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mercoledì 19 dicembre 2012

Ecotassa, via libera al rinvio. Per Legambiente ha vinto il "partito delle discariche"

Tra le pieghe del bilancio regionale, uno dei provvedimenti che più degli altri ha fatto discutere, e trova forti voci contrarie, è il rinvio dell’Ecotassa, legata al mancato raggiungimento dei livelli previsti per la raccolta differenziata, la cui applicazione sarà rinviata al 2014. Rinvio chiesto a gran voce dai Comuni e dall’Anci per venire incontro alle difficoltà di tanti sindaci, ed accordato in sede di approvazione del bilancio nella Commissione regionale. Domani e dopodomani toccherà all’Aula discutere e votare il provvedimento.
Fortemente contraria la posizione di Legambiente, che parla senza mezzi termini di un “partito delle discariche” che è stato in grado di influenzare le decisioni della Regione e di far slittare di un anno la sanzione per i Comuni meno bravi.
Così parla Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia.
“Un errore grave e imperdonabile la proroga dell’ecotassa, in una regione come la nostra in cui oltre 200 comuni sono al di sotto del 25% di raccolta differenziata”.
Dal rapporto rifiuti 2012 di Ispra, la Puglia nel 2010 aveva smaltito in discarica il 67% dei suoi rifiuti urbani. Fra inerzie, resistenze culturali e questioni economiche, la Puglia continua ad essere fra le regioni che continuano ad affidarsi alla discarica per smaltire la maggior parte dei propri rifiuti.
“La penalizzazione economica dello smaltimento in discarica può contribuire non poco a far salire le percentuali di raccolta differenziata, come ad esempio già fatto in Sardegna negli ultimi anni, e a farci uscire dalla dittatura delle discariche e dei termovalorizzatori”.
Ecco, dall’altro lato, il commento di Luigi Perrone, presidente dell’Anci Puglia, che sottolinea il notevole costo del servizio di igiene urbana a carico dei Comuni.
“L’obbiettivo del 40% di raccolta differenziata (L.R. 38/12) comporta per buona parte delle amministrazioni comunali un notevole incremento del costo del servizio di igiene urbana e del relativo tributo, con ovvie ricadute sul territorio. Inoltre, il divieto di indire nuove procedure di gara per l’affidamento del servizio di spazzamento, raccolta e trasporto (art. 24 L.R. 24/2012), ha aggravato la gestione del ciclo rifiuti, compromettendo l’obiettivo di differenziata ed esponendo il Comune al massimo livello della sanzione “ecotassa”. Dopo l’esame in V^ Commissione Consiglio Regionale, anche su nostra richiesta, c’è stato un orientamento del Governo regionale verso un rinvio dell’ecotassa, provvedimento che riteniamo opportuno, assieme alla modifica della Legge 24/12”.
A commentare il rinvio è anche Rocco Palese, capogruppo Pdl in Consiglio Regionale, firmatario del provvedimento approvato in Commissione sul rinvio delle sanzioni a carico dei Comuni.
“Il rinvio al 2014 dell’entrata in vigore delle penalizzazioni dell’Ecotassa da noi proposto e approvato già in Commissione, è certamente un fatto positivo, ma restiamo convinti che nel Bilancio di previsione 2013 il Governo Regionale poteva fare molto di più andare incontro ai cittadini in questo momento di gravissima crisi, abbassando ulteriormente (e non solo ritoccando in modo impercettibile) le tasse regionali aggiuntive a carico dei pugliesi, che per il 2013 ammonteranno a 283,480 milioni di euro”.
“Ci auguriamo che in sede di Consiglio Regionale anche Governo e maggioranza concordino sulla necessità di tagliare spese improduttive e sprechi per arrivare per esempio almeno alla eliminazione del ticket e dell’accisa regionale sulla benzina che pesa nelle tasche dei pugliesi per 2,5 centesimi al litro. Inoltre rinnoviamo l’appello acchè la seduta sul Bilancio non si trasformi in un assalto alla diligenza e per questo abbiamo preparato una serie di altri emendamenti che ci riserviamo di formalizzare se non sarà rispettato l’orientamento di ammettere solo emendamenti di natura finanziaria e contabile e proroghe ineludibili”.
di Roberto Mastrangelo

Taranto: la Camera approva il decreto Ilva, ma non tutti sono daccordo

E' arrivato il Sì dell'Aula della Camera al decreto legge Ilva su cui ieri il governo ha incassato la fiducia. Il testo, approvato a Montecitorio con 421 sì, 21 no e 49 astenuti, passa ora al Senato per l'approvazione definitiva. Astenuta la Lega che, per bocca di Giovanni Fava ha così spiegato il non voto.
"Il ministro Passera ha fatto il ministro dello Sviluppo economico senza dare nessuno sviluppo al Paese: se non altro perché non ha programmato nulla. Davanti alla mala parata abbiamo scelto il male minore", ha concluso Fava".
Apprezzamento dalla Puglia è stato espresso da parte del capogruppo del Pdl in Consiglio Regionale Rocco Palese, che sottolinea le garanzie e la tutela per la popolazione, oltre che la collaborazione Istituzionale che ha portato all'approvazione del decreto.
 “Il testo del Decreto Ilva esce dalla Camera dei Deputati notevolmente migliorato e con garanzie ulteriori che le questioni sanitaria, ambientale, industriale ed occupazionale di Taranto sono di importanza nazionale. Grazie alla collaborazione istituzionale e politica a tutti i livelli ed all’impegno profuso dalla nostra delegazione parlamentare con in testa l’on. Raffaele Fitto, il Decreto garantisce e tutela le esigenze di salute pubblica e lavoro con quelle di crescita e sviluppo.
In particolare le modifiche apportate al Decreto, oltre a prevedere per Taranto stanziamenti aggiuntivi che consentiranno di attivare una più capillare rete di controllo e prevenzione ambientale, sul fronte della prevenzione e dell’assistenza sanitaria consentono anche deroghe al blocco del turn over per la Asl di Taranto, ivi compresa la possibilità di superare i limiti finanziari per le assunzioni di personale e deroghe al Piano di Rientro per evitare il taglio di posti letto nelle strutture pubbliche e private accreditate.
Ci auguriamo che la questione Ilva continui ad essere affrontata all’insegna della massima collaborazione tra tutte le Istituzioni e che quanto prima anche il Senato dia il via libera definitivo al Decreto in modo che possa cominciare subito a produrre effetti positivi per la città di Taranto e per tutto il territorio jonico”.
 Chi, invece, si è espresso in senso fortemente contrario al decreto è l'Associazione Tamburi 9 luglio 1960, che ha scritto la sua contrarietà in una lettera indirizzata al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
"Presidente, con garbo, ma con altrettanta fermezza, esterniamo tutta la nostra contrarietà al decreto legge sul caso Taranto-Ilva-magistratura deciso dal governo. La nostra esternazione - aggiunge il presidente dell'associazione, Francesco Fanelli - non nasce da un improvviso cambio di umore ma è frutto di un cumulo di soprusi che da decenni e decenni il nostro territorio, che viene tenuto in considerazione solo quando si tratta di volta in volta di violentarlo, subisce. Crediamo che in nessuna parte del mondo esista un luogo dove sia concentrata una così vasta attività industriale come quella di Taranto. Le vogliamo ricordare le più significative industrie: Ilva, Arsenale Marina militare, raffineria Eni, due cementifici (uno dei quali anch’esso alle porte della città), discariche di rifiuti speciali e nocivi". "Mentre - conclude Fanelli - siamo stati privati di settori che da sempre hanno fatto da traino all'economia locale, ossia mitilicoltura e agricoltura".

martedì 18 dicembre 2012

Brindisi: il Commissario provinciale al lavoro sulle tematiche ambientali



Una delle principali priorità che la gestione commissariale alla guida della Provincia di Brindisi si è posta tra le problematiche che, nella prima fase del proprio lavoro, sono all’attenzione dai rappresentanti di enti pubblici e soggetti privati, è quella relativa alla tutela dell’ambiente, in particolare alla bonifica dei siti inquinati esistenti nella provincia salentina.
La situazione, soprattutto a Brindisi, è di tale e tanta complessità che il Commissario Straordinario ha ritenuto doveroso interessare il Presidente della Regione Nichi   per richiedergli, anche alla luce delle normative introdotte nel settore della tutela ambientale dalla legge contenente misure urgenti per la crescita del Paese (Legge n.134/2012), di valutare l’opportunità di una ridefinizione del perimetro del sito inquinato di interesse nazionale di Brindisi al fine di determinare, per le zone che non presentano rilevanti livelli di inquinamento, un passaggio di competenze dallo Stato alla Regione.
Questa richiesta ha la finalità di consentire un più veloce recupero di tutte quelle zone agricole o con insediamenti industriali recenti che non hanno valori di contaminazione elevati e che possono essere restituite alla loro legittima utilizzazione, facendo venir meno le limitazioni previste dalla legge.
Sempre nell’ottica di affrontare criticità ambientali la Provincia sta provvedendo ad interessare il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare su talune problematiche ambientali fonti di possibili pericoli per il mare ed il territorio brindisino.

sabato 10 novembre 2012

Da Venezia parte la Lega Adriatica per la tutela delle coste e dell'ambiente

9 novembre - Un momento della Conferenza di Venezia
Una Lega Adriatica nel nome della salvaguardia del mare e dell’ambiente contro le multinazionali del petrolio che, invece, vorrebbero trasformare l’Adriatico e lo Ionio in zone di prospettazione e (possibilmente) di estrazione petrolifera. Sono 70, infatti, le richieste di autorizzazione alla prospettazione di idrocarburi attualmente al vaglio del Ministero dell’Ambiente, considerando soltanto il Mare Adriatico. 
Dall’altro lato c’è la quasi totalità della classe politica locale, apertamente schierata contro le prospettazioni in tratti di mare anche adiacenti la costa, soprattutto in tratti di mare ad altissima vocazione turistica in luoghi che hanno fatto del turismo la principale, e spesso l’unica, attrattiva economica. 
A fondare la Lega Adriatica sono state Puglia, Molise, Abruzzo, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Montenegro. 
Il dibattito in Puglia riguardante le possibili nuove autorizzazioni alla prospettazione, e più in generale la politica energetica del governo, ha visto scendere in piazza ampie fette dell’opinione pubblica in difesa della tutela del nostro mare ed in favore delle associazioni e dei movimenti, anche spontanei, che si oppongono a queste autorizzazioni. 
A parlare è il presidente di Legambiente Puglia, Francesco Tarantini. 
“Con la strategia energetica nazionale in discussione che riapre la strada alla ricerca ed estrazione di idrocarburi in Italia, si sta operando una scelta insensata. Le ultime stime del ministero dello Sviluppo economico valutano nei nostri fondali marini la presenza di 10,3 milioni di tonnellate di che, stando ai consumi attuali, coprirebbero il fabbisogno nazionale per sole 7 settimane. Anche attingendo al petrolio presente nel sottosuolo, concentrato il totale delle riserve nel Paese verrebbe consumato in 13 mesi. Il gioco non vale la candela”. 
Chi ha mostrato commenti entusiastici è il promotore della conferenza che si è svolta l’altro giorno a Venezia, il presidente del Consiglio regionale della Puglia Onofrio Introna. 
“C’è forte e chiaro il grudo contro politiche di corto respiro in materia di energia. È chiaro che, essendosi espressi i cittadini contro il nucleare, bisogna puntare forte, in maniera radicale e con coraggio su contenimento dei consumi, energie rinnovabili, politiche sulla mobilità”. 
Silvia Russo, Lorenzo Nicastro ed Onofrio Introna a Venezia
“Se qualcuno crede che rimarremo immobili dinanzi alla corsa al dominio sui nostri mari attraverso la coltivazione degli idrocarburi, ci ha sottovalutati". Così l'Assessore regionale alla Qualità dell'Ambiente della Regione Puglia Lorenzo Nicastro.
"Sono persuaso che su tematiche così delicate il principio di precauzione sia essenziale rispetto al fatto che l'accresciuta sensibilità sociale ai temi ambientali determina attese maggiori rispetto al passato. Cercare di prevedere le ripercussioni di scelte compiute qui ed oggi sui prossimi vent'anni è una responsabilità precisa di chi amministra. Per questo siamo fermi sul punto”.
“Il grido d'allarme lanciato dai cittadini e fatto proprio dalle istituzioni locali e regionali, deve trovare ascolto e atteggiamenti conseguenti a livello nazionale, europeo ed internazionale, con una iniziativa legislativa che interessi la macro area del Mediterraneo: la vocazione turistica di questa area, le attività di pesca, le ricchezze espresse dalla natura in termini di biodiversità e prodotti agroalimentari hanno bisogno di una forte tutela che scongiuri una volta per tutte – conclude l'Assessore pugliese – il rischio di una invasione, circa 70 in totale le richieste in tutto il bacino, di piattaforme petrolifere”.
A Venezia c’era anche il Comitato “No Petrolio, Si Energie Rinnovabili” di Monopoli, a nome dell’ampio e variegato mondo delle Associazioni, dei Comitati e dei Movimenti che, soprattutto negli ultimi tre anni, hanno mobilitato la Puglia intera a salvaguardia e tutela del suo territorio e del suo mare. 
“Dagli inizi del 2010 – conferma Silvia Russo, portavoce del Comitato monopolitano - ecine di migliaia di cittadini pugliesi, in diverse piazze e svariate circostanze, hanno manifestato il No definitivo e assoluto a ogni imposizione statale sull’installazione di piattaforme petrolifere offshore nell’Adriatico e nello Ionio”. 
Il Comitato durante il suo intervento ha ribadito, ancora una volta, le ragioni di un rifiuto fermo e netto, basato sulla realtà ambientale di un mare chiuso e poco profondo, già fortemente compromesso, e sulla valorizzazione e la tutela del territorio quale fonte primaria di tutte le economie locali adriatiche. “Un No basato sulle scelte energetiche avviate da molte Regioni – spiega Russo - sempre più orientate alle fonti rinnovabili e al superamento del modello di sviluppo anacronistico di sfruttamento delle fonti fossili”. 
“La presenza oggi alla Conferenza del Movimento No Petrolio, Sì Rinnovabili – ci tiene a sottolineare Silvia Russo - è dovuta all’eccezionale sinergia e al rapporto di fiducia costruttivi che si sono venuti a creare in Puglia tra società civile e istituzioni, Presidente Introna e intero Consiglio regionale. Un’intesa che si va estendendo a macchia d’olio alle Regioni sensibili d’Italia e che sta suscitando apertura e attenzione in altri Paesi adriatici, alcuni presenti in questa sede”. 
“Tale convergente sensibilità ambientale, riveniente dai territori, insieme ai moderni modelli di sviluppo perseguiti dalle istituzioni regionali, spinge ad avere una voce sola nel reclamare una posizione chiara e ufficiale da parte delle Segreterie nazionali dei Partiti politici”. 
“Solo – conclude - una rinnovata capacità delle Forze politiche nazionali ed europee di farsi portatrici di progetti risolutivi delle istanze dei singoli territori, potrà garantire all’Area adriatica una prospettiva autentica di futuro, di benessere e di pace”.
di Eliona Cela

Ecco, di seguito, l'ordine del giorno approvato a Venezia

Ordine del giorno
conferenza internazionale delle regioni adriatiche e ioniche 
Venezia 9 novembre 2012


“Salvaguardia delle coste delle regioni del Mar Mediterraneo dall’estrazione di idrocarburi in mare”

considerato l’ordine del giorno della Conferenza del 20 settembre 2012;

considerato che ad oggi le Assemblee delle Regioni Abruzzo, Molise, Puglia, Veneto hanno approvato alla unanimità una proposta di legge al Parlamento ai sensi dell’art.121 della Costituzione ai fini del divieto di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi nel mare adriatico;

considerato anche l’impegno delle altre Regioni che a tale proposito con progetti di legge in itinere presso le competenti Commissioni consiliari;

vista la proposta della Commissione europea del gennaio 2011che invita l’Unione ad aderire al “protocollo offshore” della Convenzione di Barcellona, per la protezione dell’ambiente marino e del mediterraneo, che impone una serie di condizioni da soddisfare prima che sia consentito l’avvio delle attività di esplorazione nel sottosuolo marino a causa della sua configurazione semichiusa e della notevole sismicità dei relativi territori;

Le Assemblee delle Regioni e delle Province autonome riunite a Venezia il 9 novembre 2012 e promotrici della conferenza internazionale delle regioni adriatiche e ioniche

invitano
 il Parlamento ed il governo italiano a:

sostenere la ratifica del protocollo “offshore” – che impone una serie di condizioni da soddisfare prima che sia consentito l’avvio delle attività - da parte dell’Unione europea ed a sostenere le proposte legislative della Commissione circa il regolamento sulla sicurezza offshore proposte dalla Commissione (IP/11/1260 e MEMO/11/740) al fine di regolamentare le attività estrattive e di esplorazione degli idrocarburi liquidi nel Mar Mediterraneo;

promuovere con i Paesi dell’Unione e non che si affacciano sul mare Adriatico e Ionio ogni utile attività di cooperazione interistituzionale che porti nel breve periodo alla firma di un protocollo di Intesa per una regolamentazione comune delle attività estrattive e di esplorazione degli idrocarburi liquidi al fine di proteggere l’ambiente marino e costiero;
in particolar modo per quanto attiene ad una disciplina comune dell’utilizzo e dello smaltimento di sostanze pericolose per la sicurezza, i piani di emergenza ed il monitoraggio della stabilità del suolo che ricadrebbero esclusivamente a livello di costo sugli Enti locali senza alcun onore a carico delle aziende impegnate nelle attività estrattive;

sollecitare lo IAI (iniziativa adriatico-ionica) ad avviare le attività conoscitive per individuare la reale portata e significativa dei sistemi di monitoraggio dell’ambiente marino e di risposta alle emergente.

rivedere il piano energetico nazionale nella parte concernente la deregolamentazione in merito alle attività estrattive di idrocarburi, attivando un confronto con le Regioni;


impegnano

i Presidenti, le Giunte Regionali e gli assessori all’Ambiente ad azioni al fine di concorrere agli obiettivi di cui in premessa ed a concorrere al miglioramento della governance del piano energetico nazionale al fine di promuovere i territori come potenziali sorgenti di sviluppo energetico sostenibile e non come terminali di sfruttamento di attività estrattive conciliando così, in modo coerente, politiche di sviluppo energetico, ambientale, climatico ed economico.


le Assemblee delle Regioni e delle Province autonome presenti alla Conferenza internazionale di Venezia

si impegnano

a promuovere presso la Conferenza delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome un’azione istituzionale al fine di attivare il comma 2 dell’art.138 della Costituzione per sottoporre a referendum l’abrogazione dell’art 35 del dl 22 giugno 2012 n.83 convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012 n.134 in materia di ricerca estrazione di idrocarburi-

inoltre


i soggetti istituzionali presenti alla conferenza di Venezia del 9 novembre 2012
“Salvaguardia delle coste delle regioni del mar mediterraneo dall’estrazione di idrocarburi in mare”

condividendo le considerazioni e motivazioni espresse in premessa, condividono la necessità di attivare un Tavolo di confronto e approfondimento tra tutti i soggetti istituzionali delle Regioni e dei Paesi. che si affacciano sull’Adriatico che definisca principi e regole comuni al fine di contemperare  le attività di sviluppo energetico, ambientale, climatico ed economico.


martedì 6 novembre 2012

Taranto: il futuro dell'Ilva (che non paga nulla per la pulizia delle strade) è ancora nebuloso

Ambiente, tutela della salute, mantenimento dei posti di lavoro in un drammatico tira e molla con in ballo il futuro non soltanto dell'impianto siderurgico, ma di una gran fetta della città dei Due Mari.
Questo è quello che sembra avvenire a Taranto in questi giorni, con dibattiti interminabili, responsabilità che vengono rimpallate continuamente ed un futuro sempre più incerto.
Di sicuro, al momento, cìè soltanto la notizia che proseguirà ad oltranza lo sciopero dei lavoratori del reparto Mof (movimento ferroviario) dell’Ilva che dal 30 ottobre scorso sono in presidio permanente davanti alla portineria A dello stabilimento per richiamare l’attenzione sulle questioni legate alla sicurezza dopo l’incidente che e’ costato la vita al loro collega Claudio Marsella. I lavoratori hanno anche programmato per sabato 10 novembre una manifestazione con corteo con inizio alle 14.30.
Intanto il Presidente di Utelit consum, Rocco Monaco, a seguito della trasmissione “Piazza Pulita” in cui ha appreso che l’azienda Riva non paga nulla al Comune per il lavaggio delle strade che la stessa sporca, ha scritto al sindaco di Taranto, Ezio Stefàno per sollevare la questione. Eccone il testo integrale.
“E’ imbarazzante apprendere che l’Iva di Taranto non contribuisce alla pulizia della città. Nel corso di una puntata di una trasmissione televisiva – commenta Monaco – ho appreso da un Consigliere comunale di Taranto e da Gino Giuseppe Pucci, presidente dell'Azienda Multiservizi igiene Urbana AMIU, che l’acciaieria tarantina non fornisce alla città dei due mari nessun contributo per la pulizia e il relativo lavaggio delle strade. 
Ritengo che questo sia vergognoso dal momento che l’Ilva sporca in maniera notevole Taranto, oltre che inquinarla provocando, come ha dimostrato la magistratura, centinaia di morti l’anno. 
Come mai fino ad oggi nessuno ha posto la questione? E’ vergognoso che i cittadini consumatori tarantini debbano pagare anche a livello economico tutti i danni che l’Ilva crea. Invito il sindaco Stefàno e le autorità politiche tarantine a prendere provvedimenti in materia”

martedì 30 ottobre 2012

Oasis Photocontest, al via il concorso 2012

Sono aperte le iscrizioni (al costo di 22 euro, compilando l'apposito modulo sul sito) alla nuova edizione del Premio Internazionale di Fotografia Naturalistica Oasis Photocontest 2012, promosso dalla rivista Oasis (www.oasisweb.it ) e organizzato dall'AITN, Associazione Italiana Turismo Naturalistico. 
Saranno premiate le prime dieci opere di ogni sezione, con un montepremi del valore di oltre 30.000 euro che include premi in denaro, attrezzature fotografiche e viaggi.
Al vincitore assoluto sarà assegnato un premio in denaro di 2.000 euro, un viaggio in Europa e un'opera in bronzo dello scultore Michele Vitaloni. Al Campione italiano il premio "Africa Wild Truck" consistente in un viaggio per due persone in Zambia. I vincitori di ogni categoria riceveranno un premio del valore di 500 euro.
Compongono la giuria il geologo Mario Tozzi, l'art director dell'Espresso Tiziana Faraoni, i fotografi francesi Michel e Christine Denis Huot, Jago Corazza, Sergio Pitamitz, Egidio Trainito, Anca Mara e Christian Ricci. La scadenza di presentazione delle opere è il 25 dicembre 2012. Le immagini più belle saranno inserite nel prestigioso catalogo e faranno parte della mostra “Oasis PhotoContest Tour 2013” che farà tappa nelle principali città italiane, un evento che nell'edizione dello scorso anno è stato seguito da oltre 200.000 persone. 
Alle dieci sezioni tradizionalmente in gara, quest'anno, se ne aggiungono due riservate ai ragazzi: la Baby, per i bambini fino a 14 anni, e la Junior, per i ragazzi dai 14 ai 18 anni.

Ecco le sezioni del Premio:
- Paesaggio 
- Mammiferi 
- Uccelli
- Altri animali
- Portfolio
- Subaquea
- Gente e popoli
- Mondo vegetale
- Amici di casa
- Tecniche di ripresa
- Baby (per i bambini fino a 14 anni)
- Junior (per i ragazzi dai 14 ai 18 anni)

Tutte le informazioni e le modalità di partecipazione e di iscrizione sono reperibili sul sito del concorso: www.oasisphotocontest.com

martedì 23 ottobre 2012

Taranto, è allarme per i dati sulla diffusione del tumore.

Peggiorano i dati sull'incidenza della mortalità per tumori nella città di Taranto.
Il ministro Balduzzi ha presentato i nuovi, preoccupanti dati dello studio Sentieri su Taranto aggiornato al 2009. I valori sono peggiorati rispetto al 2008: l'eccesso di mortalità passa da +10% a +11% per tutte le cause, maschi e femmine.
all'analisi di incidenza dei tumori a Taranto sulla popolazione adulta emerge che per gli uomini c'è un eccesso rispetto al resto della provincia del +30% su tutti i tumori e del +50% del tumore maligno del polmone.
Sempre negli uomini dallo studio Sentieri emerge un più 100% per il mesotelioma e per i tumori maligni del rene e delle altre vie urinarie (esclusa la vescica). Per i bambini i dati del progetto Sentieri mostrano incrementi significativi per tutte le cause nel primo anno di vita. Per le donne residenti nei comuni di Taranto e Satte, sempre a confronto con il resto della provincia, si rileva un eccesso di incidenza per tutti i tumori di circa il 20%.
In particolare l'eccesso di tumori al fegato per le donne è +75%; +43% per il linfoma non Hodgkin; +80% per il corpo dell'utero superiore; +48% polmone; tumore alla mammella +24%;superiore al 100% l'incidenza del tumore allo stomaco nelle donne.
Sempre per gli uomini l'eccesso registrato nell'aggiornamento dello studio Sentieri, rispetto al resto della provincia, è superiore al 30% per il tumore alla vescica e per i tumori della testa e del collo, del 40% del tumore maligno del fegato, del 60% per il linfoma non Hodgkin. Registrata anche un'incidenza maggiore del 21% del tumore del colon-retto per le donne.
Nella sintesi del rapporto è scritto inoltre che ''sia negli uomini che nelle donne gli eccessi sono presenti, per la maggior parte delle sedi, anche rispetto all'insieme dei registri tumori dell'Italia meridionale''. ''Questi dati sono stati ottenuti - si legge - grazie alla collaborazione con il registro tumori Puglia-Asl di Taranto, di recente istituzione''. Così è stato possibile acquisire i primi risultati prodotti dal registro stesso e relativi al biennio 2006-2007.
Riguardo alla mortalità, i dati riferiti al periodo 2003-09 parlano di un aumento del 14% per gli uomini e dell'8% per le donne. In particolare, raggiunge un aumento record la mortalità per mesotelioma pleurico, neoplasia correlata all'esposizione alle fibre dell'amianto disperse nell'aria: si registra un +419% per i maschi e +211% per le femmine. Quanto ai bambini, c'è un eccesso a Taranto della mortalità nel primo anno di vita del 20% rispetto al resto della Puglia, secondo quanto ha reso noto uno degli esperti della commissione ministeriale.
"La drammaticità dei dati che il ministro per la salute Renato Balduzzi ha ufficializzato a Taranto, richiede azioni immediate da parte della politica" . Il consigliere regionale del PdL Gianfranco Chiarelli commenta i dati del rapporto sentieri resi pubblici dal ministro Balduzzi. "La questione emergenza sanitaria nella provincia di Taranto va affrontata con immediatezza distinguendo le azioni riferite all'ambiente e alla eliminazione delle emissioni nocive, da quelle che attengono all'assistenza sanitaria".
Chiarelli ritiene che, mentre anche attraverso la nuova AIA, si debba puntare alla totale ambientalizzazione dell'industria pesante, con una maggiore attenzione a tutti gli insediamenti presenti, è urgente rivedere i tagli recentemente operati dalla regione Puglia ai servizi sanitari nella provincia ionica: "Se è fondamentale puntare alle bonifiche e alla ambientalizzazione degli impianti industriali, è parimenti prioritario assicurare al territorio ionico la necessaria assistenza sanitaria; come è possibile, - si chiede Chiarelli- dopo aver saputo che a Taranto si registra il 30% in più di malattie tumorali, pensare di mantenere l'attuale assetto delle strutture sanitarie? Il ministro Balduzzi ha annunciato provvedimenti del governo che garantiranno la ripresa del turn-over, ma, ha aggiunto, sarà la regione a spalmare sul territorio le risorse. Bene, a questo punto si destinino tutte le risorse che giungeranno in Puglia alla emergenza Taranto".
Di rimando anche la dichiarazione del Consigliere regionale di Fli Giammarco Surico. "Di fronte ai dati devastanti diffusi dal ministro Balduzzi sull’aumento di patologie tumorali e di decessi a Taranto e nelle aree limitrofe a ridosso del colosso siderurgico dell’Ilva, non basta indignarsi, preoccuparsi o lanciare strali contro i tagli lineari del Governo nazionale. La politica regionale è chiamata ad agire. Il presidente Vendola dimentichi almeno per qualche ora la campagna elettorale e convochi ad horas una giunta che stabilisca un piano straordinario di screening per una diagnosi precoce dei tumori, a tappeto e gratuito per fasce di età a favore della popolazione tarantina".
"Da oncologo - sottolinea Surico - prima che da esponente del Consiglio regionale e componente della Commissione Sanità, evidenzio e sottolineo il fatto che ad un aumento esponenziale di decessi per patologie tumorali corrisponde quasi sempre una diagnosi tardiva che non è certo da ascrivere alle responsabilità dei pazienti e degli operatori sanitari. Ad una emergenza sociale di tale portata occorre rispondere velocemente e con azioni concrete che devono poter contare sulle risorse necessarie anche a costo di sforare il Patto di stabilità. Se la giunta Vendola sforasse il Patto per questo, per salvare anche una sola vita umana, ci troverebbe senz’altro al suo fianco. Come potrebbero essere utilizzati parte dei 55 milioni di euro destinati alla costruzione del nuovo ospedale jonico per attivare subito le metodiche di screening in cui far rientrare anche le fasce più giovani della popolazione tarantina, evidentemente interessate sin dal primo anno di vita ad una esposizione di rischio intollerabile".
"Vendola agisca in fretta - sottolinea il consigliere - e in modo incisivo. La diagnosi precoce è un dovere che a Taranto in particolare il governo regionale è chiamata a garantire immediatamente".

sabato 20 ottobre 2012

Parco di Rauccio, domani ci sarà la pulizia dell'idrume e la liberazione di tre tartarughe marine

L'idume del Parco Naturale di Rauccio

Sarà una giornata piena quella di domani, domenica 21 ottobre, al Parco Naturale di Rauccio. Tra le pulizie degli argini del Bacino Idume, il monitoraggio dei fondali a cura del Nucleo Sommozzatori della Protezione Civile e la liberazione di 3 splendidi esemplari di tartarughe marine soccorse durante la scorsa estate, tutti i collaboratori e gli organi collegati all’Assessorato Comunale all’Ambiente guidato da Andrea Guido cercano di tenere viva l’attenzione su quello che è il fiore all’occhiello della città dal punto di vista naturalistico anche in questi ultimi week end prima dell’arrivo dell’inverno.
Gli interventi di pulizia sul Bacino inizieranno già dalle prime ore della giornata e termineranno con il tramonto. Oltre alla Protezione Civile vi prenderanno parte tutte le associazioni e gli organi che operano sul territorio del Parco Naturale Regionale, compreso il Corpo delle Guardie Ecozoofile. Grazie al supporto della ditta Axa sarà possibile rimuovere efficientemente e in sicurezza dall’area Parco ogni tipologia di rifiuto presente.
Al Lido Kalù di Spiaggiabella, sul tratto di spiaggia a ridosso del Bosco di Rauccio, è prevista  invece la liberazione dei 3 esemplari di tartaruga marina. Uno spettacolo suggestivo che sarà possibile riprendere anche attraverso le telecamere e le macchine fotografiche. L'appuntamento è fissato per le ore 11.30
Le testuggini, tutte di medie dimensioni e sub-adulte, sono state recuperate nel corso della scorsa estate dal Centro Recupero Tartarughe Marine del Parco di Rauccio gestito da Pro Natura Salento. Gli esemplari, tutti Caretta Caretta, la tartaruga marina più comune del Mar Mediterraneo, spiaggiati o intrappolati nelle reti dei pescatori salentini del versante adriatico, sono stati sottoposti alle cure del Centro Recupero sotto il coordinamento del dottor Giacomo Marzano per ben 3 mesi ed ora - prima che le temperature del mare si abbassino al punto da indurre a modificare il regime metabolico per la preparazione all’inverno - vengono rimessi in libertà previa la marcatura di routine, utile al monitoraggio della specie. La tartaruga Caretta Caretta, infatti, è fortemente minacciata in tutto il bacino del Mediterraneo e ormai al limite dell'estinzione nelle acque territoriali italiane. Il Centro Recupero Tartarughe Marine del Parco di Rauccio oggi ospita 5 altri esemplari ancora convalescenti e in attesa di liberazione in mare aperto e può essere visitato gratuitamente ogni domenica mattina.

domenica 14 ottobre 2012

Ilva, dopo il documento del ministro c'è attesa per la conferenza di servizi sull'Aia

Si è svolta nella giornata di sabato a Taranto una manifestazione organizzata dal Comitato di 'Cittadini e lavoratori liberi e pensanti' per difendere salute, ambiente, e occupazione. Il corteo, partito da piazzale Democrate, si è snodato fino a piazza De Amicis, nel rione Tamburi ,il più esposto all'inquinamento di origine industriale. Numerosi manifestanti hanno indossato la maglia con il logo dell'Apecar, che ricorda la contestazione del 2 agosto scorso quando fu interrotto il comizio dei leader di Cgil, Cisl e Uil. 
Intanto si dibatte provvedimento di riesame dell’Aia redatta nei giorni scorsi dal ministero dell’ambiente. 
A parlare è l’assessore all’Ambiente della Regione Puglia Lorenzo Nicastri. 
“Registro con piacere il passo avanti fatto in queste ore con la definizione dei punti che dovrebbero rientrare nel provvedimento di riesame dell'Aia per lo stabilimento Ilva di Taranto. Devo tuttavia dire che di questo si parla, appunto, di un passo, non del punto di arrivo che sarà invece costituito dal provvedimento di Autorizzazione. Un provvedimento che non è una specie di pietra tombale che chiude definitivamente una vicenda ma che, invece, deve essere duttile soprattutto in relazione alle evidenze che, eventualmente, dovessero emergere dalla valutazione sanitaria dell'inquinamento”. 
Così l'Assessore alla Qualità dell'Ambiente in relazione alle notizie relative al riesame dell'Aia per lo stabilimento Ilva di Taranto. 
“E' importante sottolineare che il lavoro del comitato istruttore ha tenuto conto di tre elementi documentali: il piano di risanamento per la qualità dell'aria del quartiere tamburi di Taranto, la legge sulla valutazione del danno sanitario e le indicazioni contenute nelle perizie che hanno portato al provvedimento di sequestro della magistratura ionica. Attendiamo i lavori della conferenza di servizi – prosegue Nicastro – che dovrà far sintesi del lavoro fatto dal comitato istruttore nel confronto anche con tutte le realtà che hanno chiesto di essere ascoltate. Solo dopo il definitivo provvedimento, completo di prescrizioni ed interventi da realizzare, avremo un quadro più chiaro del futuro”. 
“Torno a chiarire che l'eventuale Autorizzazione Integrata Ambientale non è un monolite che chiude in modo definitivo la questione: la Regione Puglia con la richiesta di inserire come prescrizione il raffronto tra le indicazioni dell'Aia stessa con le evidenze delle valutazioni sanitarie che emergeranno nel tempo intende garantire sempre migliori performance ambientali. Intendiamo – conclude Nicastro – come abbiamo detto in occasione del varo della legge sulla valutazione del danno sanitario non fermarci ai limiti emissivi ma mettere al centro l'uomo e la sua salute tenendo come cartina di Tornasole le ripercussioni dei carichi ambientali sulla salute dei cittadini”. 
Arrivano commenti positivi da Legambiente. 
"Ad un primo esame del parere istruttorio conclusivo arrivato ieri notte nella nostra casella di posta elettronica ci sembra di poter dire che, per molti versi, la nuova Aia rappresenti un considerevole punto di discontinuita' con il passato". Queste le prime dichiarazioni di Lunetta Franco e Leo Corvace, del Circolo Legambiente di Taranto, sul documento istruttorio conclusivo della nuova Autorizzazione Integrata Ambientale per l'Ilva di Taranto. "Va rilevato con favore - aggiungono - l'accoglimento sostanziale della maggior parte delle disposizioni della magistratura nonche' di molte delle richieste che Legambiente ha presentato alla Commissione Ippc ed al Ministero dell'Ambiente sia in questa fase che nel precedente iter autorizzativo dell'Aia 2011". 
In particolare tra gli aspetti che Legambiente sottolinea positivamente ci sono la chiusura definitiva dell'altoforno 3, la chiusura immediata di Afo 1 (altoforno), Afo 2 e delle Batterie 3, 4, 5, 6, 9 e 10, il rifacimento e la gestione condizionata delle cokerie con l'allungamento dei tempi di distillazione del coke e l'installazione del sistema Proven per la decompressione, l'eliminazione del pet-coke, la definizione di limiti quantitativi alle emissioni dei fumi (diminuzione dei flussi di massa) per tutti i settori impiantistici dell'area a caldo, la sensibile diminuzione dei limiti posti alle emissioni che sono in larga misura prossimi ai valori piu' bassi previsti nelle nuove migliori tecnologie disponibili, la copertura dei nastri trasportatori e lo scarico automatico dei minerali dalle navi, l'installazione di depolveratori nella Acciaieria 1. 
"Tutte cose - sottolineano Franco e Corvace - che avevamo chiesto in tutte le sedi e in piu' occasioni. Mancano ancora, pero', prescrizioni in merito ad un sistema di abbattimento delle emissioni della cokeria ed allo spegnimento a secco del coke e si lascia ad uno studio di fattibilita' l'eventuale adozione di filtri a tessuto in uno degli impianti piu' inquinanti, l'Agglomerato". 
Ma di cosa si parla nel documento licenziato dal ministro Climi? 
In breve: 
  • Fermata e rifacimento dell'alto forno Afo5 entro il 30 giugno 2014. 
  • Produzione limitata a 8 milioni di tonnellate di acciaio l'anno, anziché 15 (l'anno scorso l'Ilva ne ha prodotte 7 milioni e più, la cifra record è stata di 10 milioni di tonnellate qualche anno fa) . 
  • Entro due mesi dal provvedimento, lo stabilimento deve presentare il progetto di copertura dei parchi. 
  • Un piano per monitorare e tutelare la salute dei cittadini. 
  • Interventi strutturali da avviare entro il 2013: la rete di idranti, gli sparanebbia, copertura completa dei nastri e copertura del calcare. 
Questo quanto previsto dalla nuova Aia per l'Ilva di Taranto, illustrata dal ministro dell'Ambiente Corrado Clini in una conferenza al ministero. "Non sono in grado di dare un numero relativo ai costi - ha detto Clini - mi pare evidente che parliamo di miliardi e non di milioni; sono prescrizioni che hanno comunque costi molto ma molto più importanti dei 400 milioni che l'azienda aveva prospettato". "Quello che io auspico - ha aggiunto - è che ora l'azienda e la Procura e il Gip possano giungere a soluzioni non conflittuali, e ci sono tutte le condizioni perché questo documento possa facilitare il percorso parallelo avviato dalla Procura di Taranto". 
"Tra le azioni da adottare subito - ha spiegato Clini - è necesssario che la produzione dello stabilimento sia limitata a 8 milioni di tonnellate di acciaio l'anno, invece di 15 milioni". Si tratta "di quasi il 50 per cento in meno rispetto al limite autorizzato con l'Aia del 2011". Lo spegnimento dell'altoforno 5 è stato uno dei nodi più spinosi dell'Autorizzazione. Nel documento lo spegnimento di Afo 5, il più grande d'Europa, è prevista nel 2014. 
"Le misure che abbiamo indicato - ha spiegato il ministro - come misure urgenti da realizzare sono state individuate con l'obiettivo di interrompere, qualora fossero in atto, reati". I costi? Si parla di dieci miliardi, di cifre rilevanti, ma Clini non smentisce né conferma. "L'Aia verrà rivista per quelle parti che richiedessero eventualmente una revisione non appena sarà definito il documento per la valutazione del danno sanitario previsto dalla legge della Regione Puglia", ha spiegato ancora Clini annunciando un piano sanitario per la popolazione "esposta per decenni a un inquinamento molto pesante". "Dobbiamo realizzare un'iniziativa importante a Taranto per avviare l'osservazione e la protezione sanitaria della popolazione, in cui sono coinvolti anche l'Organizzazione mondiale per la sanità, l'Istituto superiore di sanità, il ministero della Salute, la Regione Puglia. Un piano necessario, è stato spiegato, perché lo stabilimento ha cinquant'anni di vita e in questi decenni le produzioni hanno generato inquinamento e una serie di conseguenze sulla salute della popolazione. 
Prima che il decreto sia firmato dal ministro Clini, l'Aia avrà nei prossimi giorni un ultimo esame: quello della conferenza dei servizi alla quale parteciperanno oltre al ministero dell'Ambiente, Regione Puglia, Comuni di Taranto e Statte e Provincia di Taranto, mentre le associazioni ambientaliste hanno fatto pervenire al ministero una serie di proposte. L'incontro è slittato di un giorno e si terrà giovedì 18 ottobre.

giovedì 30 agosto 2012

Trivellazioni, Clini autorizza, in Puglia non le vuole nessuno

Le trivellazioni in Puglia non le vogliamo. Forte e chiaro è il messaggio che, da due anni a questa parte, ogni forza politica e l'intera comunità lancia per fermare le prospettazioni petrolifere al largo delle nostre coste. 
Ma qualcuno le vuole a tutti i costi, ed è talmente tanta la sua voglia che, in piena pausa agostana, riesce ad ottenere l'autorizzazione del Ministro Clini. In barba a ogni richiesta della Puglia.
“L’improvvisa ed improvvida decisione del Ministro Clini di autorizzare le trivellazioni al largo del parco naturale delle isole Tremiti va combattuta in ogni sede, dal Parlamento alle aule giudiziarie, ma non mancheranno di farsi sentire i cittadini pugliesi e tutti gli amanti dell'incantevole mare di Tremiti”.
Così si esprime l'europarlamentare di Futuro e Libertà Salvatore Tatarella.
Nel bel mezzo della pausa agostana, infatti, il ministro Clini decide di autorizzare la Petrolceltic alle trivellazioni, o meglio prospezioni, al largo delle Isole Tremiti; ma la comunicazione in Regione Puglia è giunta soltanto nei giorni scorsi, scatenando le reazioni della politica, in primis l'assessore Nicastro.
“Apprendo oggi da comunicazione ufficiale che alla vigilia di ferragosto il Ministro dell'Ambiente ha autorizzato le prospezioni richieste da Petroceltic nei pressi delle isole Tremiti. Riteniamo che si tratti di una offesa alla dignità della nostra Regione e degli altri enti locali che si erano espressi negativamente rispetto alla prospettiva di vedere il nostro mare violentato dalla corsa all'oro nero. E' una ulteriore conferma della sensazione di marginalizzazione della Puglia. Speravamo che questo atteggiamento, in considerazione dell'attenzione e della collaborazione avviate sulla vicenda Taranto, fosse ormai consegnato al passato. Ma evidentemente non è così”.
Così l'assessore alla Qualità dell'Ambiente Lorenzo Nicastro commenta la notizia, comunicata dal Ministero, di parere positivo alle prospezioni.“La nostra regione, la cui economia è fortemente legata al mare, al turismo ed ai prodotti enogastronomici, subisce oggi una minaccia che speravamo scongiurata: nonostante il corale 'no' gridato a gran voce lo scorso 21 gennaio a Monopoli da istituzioni e cittadini pugliesi, il rischio di un 'embargo' sulle nostre coste ad opera delle multinazionali del petrolio prende sempre più corpo. Il parere del Ministero conferma la direzione ostinata del Governo nazionale – prosegue Nicastro – verso lo sfruttamento massivo delle fonti energetiche fossili e, riteniamo, crea un pericoloso precedente per il destino del nostro mare. Ci sono numerose altre richieste di prospezioni geosismiche che giacciono in attesa di essere autorizzate dal Ministero.
Se fino ad ora nutrivamo qualche speranza di ravvedimento nelle scelte di politica energetica nazionale che servisse a scongiurare la corsa al petrolio nel basso Adriatico, adesso abbiamo l'amara certezza che anche le altre richieste di prospezione, verosimilmente, saranno autorizzate. In prospettiva si concretizza uno scenario allarmante per il nostro mare e per la vocazione turistica della nostra regione”.“Fin da ora dico che non ci daremo per vinti e che – conclude l'assessore – oltre a ricorrere in tutte le sedi giurisdizionali, proseguiremo con le modalità civili proprie dei pugliesi a manifestare il nostro dissenso e la nostra protesta nella battaglia per affermare il diritto della Puglia a progettare un futuro diverso rispetto a quello che altri pensano di disegnare. Invito i pugliesi tutti, oltre che i rappresentanti delle istituzioni e coloro che siedono in parlamento eletti nella nostra regione, ad aiutarci a sostenere questa battaglia”.
Rilancia le accuse anche il presidente del Consiglio Regionale Onofrio Introna.
“È irritante, è spiazzante e delude profondamente l’iniziativa del ministro Clini di autorizzare le prospezioni di idrocarburi della multinazionale Petroceltic, al largo delle isole Tremiti”. Il presiedente del Consiglio regionale della Puglia Onofrio Introna commenta con sorpresa la firma apposta “in pieno clima vacanziero”, dal responsabile del Dicastero dell'ambiente.
“Il ministro Clini non può venire in Puglia e vestire alternativamente i panni del dottor Jeckill e di mister Hyde. Abbiamo apprezzato la determinazione con la quale ha difeso le ragioni dell’occupazione, in una questione ambientale delicata come quella tarantina, ma ci lascia sconcertati apprendere che nello stesso tempo, con il Paese distratto dal ferragosto imminente, ha dato il via libera a quella che da sempre consideriamo una pericolosa aggressione ad uno dei nostri patrimoni naturali importanti”.
Il sì del ministro è intervenuto il 7 agosto e interessa un’area a ridosso del parco marino delle Tremiti, nonostante il parere contrario delle Regioni Puglia e Molise.
“Al di là del delitto che si vuole commettere ai danni di un’area paesaggistica di pregio straordinario”, la decisione del governo nazionale rappresenta per Introna “una violenza alla Puglia e a quanti guardano all’ambiente e confidano in un futuro di mare pulito, di aria sana, di sole e salute”.
di Vincenzo Matano

venerdì 27 luglio 2012

Puglia d'oggi n.28 disponibile online



Puntuali come ogni venerdì torniamo in distribuzione gratuita. Il numero 28 di Puglia d'oggi, settimanale gratuito del 27 luglio 2012, è disponibile per la consultazione ed il download gratuito.
E' possibile sfogliare e scaricare liberamente il nostro giornale selezionando QUI.
Con questo numero ci prendiamo una piccola pausa per le vacanze estive. Torneremo puntuali con la distribuzione alla finedi agosto. Ma il nostro lavoro sul sito prosegue, in attesa di sostanziali e (auspichiamo) belle novità. Grazie a tutti i nostri lettori.

In questo numero:
  • Il valzer dei candidati;
  • Ilva, ora basta;
  • Nè rinnegati, nè convertiti?
  • La nemesi di Nichi;
  • L'umiltà ci renderà liberi;
  • L'uscita dall'Euro? Una sconfitta per tutti;
  • Che la danza abbia inizio;
  • Nichi Vendola rinviato a giudizio per la nomina di Sardelli;
  • Regione Puglia: e si continua a perdere tempo
  • L'intergruppo di Amati, una Santa Alleanza?
  • Sui Consiglieri di Bari adesso indaga anche la Corte dei Conti;
  • Una Provincia a gettone che cade dalle nuvole;
  • Quella delibera della vergogna;
  • Costantino, quanto ci costi;
  • Fli, la festa d'estate è a Manfredonia;
  • La Città Metropolitana, un'occasione per tutti;
  • Europa: la Spagna nel mirino;
  • Un'Europa in affanno guarda alle Olimpiadi;
  • Foggia: e Mongelli si mette a sfogliare la margherita;
  • Foggia: la musica adesso è finita;
  • Giannatempo no-limits, e i vigili sono senza mezzi:
  • I vampiri che non ti aspetti;
  • Sabrina Merolla, dove ci porta il BuonVento?
  • I conigli di Torre Pelosa, il romanzo di Sammarelli

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martedì 5 giugno 2012

San Severo: miglioriamo la differenziata e la consegna delle buste ai cittadini


Differenziare per crescere, migliorare le percentuali di raccolta differenziata per garantire a San Severo e a tutto il suo comprensorio una posizione di privilegio non soltanto dal punto di vista economico, con una tassazione minore e con gli sgravi regionali previsti dalla legge, ma anche ambientale.
Eppure le problematiche legate alla raccolta dei rifiuti, nell'ambito del progetto "DifferenziamoCi fino in fondo", nato per sensibilizzare la cittadinanza al corretto conferimento dei rifiuti, sembrano non mancare.
A denunciare la situazione, al tempo stesso invitando l’amministrazione comunale di San Severo a correggere il tiro, è il coordinatore di Generazione Futuro dell’Alto Tavoliere, Giuseppe Bruno, che in una sua missiva, firmata insieme al responsabile Ambiente di Generazione Futuro Alto Tavoliere Nicola La Pietra, si sono rivolti direttamente all’assessore comunale D’Amico.
Una veduta panoramica di San Severo (Fg)
“Bisogna lavorare per limitare la pratica dello scarico abusivo dei rifiuti e facilitare il rapporto tra la cittadinanza e la pubblica amministrazione – sottolinea Bruno - nella segnalazione di problematiche e nella richiesta di informazioni. Noi di Generazione Futuro abbiamo ricevuto diverse segnalazioni circa disagi riscontrati dalla cittadinanza nel reperire i contenitori necessari ad effettuare la raccolta della plastica ed alluminio, oltre alla situazione del reperimento delle buste necessarie per la differenziata”.
“Dopo aver riscontrato che tali buste vengono fornite dalla Navita srl, a cadenza fissa definita zona per zona, i dipendenti della suddetta azienda ci hanno informati che tali buste non verranno distribuite a domicilio – come avvenuto durante l’avvio della raccolta differenziata nella nostra città – ma sarà onere del cittadini recarsi presso l’isola ecologica di via Tardio (zona PIP) per ritirarle.
E’ evidente che tale situazione creerebbe innumerevoli disagi per quelle categorie di cittadini (soprattutto anziani) che si ritroverebbero a dover raggiungere la zona industriale della nostra città.
In attesa del ripristino e potenziamento delle isole ecologiche nella nostra città – assicurato dall’assessore all’Ambiente ing. Massimo D’Amico – chiediamo che tale consegna avvenga secondo altra modalità, tale da permettere a tutti i cittadini di ottenere facilmente quanto occorre per la raccolta della plastica e dell’alluminio. Non vorremmo, infatti, che la difficoltà a ritirare tali buste diventi pretesto per non effettuare la raccolta differenziata e quindi causa per l’aumento del fenomeno dello scarico abusivo di rifiuti nella nostra città”.
“Riteniamo  - concludono i due - che la città di San Severo, che ha raggiunto già elevate percentuali di raccolta differenziata, possa ulteriormente migliorare tali risultati. Per farlo, riteniamo necessario puntare sulla sensibilizzazione e sull'efficienza”.

venerdì 25 maggio 2012

Parco dell'Alta Murgia, webcam sul falco grillaio


Per il terzo anno consecutivo, si riaccende la webcam su due cassette nido di grillaio (Falco naumanni), offrendo a tutti gli appassionati la possibilità di seguire in diretta, collegandosi al link http://www.parcoaltamurgia.gov.it/, la deposizione e la schiusa delle uova di questo falco migratore, proveniente dall’Africa sub-sahariana, e caratteristico dell’Alta Murgia.
Un esemplare di falco grillaio
I due nidi artificiali, posti su un terrazzo di un’abitazione a Gravina in Puglia, sono la nuova casa di una coppia di grillai che scelgono l’Alta Murgia come loro territorio di nidificazione e riproduzione.
“Dopo il censimento del grillaio, avvenuto ad aprile,” commenta  il Presidente del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, Cesare Veronico, “continuano le iniziative del progetto Il Parco per il Grillaio, promosso dall’Ente Parco in collaborazione con la Lega Italiana Protezione degli Uccelli (LIPU), favorendo la divulgazione e la sensibilizzazione finalizzate alla tutela di questa preziosa specie”.
“Alcuni comportamenti degli uccelli possono essere appresi solo attraverso mezzi di monitoraggio non invasivi come appunto le webcam – dichiara Marco Gustin, responsabile Specie e ricerca LIPU - Per esempio lo scorso anno abbiamo scoperto che in un nido, benchè al suo interno ci fossero ancora i pulcini, è stato visitato da altri grillai maschi non riproduttivi estranei al nido. I soggetti in questione, probabili sub-adulti, erano lì per aiutare nell’accudimento dei pulcini o per apprendere le cure parentali”.
di Annalisa Tatarella

Turismo pugliese: puntare su ambiente, identità e destagionalizzazione

Un momento della Conferenza Stampa a Bari
Sostenibilità dell’offerta turistica con la valorizzazione del patrimonio ambientale e identitario, destagionalizzazione e necessità di fare sistema. Sono queste le tre priorità del turismo pugliese evidenziate nel documento programmatico presentato all’Assessorato regionale al turismo, cultura e Mediterraneo e alla Commissione Europea dal primo forum “Dalla A alla Puglia: Le politiche del turismo per la Puglia”, tavolo di concertazione e di partenariato permanente patrocinato dal Ministero per gli Affari Regionali, il Turismo e lo Sport e dalla Regione Puglia che ha visto enti locali, imprese e università incontrarsi negli scorsi giorni ad Alberobello, Fasano e Castellana Grotte. Il Forum è culminato nella presentazione finale del progetto nella Sala Consiliare della Provincia di Bari, le cui risultanze sono state sintetizzate in una conferenza stampa indetta dal promotore dell’iniziativa, il prof. Salvatore Messina, rettore dell’’Università Europea per il Turismo (Euft), università privata albanese che ha attivato una sede didattica a Castellana Grotte dove si svolge il Corso di laurea in Economia del turismo con indirizzo Politiche del turismo. 
Ad Alberobello
Una nuova legge regionale che contempli la classificazione di tutti i servizi turistici, la regolamentazione delle professioni turistiche, l’ottimizzazione dei trasporti pubblici, l’attenzione alla relazione fra pubblico e privato, l’istituzione dei sistemi turistici locali, la creazione di uno strumento di promozione dedicato insieme alle necessità strutturali di istituire un’agenzia di rating sulle politiche del turismo, un’agenzia di ingegneria turistica di supporto agli enti locali e ai privati, un osservatorio turistico di destinazione, il potenziamento della formazione universitaria degli operatori attraverso un titolo unico in Europa (multiple degree) e il miglioramento dell’accoglienza sul territorio sono solo alcune delle venti proposte indicate nel documento programmatico scaturite dall’intenso confronto di sessanta tra i più importanti esperti europei del settore giunti in Puglia nei giorni scorsi fra cui Franco Ianniello (già direttore dell’unità turismo della Commissione Europea), Alzbeta Kiralova (prorettore dell’Università del business di Praga), Giuseppe Nappi (docente di idrologia medica e massimo esperto italiano di termalismo), Eleftheria Grimpa (responsabile del servizio di integrazione fra cultura e turismo del ministero della cultura e del turismo della Grecia), Isabel Torres (docente di pianificazione e sviluppo turistico dell’Università inglese di Bedfordshire), Juan Carlos Vilalta (direttore generale del commercio e turismo della Catalogna), Nicola Sorrentino (docente di nutrizione dell’Università di Pavia) e Stephan Doempke (coordinatore del programma di valorizzazione turistica del sito Unesco di Girokastra). 
Il pool di esperti internazionali ha così condensato il lungo cammino intrapreso a febbraio con il coinvolgimento di centinaia di operatori del settore (comuni, province, albergatori, consorzi, gruppi di azione locale, associazioni culturali, gestori di musei, professionisti, docenti universitari, giornalisti) intervenuti nei diciotto incontri di preparazione svoltisi in undici suggestive località pugliesi e imperniati sui 5 principali temi (domanda turistica, offerta ricettiva, costruzione di prodotto, marketing e comunicazione, formazione e innovazione). “Sono molto soddisfatto delle risultanze di questo primo forum – afferma Salvatore Messina, rettore dell’Università Europea per il Turismo – abbiamo cercato di dare metodologia scientifica all’azione di concertazione dal basso e riscontrato una massiccia partecipazione di operatori del turismo, università, associazioni di categoria. 
L'incontro di Fasano
Mano a mano che si realizzavano questi incontri sul territorio, è stato compreso che non esisteva una ricetta da far approvare ma era necessario analizzare le problematiche, elaborare le proposte e presentarle agli altri stakeholders condividendo un preciso metodo di lavoro. Il ruolo dell’Università è quello di creare metodologie specifiche ed ora abbiamo finalmente un documento condiviso che presenta le necessità del turismo pugliese emerse dall’incontro fra operatori ed enti locali territoriali. La Puglia necessita di massa critica professionale, un gruppo di persone che possano acquisire competenze e indirizzare le loro attività per la creazione di un vero bacino turistico. 

L'appuntamento nelle Grotte di Castellana
L’Università Europea per il Turismo, grazie al lavoro svolto da docenti e studenti e alla sua struttura scientifica che si avvale di un vasto parterre internazionale, si pone come mediatore culturale dotato di un’assoluta terziari età rispetto agli attori e struttura terza in grado di valutare tecnicamente, con professionalità e con una rigida metodologia scientifica, lo stato dell’arte del turismo in Puglia verificando l’attuazione delle iniziative, l’efficacia delle misure adottate e i risultati conseguiti nonché formulando nuove proposte in occasione dei forum annuali, il prossimo dei quali è in programma dal 18 al 21 ottobre 2013. Un programma ambizioso che, qualora venissero confermate le disponibilità avanzate nel corso del Forum, potrebbe essere realizzato proprio entro la data del prossimo appuntamento e il cui stato dell’arte sarà riportato, come in una sorta di blog, dal sito internet www.uniturismo.eu.