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mercoledì 19 dicembre 2012

Taranto: la Camera approva il decreto Ilva, ma non tutti sono daccordo

E' arrivato il Sì dell'Aula della Camera al decreto legge Ilva su cui ieri il governo ha incassato la fiducia. Il testo, approvato a Montecitorio con 421 sì, 21 no e 49 astenuti, passa ora al Senato per l'approvazione definitiva. Astenuta la Lega che, per bocca di Giovanni Fava ha così spiegato il non voto.
"Il ministro Passera ha fatto il ministro dello Sviluppo economico senza dare nessuno sviluppo al Paese: se non altro perché non ha programmato nulla. Davanti alla mala parata abbiamo scelto il male minore", ha concluso Fava".
Apprezzamento dalla Puglia è stato espresso da parte del capogruppo del Pdl in Consiglio Regionale Rocco Palese, che sottolinea le garanzie e la tutela per la popolazione, oltre che la collaborazione Istituzionale che ha portato all'approvazione del decreto.
 “Il testo del Decreto Ilva esce dalla Camera dei Deputati notevolmente migliorato e con garanzie ulteriori che le questioni sanitaria, ambientale, industriale ed occupazionale di Taranto sono di importanza nazionale. Grazie alla collaborazione istituzionale e politica a tutti i livelli ed all’impegno profuso dalla nostra delegazione parlamentare con in testa l’on. Raffaele Fitto, il Decreto garantisce e tutela le esigenze di salute pubblica e lavoro con quelle di crescita e sviluppo.
In particolare le modifiche apportate al Decreto, oltre a prevedere per Taranto stanziamenti aggiuntivi che consentiranno di attivare una più capillare rete di controllo e prevenzione ambientale, sul fronte della prevenzione e dell’assistenza sanitaria consentono anche deroghe al blocco del turn over per la Asl di Taranto, ivi compresa la possibilità di superare i limiti finanziari per le assunzioni di personale e deroghe al Piano di Rientro per evitare il taglio di posti letto nelle strutture pubbliche e private accreditate.
Ci auguriamo che la questione Ilva continui ad essere affrontata all’insegna della massima collaborazione tra tutte le Istituzioni e che quanto prima anche il Senato dia il via libera definitivo al Decreto in modo che possa cominciare subito a produrre effetti positivi per la città di Taranto e per tutto il territorio jonico”.
 Chi, invece, si è espresso in senso fortemente contrario al decreto è l'Associazione Tamburi 9 luglio 1960, che ha scritto la sua contrarietà in una lettera indirizzata al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
"Presidente, con garbo, ma con altrettanta fermezza, esterniamo tutta la nostra contrarietà al decreto legge sul caso Taranto-Ilva-magistratura deciso dal governo. La nostra esternazione - aggiunge il presidente dell'associazione, Francesco Fanelli - non nasce da un improvviso cambio di umore ma è frutto di un cumulo di soprusi che da decenni e decenni il nostro territorio, che viene tenuto in considerazione solo quando si tratta di volta in volta di violentarlo, subisce. Crediamo che in nessuna parte del mondo esista un luogo dove sia concentrata una così vasta attività industriale come quella di Taranto. Le vogliamo ricordare le più significative industrie: Ilva, Arsenale Marina militare, raffineria Eni, due cementifici (uno dei quali anch’esso alle porte della città), discariche di rifiuti speciali e nocivi". "Mentre - conclude Fanelli - siamo stati privati di settori che da sempre hanno fatto da traino all'economia locale, ossia mitilicoltura e agricoltura".

L'Ordine degli Ingegneri di Bolzano premia un giovane dottore di ricerca del Politecnico della sede di Taranto

L'Ordine degli Ingegneri di Bolzano ha premiato la tesi del dottorato di ricerca di Agnese Murianni, giovane ingegnere del Politecnico presso la sede di Taranto. 
Nell’ambito dell’ingegneria geotecnica per la salvaguardia del territorio, il lavoro di tesi è stato considerato, da un’apposita commissione dell’ordine alto-atesino, innovativo e specifico per la salvaguardia territoriale. L’ing. Murianni, ha infatti realizzato un modello numerico per la simulazione delle frane, in grado cioè di calcolarne il loro accadimento. Il modello usato ha permesso di superare i problemi numerici riguardanti la modellazione di tale fenomeno (frana) e di implementare il fattore tempo, permettendo di fare ipotesi sul tempo di occorrenza di una frana. 
Altri tre riconoscimenti , per tesi di laurea specialistica e/o dottorato, discusse nel 2010-2011 nell'ambito dell'Ingegneria Geotecnica a Salvaguardia del Territorio, sono stati attribuiti dall’Ordine della Provincia di Bolzano ad altri neo-ingegneri provenienti dalle università di Bolzano, Trento e Firenze. 
Agnese Murianni, è nata a Taranto nel 1980. Ha conseguito la Laurea in Ingegneria per l'Ambiente e il Territorio nel 2006 e il Dottorato di Ricerca in Ingegneria per l'Ambiente e il Territorio nel 2010 discutendo una tesi in Geotecnica dal titolo "A non-local approach in the study of progressive failure", redatta in lingua inglese. E’ assegnista di ricerca presso la sede di Taranto del Politecnico di Bari.
La sua tesi, premiata a Bolzano, è stata pubblicata, sotto forma di libro, dalla Lap Lambert Academic & Publishing (Germania).

lunedì 17 dicembre 2012

Sala: “Treni notturni, oltre il danno la beffa da Attila-Minervini!”

Taranto sempre più penalizzata dalle scelte di Trenitalia e della Regione Puglia? Favoritismi della giunta Vendola nei confronti di Bari e Lecce a discapito del capoluogo jonico?
A lanciare l'interrogativo è un appello del consigliere regionale del Pdl jonico Arnaldo Sala, che parla chiaramente di danno e di beffa, puntando il dito contro l'assessore ai trasporti della Regione Guglielmo Minervini.
“Oltre il danno, ora anche la beffa! Il danno è la scientifica cancellazione, operata negli ultimi anni da Trenitalia, di tutti i collegamenti ferroviari diretti notturni da Taranto per Roma o Milano. A niente sono serviti gli appelli di tutti i politici, i sindacati e le istituzioni: Taranto deve essere isolata dal resto d’Italia.
In questo Trenitalia ha trovato un “alleato” pugliese in Guglielmo Minervini, l’Assessore alle Infrastrutture e alla Mobilità della Regione Puglia: a parole chiede più attenzione per tutta la Puglia, ma nei fatti ottiene solo – guarda caso – il potenziamento e il miglioramento dei collegamenti da Bari e da Lecce.
La stessa politica operata da Minervini, non a caso, anche nei confronti dell’aeroporto di Grottaglie: a parole lo sponsorizza come lo scalo merci del sistema aeroportuale pugliese, ma, dopo otto anni di Amministrazione Vendola, nei fatti gli aerei cargo e quelli passeggeri continuano a non decollare dallo scalo tarantino!
Peraltro proprio Minervini ha chiesto al CIPE di finanziare un intervento per trasformare un vasto sedime dell’aeroporto di Bari-Palese in scalo merci, altro che Grottaglie: alla faccia della coerenza politica!
Per tutti questi interventi continuo a definire politicamente Guglielmo Minervini come l’Attila dei collegamenti trasportistici jonici: dove passa lui a Taranto non si attiva nessun mezzo di trasporto!
La “beffa” consiste invece nelle recenti promesse di Trenitalia a Gugliemo Minervini di riattivare, in occasione del nuovo orario invernale, i collegamenti notturni diretti da Taranto per Milano e Roma, come peraltro richiesto un mese addietro dalla manifestazione unitaria dei sindacati alla quale avevo aderito.
Invece nel nuovo orario invernale Trenitalia ha nuovamente potenziato solo i collegamenti da Bari e Lecce: non se ne è accorto Gugliemo Minervini, evidentemente troppo preso in questi giorni dall’organizzazione della sua campagna presidenziale per sostituire Niky Vendola…
E così oggi, per raggiungere Milano, i passeggeri tarantini possono prendere “solo” il treno notturno delle ore 21.25 che, dopo “solo” due cambi a Bari e Bologna, li porterà a Milano in “sole” dodici ore!
È evidente che è in atto un piano strategico per cancellare la stazione di Taranto, un tempo pullulante di passeggeri e treni in partenza, dal panorama ferroviario italiano, evento che avrà gravi ripercussioni sul piano occupazionale e sullo sviluppo economico.
Mi chiedo chi a Bari consenta da anni impunemente a Guglielmo Minervini di penalizzare i collegamenti ferroviari ed aerei jonici.
Penso che sia arrivato il momento di inserire nella “Vertenza Taranto”, di cui si discute in relazione alla crisi siderurgica, anche il capitolo “collegamenti ferroviari”: per i danni subiti dalla nostra economia, è giusto e legittimo chiedere allo Stato anche l’attivazione di collegamenti diretti da/per la nostra città”.

venerdì 14 dicembre 2012

Rc Auto - Taranto penalizzata. Bene le operazioni anti-truffa

Un forte apprezzamento per l'operazione svolta dalla Polizia di Stato di Taranto, che ha portato all'arresto dei membri di una organizzazione criminosa dedita a svolgere truffe ai danni delle Assicurazioni, attraverso incidenti falsi.
Così si esprime, in una nota, la Federconsumatori di Taranto a firma del suo presidente Luigi D'Oronzo.
Tra l'altro, una delle consequenze principali di questa attività criminosa è il grave danno arrecato ai cittadini onesti di Taranto, costretti a subire il rincaro delle tariffe relative alle polizze RC Auto, effettuate dalle Società Assicurative, a causa dell'aumentato numero degli incidenti stradali e dei conseguenti rimborsi, come riportato dallo stesso report della Polstrada.
"Come denunciato a più riprese dalla Federconsumatori, questa vera e propria azione criminale, risulta anche una piaga sociale, che deve essere assolutamente ed al più presto debellata".
"Infatti agli interessi speculativi delle Compagnie, si sommano le grandi truffe dei sinistri falsi e lesioni a persone. Su 100 sinistri auto in Puglia il 43% presentavano lesioni a persone, mentre la media nazionale è del 21%, in Europa il 15%. L'incidenza dei danni fisici a Taranto è del 40%, a Brindisi del 41%, a Bari il 35%,a Foggia il 37% e Lecce al 34%. Un fenomeno di malcostume, ma anche criminoso, che si somma alla falsificazione dei contrassegni assicurativi, che contribuisce all'aumento di circa il 30% dei premi".
Tutto ciò determina che la città di Taranto, è quella, tra le città italiane, in cui il costo delle polizze assicurative risulta tra i più elevati in assoluto.
"A questo si è aggiunto l'ingiusto e iniquo aumento del 3,5% della Provincia di Taranto, che abbiamo contestato e chiesto venga revocato.
I costi a carico dei consumatori tra tasse, imu, addizionali, accise sono ormai ai livelli decisamente insopportabili. Un vero salasso per le famiglie".
Purtroppo poiché alle proteste, non si dà alcun riscontro, il malumore e la disaffezione nei confronti della politica succhia soldi e delle Istituzioni cresce, in modo esponenziale, da parte dei cittadini e dei consumatori onesti.
La Federconsumatori di Taranto rivolge un forte appello, nei confronti della squadra della Polizia Giudiziaria della Polstrada, affinchè prosegua in modo incessante in questa aziona meritoria, supportate dall'attenzione e interesse dei consumatori e cittadini, nonchè per il ripristino di un importante principio di legalità, e nel contempo sollecita: 
- la Provincia di Taranto a revocare la decisione dell'aumento del 3,5% sulla RC Auto; 
- la Prefettura di Taranto a predisporre un incontro, tra le Istituzioni e tutti i soggetti interessati (Isvap, Compagnie di Assicurazione, Sindacato Nazionale Agenti, Confcommercio, Associazioni dei consumatori, Ordine Avvocati e Medici, Forze dell'Ordine), per ricercare e definire le modalità che da subito possano consentire di realizzare un risparmio per gli utenti.

venerdì 7 dicembre 2012

Taranto, siglato il Protocollo per il nuovo Sistema Logistico del Porto

Un nuovo Protocollo d'Intera è stato siglato ieri presso la sede dell’Autorità Portuale, con l'obiettivo della costituzione del Sistema Logistico del Porto di Taranto.
Il Protocollo è stato presentato su iniziativa del Presidente dell’Autorità Portuale di Taranto SWergio Prete "per promuovere la realizzazione di infrastrutture di collegamento tra i porti e le aree retro portuali".
Oltre alle amministrazioni presenti, che hanno sottoscritto il protocollo, hanno comunque manifestato la propria adesione anche il Presidente della Provincia di Lecce, il Sindaco del Comune di Lecce e Rete Ferroviaria Italiana (RFI) con l’impegno a formalizzare tale adesione quanto prima.
Tra le parti che hanno aderito all’iniziativa rientra anche la Regione Basilicata che, con deliberazione di giunta, lo scorso 13 novembre ha approvato uno schema di un più ampio protocollo di intesa con l’Autorità Portuale di Taranto che ingloba e recepisce anche i contenuti del Protocollo d’Intesa per la costituzione del Sistema Logistico del Porto di Taranto.
Nel corso dell’incontro di Taranto si è anche raggiunto un accordo sulla costituzione di un gruppo di lavoro composto da tecnici indicati dalle rispettive amministrazioni per la redazione di una mappa ricognitiva delle infrastrutture logistiche e trasportistiche esistenti.
L’Autorità Portuale nel contempo predisporrà una bozza di regolamento per la condivisione e realizzazione di procedure amministrative semplificate e per l’attuazione di incentivi fiscali finalizzati all’attrazione di novi insediamenti produttivi.
di Eliona Cela

lunedì 3 dicembre 2012

Piani comunali d'emergenza: in Puglia ne mancano ancora 56

Statte (Ta) devastata dalla tromba d'aria
Sono atti fondamentali, da cui dipendono le procedure in caso di eventi catastrofici naturali o meno, come terremoti inondazioni, atti terroristici. Tutti i Comuni italiani hanno l'obbligo di produrli, ma la situazione è quanto meno omissiva, ne mancano ancora circa un migliaio. La Puglia, per una volta, si trova in una posizione considerata mediamene buona. Infatti, su 258 comuni, solo 56 non hanno ancora presentato i piani. Ma Fabiano Amati, assessore regionale alla protezione civile, non ci sta:
"Nei prossimi giorni invierò l'ennesima sollecitazione e in caso di ulteriore silenzio, e con la solita e concreta collaborazione dell'ANCI Puglia, non esiteremo a rendere pubblico l'elenco dei comuni inadempienti" ha dichiarato in una nota ufficiale.

Non nasconde la sua preoccupazione anche Peppino Longo, consigliere regionale dell'UDC:

“La stagione invernale ha fatto irruzione e con essa tutti i rischi che ogni anno ne conseguono. È proprio in prospettiva futura che l’allarme lanciato dall’assessore Amati sui piani comunali di emergenza deve essere raccolto, in modo particolare dall’Anci. Ci sono ancora 56 Comuni pugliesi inadempienti e che hanno sottovalutato le conseguenze che la mancata presentazione del piano potrebbe comportare".
A rendere ancora più attuale l'urgente presentazione o aggiornamento dei piani è stata la recente tromba d'aria che ha devastatao Taranto e parte della Valle d'Itria. " In passato siamo stati spesso impreparati ad affrontare emergenze legate al maltempo anche se il grande lavoro della Protezione civile regionale ha fatto ridurre questo gap. Ma se registriamo le inadempienze di alcuni Comuni per la presentazione dei piani di emergenza, il quadro assume tinte fosche" . conclude Longo.



venerdì 30 novembre 2012

Industria e Green Economy, Legambiente ne discute a Taranto

La politica industriale nel Sud alla prova della Green Economy è il titolo della conferenza nazionale organizzata nella città pugliese sabato 1 dicembre da Legambiente.
L'associazione sceglie infatti la città dell'Ilva, martoriata dalla crisi occupazionale e ambientale, per aprire un confronto sulle politiche industriali utili per la città, per il Mezzogiorno e per tutto il nostro paese. Un confronto in cui le ragioni dell'ambiente solleciteranno la buona politica industriale, la buona economia e il buon lavoro.
"Vogliamo essere vicini ai lavoratori e ai cittadini tarantini - dichiara il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza - e dare un contributo per indirizzare l'uscita dalla crisi. Le decisioni che saranno prese per il centro siderurgico di Taranto e per il risanamento del territorio mostreranno, infatti, l'indirizzo che si vorrà dare all'industria di base del nostro paese e allo sviluppo del manifatturiero.
Occorrono al più presto politiche industriali lungimiranti per riparare i danni fatti e per innovare prodotti, processi e modelli produttivi al servizio del benessere di tutti - prosegue Cogliati Dezza - . Politiche industriali che assumano i vincoli delle risorse naturali, rispettino la salute dei cittadini e dei lavoratori, valorizzino i territori e le comunità locali".
L'incontro si terrà presso il Salone degli specchi di Palazzo di città in Piazza Municipio a partire dalle 9.30 e vedrà la partecipazione, tra gli altri, oltre al presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza, di Stefano Ciafani (Vicepresidente nazionale Legambiente), Marco Versari (Novamont), Duccio Bianchi (Istituto di ricerche Ambiente Italia), Sergio Prete (Presidente Autorità Portuale di Taranto).
A seguire, una tavola rotonda sulle Politiche, gli strumenti, le risorse e i contesti per favorire politiche industriali green nel Mezzogiorno, coordinata dal giornalista Domenico Palmiotti, con, tra gli altri, Elena Lattuada (Responsabile politiche industriali Segreteria nazionale Cgil), Giusi Nicolini (Sindaco di Lampedusa), Giovanni Valentini (Giornalista, scrittore).
Alle 21.30 concerto del gruppo Area di solidarietà alla città - promosso da Legambiente, Crest e FestambienteSud - al Teatro TaTà (Via Grazia Deledda - tel. 099-4725780). Gli incassi saranno destinati al sostegno della popolazione, tramite un fondo gestito dal circolo di Legambiente Taranto.

giovedì 29 novembre 2012

Maltempo, si contano i danni dopo la tromba d'aria su Taranto

Forse il peggio è passato, dopo una giornata di ieri davvero tremebonda su tutta la Puglia. Intanto bisogna contare i danni e fare il punto della situazione dopo 24 ore di pessime condizioni metereologiche.
Tutta la Penisola è attraversata da una violenta ondata di maltempo. La città sicuramente più danneggiata dalla violenza delle acque è stata Taranto, con una tromba d'aria di notevoli proporzioni che non ha risparmiato lo stabilimento dell’Ilva, dove ci sono stati crolli e enormi danni. 
La Protezione civile regionale pugliese ha comunicato che sono 38 le persone rimaste ferite, tra cui nove bambini di una scuola di Statte. 
Dei nove bambini, che hanno tutti ferite lievi, cinque sono stati medicati nell'ospedale Moscati di Taranto e quattro nel nosocomio di Martina Franca, ad uno dei nove è stato diagnosticato un trauma cranico.Tre persone politraumatizzate sono ricoverate in condizioni critiche all'ospedale Santissima Annunziata di Taranto. Quattro operai dell'Ilva sono stati condotti nell'ospedale Santissima Annunziata di Taranto per cure ed accertamenti, altri 20 sono stati medicati nell'infermeria del siderurgico.
C’è apprensione e molta preoccupazione per un uomo di 29 anni, operaio, disperso in mare dopo che la gru su cui stava lavorando è stata abbattuta. L'uomo si trovava sul molo dello stabilimento a bordo di una gru che è caduta in mare.
Dopo la sospensione delle ricerche nella serata di ieri a causa del mare mosso e di una scarsa visibilità, sono riprese questa mattina alle 5 le ricerche dell'operaio dell'Ilva disperso. Dell'operaio, però, nessuna traccia. Le ricerche erano state interrotte nella serata di ieri a causa del mare mosso e della scarsa visibilità. Sul posto i sommozzatori dei vigili del fuoco di Taranto e Bari.
La tromba d’aria che ha colpito Taranto è quella che i meteorologi definiscono “supercella”, cioè uno dei temporali più violenti che possano esistere in natura. Bilancio drammatico anche nel brindisino dove, a causa di un incidente stradale, sono morte quattro persone.
Il ministro del Lavoro Elsa Fornero ieri sera ha commentato il nubifragio che si è abbattuto su Taranto dicendo: "Sembra che anche la natura si sia accanita e questo è motivo di grande pena". Poi, a proposito della situazione dello stabilimento dell'Ilva ha detto che "non possiamo mandare al macero 20mila posti di lavoro perché non possiamo permettercelo e non è accettabile: dobbiamo salvare il loro lavoro e la loro salute" e che "bisogna fare in modo che per questo stabilimento, senza chiuderlo, ci sia un recupero delle condizioni ambientali compatibili con la salute". "Non so tecnicamente ciò che occorre - ha aggiunto il ministro - e quanto tempo occorre, ma bisogna che questo stabilimento non chiuda".

martedì 27 novembre 2012

Ecotassa, i sindaci jonici chiedono di rivederne i tempi

Dario Iaia (Fli), Sindaco di Sava
Prosegue la marcia dei sindaci del versante orientale contro l’ecotassa. A Sava, città del sindaco di Fli Dario Iaia, promotore dell’iniziativa, si sono riuniti nuovamente per fare il punto della situazione, alla presenza anche di alcuni consiglieri regionali.
Già nei giorni scorsi, i sindaci ed i vice di Avetrana, Fragagnano, Lizzano, Leporano, Maruggio, Manduria, Pulsano, Sava e Torricella avevano stilato e sottoscritto un documento, ancora oggi senza una risposta, indirizzandolo all’assessore regionale all’ambiente, Lorenzo Nicastro ed al presidente, Nichi Vendola.
Ieri poi, sono andati oltre, richiedendo la presenza dei consiglieri regionali che, intervenuti in tal senso, hanno assunto un impegno non da poco. Euprepio Curto, Pietro Lospinuso e Gianfranco Chiarelli (quest’ultimo non in aula, ma del tutto in linea con l’iniziativa lanciata dal sindaco di Sava), nei prossimi giorni presenteranno un emendamento alla legge regionale in questione, approfittando della seduta di bilancio e soprattutto, si faranno promotori di una raccolta di consensi tra i colleghi consiglieri regionali.
Una azione trasversale dunque, in grado di coinvolgere destra e sinistra, accomunando i consiglieri che condividono la necessità di una moratoria di almeno 24 mesi, al fine di consentire ai comuni di raggiungere la percentuale prevista ed evitare, in questo modo, un ulteriore aggravio della pressione fiscale ai danni dei cittadini.
La questione è molto spinosa perchè la legge regionale, così come è stata partorita, prevede che, a decorrere dal 1° gennaio 2013, i comuni che, tra settembre 2011 ed agosto 2012, non hanno raggiunto il 40% di differenziata, subiranno un aumento del 244,60%, dell’ecotassa.
“Un vero paradosso – precisano i sindaci riuniti- se si pensa che, ad oggi, la regione non ha consentito ai comuni stessi l’espletamento di gare per introdurre il sistema del porta a porta spinto. Quindi, da un lato ci chiedono di avviare la differenziata ma dall’altro, limitano gli strumenti per adottarla. In più, qualora fosse applicata questa norma, si tradurrebbe in una spesa enorme a carico dei cittadini utenti in un momento congiunturale che attanaglia le famiglie monoreddito ed i disoccupati. Naturalmente, pur condividendo le scelte della regione Puglia finalizzate ad incrementare le percentuali di raccolta differenziata, non può ulteriormente aumentare le tariffe sui rifiuti urbani.”
Ed ancora, i sindaci ribadiscono come, a dire il vero, diverse amministrazioni abbiano intrapreso, in via autonoma, iniziative tese a sviluppare le raccolte differenziate ma, l’entrata in vigore delle nuove norme legislative e regolamentari emanate sia dallo Stato centrale che dalla Regione, abbia di fatto bloccato le procedure.
“Quindi – sottolineano gli amministratori locali - le colpe della mancata attivazione delle raccolte differenziate non appartengono ai cittadini utenti ma neanche ai comuni consorziati al competente Consorzio obbligatorio che, nel tempo, non è riuscito a individuare un gestore unico.”
Hanno bisogno di tempo gli amministratori locali e sono preoccupati perché la pressione fiscale è già molto alta.
“Abbiamo richiesto il supporto dei consiglieri e degli assessori regionali – dicono i sindaci - perché portino sul tavolo del presidente Vendola e dell’assessore all’ambiente Nicastro, la nostra ansia derivante dal vedere ogni giorno i nostri concittadini in enormi difficoltà economiche ed occupazionali. Chiediamo solo del tempo ed in tal modo, ci metteremo in linea con i parametri. Intanto però, contrastiamo con tutte le nostre forze, ogni volontà di sacrificare ancora i cittadini, più di quanto lo sono già.”

martedì 6 novembre 2012

Taranto: il futuro dell'Ilva (che non paga nulla per la pulizia delle strade) è ancora nebuloso

Ambiente, tutela della salute, mantenimento dei posti di lavoro in un drammatico tira e molla con in ballo il futuro non soltanto dell'impianto siderurgico, ma di una gran fetta della città dei Due Mari.
Questo è quello che sembra avvenire a Taranto in questi giorni, con dibattiti interminabili, responsabilità che vengono rimpallate continuamente ed un futuro sempre più incerto.
Di sicuro, al momento, cìè soltanto la notizia che proseguirà ad oltranza lo sciopero dei lavoratori del reparto Mof (movimento ferroviario) dell’Ilva che dal 30 ottobre scorso sono in presidio permanente davanti alla portineria A dello stabilimento per richiamare l’attenzione sulle questioni legate alla sicurezza dopo l’incidente che e’ costato la vita al loro collega Claudio Marsella. I lavoratori hanno anche programmato per sabato 10 novembre una manifestazione con corteo con inizio alle 14.30.
Intanto il Presidente di Utelit consum, Rocco Monaco, a seguito della trasmissione “Piazza Pulita” in cui ha appreso che l’azienda Riva non paga nulla al Comune per il lavaggio delle strade che la stessa sporca, ha scritto al sindaco di Taranto, Ezio Stefàno per sollevare la questione. Eccone il testo integrale.
“E’ imbarazzante apprendere che l’Iva di Taranto non contribuisce alla pulizia della città. Nel corso di una puntata di una trasmissione televisiva – commenta Monaco – ho appreso da un Consigliere comunale di Taranto e da Gino Giuseppe Pucci, presidente dell'Azienda Multiservizi igiene Urbana AMIU, che l’acciaieria tarantina non fornisce alla città dei due mari nessun contributo per la pulizia e il relativo lavaggio delle strade. 
Ritengo che questo sia vergognoso dal momento che l’Ilva sporca in maniera notevole Taranto, oltre che inquinarla provocando, come ha dimostrato la magistratura, centinaia di morti l’anno. 
Come mai fino ad oggi nessuno ha posto la questione? E’ vergognoso che i cittadini consumatori tarantini debbano pagare anche a livello economico tutti i danni che l’Ilva crea. Invito il sindaco Stefàno e le autorità politiche tarantine a prendere provvedimenti in materia”

lunedì 5 novembre 2012

Taranto, la prima tappa del Campionato Invernale Vela dedicata ai due Marò agli arresti in India


«Questa prima regata è dedicata a Salvatore Girone e Massimiliano Latorre». 
Anche la vela  ha voluto offrire il contributo per la lliberazione dei due marinai prigionieri in India da otto mesi. Il capitano di corvetta Segio Lamanna, direttore sportivo della sezione velica della Marina militare di Taranto, ha così intitolato ai due militari la prima giornata del campionato invernale di vela partito oggi nelle acque di mar Grande a Taranto. «Nel giorno dedicato alle Forze armate e all’unità nazionale – ha detto Lamanna – il nostro pensiero non può che andare ai militari impegnati in missione e in particolare a Girone e Latorre che da otto mesi sono lontani dalle loro famiglie».
La prima giornata del campionato, con equipaggi provenienti da tutta la Puglia, è stata una miscela di tattica ed esperienza grazie a una prima prova con vento leggero che ha favorito le scelte tattiche rispetto prettamente tecniche a cui è seguita una seconda prova con un vento più forte e regolare che ha permesso agli equipaggi più rodati di esprimersi al meglio. Così al termine della giornata in testa alla classifica generale per la categoria J24 si è piazzata con 7 punti Doctor J del circolo nautico L’approdo al comando di Sandro Negro. Due le imbarcazioni che seguono un gradino più in basso a 8 punti: Lumachia guidata da Carlo D’errico del circolo velico Ondabuena e Marbea. Quarto posto con 9 punti per Ex Jdf al timone di Stefano Mignini del circolo velico di Brindisi. Per la categoria SB 20, invece, Francesco Bellucco al comando di Sberla del circolo velico Ondabuena di Taranto si è aggiudicato entrambe le prove guadagnandosi il comando della classifica generale. Seconda posizione per Fishbone guidata da Fabio Pignatelli e terza classificata è giunta Bellamia del circolo velico Taranto al comando di Giancarmine Moggia.
«La macchina organizzativa – ha commentato il direttore Lamanna – ha funzionato al meglio tanto da permetterci di svolgere due prove prima del tramonto. Un risultato possibile anche alla luce dell’esperienza maturata qualche settimana fa con la coppa Italia organizzata a Taranto». Soddisfazione è stata espressa anche da Giovanni Longo, assessore provinciale al turismo che ha dato il via alla regata. «Manifestazioni come questa – ha spiegato Longo – sono un ottimo veicolo promozionale per apprezzare le eccellenze di Taranto: da quelle naturali a quelle enogastronoche. È fondamentale che le istituzioni continuino a sostenere queste iniziative se davvero si vogliono creare alternative credibili alla cultura industriale».
Il campionato invernale, organizzato da Aci Taranto, circolo Ondabuena e associazione Taranto Turismo, terminerà a Marzo del prossimo anno con una serie di premi messi a disposizione da Nautica Ciracì. La prossima regata è fissata per il 18 novembre. 

giovedì 1 novembre 2012

Riordino delle Provincie, i mugugni di una maggioranza regionale che non ha fatto nulla

Riordino delle province pugliesi, il dibattito prosegue all'indomani dell'approvazione del decreto del Consiglio dei Ministri, che ha stabilito, per la Puglia, l'accorpamento tra Brindisi e Taranto, da una parte, e tra Bat e Foggia dall'altro.
Una scelta che evidentemente non ha lasciato tutti sodisfatti (e non poteva essere altrimenti).
Ma d'altro canto, la Regione Puglia ha scelto di non scegliere, limitandosi per bocca dello stesso Assessore al decentramento Dentamaro, a trasmettere gli atti al Governo "sperando" in una sorta di illuminazione da parte di Mario Monti.
Ma se la Puglia non è stata capace di un progetto definito e condiviso, cosa potevamo aspettarci da Roma?
Da qui i mugugni naturali che in questi giorni riempiono le pagine dei giornali.
Parla di "brutta giornata" per la Bat il consigliere Filippo Caracciolo, esponente del Pd.
“L’accorpamento della Bat alla provincia di Foggia - prosegue Caracciolo - cancella cento anni di lotte e rappresenta un duro colpo alla storia di questo territorio, oltre che schiaffo alla volontà di centinaia di migliaia di cittadini, che attraverso i consigli comunali e i sindaci delle proprie città avevano manifestato la volontà di mantenere un’autonomia. Sarebbe stato assolutamente possibile, senza per questo pesare sulle casse dello Stato. È mancata la volontà ed è mancato il ruolo determinante della Regione. Dobbiamo fare tutti ammenda. Avremmo dovuto capire che il Governo avrebbe ragionato esclusivamente in termini ragioneristici”.
“Non dobbiamo comunque arrenderci - conclude Caracciolo - il provvedimento dovrà essere convertito in legge in Parlamento e in quella sede sarà possibile fare delle modifiche. Per questo invito i colleghi consiglieri regionali, i sindaci, i consigli comunali, i parlamentari e il presidente della Provincia a fare fronte comune per arrivare ad una proposta accettabile da parte del Parlamento. Dobbiamo metterci subito al lavoro prima che lo scellerato decreto approvato dal Consiglio dei Ministri diventi legge dello Stato”.
Ma non poteva, Filippo Caracciolo insieme agli altri consiglieri della maggioranza, pensarci prima votando e facendo sentire a Roma la propria voce?
Troppo facile, dopo, additare Monti di aver fatto calcoli ragionieristici. Chi doveva rappresentare le istante del territorio, evidentemente, ha dormito sonnni beati e tranquilli.
A rilanciare la situazione della Provincia di Brindisi, stretta tra una scelta imposta (Taranto), e la volontà anche espressa (ma disattesa) di molti comuni, divisi tra l'Area Metropolitana di Bari e la Provincia di Lecce, è il consigliere di Fli Curto.
“La scelta del Governo nazionale di dire no alla super provincia, limitandosi ad accorpare Brindisi e Taranto, isolando Lecce, appare una soluzione più ragionieristica che politica. E, pertanto, non è assolutamente condivisibile in quanto non esalta le specificità di un territorio che proprio dal riordino avrebbe potuto amplificare le proprie potenzialità. Anzi, lo penalizza”.
È il commento dell’ex senatore Euprepio Curto, attualmente consigliere regionale di Futuro e Libertà, in merito alla soluzione adottata dal governo nazionale in tema di riordino delle province.
Ricordiamo che Curto è stato l'unico consigliere, insieme al barlettano Ruggiero Mennea (Pd) a votare contro la relazione dell'Assessore Dentamaro lo scorso 22 ottobre.
“Certo - dichiara Curto – al momento non è ancora dato sapere se il Decreto recepisce pure le indicazioni espresse dalla maggioranza dei comuni della provincia di Brindisi (moltissimi favorevoli a Lecce, alcuni a Bari); ma, se così dovesse essere, i timori, che più volte avevo paventato, avrebbero trovato un’adeguata conferma nella sostanziale disgregazione dell’attuale provincia di Brindisi”.
“Questa non è una bella pagina per nessuna delle tre province – prosegue l’esponente di Fli. Di Brindisi ho già detto. Ma non lo sarebbe neanche per Taranto che rischia di annettere (sì: di annettere) una provincia (Brindisi) mutilata. Ma non lo sarebbe neanche per la Provincia di Lecce che, da seconda provincia pugliese per popolazione, sarebbe relegata all’ultimo posto“.
“A tal proposito – afferma Curto – vorrei suggerire a qualche improvvido rappresentante istituzionale leccese di evitare comportamenti da autentico sciacallaggio, come quelli finalizzati a far aderire a Lecce altre città brindisine, saltando a piè pari qualsiasi più ampio preventivo confronto politico-istituzionale”.
“Forse - conclude Curto – a questi sfugge un dato: che, così come è stato realizzato il riordino, si amplierà a dismisura la forbice economica, sociale e politica con Bari Città metropolitana. Siccome, nella gestione della materia, di miopie politiche ve ne sono state a iosa, sarebbe opportuno un saggio ravvedimento, sia pure tardivo. Ma non troppo!”.
di Roberto Mastrangelo

martedì 23 ottobre 2012

Taranto, è allarme per i dati sulla diffusione del tumore.

Peggiorano i dati sull'incidenza della mortalità per tumori nella città di Taranto.
Il ministro Balduzzi ha presentato i nuovi, preoccupanti dati dello studio Sentieri su Taranto aggiornato al 2009. I valori sono peggiorati rispetto al 2008: l'eccesso di mortalità passa da +10% a +11% per tutte le cause, maschi e femmine.
all'analisi di incidenza dei tumori a Taranto sulla popolazione adulta emerge che per gli uomini c'è un eccesso rispetto al resto della provincia del +30% su tutti i tumori e del +50% del tumore maligno del polmone.
Sempre negli uomini dallo studio Sentieri emerge un più 100% per il mesotelioma e per i tumori maligni del rene e delle altre vie urinarie (esclusa la vescica). Per i bambini i dati del progetto Sentieri mostrano incrementi significativi per tutte le cause nel primo anno di vita. Per le donne residenti nei comuni di Taranto e Satte, sempre a confronto con il resto della provincia, si rileva un eccesso di incidenza per tutti i tumori di circa il 20%.
In particolare l'eccesso di tumori al fegato per le donne è +75%; +43% per il linfoma non Hodgkin; +80% per il corpo dell'utero superiore; +48% polmone; tumore alla mammella +24%;superiore al 100% l'incidenza del tumore allo stomaco nelle donne.
Sempre per gli uomini l'eccesso registrato nell'aggiornamento dello studio Sentieri, rispetto al resto della provincia, è superiore al 30% per il tumore alla vescica e per i tumori della testa e del collo, del 40% del tumore maligno del fegato, del 60% per il linfoma non Hodgkin. Registrata anche un'incidenza maggiore del 21% del tumore del colon-retto per le donne.
Nella sintesi del rapporto è scritto inoltre che ''sia negli uomini che nelle donne gli eccessi sono presenti, per la maggior parte delle sedi, anche rispetto all'insieme dei registri tumori dell'Italia meridionale''. ''Questi dati sono stati ottenuti - si legge - grazie alla collaborazione con il registro tumori Puglia-Asl di Taranto, di recente istituzione''. Così è stato possibile acquisire i primi risultati prodotti dal registro stesso e relativi al biennio 2006-2007.
Riguardo alla mortalità, i dati riferiti al periodo 2003-09 parlano di un aumento del 14% per gli uomini e dell'8% per le donne. In particolare, raggiunge un aumento record la mortalità per mesotelioma pleurico, neoplasia correlata all'esposizione alle fibre dell'amianto disperse nell'aria: si registra un +419% per i maschi e +211% per le femmine. Quanto ai bambini, c'è un eccesso a Taranto della mortalità nel primo anno di vita del 20% rispetto al resto della Puglia, secondo quanto ha reso noto uno degli esperti della commissione ministeriale.
"La drammaticità dei dati che il ministro per la salute Renato Balduzzi ha ufficializzato a Taranto, richiede azioni immediate da parte della politica" . Il consigliere regionale del PdL Gianfranco Chiarelli commenta i dati del rapporto sentieri resi pubblici dal ministro Balduzzi. "La questione emergenza sanitaria nella provincia di Taranto va affrontata con immediatezza distinguendo le azioni riferite all'ambiente e alla eliminazione delle emissioni nocive, da quelle che attengono all'assistenza sanitaria".
Chiarelli ritiene che, mentre anche attraverso la nuova AIA, si debba puntare alla totale ambientalizzazione dell'industria pesante, con una maggiore attenzione a tutti gli insediamenti presenti, è urgente rivedere i tagli recentemente operati dalla regione Puglia ai servizi sanitari nella provincia ionica: "Se è fondamentale puntare alle bonifiche e alla ambientalizzazione degli impianti industriali, è parimenti prioritario assicurare al territorio ionico la necessaria assistenza sanitaria; come è possibile, - si chiede Chiarelli- dopo aver saputo che a Taranto si registra il 30% in più di malattie tumorali, pensare di mantenere l'attuale assetto delle strutture sanitarie? Il ministro Balduzzi ha annunciato provvedimenti del governo che garantiranno la ripresa del turn-over, ma, ha aggiunto, sarà la regione a spalmare sul territorio le risorse. Bene, a questo punto si destinino tutte le risorse che giungeranno in Puglia alla emergenza Taranto".
Di rimando anche la dichiarazione del Consigliere regionale di Fli Giammarco Surico. "Di fronte ai dati devastanti diffusi dal ministro Balduzzi sull’aumento di patologie tumorali e di decessi a Taranto e nelle aree limitrofe a ridosso del colosso siderurgico dell’Ilva, non basta indignarsi, preoccuparsi o lanciare strali contro i tagli lineari del Governo nazionale. La politica regionale è chiamata ad agire. Il presidente Vendola dimentichi almeno per qualche ora la campagna elettorale e convochi ad horas una giunta che stabilisca un piano straordinario di screening per una diagnosi precoce dei tumori, a tappeto e gratuito per fasce di età a favore della popolazione tarantina".
"Da oncologo - sottolinea Surico - prima che da esponente del Consiglio regionale e componente della Commissione Sanità, evidenzio e sottolineo il fatto che ad un aumento esponenziale di decessi per patologie tumorali corrisponde quasi sempre una diagnosi tardiva che non è certo da ascrivere alle responsabilità dei pazienti e degli operatori sanitari. Ad una emergenza sociale di tale portata occorre rispondere velocemente e con azioni concrete che devono poter contare sulle risorse necessarie anche a costo di sforare il Patto di stabilità. Se la giunta Vendola sforasse il Patto per questo, per salvare anche una sola vita umana, ci troverebbe senz’altro al suo fianco. Come potrebbero essere utilizzati parte dei 55 milioni di euro destinati alla costruzione del nuovo ospedale jonico per attivare subito le metodiche di screening in cui far rientrare anche le fasce più giovani della popolazione tarantina, evidentemente interessate sin dal primo anno di vita ad una esposizione di rischio intollerabile".
"Vendola agisca in fretta - sottolinea il consigliere - e in modo incisivo. La diagnosi precoce è un dovere che a Taranto in particolare il governo regionale è chiamata a garantire immediatamente".

venerdì 19 ottobre 2012

Taranto crede in se stessa, nonostante tutto


Taranto  crede nel suo sviluppo come destinazione turistica e prova a ripartire  proprio da questa  potenzialità.
In una congiunzione trasversale fra maggioranza e opposizione le commissioni consiliari  Attività Produttive e Servizi del Comune di Taranto hanno dato ieri il via libera alla creazione del centro Informazione e Accoglienza Turistica promosso da Pugliapromozione nei locali del Castello Aragonese, vicino al Ponte Girevole. Si tratta di uno dei ventidue IAT che Pugliapromozione sta mettendo a regime  nella regione e che saranno aperti tutto l’anno. Durante l’audizione il Direttore Generale di Pugliapromozione, Giancarlo Piccirillo,  ha presentato una serie di attività volte ad investire sul futuro turistico della città, che in controtendenza ha mostrato nella prima parte del 2012 una crescita di arrivi e presenze, soprattutto di stranieri.
 L’Agenzia, nel quadro delle politiche di marketing regionale, riconosce a Taranto una forte potenzialità per la sua attrattività culturale (la Magna Grecia), balneare (la costa jonica), e della tradizione (la settimana Santa). Intuizione confermata anche dal successo degli eventi programmati questa estate, con le aperture straordinarie dei gioielli della città all’interno degli Open Days, organizzati da Pugliapromozione, particolarmente affollati di stranieri.
Al via inoltre una campagna di comunicazione tutta incentrata sul prodotto “settimana santa”, che dopo l’esperimento del 2012, ha visto riempire gli alberghi della città e si presenta come un brand dal fortissimo potenziale.
Sono soltanto alcuni tra gli impegni presi, a sostegno della nuova visione di sviluppo sostenibile della città da parte dell’Amministrazione Comunale. Le Commissioni consiliari, nel corso dell’audizione, hanno sottolineato la volontà di procedere velocemente alla riqualificazione turistica dell’isola amministrativa del Parco delle Dune e dell’area demaniale del Mar Piccolo come nuovi tesori da cui far ripartire la nuova Taranto.

domenica 14 ottobre 2012

Ilva, dopo il documento del ministro c'è attesa per la conferenza di servizi sull'Aia

Si è svolta nella giornata di sabato a Taranto una manifestazione organizzata dal Comitato di 'Cittadini e lavoratori liberi e pensanti' per difendere salute, ambiente, e occupazione. Il corteo, partito da piazzale Democrate, si è snodato fino a piazza De Amicis, nel rione Tamburi ,il più esposto all'inquinamento di origine industriale. Numerosi manifestanti hanno indossato la maglia con il logo dell'Apecar, che ricorda la contestazione del 2 agosto scorso quando fu interrotto il comizio dei leader di Cgil, Cisl e Uil. 
Intanto si dibatte provvedimento di riesame dell’Aia redatta nei giorni scorsi dal ministero dell’ambiente. 
A parlare è l’assessore all’Ambiente della Regione Puglia Lorenzo Nicastri. 
“Registro con piacere il passo avanti fatto in queste ore con la definizione dei punti che dovrebbero rientrare nel provvedimento di riesame dell'Aia per lo stabilimento Ilva di Taranto. Devo tuttavia dire che di questo si parla, appunto, di un passo, non del punto di arrivo che sarà invece costituito dal provvedimento di Autorizzazione. Un provvedimento che non è una specie di pietra tombale che chiude definitivamente una vicenda ma che, invece, deve essere duttile soprattutto in relazione alle evidenze che, eventualmente, dovessero emergere dalla valutazione sanitaria dell'inquinamento”. 
Così l'Assessore alla Qualità dell'Ambiente in relazione alle notizie relative al riesame dell'Aia per lo stabilimento Ilva di Taranto. 
“E' importante sottolineare che il lavoro del comitato istruttore ha tenuto conto di tre elementi documentali: il piano di risanamento per la qualità dell'aria del quartiere tamburi di Taranto, la legge sulla valutazione del danno sanitario e le indicazioni contenute nelle perizie che hanno portato al provvedimento di sequestro della magistratura ionica. Attendiamo i lavori della conferenza di servizi – prosegue Nicastro – che dovrà far sintesi del lavoro fatto dal comitato istruttore nel confronto anche con tutte le realtà che hanno chiesto di essere ascoltate. Solo dopo il definitivo provvedimento, completo di prescrizioni ed interventi da realizzare, avremo un quadro più chiaro del futuro”. 
“Torno a chiarire che l'eventuale Autorizzazione Integrata Ambientale non è un monolite che chiude in modo definitivo la questione: la Regione Puglia con la richiesta di inserire come prescrizione il raffronto tra le indicazioni dell'Aia stessa con le evidenze delle valutazioni sanitarie che emergeranno nel tempo intende garantire sempre migliori performance ambientali. Intendiamo – conclude Nicastro – come abbiamo detto in occasione del varo della legge sulla valutazione del danno sanitario non fermarci ai limiti emissivi ma mettere al centro l'uomo e la sua salute tenendo come cartina di Tornasole le ripercussioni dei carichi ambientali sulla salute dei cittadini”. 
Arrivano commenti positivi da Legambiente. 
"Ad un primo esame del parere istruttorio conclusivo arrivato ieri notte nella nostra casella di posta elettronica ci sembra di poter dire che, per molti versi, la nuova Aia rappresenti un considerevole punto di discontinuita' con il passato". Queste le prime dichiarazioni di Lunetta Franco e Leo Corvace, del Circolo Legambiente di Taranto, sul documento istruttorio conclusivo della nuova Autorizzazione Integrata Ambientale per l'Ilva di Taranto. "Va rilevato con favore - aggiungono - l'accoglimento sostanziale della maggior parte delle disposizioni della magistratura nonche' di molte delle richieste che Legambiente ha presentato alla Commissione Ippc ed al Ministero dell'Ambiente sia in questa fase che nel precedente iter autorizzativo dell'Aia 2011". 
In particolare tra gli aspetti che Legambiente sottolinea positivamente ci sono la chiusura definitiva dell'altoforno 3, la chiusura immediata di Afo 1 (altoforno), Afo 2 e delle Batterie 3, 4, 5, 6, 9 e 10, il rifacimento e la gestione condizionata delle cokerie con l'allungamento dei tempi di distillazione del coke e l'installazione del sistema Proven per la decompressione, l'eliminazione del pet-coke, la definizione di limiti quantitativi alle emissioni dei fumi (diminuzione dei flussi di massa) per tutti i settori impiantistici dell'area a caldo, la sensibile diminuzione dei limiti posti alle emissioni che sono in larga misura prossimi ai valori piu' bassi previsti nelle nuove migliori tecnologie disponibili, la copertura dei nastri trasportatori e lo scarico automatico dei minerali dalle navi, l'installazione di depolveratori nella Acciaieria 1. 
"Tutte cose - sottolineano Franco e Corvace - che avevamo chiesto in tutte le sedi e in piu' occasioni. Mancano ancora, pero', prescrizioni in merito ad un sistema di abbattimento delle emissioni della cokeria ed allo spegnimento a secco del coke e si lascia ad uno studio di fattibilita' l'eventuale adozione di filtri a tessuto in uno degli impianti piu' inquinanti, l'Agglomerato". 
Ma di cosa si parla nel documento licenziato dal ministro Climi? 
In breve: 
  • Fermata e rifacimento dell'alto forno Afo5 entro il 30 giugno 2014. 
  • Produzione limitata a 8 milioni di tonnellate di acciaio l'anno, anziché 15 (l'anno scorso l'Ilva ne ha prodotte 7 milioni e più, la cifra record è stata di 10 milioni di tonnellate qualche anno fa) . 
  • Entro due mesi dal provvedimento, lo stabilimento deve presentare il progetto di copertura dei parchi. 
  • Un piano per monitorare e tutelare la salute dei cittadini. 
  • Interventi strutturali da avviare entro il 2013: la rete di idranti, gli sparanebbia, copertura completa dei nastri e copertura del calcare. 
Questo quanto previsto dalla nuova Aia per l'Ilva di Taranto, illustrata dal ministro dell'Ambiente Corrado Clini in una conferenza al ministero. "Non sono in grado di dare un numero relativo ai costi - ha detto Clini - mi pare evidente che parliamo di miliardi e non di milioni; sono prescrizioni che hanno comunque costi molto ma molto più importanti dei 400 milioni che l'azienda aveva prospettato". "Quello che io auspico - ha aggiunto - è che ora l'azienda e la Procura e il Gip possano giungere a soluzioni non conflittuali, e ci sono tutte le condizioni perché questo documento possa facilitare il percorso parallelo avviato dalla Procura di Taranto". 
"Tra le azioni da adottare subito - ha spiegato Clini - è necesssario che la produzione dello stabilimento sia limitata a 8 milioni di tonnellate di acciaio l'anno, invece di 15 milioni". Si tratta "di quasi il 50 per cento in meno rispetto al limite autorizzato con l'Aia del 2011". Lo spegnimento dell'altoforno 5 è stato uno dei nodi più spinosi dell'Autorizzazione. Nel documento lo spegnimento di Afo 5, il più grande d'Europa, è prevista nel 2014. 
"Le misure che abbiamo indicato - ha spiegato il ministro - come misure urgenti da realizzare sono state individuate con l'obiettivo di interrompere, qualora fossero in atto, reati". I costi? Si parla di dieci miliardi, di cifre rilevanti, ma Clini non smentisce né conferma. "L'Aia verrà rivista per quelle parti che richiedessero eventualmente una revisione non appena sarà definito il documento per la valutazione del danno sanitario previsto dalla legge della Regione Puglia", ha spiegato ancora Clini annunciando un piano sanitario per la popolazione "esposta per decenni a un inquinamento molto pesante". "Dobbiamo realizzare un'iniziativa importante a Taranto per avviare l'osservazione e la protezione sanitaria della popolazione, in cui sono coinvolti anche l'Organizzazione mondiale per la sanità, l'Istituto superiore di sanità, il ministero della Salute, la Regione Puglia. Un piano necessario, è stato spiegato, perché lo stabilimento ha cinquant'anni di vita e in questi decenni le produzioni hanno generato inquinamento e una serie di conseguenze sulla salute della popolazione. 
Prima che il decreto sia firmato dal ministro Clini, l'Aia avrà nei prossimi giorni un ultimo esame: quello della conferenza dei servizi alla quale parteciperanno oltre al ministero dell'Ambiente, Regione Puglia, Comuni di Taranto e Statte e Provincia di Taranto, mentre le associazioni ambientaliste hanno fatto pervenire al ministero una serie di proposte. L'incontro è slittato di un giorno e si terrà giovedì 18 ottobre.

lunedì 8 ottobre 2012

Porto di Taranto, quale futuro? Se ne parlerà mercoledì a Massafra

Il Lions Club Massafra-Mottola “Le Cripte” ha organizzato per mercoledì 10 ottobre 2012, alle ore 19,30 (per cominciare alle ore 20,00), presso la Sala Conferenze dell’Hotel Appia Palace di Massafra, un meeting sul tema : “Il Porto di Taranto-Ieri, oggi, domani”. 
Relatore il Prof. Avv. Sergio Prete, Presidente dell’Autorità Portuale e Commissario Governativo per la realizzazione delle opere di ristrutturazione del porto. 
Interverrà il Senior Manager della Porto di Rotterdam International, Ronald Voogt (con traduzione simultanea). Alla manifestazione hanno dato il loro patrocinio i Sindaci di Massafra e di Mottola e parteciperanno i Lions Club di Grottaglie (Pres. Nicola De Florio), Ginosa “Le Gravine” (Pres. Giacomo Cassano), Castellaneta (Pres. Angela Lassandro Pepe), Crispiano “Terra delle 100 Masserie” (Pres. Paolo Caramia), il LEO Club Massafra-Mottola “Le Cripte” (Pres. Luigi Serio), l’Università Popolare delle Gravine Joniche (Pres. Luigi Convertino), la Consulta delle Associazioni di Massafra (Pres. Miche Oliva).
 L’intervento dell’Avv. Prete sarà incentrato sul passato, presente e futuro del porto, sia come attività e traffici, sia come programmazione e progettazione. Il taglio sarà molto comprensibile e con evidenziazione sia degli aspetti positivi che negativi. Ronald Voogt, invece, presenterà il Porto di Rotterdam (il più importante scalo europeo) e poi si soffermerà sui motivi per i quali essi hanno individuato Taranto per una eventuale joint venture. Voogt presenterà, inoltre, in modo sintetico, i risultati dello studio di analisi effettuato dai manager del Porto di Rotterdam sul Porto di Taranto. 
Tale analisi (PAM Port analisys Management) è stata compiuta acquisendo documenti ed informazioni dal porto e da tutti gli stakeholders (portatori di interesse). Chiaramente vi saranno risultati positivi e altri meno. In altri termini, saranno evidenziate le potenzialità presenti e future del porto ma, nello stesso tempo, non saranno sottaciute le criticità di varia natura esistite ed esistenti.
 L’argomento ha sempre interessato il Club di Massafra-Mottola (sin dai tempi della concessione ad EVERGREEN del molo polisettoriale), per l’incidenza diretta e, quindi, per l’impatto economico che la struttura portuale di Taranto e, soprattutto, la piastra commerciale da realizzare avranno sul territorio dell’intera Provincia, non soltanto per la migliore commercializzazione dei prodotti del territorio, ma soprattutto per le attività industriali e commerciali di trasformazione, montaggio e quant’altro, legate alla funzionalità della piastra in questione, che si estenderà su un territorio molto vasto. Tanto determina notevoli prospettive di lavoro per i giovani del territorio e rappresenta la vera speranza di un avvenire migliore per la nostra comunità, per la nostra Provincia e per l’intera Regione Puglia. “Abbiamo deciso di focalizzare l’attenzione del nostro Club e del mondo Lions sul Porto di Taranto – dice in una sua nota il Presidente Diego Ludovico – perché siamo convinti che, a maggior ragione in un momento di crisi e di incertezza come l’attuale, bisogna concentrarsi sulle potenzialità del territorio e farne leva per il rilancio dello sviluppo. Col protocollo d’intesa siglato tra l’Autorità Portuale di Taranto e il Porto di Rotterdam, con l’accordo sottoscritto in sede di Governo, che sblocca investimenti importanti per le infrastrutture portuali e con la nomina del Presidente dell’Authority Sergio Prete a Commissario, con l’obiettivo di portare avanti questi lavori in tempi celeri, si è complessivamente delineato un quadro nuovo per la Città e per la sua economia. Si sono create tutte le condizioni perché, nel giro di pochi anni, il Porto di Taranto, con i potenziamenti infrastrutturali e i nuovi traffici, possa essere ancor più punto di riferimento nello scenario dei traffici del Mediterraneo. Questo vuol dire più opportunità di lavoro e di impresa per Taranto e la Puglia. Un percorso positivo che dobbiamo incoraggiare e sostenere perché da qui passa il rilancio”. La conferenza è aperta al pubblico ed auspichiamo che si voglia cogliere l’occasione per meglio conoscere un argomento tanto importante ed interessante.

lunedì 24 settembre 2012

Taranto, compie 100 anni il decano dei presepisti

Taranto
Tutto ormai è pronto per festeggiare tutti insieme il traguardo dei cent’anno per il cav. Antonio Mazzarano. Giovedì 27, infatti, il decano dei commercianti e dei presepisti tarantini raggiunge in buona salute e con la determinazione che l’ha accompagnato per tutta la vita. Per l’occasione si terrà un incontro con il centenario nella sua abitazione di via De Cesare 57, al secondo piano, alle ore 17 del 27 settembre prossimo. 
Antonio Mazzarano è nato a Massafra il 27/09/1912 e si trasferì a Taranto durante la costruzione del Palazzo del Governo dove lavorò per due anni come fabbro capocantiere. 
Successivamente aprì in proprio una officina di fabbro in via Cesare Battisti che mantenne fino al 1945, anno in cui vinse il concorso come fabbro in Arsenale. 
Si sposò all’età di 25 anni con Cosima Ricci nella Chiesa del SS. Crocifisso di Taranto. Ha avuto 6 figli maschi e 1 femmina, 13 nipoti e 11 pronipoti. 
Dal 1945 fino agli anni ’70 ha guidato la sua ditta di impianti di luminarie. Grande è stata la sua passione per il presepe che ha trasmesso anche ai suoi figli. 
Aprì il suo primo negozio di articoli elettrici e oggettistica per presepi nel 1946 in via Duomo di fronte all’ex convento San Francesco. 
Negli anni ’60 si trasferì nel negozio di via Principe Amedeo che attualmente viene gestito da un suo nipote.
di Eliona Cela

giovedì 20 settembre 2012

Accorpamento delle province. Curto: "Attenzione alle aperture di Stefàno"

Si è svolta questa mattina a Brindisi un tavolo di confronto tra la Provincia e i sindaci per conoscere le posizioni ufficiali dei vari Comuni scaturite dai relativi Consigli Comunali in riferimento al piano di riordino delle province pugliesi imposto dal governo Monti alla Regione Puglia. 
Un ulteriore passo necessario per poter poi presentare alla Regione Puglia una proposta concreta che rappresenti al meglio le esigenze del territorio. 
Questa è in sintesi la decisione scaturita dalla lunga riunione tenutasi questa mattina nel salone di rappresentanza della Provincia, aperta a tutti i Sindaci del Brindisino e ai Consiglieri regionali del territorio, nonché alle organizzazioni sindacali. 
Incontro voluto dal Presidente della provincia Massimo Ferrarese per illustrare quanto è emerso dal confronto avuto il 18 settembre con il Sindaco di Taranto, Ippazio Stefàno, e il Sindaco di Brindisi, Mimmo Consales. 
“La legge del 7 agosto ci toglie tutta la forza contrattuale che avremmo potuto avere e prevede che la nostra Provincia venga cancellata facendo diventare città capoluogo della nuova realtà provinciale il capoluogo con più abitanti, ovvero Taranto. Adesso quello che possiamo fare è lavorare con diplomazia, nel bene di tutti”. 
“Appurato che le Istituzioni leccesi, che non si sono presentate allo scorso incontro con quelle brindisine e tarantine, non sono disponibili a fare altro che una annessione dei Comuni che volessero accorparsi alla loro Provincia. Si è preferito quindi giungere ad un indirizzo comune con Taranto, grazie alla apertura del Sindaco Stefàno, che, se confermato, ci porterebbe alla costituzione di una “super provincia” Brindisi-Taranto, con un capoluogo a due teste che consenta alla nostra città di mantenere la propria dignità. Una Provincia destinata a diventare la più importante della Puglia considerate le potenzialità dei due territori” ha premesso il Presidente Ferrarese che ha così evidenziato le risultanze positive dell’incontro di martedì scorso”. 
Perplesso sull’apertura a questa ipotesi da parte del presidente della provincia di Taranto Florido è stato il consigliere regionale di Fli Euprepio Curto, presente all’incontro di questa mattina. 
“Non so dire se l’apertura all’ipotesi di una Provincia con due capoluoghi (Brindisi e Taranto) da parte del sindaco del capoluogo ionico, Ippazio Stefàno, troverà il consenso del Presidente Florido, assente ingiustificato all’incontro odierno (il dubbio è che anche sotto quel cielo vi siano molte e cruenti contrapposizioni … ), o costituirà esclusivamente un’altra puntata di uno spettacolo politico fino ad oggi, invero, poco edificante”. 
“In qualsiasi caso – ha quindi proseguito Curto - anche ove questo risultato dovesse essere raggiunto, sarebbe assolutamente necessario poter contare anche sulla garanzia che nessun comune della provincia di Brindisi prenda le strade minacciate fino all’altro ieri: molti in direzione Lecce, altri verso Taranto. Anche perché, se ciò dovesse accadere, dovremmo inesorabilmente registrare il sostanziale sfaldamento di quella che dal 1926 è stata la Provincia di Brindisi, e pertanto anche la ipotizzabile vittoria politica del Presidente della Provincia di Brindisi e del Sindaco del capoluogo messapico nel concreto si tradurrebbe in una vittoria di Pirro, e quindi in una autentica beffa”.

martedì 18 settembre 2012

Province: Brindisi e Taranto puntano al doppio capoluogo, Lecce non si siede al tavolo.


Le Province pugliesi si parlano per trovare una soluzione coerente con il piano di tagli ed accorpamenti voluti da Monti. Brindisi e Taranto ci sono, assenti invece i rappresentanti istituzionali di Lecce.
Si è tenuto, infatti, questa mattina l’incontro tra i rappresentanti dei Comuni di Brindisi, Taranto e Lecce e i Presidenti delle relative Province per discutere del riordino delle Province, in merito all’imminente accorpamento, con l’intento di aprire il dialogo e valutare le rispettive posizioni. 
Al tavolo, organizzato presso la Provincia di Brindisi dal Presidente Ferrarese, hanno preso parte il Sindaco di Brindisi, Mimmo Consales, e il Sindaco di Taranto, Ippazio Stefàno.
Dopo un’attenta analisi delle condizioni del territorio e delle volontà delle parti in causa, dunque, si è giunti ad un indirizzo comune che possa meglio rappresentare le esigenze delle due province e dei propri cittadini.
“Il 7 agosto scorso la mia Provincia è stata cancellata. Io sono qui non per salvarla, cosa che ormai è impossibile, ma per tentare di salvare, insieme al nostro Sindaco, la città di Brindisi. Ecco perché continueremo strenuamente a difendere insieme anche al Sindaco di Taranto, non solo lo status, ma l’economia e la pari dignità di entrambi i capoluoghi e non permetteremo che questo territorio venga penalizzato. I rappresentati della Provincia di Lecce, purtroppo, non sono venuti al tavolo, pertanto ci troviamo costretti a dialogare senza di loro. Avrei voluto conoscere la posizione di Lecce e della sua Provincia e invece ho conosciuto solo la posizione di Taranto” ha premesso il Presidente Ferrarese durante l’incontro.
“La legge è chiara, qualora non ci fosse un accordo preventivo, il Comune capoluogo diventa quello con più abitanti. Io ho parlato a lungo oggi con il Sindaco di Taranto, e abbiamo valutato un indirizzo comune che ci consenta di salvaguardare le rispettive autonomie. Grazie alla sua totale disponibilità realizzeremo insieme un progetto che non metta a repentaglio il futuro di entrambe le città, dei propri comuni, ma soprattutto dei propri cittadini. Ora il passo successivo è quello di trovare un accordo da presentare alla Regione Puglia, e quindi al Governo, per poter rimanere una Provincia che mantenga i due capoluoghi. Questa è solo la prima riunione, ne faremo altre, soprattutto tecniche con i nostri dirigenti, per portare avanti questo obiettivo e per la definizione di tutti i dettagli, con particolare riferimento alla riorganizzazione degli enti” ha concluso il Presidente.
Il vero rimedio, però, per un Ente che ha scarsi motivi di sopravvivere, resta quello dell'eliminazione completa delle Province, ma questo resta un obiettivo da perseguire nel medio-lungo tempo, soprattutto in considerazione della strenua resistenza di chi in questi enti vede un traguardo, o una poltrona da ricoprire.
di Roberto Mastrangelo

mercoledì 12 settembre 2012

Puglia, prosegue il dibattito sui tagli delle Provincie

Prosegue in Puglia il dibattito sul taglio delle Provincie e sull'accorpamento delle stesse a seguito delle decisioni del Governo Monti con la manovra di riequilibrio finanziario del 2012.
In Puglia, è noto, a "salvarsi" saranno Foggia e Lecce, mentre Bari sarà accorpata nell'Area Metropolitana.
Incerto appare, legato alle scelte della Regione e degli Enti locali interessati, è il destino di Brindisi e Taranto, mentre per la Bat c'è la possibilità concreta di una difficile scelta tra l'adesione a Foggia o all'Area Metropolitana barese. Più difficilmente percorribile appare, invece, le ipotesi attualmente al vaglio della Bat, ovvero l'accorpamento di ulteriori paesi, provenienti sia dalla Provincia di Bari che da quella di Foggia, per puntare alla formazione di una più grande e popolosa "Provincia d'Ofanto" che possa soddisfare i requisiti minimi richiesti dal Governo, e quindi salvarsi.
Intanto si discute su cosa fare anche a Brindisi e a Taranto.
“Una volta accertata la difficile praticabilità della istituzione di una Super Provincia costituita da Brindisi, Taranto e Lecce, appare, sia pure parzialmente, condivisibile la posizione che gli Enti Locali ( 
Provincia e Comune di Brindisi) sosterranno nell’incontro con l’assessore regionale Marida Dentamaro, e cioè l’accorpamento delle province di Brindisi e Taranto”.
 Lo afferma in una nota il coordinatore provinciale di Futuro e Libertà, Euprepio Curto, a margine dell’incontro tenutosi ipresso il Palazzo di Via De Leo.
“Costituire una Super Provincia – ha infatti sottolineato Curto – avrebbe avuto come conseguenza in primo luogo il depotenziamento di alcune spinte centrifughe proprie di alcuni comuni brindisini particolarmente attratti dalla provincia di Lecce; in secondo luogo avrebbe determinato una realtà politico- economico- istituzionale per certi versi assimilabile ad una nuova Regione; in terzo luogo, avrebbe indubbiamente favorito la provincia di Brindisi a causa della sua particolarmente felice collocazione geografica che la vede baricentrica rispetto alle omologhe di Lecce e Taranto”.
“Ma anche il necessitato accorpamento con Taranto non deve essere vissuto come una sciagura, in quanto i due territori presentano specificità geografiche, economiche, sociali e culturali che le rendono non concorrenti ma compatibili, e, soprattutto, complementari. Resta il fatto – ha evidenziato Curto – che in questa delicata circostanza ha pesato come un macigno la mancata istituzione, da parte della Regione Puglia, del Consiglio delle Autonomie Locali, organismo che meglio avrebbe potuto valutare e considerare la materia in tutte le sue sfaccettature, soprattutto tenuto conto del fatto che, paradossalmente, la Regione andrà a decidere sui nuovi assetti provinciali senza uno specifico coinvolgimento dei diretti rappresentanti territoriali: i consiglieri regionali”.
“Un paradosso – ha concluso Curto – che sarebbe opportuno sanare tempestivamente attraverso una specifica iniziativa dei consiglieri regionali brindisini, mirante a sensibilizzare il presidente Introna affinché dell’estemporaneo organismo consultivo che ha preso il posto del Consiglio delle Autonomie locali possano far parte anche i consiglieri regionali delle province soppresse e/ o accorpate".