. Ieri Biccari ha aderito alla rimostranza giuridica.

venerdì 7 dicembre 2012

Comuni: Perrone (Anci Puglia): "Attendiamo le aperture del Governo su Imu e stabilità"

I Comuni italiani chiedono aiuto. Ma soprattutto chiedono modifiche alla legge di stabilità, attraverso emendamenti presentati in Parlamento, per poter dare ossigeno alle esigue casse, poter spendere le disponibilità ed evitare quelle situazioni che si traducono, per i cittadini, in aliquote massime sulle tasse e sulle addizionali comunali e tagli ai servizi, innanzitutto a quelli necessari ed indifferibili.
Per non parlare dell'asfittica situazione economica, che non permette investimenti e che spesso pone i Comuni come pesanti debitori nei confronti di tante piccole aziende che rischiano il collasso.
Si è svolta oggi a Roma, presso la sala Promoteca del Campidoglio, la riunione del Comitato Direttivo Anci Nazionale alla presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Unico punto all'ordine del giorno: Risanamento e crescita del Paese, il contributo dei Comuni e le prospettive della finanza locale.
"Non fate gesti impulsivi, tenetevi attaccata la fascia tricolore". E' l'esortazione del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha parlato davanti ai sindaci del Direttivo Anci Nazionale. Napolitano ha anche riconosciuto che "gli emendamenti presentati dall'Anci alla legge di stabilità sono seri e meditati, per questo mi auguro che il Parlamento possa accogliere le vostre proposte, in misura ragionevole e compatibile con l'invarianza dei conti pubblici".
"Nell'ultimo decennio - ha detto il capo dello Stato - si e' abbattuta una mannaia sui conti dei Comuni", e si e' pronunciato "contro la filosofia dei tagli lineari, nei confronti della quale manifesto ormai da anni una forte riserva: intervenire col machete - dice Napolitano - e' difficilmente tollerabile e giustificabile. Bisogna riuscire a entrare nel merito dei meccanismi che generano una spesa abnorme e incontrollata, individuando invece voci e capitoli che richiedono interventi". Se cosi' non si procede, avverte il Capo dello Stato, "la stessa filosofia della spending review perde di consistenza".
Napolitano ha sottolineato che "quello che unisce i diversi livelli istituzionali deve essere piu' forte di quello che ci divide", ma poi invita i sindaci a rendere sempre piu' evidente che "se vanno avanti tagli di questa natura, vedrete scaricare sulle vostre spalle oneri istituzionali fondamentali per la coesione sociale". Il Presidente si riferisce in particolare ai "fenomeni preoccupanti di disoccupazione, di poverta', di situazioni di disperato bisogno, come quelle dei profughi". Per questo Napolitano si spinge a suggerire ai primi cittadini "di fornire, mese per mese, una concreta documentazione rispetto ai servizi che non riuscite piu' a garantire e alle ripercussioni sociali di tutto questo, in modo che ci si renda conto che non parliamo di una mera questione di cifre".
Il Presidente insiste inoltre sul federalismo, "che non puo' essere considerato un relitto di cui non sappiamo più che fare", e si impegna sull'Imu: "C'è poco da discutere, deve restare ai Comuni, per intero".
Infine, Napolitano rivolgendosi contro la rappresentazione a volte fuorviante rispetto ai presunti sprechi nei Comuni: "Voi sindaci - afferma - operate da sempre nello spirito dell'interesse Comune, confrontandovi responsabilmente con difficolta' sempre piu' gravi e stringenti. Nel condividere l'obiettivo del risanamento dei conti pubblici, avete dato apporti di fatto e progettuali. Per questo, nel combattere questi continui assalti mediatici, il presidente della Repubblica sara' sempre al vostro fianco".
"La situazione nei Comuni è insostenibile.” - ha dichiarato il presidente dell'Anci, Graziano Delrio - La legge di stabilità non può uscire dal Senato come è entrata, per questo stiamo lavorando con forze politiche e governo ma aspettiamo gesti concreti altrimenti non saremo più in grado di assolvere al nostro ruolo". "Abbiamo contribuito dato dal 2007 al 2013 con 15miliardi al risanamento - ha ricordato Delrio - per questo Presidente ci rivolgiamo a lei affinche' giudichi i nostri emendamenti che non sono difesa della casta ma proposte serie che possono funzionare".
Delrio ha rimarcato come i Comuni "sono la risposta alla crisi non la causa perchè rappresentano la barriera contro la sua avanzata". "Abbiamo chiesto al governo di investire su di noi - ha continuato il presidente Anci - ma oggi soffia il vento di un nuovo centralismo, causa di un mancato federalismo incentrato sui municipi".
Sulla annosa questione del patto di stabilità Delrio ha evidenziato come sia 'questione ineludibile' da rivedere "risparmiando sulla parte corrente ma liberando la parte sugli investimenti. Flessibilizzarlo - ha precisato - nelle zone urbane, per pagare le imprese e contribuire ad alzare il Pil, ed eliminarlo per i Piccoli comuni che non sono in grado di reggerlo. Cosi' avviene in gran parte dell'Europa".
Infine il presidente Anci ha confermato che i sindaci sono consapevoli che "il debito vada ridotto ma 'abbiamo pagato gia' un prezzo altissimo, chiediamo quindi di non ripercorrere la strada dei tagli lineari perche' solo di questi abbiamo sommato negli ultimi anni 10mld di euro".
Alla riunione del Direttivo ANCI presente anche il presidente Anci Puglia Perrone, il quale ha sottolineato "l'importanza e il sostegno del messaggio istituzionale del Capo dello Stato ai sindaci, in questo particolare momento dove ai comuni si chiede da un lato un grande sacrificio per risanare i conti dello Stato e dall'altro di fare fronte in prima linea alle problematiche economico-sociali che vive la gente. Attendiamo le aperture del governo su IMU e Patto di stabilità, come dice Delrio i comuni rappresentano la soluzione alla crisi, ma dobbiamo poter svolgere il nostro ruolo in piena autonomia e responsabilità."

giovedì 29 novembre 2012

Ilva, una bomba sociale che sta per colpire l'intero sistema-Puglia

Una vera bomba sociale di dimensioni vastissime sta per colpire l’intero sistema produttivo della nostra regione; all’annoso problema ambientale della città di Taranto si aggiunge ora un’emergenza occupazionale pesantissima che coinvolge tutta la provincia ionica, ma anche il brindisino, l’alto Salento e il sud barese.
Per l’ANCI Puglia è fondamentale far comprendere a tutti gli attori di questa vicenda che quello dell’ILVA non è e non deve essere trattato come un problema della sola città di Taranto, e che invece la crisi del siderurgico tarantino tocca nel vivo un territorio ampio, decine di realtà comunali e un comprensorio interprovinciale.
In questi giorni l’Associazione dei Comuni si mobiliterà accanto gli amministratori dei territori più colpiti da questa crisi per organizzare gli sforzi e condividere iniziative politiche unitarie, al fine di individuare e sostenere una soluzione che sia nell’interesse esclusivo dei cittadini pugliesi.
“C’è grande preoccupazione nei nostri territori per la vicenda e per il conseguente gravissimo impatto sociale. - ha commentato il presidente Anci Puglia Luigi Perrone - Da un lato il fondamentale diritto alla salute e dall’altro quello sacrosanto al lavoro in piena contrapposizione, mentre la nostra economia è in recessione. Serve immediato intervento del Governo per procedere a risanamento area e per consentire produzione siderurgica sicura e sostenibile. Domani riuniremo Comitato Direttivo e nei prossimi giorni incontreremo sindaci pugliesi per concordare iniziative e azioni congiunte.”
“Situazione gravissima - ha dichiarato Gianvito Matarrese, vicepresidente Vicario Anci Puglia - penso ai mutui delle famiglie dei lavoratori, penso alla disoccupazione come terreno fertile per la criminalità, ma anche al diritto alla salute dei Tarantini. Oggi anche il maltempo si accanisce su questa vicenda. Politica e giustizia si confrontino subito, ma intervengano con coscienza e in fretta per evitare una grave emergenza sociale.”
Intanto oggi è previsto a Roma un vertice sulla questione Ilva, e ci si aspetta un decreto legge che possa portare alla riapertura dello stabilimento, così come ripetuto più volte sia dal ministro Clini che dal ministro Fornero.
“Valuteremo la proposta del presidente Monti e poi decideremo. Se il decreto non dovesse tener conto dei profili di danno sanitario servirebbe soltanto a risolvere il problema occupazionale ma potrebbe non essere sufficiente a dare risposte alle tematiche di natura sanitaria ed ambientale. La priorità, evidentemente, è quella della tutela del diritto alla salute ma confido sempre nella possibilità di una via che risolva entrambe le questioni”. 
A dichiararlo l'Assessore alla Qualità dell'Ambiente Lorenzo Nicastro che, dopo aver partecipato ieri all'incontro con tutti gli assessori regionali all'Ambiente ed il Ministro Clini parteciperà a Palazzo Chigi a vertice sulla vicenda Ilva.
di Eliona Cela

sabato 24 novembre 2012

Imu, l'Anci prepara un ricorso per chiedere modifiche alla legge di stabilità

IMU, è tutto pronto per il ricorso giurisdizionale organizzato dall'Anci (Associazione Nazionale deei Comuni) sulle sovrastime relative all'Imu pubblicate dal Ministero dell'Economia e delle Finanze.
Come già aveva anticipato l'Anci Puglia nello scorso mese di ottobre, i numeri sono superiori a quelli previsti, ed aveva proposto un'azione legale sull'errata previsione gettito IMU dei comuni pugliesi.
Il comitato direttivo di Anci Nazionale ha deliberato di sostenere ed affiancare i Comuni che intendono procedere tramite ricorso giurisdizionale al TAR avverso i valori IMU ed ICI pubblicati in data 15 ottobre 2012 dal Ministero dell'Economia e delle Finanze.
Anci Puglia nel corso della Assemblea nazionale di Bologna, aveva già proposto azioni nei confronti del MEF, avendo costatato da un monitoraggio sui comuni pugliesi, enormi discrepanze tra le previsioni del MEF ed il reale introito dei comuni. Le previsioni sul gettito IMU di maggio e luglio 2012 risultavano errate e molti sindaci allarmati, denunciavano situazioni di dissesto finanziario irreversibile dei loro enti, dovute ai conseguenti pesanti tagli al fondo sperimentale di riequilibrio (FSR).
A livello nazionale, l'ammontare totale degli indebiti tagli di risorse al comparto dei comuni derivanti all'operazione IMU ammonta a circa 764 milioni, di cui 300 milioni derivanti dalla inclusione del gettito degli immobili comunali nel gettito obiettivo e 464 di sottovalutazione dell'ICI.
Anci quindi coordinerà le azioni sul territorio e agirà ad adiuvandum nei ricorsi presentati dai Comuni o dalle Anci regionali. Da lunedì 26 novembre renderà disponibile la bozza di ricorso, gli elementi tecnici, giuridici e quantitativi per supportare le richieste che gli Enti intendono sottoporre direttamente all'autorità giudiziaria.
“Già da tempo avevamo segnalato gli errori nelle sovrastime IMU del MEF e le gravi ripercussioni in termini di ulteriori tagli ai comuni. - ha dichiarato il presidente Anci Puglia Luigi Perrone - Condivido la forte posizione assunta da Anci Nazionale nella manifestazione di Milano, è ora che il Governo dia risposte chiare alle nostre richieste: l’intero gettito dell’IMU ai comuni, la revisione del patto di stabilità per gli enti virtuosi e la non estensione del patto ai comuni tra 1000 e 5000 abitanti. Da subito inoltre, serve la modifica alla legge di stabilità che attendiamo in Senato. Chiediamo autonomia e responsabilità per svolgere pienamente il nostro ruolo e far ripartire l’economia dei territori.”

martedì 30 ottobre 2012

Lecce, Pagliaro entra nell'Anci

Alfredo Pagliaro
Prestigioso incarico per il presidente del Consiglio Comunale di Lecce che è entrato a far parte del direttivo della Conferenza dei Consigli Comunali dell’Anci. 
Alfredo Pagliaro è stato nominato a Bologna, nel corso dei lavori della conferenza nazionale dei Consigli Comunali tenutasi nella sala consiliare del Comune di Bologna, dal Coordinatore Nazionale Simone Guglielmo. E’ la prima volta che un rappresentante del Consiglio Comunale di Lecce fa parte del Direttivo Nazionale dell’Anci. 
Il presidente Alfredo Pagliaro, nel ringraziare chi ha voluto la sua nomina, esprime soddisfazione per il riconoscimento ottenuto che sicuramente ripaga del lavoro di tutti questi anni, per i diversi incarichi svolti e non per ultimo l’impegno in qualità di presidente del Consiglio per la trasparenza e la migliore organizzazione della macchina amministrativa.

sabato 13 ottobre 2012

Anci. Delrio al Governo: “Deteci l'Imu e il federalismo ce lo facciamo da noi”

Delrio, presidente nazionale Anci

Un caloroso applauso ha accolto il presidente nazionale dell'Anci, Graziano Delrio, in visita nella nuova sede regionale dell'associazione dei comuni, da parte di  una assemblea di sindaci stufa di subite tagli lineari e norme vessatorie da parte del Governo centrale. Una attestazione di stima e incoraggiamento per il lavoro sin qui fatto e che dovrà fare in queste prossime settimane ad un anno dalla sua elezione nell'infuocato congresso brindisino. A dare il benvenuto il presidente pugliese dell'associazione Luigi Perrone, che ha rappresentato la situazione drammatica dei comuni ormai privati dell'autonomia politica e amministrativa da parte del governo Monti.
Dal Patto di stabilità alle errate stime del gettito Imu con conseguente taglio del Fondo sperimentale di riequilibrio fino ad arrivare al riordino delle Province, passando per i residui perenti, questi i temi caldi che il sindaco coratino, insieme agli altri primi cittadini pugliesi intervenuti, ha evidenziato nell'incontro di ieri pomeriggio a Bari nell'attesa di un segnale di speranza da parte del proprio presidente nazionale.
L'attesa non è andata delusa perché il  sindaco emiliano (per residenza e non per nome...) ha usato parole chiare: “Dobbiamo superare la logica dei trasferimenti, chiedendo al Governo che tutta l'Imu venga data ai Comuni”. Questa la richiesta di Delrio al termine di un'intervento di circa trequarti d'ora iniziato con le lettera che Einaudi scrisse nel '44 ai prefetti per chiedere maggiore autonomia. Oggi come allora, ha detto il presidente Anci, serve l'autonomia.
“Il federalismo municipale non è mai partito. I fondi – accusa il Delrio - si fermano alle regioni che invece di gestire dovrebbero preoccuparsi di programmare”.
E ancora “per fortuna, abbiamo ottenuto dal Governo che si delineassero le dieci funzioni fondamentali dei Comuni nella Spending review grazie al ministro Patroni Griffi che ha ascoltato l'Anci”.
Sulla grande questione della morsa del Patto di stabilità sui comuni il sindaco reggiano ha evidenziato come “non si possono continuare a portare residui ogni anno. Solo quest'anno ci saranno nove miliardi di residui mentre sarebbe opportuno che su alcuni temi come l'efficientamento energetico, la messa in sicurezza di scuole e territorio si potesse andare in deroga al Patto. Perché poi, ad esempio, ci troviamo a discutere del dissesto idrogeologico causato dalle piogge e dei danni da esse derivanti, quando potevamo invece investire la metà di quei soldi in opere preventive”.
Su l'altro grande tema di questi mesi, il riordino delle province, la posizione dell'Anci è altrettanto chiara. Sin dall'inizio del dibattito l'associazione dei comuni immagina non il riordino, nè la soppressione ma degli “Enti di secondo grado dove ci si siedono tutti i sindaci e coordinano le politiche di Area vasta. Che problema c'è a realizzare una riforma del genere – si chiede Delrio. I sindaci conoscono meglio di chiunque altro le situazioni del territorio e sanno come raggiungere obiettivi condivisi nell'interesse delle comunità”. E ancora “Ci vuole autonomia normativa. Le gestioni associate sono una sfida da raccogliere, perché altrimenti il prossimo obiettivo di questo governo sarebbero stati i piccoli comuni, anzi, il governo dovrebbe premiare i comuni che decidono di fondersi o di associarsi non facendoli sottostare al patto di stabilità”.

Insomma i Sindaci sono pronti a rivendicare autonomia e vero federalismo fiscale in questo scorcio di legislatura. Monti è avvisato.
di Vincenzo Matano

giovedì 11 ottobre 2012

Anci: Delrio a Bari per incontrare i sindaci sul patto di stabilità. Ma che fine ha fatto il Consiglio delle Autonomie Locali?

Graziano Delrio, presidente nazionale Anci
A un anno dalla sua elezione a presidente nazionale dell’Anci, avvenuta nell’Assemblea congressuale di Brindisi 2011, Graziano Delrio torna in Puglia, per incontrare i sindaci della nostra Regione sulla delicata situazione finanziaria e istituzionale dei comuni e per annunciare le prossime iniziative dell'Anci, alla luce della Legge di Stabilità approvata dal Governo, ma anche in vista dell’imminente Assemblea Nazionale dell'Associazione in programma la settimana prossima a Bologna. 
L’incontro si terrà venerdì 12 ottobre alle ore 16, presso la nuova sede Anci Puglia di Bari (Via Marco Partipilo 61 - zona Santa Fara). Con l'occasione, sarà inaugurata ufficialmente la sede dell'Anci regionale.
Intanto prosegue la polemica a distanza sulla mancata presenza dell'Anci Puglia alla riunione della scorsa settimana in Regione della cabina di regia per la questione del riordino delle provincie.
"Già nei mesi di marzo e aprile scorsi, oltre che nella riunione della cabina di regia dello scorso 27 luglio, Anci Puglia aveva esplicitamente richiesto alla Regione Puglia, l’istituzione del Consiglio delle Autonomie Locali, previsto dalla Costituzione”, proprio al fine di“governare democraticamente” la delicata riforma delle province pugliesi prevista dalla “spending-review”.
“Il CAL infatti, essendo composto dai rappresentanti di tutte le autonomie locali nonché dai portatori di interessi diffusi della società, è l’organo costituzionalmente deputato ad esprimere funzioni consultive, garantendo la piena rappresentanza territoriale nei rapporti con la Regione e quindi la sede più appropriata per affrontare il processo della riorganizzazione delle province. Tale richiesta di istituzione del CAL, ad oggi, non è stata accolta dalla Regione. Solo in data 7 agosto scorso, con grave ritardo rispetto ai tempi previsti, la Regione ha nuovamente convocato la cabina di regia con Upi e Anci: in quella sede Anci Puglia, oltre a ribadire la necessità dell’istituzione del CAL, – data la particolare rilevanza della questione- al fine di assicurare il più ampio e democratico coinvolgimento delle parti interessate, ha ritenuto opportuno interpellare sulla questione direttamente tutti i Comuni interessati, con invito a far pervenire le proprie determinazioni. E’ evidente che l’intercorsa pausa estiva non ha consentito a tutti i Comuni di poter approfondire la questione e convocare, nella rispetto della norma e secondo i dovuti tempi tecnici, i Consigli Comunali per deliberare in merito”.
“Ho avvertito personalmente l’assessore Dentamaro – ha dichiarato il presidente Perrone – che non saremmo stati presenti, non essendo pervenute le delibere con le scelte dei comuni interessati.Al Presidente Vendola rispondo che è nostra abitudine presenziare a tutte le riunioni della cabina di regia con un ruolo attivo, operando sempre nell’ottica della cooperazione istituzionale. Ribadiamo comunque, che per governare democraticamente questo riordino istituzionale era imprescindibile il passaggio nel CAL. Piuttosto Vendola e Dentamaro ci spieghino perché non è stato insediato.”
di Vincenzo Matano

giovedì 13 settembre 2012

Patto di stabilità regionale, liberati fondi per 71 milioni di euro per i Comuni


Nel corso della Conferenza stampa svoltasi oggi a Bari, Regione e Anci hanno presentato i risultati dell’attuazione del Patto di stabilità regionale “incentivato” 2012 in Puglia. Presenti l’assessore regionale al bilancio Michele Pelillo, il presidente Anci Puglia Luigi Perrone e i sindaci dei Comuni interessati.
Un momento della conferenza stampa di oggi all'Anci
Sono 120 i Comuni pugliesi (su 174 interessati) che per effetto del patto di stabilità regionale verticale “incentivato” vedranno migliorato il proprio saldo finanziario e “liberata” la propria capacità di spesa.
Sono 71 i milioni di Euro che la Regione ha ceduto ai Comuni per il 2012, quale quota del proprio “obbiettivo di Patto di stabilità”, consentendo ai sindaci lo sblocco di pagamenti in conto capitale verso imprese creditrici. Nel 2011 erano 96 i comuni beneficiari dei 30 milioni di € di spazi finanziari ceduti dalla Regione Puglia (20 milioni la quota a disposizione delle Province), oltre alle esigue risorse negoziate con il “patto di stabilità regionale orizzontale.”

A seguito di un accordo raggiunto con Anci Nazionale in sede di Conferenza unificata, con l'approvazione dell'art.16 DL n. 95/2012 “Spending review 2”, il Governo ha attribuito alle Regioni un contributo di 800 milioni di Euro finalizzato alla riduzione del debito delle stesse, attraverso la cessione di spazi finanziari ai comuni ricadenti nel proprio territorio e aventi popolazione superiore ai 5 mila abitanti.
Regione Puglia e Anci Puglia hanno subito aderito all'accordo nazionale, il 3 agosto hanno firmato  l’Intesa con cui hanno fissato i criteri e avviato la complessa procedura del cd "patto regionale verticale incentivato". I tempi strettissimi imposti dal governo hanno impegnato i rispettivi uffici e quelli dei Comuni per tutto il mese di agosto. L’Anci ha raccolto e presentato le istanze dei sindaci alla Regione, la quale il 10 settembre u.s., con proprio atto deliberativo, ha reso disponibile il plafond di 71 milioni e ripartito gli spazi finanziari tra i 120 comuni richiedenti.

L’Assessore regionale al Bilancio Michele Pelillo esprime particolare soddisfazione: “Nello scorso anno l’accordo stipulato con Regione, ANCI ed UPI ha consentito a 52 Comuni a 3 Province della Puglia di rispettare il Patto di Stabilità. La Puglia è stata l’unica regione meridionale a regionalizzare il Patto di Stabilità  in favore dei suoi Enti Locali, attivando  sia il Patto verticale che quello orizzontale.
Questa buona prassi è stata recepita e valorizzata dalla recente Legge sulla Spending Review mettendo nelle condizioni la Regione nel 2012 di fare meglio e di più dell’anno scorso con un intervento che agevolerà ben 120 comuni pugliesi.”

“Sicuramente positivo il bilancio della regionalizzazione del patto di stabilità 2012 in Puglia, – ha dichiarato il presidente Perrone - lo strumento fortemente voluto dall’Anci, consentirà a Regione e Comuni di arginare gli effetti negativi del patto e, come sottolineato dalla Corte dei Conti, di alleviare le tensioni sul sistema economico locale. E’ anche un esempio di cooperazione istituzionale tra diversi livelli di governo e di federalismo solidale. Ma i comuni restano soffocati dai vincoli del patto di stabilità interno, bisogna modificarlo subito e in maniera sostanziale se si vuole puntare alla crescita del paese, oggi in piena recessione.  Le richieste di spazi finanziari per il 2012 erano tre volte la quota ceduta dalla Regione, questo esprime la sofferenza dei comuni e delle imprese. L’apertura delle scuole infine, riporta l’attenzione alla questione dell’edilizia scolastica, una emergenza nazionale da non trascurare, le cui spese vanno assolutamente escluse dal patto di stabilità.
di Eliona Cela

sabato 23 giugno 2012

Raccolta differenziata e Raee, serve una maggiore consapevolezza in Puglia


Si è svolto venerdì scorso a presso l’aula consiliare del comune di Bari un seminario informativo sulla gestione del RAEE (Raccolta Apparecchi Elettrici ed Elettronici) in Puglia. Erano presenti, Davide Donadio responsabile Centro Coordinamento RAEE, il presidente di AMIU Bari, Gianfranco Grandaliano e Maria Cristina Rizzo, vicepresidente ANCI Puglia
L’iniziativa, promossa e organizzata da ANCI, Ancitel Energia & Ambiente e Centro Coordinamento RAEE, era rivolta ai comuni e alle aziende di gestione del servizio di igiene urbana.
Gli obiettivi dell'incontro sono stati essenzialmente due:
§         illustrare le novità che riguardano i comuni, del nuovo Accordo di programma tra ANCI e centro coordinamento RAEE, siglato lo scorso 28marzo, in particolare la disponibilità di risorse economiche per adeguamento e potenziamento isole ecologiche (tramite il “Fondo 5/Euro tonnellata premiata”) e la modifica ai requisiti per l’accesso ai “premi di efficienza”;
§         analizzare la situazione RAEE in Puglia, dove nonostante i passi avanti registrati dal 2008 e le grandi potenzialità del territorio, con soli 1,9 k/ab di RAEE raccolti nel 2011, la regione figura all’ultimo posto in Italia per raccolta procapite (In Italia sono stati raccolti 4 kg/abitante nel 2010, mentre nel 2011 la media è stata di 4,3 kg/ab.; nelle regioni del Mezzogiorno la raccolta 2011 è stata in media pari a 2,7 kg/ab.).
Dai dati del centro di coordinamento RAEE è emerso che la Puglia ha una elevata capacità di intercettazione di “rifiuti elettonici” con oltre il 43% dei Comuni dotato di almeno un’Isola ecologica (solo il 25% nel Mezzogiorno) e il 57% della popolazione che può accedervi in condizione di prossimità.
Da questi dati emerge una analisi negativa della situazione. Spesso le isole ecologiche ci sono, eppure non funzionano a dovere, o non sono conosciute, o non sono utilizzate.
Molto può essere fatto, e molto è ancora in cantiere. Soprattutto dal punto di vista della comunicazione verso i cittadini.
“Serve aumentare il livello di informazione e sensibilizzazione verso i cittadini per renderli consapevoli su cosa è il RAEE e sulle modalità di conferimento. - ha sottolineato la vicepresidente ANCI Puglia Maria Cristina Rizzo - Serve inoltre l'impegno di tutti gli attori coinvolti nella gestione: Regione, Comuni e Aziende di igiene urbana, distributori, amministrazioni provinciali, per fare emergere e affrontare le criticità che impediscono alla Puglia di raggiungere congrui livelli di raccolta, visto le grandi potenzialità del territorio.”
“Vi sono molti nodi da sciogliere in Puglia ma anche a livello nazionale per raggiungere livelli adeguati di raccolta e smaltimento dei RAEE – ha dichiarato Davide Donadio, Responsabile Centro Coordinamento RAEE - e vanno individuati oltre che nelle infrastrutture anche nell' informazione, nella semplificazione normativa e nella innovazione dei modelli di raccolta. In tutti paesi europei la raccolta raggiunge il 25% dei RAEE, in Italia contributo è largamente al di sotto delle aspettative e delle sue potenzialità, per problemi culturali, amministrativi e burocratici”
Il percorso informativo organizzato in Puglia da ANCI, Ancitel Energia & Ambiente e Centro Coordinamento RAEE prevede un workshop conclusivo che si terrà a Lecce nel prossimo mese di settembre 2012.
di Annalisa Tatarella

mercoledì 20 giugno 2012

Edilizia sostenibile: accordo tra Anci e il Distretto Pugliese


E’ stato siglato presso la sede Anci Puglia di Bari un protocollo di Intesa tra l’Associazione dei comuni e il Distretto pugliese dell’Edilizia Sostenibile, finalizzato a promuovere l’adesione dei comuni pugliesi al ‘Patto dei Sindaci’ (il movimento europeo che coinvolge le P.A. impegnate ad aumentare l’efficienza energetica nei loro territori) e a fornire supporto e assistenza agli enti locali nella realizzazione di programmi di efficientamento energetico.
La sigla dell'accordo presso l'Anci Puglia
L’accordo, quindi, mira a creare sinergie tra il Distretto e ANCI Puglia per lo sviluppo di progetti in grado di intercettare risorse comunitarie destinate a interventi per l’efficientamento energetico da realizzarsi negli edifici pubblici dei 248 comuni aderenti all’associazione.
Salvatore Matarrese, presidente Ance Puglia e a capo del Distretto, ha sottolineato che « Stiamo lavorando per diffondere sul territorio un nuovo modo di costruire finalizzato a realizzare un prodotto edilizio che migliori il benessere abitativo e ottimizzi l’utilizzo delle risorse ambientali. Quello a cui puntiamo insieme ad ANCI Puglia e alla Regione è far diventare pratica quotidiana la realizzazione di case eco-compatibili nei comuni pugliesi».
“Con questa intesa - ha dichiarato il presidente di Anci Puglia Luigi Perrone - auspichiamo che anche altri comuni pugliesi aderiscano al Patto dei sindaci. Bisogna orientare la pianificazione urbanistica all’efficienza energetica e alla sostenibilità ambientale degli edifici. I comuni devono sfruttare le opportunità rappresentate dai fondi comunitari per riqualificare in senso energetico e sostenibile il patrimonio edilizio pubblico.”
Nei prossimi giorni partiranno una serie di seminari a carattere provinciale, destinati a sindaci, uffici tecnici e scolastici comunali a cui sarà illustrato il programma di assistenza tecnica del Distretto a favore dei comuni.
di Annalisa Tatarella

domenica 10 giugno 2012

La Puglia e le imprese pugliesi pronte a sostenere l'economia emiliana per il rilancio post-terremoto.


Una forte aggregazione e solidarietà per evitare il collasso economico di un'intera Regione, con le ovvie pesanti ripercussioni sulla Nazione. La Puglia e le imprese pugliesi sono pronte.
Salvare le imprese delle aree terremotate per evitare la loro fuoriuscita dai mercati e quindi il collasso economico sociale di un territorio che solo fino a pochi giorni fa esprimeva eccellenze di livello mondiale.
Per fronteggiare questa emergenza bisogna fare "sistema Paese Italia"! Il principio di base che propone ANCI Puglia è la "perequazione produttiva solidale”: ad una situazione straordinaria bisogna rispondere con soluzioni e regole straordinarie, mirate e finalizzate a tamponare l'evento critico. L'intero sistema istituzionale, economico, sindacale e sociale coinvolto, concorde e attore del processo. Senza questi presupposti la proposta può apparire solo una provocazione, o peggio ancora, qualcosa di simile a sciacallaggio.
Finale Emilia, uno dei COmuni più colpiti dal sisma
I distretti produttivi della Bassa Emilia, valgono un fatturato tra i 25 e i 30 mld di € l’anno. Perderli significa impoverire una zona ricca del paese e di conseguenza peggiorare i conti dello Stato con un decremento del PIL locale e nazionale.
In Puglia ci sono molte analogie produttive con l'Emilia e la nostra regione è ben collegata per terra, ferro, mare e anche aria. A seguito della crisi economica vi sono molte realtà produttive, comprese quelle agricole, che hanno capacità produttiva inespressa. In Emilia accade il contrario: le imprese hanno mercato, ma non hanno temporaneamente capacità produttiva. Ecco la perequazione produttiva solidale!
Serve quindi un tavolo a cui siedano: i ministeri competenti, i governatori delle regioni Emilia e Puglia, i rappresentanti sindacali e degli imprenditori, gli enti locali, insomma tutti gli attori necessari, per siglare un patto leale, solidale, equo e "rassicurante", nel senso che insieme si può superare qualsiasi ostacolo e soprattutto quando le risorse finanziarie scarseggiano e la crisi morde.
Con la garanzia dei massimi livelli istituzionali, sociali, sindacali, economici e finanziari, si potrebbero temporaneamente stabilire sinergie produttive tra imprenditori pugliesi ed emiliani nel nome dell'unità nazionale e sociale, senza alcun timore e con un fortissimo messaggio di fiducia anche per il resto della nazione e perché no, un segnale netto anche ai mercati esteri.
“Ho inviato una nota al presidente Delrio – ha dichiarato il presidente Luigi Perrone - in cui ho illustrato la nostra iniziativa. In questi giorni, abbiamo già incontrato alcune imprese pugliesi, di settori analoghi a quelle della Bassa Emilia, che ci hanno dimostrato la loro disponibilità. I comuni pugliesi lanciano questa proposta e si impegnano a fornire tutto il supporto necessario. Confidiamo nella risposta di tutte le parti in causa, proporremo il principio alla consorella Anci Emilia Romagna. Bisogna fronteggiare questo evento straordinario, superare l'attuale momento di sfiducia e difficoltà; gli italiani in questo hanno sempre espresso il meglio con l’'arte di arrangiarsi. Proviamoci ancora.”