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mercoledì 19 dicembre 2012

Ecotassa, via libera al rinvio. Per Legambiente ha vinto il "partito delle discariche"

Tra le pieghe del bilancio regionale, uno dei provvedimenti che più degli altri ha fatto discutere, e trova forti voci contrarie, è il rinvio dell’Ecotassa, legata al mancato raggiungimento dei livelli previsti per la raccolta differenziata, la cui applicazione sarà rinviata al 2014. Rinvio chiesto a gran voce dai Comuni e dall’Anci per venire incontro alle difficoltà di tanti sindaci, ed accordato in sede di approvazione del bilancio nella Commissione regionale. Domani e dopodomani toccherà all’Aula discutere e votare il provvedimento.
Fortemente contraria la posizione di Legambiente, che parla senza mezzi termini di un “partito delle discariche” che è stato in grado di influenzare le decisioni della Regione e di far slittare di un anno la sanzione per i Comuni meno bravi.
Così parla Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia.
“Un errore grave e imperdonabile la proroga dell’ecotassa, in una regione come la nostra in cui oltre 200 comuni sono al di sotto del 25% di raccolta differenziata”.
Dal rapporto rifiuti 2012 di Ispra, la Puglia nel 2010 aveva smaltito in discarica il 67% dei suoi rifiuti urbani. Fra inerzie, resistenze culturali e questioni economiche, la Puglia continua ad essere fra le regioni che continuano ad affidarsi alla discarica per smaltire la maggior parte dei propri rifiuti.
“La penalizzazione economica dello smaltimento in discarica può contribuire non poco a far salire le percentuali di raccolta differenziata, come ad esempio già fatto in Sardegna negli ultimi anni, e a farci uscire dalla dittatura delle discariche e dei termovalorizzatori”.
Ecco, dall’altro lato, il commento di Luigi Perrone, presidente dell’Anci Puglia, che sottolinea il notevole costo del servizio di igiene urbana a carico dei Comuni.
“L’obbiettivo del 40% di raccolta differenziata (L.R. 38/12) comporta per buona parte delle amministrazioni comunali un notevole incremento del costo del servizio di igiene urbana e del relativo tributo, con ovvie ricadute sul territorio. Inoltre, il divieto di indire nuove procedure di gara per l’affidamento del servizio di spazzamento, raccolta e trasporto (art. 24 L.R. 24/2012), ha aggravato la gestione del ciclo rifiuti, compromettendo l’obiettivo di differenziata ed esponendo il Comune al massimo livello della sanzione “ecotassa”. Dopo l’esame in V^ Commissione Consiglio Regionale, anche su nostra richiesta, c’è stato un orientamento del Governo regionale verso un rinvio dell’ecotassa, provvedimento che riteniamo opportuno, assieme alla modifica della Legge 24/12”.
A commentare il rinvio è anche Rocco Palese, capogruppo Pdl in Consiglio Regionale, firmatario del provvedimento approvato in Commissione sul rinvio delle sanzioni a carico dei Comuni.
“Il rinvio al 2014 dell’entrata in vigore delle penalizzazioni dell’Ecotassa da noi proposto e approvato già in Commissione, è certamente un fatto positivo, ma restiamo convinti che nel Bilancio di previsione 2013 il Governo Regionale poteva fare molto di più andare incontro ai cittadini in questo momento di gravissima crisi, abbassando ulteriormente (e non solo ritoccando in modo impercettibile) le tasse regionali aggiuntive a carico dei pugliesi, che per il 2013 ammonteranno a 283,480 milioni di euro”.
“Ci auguriamo che in sede di Consiglio Regionale anche Governo e maggioranza concordino sulla necessità di tagliare spese improduttive e sprechi per arrivare per esempio almeno alla eliminazione del ticket e dell’accisa regionale sulla benzina che pesa nelle tasche dei pugliesi per 2,5 centesimi al litro. Inoltre rinnoviamo l’appello acchè la seduta sul Bilancio non si trasformi in un assalto alla diligenza e per questo abbiamo preparato una serie di altri emendamenti che ci riserviamo di formalizzare se non sarà rispettato l’orientamento di ammettere solo emendamenti di natura finanziaria e contabile e proroghe ineludibili”.
di Roberto Mastrangelo

venerdì 7 dicembre 2012

Comuni: Perrone (Anci Puglia): "Attendiamo le aperture del Governo su Imu e stabilità"

I Comuni italiani chiedono aiuto. Ma soprattutto chiedono modifiche alla legge di stabilità, attraverso emendamenti presentati in Parlamento, per poter dare ossigeno alle esigue casse, poter spendere le disponibilità ed evitare quelle situazioni che si traducono, per i cittadini, in aliquote massime sulle tasse e sulle addizionali comunali e tagli ai servizi, innanzitutto a quelli necessari ed indifferibili.
Per non parlare dell'asfittica situazione economica, che non permette investimenti e che spesso pone i Comuni come pesanti debitori nei confronti di tante piccole aziende che rischiano il collasso.
Si è svolta oggi a Roma, presso la sala Promoteca del Campidoglio, la riunione del Comitato Direttivo Anci Nazionale alla presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Unico punto all'ordine del giorno: Risanamento e crescita del Paese, il contributo dei Comuni e le prospettive della finanza locale.
"Non fate gesti impulsivi, tenetevi attaccata la fascia tricolore". E' l'esortazione del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha parlato davanti ai sindaci del Direttivo Anci Nazionale. Napolitano ha anche riconosciuto che "gli emendamenti presentati dall'Anci alla legge di stabilità sono seri e meditati, per questo mi auguro che il Parlamento possa accogliere le vostre proposte, in misura ragionevole e compatibile con l'invarianza dei conti pubblici".
"Nell'ultimo decennio - ha detto il capo dello Stato - si e' abbattuta una mannaia sui conti dei Comuni", e si e' pronunciato "contro la filosofia dei tagli lineari, nei confronti della quale manifesto ormai da anni una forte riserva: intervenire col machete - dice Napolitano - e' difficilmente tollerabile e giustificabile. Bisogna riuscire a entrare nel merito dei meccanismi che generano una spesa abnorme e incontrollata, individuando invece voci e capitoli che richiedono interventi". Se cosi' non si procede, avverte il Capo dello Stato, "la stessa filosofia della spending review perde di consistenza".
Napolitano ha sottolineato che "quello che unisce i diversi livelli istituzionali deve essere piu' forte di quello che ci divide", ma poi invita i sindaci a rendere sempre piu' evidente che "se vanno avanti tagli di questa natura, vedrete scaricare sulle vostre spalle oneri istituzionali fondamentali per la coesione sociale". Il Presidente si riferisce in particolare ai "fenomeni preoccupanti di disoccupazione, di poverta', di situazioni di disperato bisogno, come quelle dei profughi". Per questo Napolitano si spinge a suggerire ai primi cittadini "di fornire, mese per mese, una concreta documentazione rispetto ai servizi che non riuscite piu' a garantire e alle ripercussioni sociali di tutto questo, in modo che ci si renda conto che non parliamo di una mera questione di cifre".
Il Presidente insiste inoltre sul federalismo, "che non puo' essere considerato un relitto di cui non sappiamo più che fare", e si impegna sull'Imu: "C'è poco da discutere, deve restare ai Comuni, per intero".
Infine, Napolitano rivolgendosi contro la rappresentazione a volte fuorviante rispetto ai presunti sprechi nei Comuni: "Voi sindaci - afferma - operate da sempre nello spirito dell'interesse Comune, confrontandovi responsabilmente con difficolta' sempre piu' gravi e stringenti. Nel condividere l'obiettivo del risanamento dei conti pubblici, avete dato apporti di fatto e progettuali. Per questo, nel combattere questi continui assalti mediatici, il presidente della Repubblica sara' sempre al vostro fianco".
"La situazione nei Comuni è insostenibile.” - ha dichiarato il presidente dell'Anci, Graziano Delrio - La legge di stabilità non può uscire dal Senato come è entrata, per questo stiamo lavorando con forze politiche e governo ma aspettiamo gesti concreti altrimenti non saremo più in grado di assolvere al nostro ruolo". "Abbiamo contribuito dato dal 2007 al 2013 con 15miliardi al risanamento - ha ricordato Delrio - per questo Presidente ci rivolgiamo a lei affinche' giudichi i nostri emendamenti che non sono difesa della casta ma proposte serie che possono funzionare".
Delrio ha rimarcato come i Comuni "sono la risposta alla crisi non la causa perchè rappresentano la barriera contro la sua avanzata". "Abbiamo chiesto al governo di investire su di noi - ha continuato il presidente Anci - ma oggi soffia il vento di un nuovo centralismo, causa di un mancato federalismo incentrato sui municipi".
Sulla annosa questione del patto di stabilità Delrio ha evidenziato come sia 'questione ineludibile' da rivedere "risparmiando sulla parte corrente ma liberando la parte sugli investimenti. Flessibilizzarlo - ha precisato - nelle zone urbane, per pagare le imprese e contribuire ad alzare il Pil, ed eliminarlo per i Piccoli comuni che non sono in grado di reggerlo. Cosi' avviene in gran parte dell'Europa".
Infine il presidente Anci ha confermato che i sindaci sono consapevoli che "il debito vada ridotto ma 'abbiamo pagato gia' un prezzo altissimo, chiediamo quindi di non ripercorrere la strada dei tagli lineari perche' solo di questi abbiamo sommato negli ultimi anni 10mld di euro".
Alla riunione del Direttivo ANCI presente anche il presidente Anci Puglia Perrone, il quale ha sottolineato "l'importanza e il sostegno del messaggio istituzionale del Capo dello Stato ai sindaci, in questo particolare momento dove ai comuni si chiede da un lato un grande sacrificio per risanare i conti dello Stato e dall'altro di fare fronte in prima linea alle problematiche economico-sociali che vive la gente. Attendiamo le aperture del governo su IMU e Patto di stabilità, come dice Delrio i comuni rappresentano la soluzione alla crisi, ma dobbiamo poter svolgere il nostro ruolo in piena autonomia e responsabilità."

sabato 24 novembre 2012

Imu, l'Anci prepara un ricorso per chiedere modifiche alla legge di stabilità

IMU, è tutto pronto per il ricorso giurisdizionale organizzato dall'Anci (Associazione Nazionale deei Comuni) sulle sovrastime relative all'Imu pubblicate dal Ministero dell'Economia e delle Finanze.
Come già aveva anticipato l'Anci Puglia nello scorso mese di ottobre, i numeri sono superiori a quelli previsti, ed aveva proposto un'azione legale sull'errata previsione gettito IMU dei comuni pugliesi.
Il comitato direttivo di Anci Nazionale ha deliberato di sostenere ed affiancare i Comuni che intendono procedere tramite ricorso giurisdizionale al TAR avverso i valori IMU ed ICI pubblicati in data 15 ottobre 2012 dal Ministero dell'Economia e delle Finanze.
Anci Puglia nel corso della Assemblea nazionale di Bologna, aveva già proposto azioni nei confronti del MEF, avendo costatato da un monitoraggio sui comuni pugliesi, enormi discrepanze tra le previsioni del MEF ed il reale introito dei comuni. Le previsioni sul gettito IMU di maggio e luglio 2012 risultavano errate e molti sindaci allarmati, denunciavano situazioni di dissesto finanziario irreversibile dei loro enti, dovute ai conseguenti pesanti tagli al fondo sperimentale di riequilibrio (FSR).
A livello nazionale, l'ammontare totale degli indebiti tagli di risorse al comparto dei comuni derivanti all'operazione IMU ammonta a circa 764 milioni, di cui 300 milioni derivanti dalla inclusione del gettito degli immobili comunali nel gettito obiettivo e 464 di sottovalutazione dell'ICI.
Anci quindi coordinerà le azioni sul territorio e agirà ad adiuvandum nei ricorsi presentati dai Comuni o dalle Anci regionali. Da lunedì 26 novembre renderà disponibile la bozza di ricorso, gli elementi tecnici, giuridici e quantitativi per supportare le richieste che gli Enti intendono sottoporre direttamente all'autorità giudiziaria.
“Già da tempo avevamo segnalato gli errori nelle sovrastime IMU del MEF e le gravi ripercussioni in termini di ulteriori tagli ai comuni. - ha dichiarato il presidente Anci Puglia Luigi Perrone - Condivido la forte posizione assunta da Anci Nazionale nella manifestazione di Milano, è ora che il Governo dia risposte chiare alle nostre richieste: l’intero gettito dell’IMU ai comuni, la revisione del patto di stabilità per gli enti virtuosi e la non estensione del patto ai comuni tra 1000 e 5000 abitanti. Da subito inoltre, serve la modifica alla legge di stabilità che attendiamo in Senato. Chiediamo autonomia e responsabilità per svolgere pienamente il nostro ruolo e far ripartire l’economia dei territori.”

giovedì 11 ottobre 2012

Anci: Delrio a Bari per incontrare i sindaci sul patto di stabilità. Ma che fine ha fatto il Consiglio delle Autonomie Locali?

Graziano Delrio, presidente nazionale Anci
A un anno dalla sua elezione a presidente nazionale dell’Anci, avvenuta nell’Assemblea congressuale di Brindisi 2011, Graziano Delrio torna in Puglia, per incontrare i sindaci della nostra Regione sulla delicata situazione finanziaria e istituzionale dei comuni e per annunciare le prossime iniziative dell'Anci, alla luce della Legge di Stabilità approvata dal Governo, ma anche in vista dell’imminente Assemblea Nazionale dell'Associazione in programma la settimana prossima a Bologna. 
L’incontro si terrà venerdì 12 ottobre alle ore 16, presso la nuova sede Anci Puglia di Bari (Via Marco Partipilo 61 - zona Santa Fara). Con l'occasione, sarà inaugurata ufficialmente la sede dell'Anci regionale.
Intanto prosegue la polemica a distanza sulla mancata presenza dell'Anci Puglia alla riunione della scorsa settimana in Regione della cabina di regia per la questione del riordino delle provincie.
"Già nei mesi di marzo e aprile scorsi, oltre che nella riunione della cabina di regia dello scorso 27 luglio, Anci Puglia aveva esplicitamente richiesto alla Regione Puglia, l’istituzione del Consiglio delle Autonomie Locali, previsto dalla Costituzione”, proprio al fine di“governare democraticamente” la delicata riforma delle province pugliesi prevista dalla “spending-review”.
“Il CAL infatti, essendo composto dai rappresentanti di tutte le autonomie locali nonché dai portatori di interessi diffusi della società, è l’organo costituzionalmente deputato ad esprimere funzioni consultive, garantendo la piena rappresentanza territoriale nei rapporti con la Regione e quindi la sede più appropriata per affrontare il processo della riorganizzazione delle province. Tale richiesta di istituzione del CAL, ad oggi, non è stata accolta dalla Regione. Solo in data 7 agosto scorso, con grave ritardo rispetto ai tempi previsti, la Regione ha nuovamente convocato la cabina di regia con Upi e Anci: in quella sede Anci Puglia, oltre a ribadire la necessità dell’istituzione del CAL, – data la particolare rilevanza della questione- al fine di assicurare il più ampio e democratico coinvolgimento delle parti interessate, ha ritenuto opportuno interpellare sulla questione direttamente tutti i Comuni interessati, con invito a far pervenire le proprie determinazioni. E’ evidente che l’intercorsa pausa estiva non ha consentito a tutti i Comuni di poter approfondire la questione e convocare, nella rispetto della norma e secondo i dovuti tempi tecnici, i Consigli Comunali per deliberare in merito”.
“Ho avvertito personalmente l’assessore Dentamaro – ha dichiarato il presidente Perrone – che non saremmo stati presenti, non essendo pervenute le delibere con le scelte dei comuni interessati.Al Presidente Vendola rispondo che è nostra abitudine presenziare a tutte le riunioni della cabina di regia con un ruolo attivo, operando sempre nell’ottica della cooperazione istituzionale. Ribadiamo comunque, che per governare democraticamente questo riordino istituzionale era imprescindibile il passaggio nel CAL. Piuttosto Vendola e Dentamaro ci spieghino perché non è stato insediato.”
di Vincenzo Matano

giovedì 13 settembre 2012

Patto di stabilità regionale, liberati fondi per 71 milioni di euro per i Comuni


Nel corso della Conferenza stampa svoltasi oggi a Bari, Regione e Anci hanno presentato i risultati dell’attuazione del Patto di stabilità regionale “incentivato” 2012 in Puglia. Presenti l’assessore regionale al bilancio Michele Pelillo, il presidente Anci Puglia Luigi Perrone e i sindaci dei Comuni interessati.
Un momento della conferenza stampa di oggi all'Anci
Sono 120 i Comuni pugliesi (su 174 interessati) che per effetto del patto di stabilità regionale verticale “incentivato” vedranno migliorato il proprio saldo finanziario e “liberata” la propria capacità di spesa.
Sono 71 i milioni di Euro che la Regione ha ceduto ai Comuni per il 2012, quale quota del proprio “obbiettivo di Patto di stabilità”, consentendo ai sindaci lo sblocco di pagamenti in conto capitale verso imprese creditrici. Nel 2011 erano 96 i comuni beneficiari dei 30 milioni di € di spazi finanziari ceduti dalla Regione Puglia (20 milioni la quota a disposizione delle Province), oltre alle esigue risorse negoziate con il “patto di stabilità regionale orizzontale.”

A seguito di un accordo raggiunto con Anci Nazionale in sede di Conferenza unificata, con l'approvazione dell'art.16 DL n. 95/2012 “Spending review 2”, il Governo ha attribuito alle Regioni un contributo di 800 milioni di Euro finalizzato alla riduzione del debito delle stesse, attraverso la cessione di spazi finanziari ai comuni ricadenti nel proprio territorio e aventi popolazione superiore ai 5 mila abitanti.
Regione Puglia e Anci Puglia hanno subito aderito all'accordo nazionale, il 3 agosto hanno firmato  l’Intesa con cui hanno fissato i criteri e avviato la complessa procedura del cd "patto regionale verticale incentivato". I tempi strettissimi imposti dal governo hanno impegnato i rispettivi uffici e quelli dei Comuni per tutto il mese di agosto. L’Anci ha raccolto e presentato le istanze dei sindaci alla Regione, la quale il 10 settembre u.s., con proprio atto deliberativo, ha reso disponibile il plafond di 71 milioni e ripartito gli spazi finanziari tra i 120 comuni richiedenti.

L’Assessore regionale al Bilancio Michele Pelillo esprime particolare soddisfazione: “Nello scorso anno l’accordo stipulato con Regione, ANCI ed UPI ha consentito a 52 Comuni a 3 Province della Puglia di rispettare il Patto di Stabilità. La Puglia è stata l’unica regione meridionale a regionalizzare il Patto di Stabilità  in favore dei suoi Enti Locali, attivando  sia il Patto verticale che quello orizzontale.
Questa buona prassi è stata recepita e valorizzata dalla recente Legge sulla Spending Review mettendo nelle condizioni la Regione nel 2012 di fare meglio e di più dell’anno scorso con un intervento che agevolerà ben 120 comuni pugliesi.”

“Sicuramente positivo il bilancio della regionalizzazione del patto di stabilità 2012 in Puglia, – ha dichiarato il presidente Perrone - lo strumento fortemente voluto dall’Anci, consentirà a Regione e Comuni di arginare gli effetti negativi del patto e, come sottolineato dalla Corte dei Conti, di alleviare le tensioni sul sistema economico locale. E’ anche un esempio di cooperazione istituzionale tra diversi livelli di governo e di federalismo solidale. Ma i comuni restano soffocati dai vincoli del patto di stabilità interno, bisogna modificarlo subito e in maniera sostanziale se si vuole puntare alla crescita del paese, oggi in piena recessione.  Le richieste di spazi finanziari per il 2012 erano tre volte la quota ceduta dalla Regione, questo esprime la sofferenza dei comuni e delle imprese. L’apertura delle scuole infine, riporta l’attenzione alla questione dell’edilizia scolastica, una emergenza nazionale da non trascurare, le cui spese vanno assolutamente escluse dal patto di stabilità.
di Eliona Cela

martedì 26 giugno 2012

Salve, una tavola rotonda per riunire i sindaci dell'Unione Terra di Leuca

E’ necessario confrontarsi e ritrovare un modello di Garanzia e Responsabilità Reciproca in tempi di Crisi, soprattutto quando in ballo ci sono interessi comuni e obiettivi territoriali da massimizzare. Su questo importante tema si è svolta nei giorni scorsi una Tavola Rotonda organizzata dal Mov. Noi in collaborazione con i Comuni dell'Unione di Terra di Leuca presso la Sala Conferenze Comunale – Palazzo Ramirez di Salve (Lecce). Alla presenza di tutti i sindaci dell’Unione di Comuni (Giuseppe Picci – Presidente dell'Unione – Sindaco di Morciano di Leuca, Vincenzo Passaseo – Sindaco di Salve, Osvaldo Stendardo – Sindaco di Alessano, Antonio Buccarello – Sindaco di Gagliano del Capo, Francesco De Nuccio – Sindaco di Patù, Ippazio Antonio Morciano – Sindaco di Tiggiano, Biagio Palumbo – Vicesindaco di Corsano) e con una ampia partecipazione di pubblico si può senz’altro affermare che la tavola rotonda è stato un successo, sia in termini di pubblico che, soprattutto, in termini propositivi e strategici. 
L'entusiasmo e il successo che l'iniziativa ha riscosso ancora una volta indicano come il metodo proposto dal Mov. NOI si pone come strumento adatto in questi tempi, capace di ricreare e ricomporre il tessuto sociale attraverso un nuovo dialogo.
La crisi globale che stiamo attraversando non ha tardato a manifestare i suoi effetti anche nel Salento dove comincia a sentirsi la frustrazione sociale per la mancanza di lavoro, la difficoltà di comunicazione con le nuove generazioni e il senso di frustrazione, se non addirittura rabbia, nei confronti delle Istituzioni ... il Mov Noi ha cominciato per questo un percorso che consiste in un processo formativo e culturale il quale, attraverso TR, i corsi di formazione e i seminari, mette insieme tutte le parti sociali, avvicina i cittadini alle istituzioni, ricuce il divario generazionale ricreando un senso di fiducia e speranza: solo insieme possiamo affrontare il periodo critico che abbiamo di fronte e per questo abbiamo bisogno di una formazione alla collaborazione reciproca, secondo un sistema di educazione integrale che il Mov NOI propone ai sette Sindaci dei Comuni dell'Unione. iI progetto è costituito da varie tappe, con la realizzazione di un modello , quello salentino, di Terra di responsabilità e solidarietà reciproca.
I Sindaci dell’Unione si sono dimostrati entusiasti del metodo proposto dal Mov NOI avendone verificato in pratica i risultati e già hanno aderito al programma di tavole rotonte a rotazione in ogni Comune. Nell'immediato il Mov NOI organizzerà una Tavola Rotonda dei Cittadini dei Comuni dell'Unione, in collaborazione con Enti locali, associazioni , scuole. La voce del popolo che discute con rispetto e sostegno idee e progetti utili per affrontare la Crisi.

sabato 23 giugno 2012

Raccolta differenziata e Raee, serve una maggiore consapevolezza in Puglia


Si è svolto venerdì scorso a presso l’aula consiliare del comune di Bari un seminario informativo sulla gestione del RAEE (Raccolta Apparecchi Elettrici ed Elettronici) in Puglia. Erano presenti, Davide Donadio responsabile Centro Coordinamento RAEE, il presidente di AMIU Bari, Gianfranco Grandaliano e Maria Cristina Rizzo, vicepresidente ANCI Puglia
L’iniziativa, promossa e organizzata da ANCI, Ancitel Energia & Ambiente e Centro Coordinamento RAEE, era rivolta ai comuni e alle aziende di gestione del servizio di igiene urbana.
Gli obiettivi dell'incontro sono stati essenzialmente due:
§         illustrare le novità che riguardano i comuni, del nuovo Accordo di programma tra ANCI e centro coordinamento RAEE, siglato lo scorso 28marzo, in particolare la disponibilità di risorse economiche per adeguamento e potenziamento isole ecologiche (tramite il “Fondo 5/Euro tonnellata premiata”) e la modifica ai requisiti per l’accesso ai “premi di efficienza”;
§         analizzare la situazione RAEE in Puglia, dove nonostante i passi avanti registrati dal 2008 e le grandi potenzialità del territorio, con soli 1,9 k/ab di RAEE raccolti nel 2011, la regione figura all’ultimo posto in Italia per raccolta procapite (In Italia sono stati raccolti 4 kg/abitante nel 2010, mentre nel 2011 la media è stata di 4,3 kg/ab.; nelle regioni del Mezzogiorno la raccolta 2011 è stata in media pari a 2,7 kg/ab.).
Dai dati del centro di coordinamento RAEE è emerso che la Puglia ha una elevata capacità di intercettazione di “rifiuti elettonici” con oltre il 43% dei Comuni dotato di almeno un’Isola ecologica (solo il 25% nel Mezzogiorno) e il 57% della popolazione che può accedervi in condizione di prossimità.
Da questi dati emerge una analisi negativa della situazione. Spesso le isole ecologiche ci sono, eppure non funzionano a dovere, o non sono conosciute, o non sono utilizzate.
Molto può essere fatto, e molto è ancora in cantiere. Soprattutto dal punto di vista della comunicazione verso i cittadini.
“Serve aumentare il livello di informazione e sensibilizzazione verso i cittadini per renderli consapevoli su cosa è il RAEE e sulle modalità di conferimento. - ha sottolineato la vicepresidente ANCI Puglia Maria Cristina Rizzo - Serve inoltre l'impegno di tutti gli attori coinvolti nella gestione: Regione, Comuni e Aziende di igiene urbana, distributori, amministrazioni provinciali, per fare emergere e affrontare le criticità che impediscono alla Puglia di raggiungere congrui livelli di raccolta, visto le grandi potenzialità del territorio.”
“Vi sono molti nodi da sciogliere in Puglia ma anche a livello nazionale per raggiungere livelli adeguati di raccolta e smaltimento dei RAEE – ha dichiarato Davide Donadio, Responsabile Centro Coordinamento RAEE - e vanno individuati oltre che nelle infrastrutture anche nell' informazione, nella semplificazione normativa e nella innovazione dei modelli di raccolta. In tutti paesi europei la raccolta raggiunge il 25% dei RAEE, in Italia contributo è largamente al di sotto delle aspettative e delle sue potenzialità, per problemi culturali, amministrativi e burocratici”
Il percorso informativo organizzato in Puglia da ANCI, Ancitel Energia & Ambiente e Centro Coordinamento RAEE prevede un workshop conclusivo che si terrà a Lecce nel prossimo mese di settembre 2012.
di Annalisa Tatarella