Visualizzazione post con etichetta bat. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta bat. Mostra tutti i post

giovedì 27 dicembre 2012

Bat, la Provincia approva il regolamento sui controlli interni

Si è riunito questa mattina il Consiglio provinciale di Barletta - Andria - Trani. Nel corso dei lavori, l’assemblea ha approvato con 17 voti favorevoli il Regolamento per la disciplina e l’organizzazione del sistema dei controlli interni ed alcune modifiche al Regolamento di Contabilità.
“Il Decreto Legge 174 del 2012, convertito in Legge n. 213 del 7 dicembre scorso, ha rafforzato ed integrato il sistema dei controlli interni che gli enti locali devono disciplinare con appositi regolamenti” ha spiegato nel corso del suo intervento in aula l’Assessore alla Programmazione Economica e Finanziaria ed al Patrimonio della Provincia di Barletta - Andria - Trani Dario Damiani.
Tra le novità più rilevanti previste dalla normativa il controllo di regolarità amministrativa e contabile in fase preventiva (esercitato da ciascun responsabile di ogni settore e dal responsabile del Settore Finanziario) e in fase successiva (da una apposita organizzazione interna che opera sotto la direzione del Segretario Generale), alcune modifiche al controllo di gestione e strategico, l’introduzione del controllo sugli equilibri finanziari per garantire il costante controllo della gestione di competenza, della gestione residui e della gestione di cassa, che il Dirigente del Settore Finanziario esercita trimestralmente, e l’introduzione del controllo sugli organismi esterni e sulle società partecipate non quotate.
“Con queste novità legislative - ha poi concluso l’Assessore Damiani - diventa strategica la programmazione economica e finanziaria dell’ente”.
E' arrivato, invece, uno stop temporaneo per l’ordine del giorno presentato dal Consigliere provinciale Saverio Fucci sul servizio di controllo ed ispezione degli impianti termici, accantonato per ulteriori approfondimenti tecnici e giuridici.

sabato 8 dicembre 2012

Riordino delle province: l'intervento di Francesco Ventola

Francesco Ventola
E’ questione di ore il tempo che ci attende per conoscere quale futuro sarà riservato alla Provincia di Barletta - Andria - Trani.
Fiducioso e positivo per natura, confido molto sul lavoro che anche in quest’ultima fase stiamo concertando su diversi tavoli per salvaguardare l’identità e l’infaticabile impegno di chi ha lungamente lavorato perché la Bat divenisse realtà.
Non può concepirsi il mio un impegno isolato o un mero interesse di “poltrona”, come l’antipolitica di moda - sentimento che pure comprendo ed in certa misura condivido - potrebbe intendere: il ruolo che rivesto si esaurirà comunque in termini ravvicinati alla scadenza naturale. Ciò che spinge me e molti altri è, invece, una attività doverosa tanto semplicemente e naturalmente avvertita, quanto fortemente e convintamente vissuta.
Al di là delle vicende che i partiti stanno riservando alla permanenza del Governo Monti, in ogni caso prossimo a conclusione, credo personalmente che l’esito più probabile sia un azzeramento del riordino delle Province per la palese incostituzionalità dei provvedimenti che lo hanno presupposto.
E’ questo l’orientamento, anche da me sostenuto in sede Upi (Unione Province Italiane), che ha trovato il pieno sostegno dei rappresentati del Popolo della Libertà ma anche di diversi rappresentati di altre forze politiche. Come sempre, purtroppo, la presunta unanimità sta scontando un certo opportunismo di taluni, del “si salvi chi può” o, peggio, del “mors tua, vita mea”, in un quadro nel quale gli aspetti economico-finanziari sovrastano ogni considerazione di principi e previsioni costituzionali e così via.
Se supereremo questa fase, grazie ad una presa di posizione politica o per eventi ancora più marcati legati alla caduta del Governo, non ne rimarrò pragmaticamente dispiaciuto, ovviamente, ma non ne sarò soddisfatto: non è accettabile che il nostro destino possa essere legato a forzature, agli umori del momento o agli esiti occasionali di una fase convulsa.
Il tema, infatti, non può essere questa Provincia si o quella Provincia no, quanto, invece, Province si o Province no!
Se abbiamo sempre creduto nel lavoro svolto dai nostri padri costituenti, dobbiamo credere nell’assetto costituzionale dato allo Stato ed al sistema delle Autonomie Locali.
E’ vero, però, che il quadro è cambiato ed è perciò necessario ridiscutere tutto anzi, è urgente provvedervi con una sorta di nuova costituente. Bisogna farlo subito e profondamente per adeguarsi alle nuove esigenze, che sono tantissime.
Per questo personalmente non mi convince affatto ciò che mi sembra solo fumo negli occhi, una riforma molto parziale, inutile e dannosa, che aggiunge confusione e complicazione, smembra territori, assembla culture, tradizioni ed ambizioni differenti e tanto altro; con quali risultati, poi?
I costituenti del dopoguerra avevano attribuito allo Stato ed alle Regioni il potere legislativo; a queste ultime, anche una funzione di ente di programmazione che delegasse molte materie alla gestione degli eni locali minori. Perciò, a Provincie e Comuni la potestà amministrativa.
Anche la comunità europea, in seguito, ha creduto molto nei principio di sussidiarietà, adeguatezza e prossimità, nell’affidare ai soggetti più vicini alle rispettive comunità il compito di gestire servizi ed attività, con l’obiettivo di avvicinare al massimo possibile il fornitore al fruitore, facilitando i compiti di controllo “politico” e “responsabilità”.
Per queste ragioni, e grazie alla mia esperienza di Sindaco acquisita sul campo per dieci anni, mi ha contrariato molto quanto fatto dalla Regione Puglia, o meglio non fatto, a tutela di tutte le comunità provinciali pugliesi. Le Province vanno tutelate e potenziate delegando loro compiti aggiuntivi a quelli già svolti ed alla funzione di salvaguardia e rappresentanza dei territori che condividono specificità ed ambizioni. Del resto, basterebbe l’esempio concreto in materia sanitaria dei bassissimi indici consolidatisi nel tempo, del rapporto posti letto per abitanti della nostra Asl Bt, per capire quanto il territorio abbia subito durante la sua sudditanza all’interno del precedente assetto provinciale.
Privilegiando il ruolo dei Comuni, soprattutto, e le funzioni delle Provincie per tutto ciò che richiede un più alto ed efficiente livello di attività, le Regioni dovrebbero alleggerirsi di molto, non più ingestibili pachidermi in cui accrescono organismi paralleli e soggetti pubblico-privati fuori controllo. La riduzione numerica massiccia di tutti i livelli degli organi elettivi, dovrebbe infine andare a beneficio proprio della rappresentanza di chi, eletto direttamente dal popolo, ne interpreta i sentimenti e ne da conto.
E’ questo ciò che mi auguro avvenga, è su questo che mi auguro ci sarà ancora tempo di riflettere e convenire.

                                                                                                                           di Francesco Ventola
                                                                                                                  Presidente della Provincia Bat

giovedì 1 novembre 2012

Riordino delle Provincie, i mugugni di una maggioranza regionale che non ha fatto nulla

Riordino delle province pugliesi, il dibattito prosegue all'indomani dell'approvazione del decreto del Consiglio dei Ministri, che ha stabilito, per la Puglia, l'accorpamento tra Brindisi e Taranto, da una parte, e tra Bat e Foggia dall'altro.
Una scelta che evidentemente non ha lasciato tutti sodisfatti (e non poteva essere altrimenti).
Ma d'altro canto, la Regione Puglia ha scelto di non scegliere, limitandosi per bocca dello stesso Assessore al decentramento Dentamaro, a trasmettere gli atti al Governo "sperando" in una sorta di illuminazione da parte di Mario Monti.
Ma se la Puglia non è stata capace di un progetto definito e condiviso, cosa potevamo aspettarci da Roma?
Da qui i mugugni naturali che in questi giorni riempiono le pagine dei giornali.
Parla di "brutta giornata" per la Bat il consigliere Filippo Caracciolo, esponente del Pd.
“L’accorpamento della Bat alla provincia di Foggia - prosegue Caracciolo - cancella cento anni di lotte e rappresenta un duro colpo alla storia di questo territorio, oltre che schiaffo alla volontà di centinaia di migliaia di cittadini, che attraverso i consigli comunali e i sindaci delle proprie città avevano manifestato la volontà di mantenere un’autonomia. Sarebbe stato assolutamente possibile, senza per questo pesare sulle casse dello Stato. È mancata la volontà ed è mancato il ruolo determinante della Regione. Dobbiamo fare tutti ammenda. Avremmo dovuto capire che il Governo avrebbe ragionato esclusivamente in termini ragioneristici”.
“Non dobbiamo comunque arrenderci - conclude Caracciolo - il provvedimento dovrà essere convertito in legge in Parlamento e in quella sede sarà possibile fare delle modifiche. Per questo invito i colleghi consiglieri regionali, i sindaci, i consigli comunali, i parlamentari e il presidente della Provincia a fare fronte comune per arrivare ad una proposta accettabile da parte del Parlamento. Dobbiamo metterci subito al lavoro prima che lo scellerato decreto approvato dal Consiglio dei Ministri diventi legge dello Stato”.
Ma non poteva, Filippo Caracciolo insieme agli altri consiglieri della maggioranza, pensarci prima votando e facendo sentire a Roma la propria voce?
Troppo facile, dopo, additare Monti di aver fatto calcoli ragionieristici. Chi doveva rappresentare le istante del territorio, evidentemente, ha dormito sonnni beati e tranquilli.
A rilanciare la situazione della Provincia di Brindisi, stretta tra una scelta imposta (Taranto), e la volontà anche espressa (ma disattesa) di molti comuni, divisi tra l'Area Metropolitana di Bari e la Provincia di Lecce, è il consigliere di Fli Curto.
“La scelta del Governo nazionale di dire no alla super provincia, limitandosi ad accorpare Brindisi e Taranto, isolando Lecce, appare una soluzione più ragionieristica che politica. E, pertanto, non è assolutamente condivisibile in quanto non esalta le specificità di un territorio che proprio dal riordino avrebbe potuto amplificare le proprie potenzialità. Anzi, lo penalizza”.
È il commento dell’ex senatore Euprepio Curto, attualmente consigliere regionale di Futuro e Libertà, in merito alla soluzione adottata dal governo nazionale in tema di riordino delle province.
Ricordiamo che Curto è stato l'unico consigliere, insieme al barlettano Ruggiero Mennea (Pd) a votare contro la relazione dell'Assessore Dentamaro lo scorso 22 ottobre.
“Certo - dichiara Curto – al momento non è ancora dato sapere se il Decreto recepisce pure le indicazioni espresse dalla maggioranza dei comuni della provincia di Brindisi (moltissimi favorevoli a Lecce, alcuni a Bari); ma, se così dovesse essere, i timori, che più volte avevo paventato, avrebbero trovato un’adeguata conferma nella sostanziale disgregazione dell’attuale provincia di Brindisi”.
“Questa non è una bella pagina per nessuna delle tre province – prosegue l’esponente di Fli. Di Brindisi ho già detto. Ma non lo sarebbe neanche per Taranto che rischia di annettere (sì: di annettere) una provincia (Brindisi) mutilata. Ma non lo sarebbe neanche per la Provincia di Lecce che, da seconda provincia pugliese per popolazione, sarebbe relegata all’ultimo posto“.
“A tal proposito – afferma Curto – vorrei suggerire a qualche improvvido rappresentante istituzionale leccese di evitare comportamenti da autentico sciacallaggio, come quelli finalizzati a far aderire a Lecce altre città brindisine, saltando a piè pari qualsiasi più ampio preventivo confronto politico-istituzionale”.
“Forse - conclude Curto – a questi sfugge un dato: che, così come è stato realizzato il riordino, si amplierà a dismisura la forbice economica, sociale e politica con Bari Città metropolitana. Siccome, nella gestione della materia, di miopie politiche ve ne sono state a iosa, sarebbe opportuno un saggio ravvedimento, sia pure tardivo. Ma non troppo!”.
di Roberto Mastrangelo

venerdì 19 ottobre 2012

Expo 2015: alleanza tra imprese e istituzioni di Puglia e Basilicata

Michele Vinci, presidente Confindustria Bari e Bat
Gli imprenditori di Puglia e Basilicata si sono organizzati per essere presenti all’EXPO 2015 e sfruttare al meglio questa grande opportunità. 
Confindustria Bari e BAT ha assunto il ruolo di capofila del sistema confindustriale pugliese e lucano: sotto il coordinamento del presidente della sezione agroalimentare Francesco Divella e della presidente della sezione Turismo Marina Lalli, gli imprenditori hanno messo in piedi un gruppo di lavoro per elaborare proposte e progetti che possano realmente rendere l’esposizione del 2015 utile all’economia locale, coinvolgendo non solo l’industria alimentare, ma anche altri settori collegati. 
Per rendere più sistematica e più efficace la presenza delle due regioni all’esposizione internazionale del 2015 Confindustria Bari e BAT ha invitato le principali istituzioni e soggetti interessati alla manifestazione a creare un coordinamento e a realizzare iniziative comuni. Molti i soggetti pubblici e privati che hanno risposto a questo appello. Dopo una serie di incontri e confronti preparatori, si è giunti oggi alla sottoscrizione di una dichiarazione d’intenti che impegna a organizzare iniziative e progetti comuni: 
  • Confindustria Bari e BAT, Confindustria Brindisi, Confindustria Foggia, Confindustria Lecce, Confindustria Taranto 
  • Confindustria Puglia 
  • Confindustria Basilicata 
  • Comune di Bari 
  • Provincia di Bari 
  • Provincia BAT 
  • Regione Puglia 
  • Fiera del Levante 
  • Università degli Studi di Bari 
  • Politecnico di Bari 
  • CNR 
  • Istituto Agronomico Mediterraneo - Bari 


“Non bisogna cadere nell’errore di intendere l’esposizione universale come lontana: per le imprese è adesso il momento di proporsi per la progettazione e costruzione delle infrastrutture previste, e per gli affidamenti di contratti per lavori, servizi e forniture. – ha dichiarato oggi in occasione della sottoscrizione dell’intesa il presidente di Confindustria Bari e BAT Michele Vinci - Contemporaneamente per l’intero territorio pugliese e lucano , invece, è il momento di progettare come proporsi, sia come meta turistica che come meta di affari, attivando azioni integrate che ci consentano di inserirci nel calendario delle manifestazioni che si terranno per 180 giorni. “ 
"Per una volta vogliamo giocare d’anticipo, e iniziare per tempo a costruire quei rapporti che sono necessari per convogliare le energie in modo univoco , in modo da ottenere risultati visibili e coordinati. – ha detto il presidente della sezione agroalimentare di Confindustria Bari e BAT Francesco Divella - . Dobbiamo cercare di passare dalla parola ai fatti e per questo pensare ad un modo strutturato di operare, per non ritrovarci poi tra 3 anni ad andare in ordine sparso, rischiando di frammentare e disperdere i risultati che questo evento può dare, se ben preparato, anche qui da noi che siamo in periferia. Non partiamo da Zero: il comune di Bari ha già avviato un protocollo con il comune di Milano e la società expo 2015, la regione avrà presumibilmente un proprio padiglione, come le altre regioni, lo IAM è coinvolto nella costruzione di un Centro di Sviluppo sostenibile, la fiera del Levante ha già avviato i suoi contatti ed ha ospitato nel corso della scorsa campionaria un padiglione divulgativo. Insieme a loro abbiamo appena firmato una dichiarazione di intenti in cui affermiamo di voler far convergere sinergie sulle diverse iniziative. Confindustria centrale – ricorda la dott.ssa Marina Lalli - ha a sua volta dato vita ad un progetto speciale, seguito dalla Dott.ssa Diana Bracco che mira alla divulgazione di tutte le opportunità relative all’expo e ha creato delle commissioni per contribuire ai contenuti dell’iniziativa. A livello locale abbiamo costituito un gruppo di lavoro con le territoriali di Puglia e Basilicata per avere una voce univoca nel rappresentare interessi ed istanze delle imprese del sud - sia all’interno del nostro stesso sistema che sul territorio – per trasferire informazioni e conoscenze utili alle imprese".
di Eliona Cela

lunedì 24 settembre 2012

Bat: domani la presentazione del bando per borse di studio universitario

La sede Lum di Trani
Si terrà domani, 25 settembre, alle ore 11.00, presso l’Aula Magna della sede di tutoraggio di Trani dell’Università Lum Jean Monnet, la conferenza stampa per la presentazione del bando pubblico sulle borse di studio, messe a disposizione degli studenti residenti nella Bat, dai Comuni del Patto Territoriale per l’occupazione Nord Barese Ofantino, dalla Provincia Bat e dal Comune di Corato. 
Alla conferenza stampa interverranno il rettore dell’Università Lum Jean Monnet, Emanuele Degennaro, i sindaci di tutti i Comuni, il presidente della Provincia Bat, Francesco Ventola, il Presidente del Patto Territoriale Nord Barese Ofantino, Francesco Spina, parlamentari del territorio e rappresentanti del mondo politico ed istituzionale della Bat.

mercoledì 12 settembre 2012

Puglia, prosegue il dibattito sui tagli delle Provincie

Prosegue in Puglia il dibattito sul taglio delle Provincie e sull'accorpamento delle stesse a seguito delle decisioni del Governo Monti con la manovra di riequilibrio finanziario del 2012.
In Puglia, è noto, a "salvarsi" saranno Foggia e Lecce, mentre Bari sarà accorpata nell'Area Metropolitana.
Incerto appare, legato alle scelte della Regione e degli Enti locali interessati, è il destino di Brindisi e Taranto, mentre per la Bat c'è la possibilità concreta di una difficile scelta tra l'adesione a Foggia o all'Area Metropolitana barese. Più difficilmente percorribile appare, invece, le ipotesi attualmente al vaglio della Bat, ovvero l'accorpamento di ulteriori paesi, provenienti sia dalla Provincia di Bari che da quella di Foggia, per puntare alla formazione di una più grande e popolosa "Provincia d'Ofanto" che possa soddisfare i requisiti minimi richiesti dal Governo, e quindi salvarsi.
Intanto si discute su cosa fare anche a Brindisi e a Taranto.
“Una volta accertata la difficile praticabilità della istituzione di una Super Provincia costituita da Brindisi, Taranto e Lecce, appare, sia pure parzialmente, condivisibile la posizione che gli Enti Locali ( 
Provincia e Comune di Brindisi) sosterranno nell’incontro con l’assessore regionale Marida Dentamaro, e cioè l’accorpamento delle province di Brindisi e Taranto”.
 Lo afferma in una nota il coordinatore provinciale di Futuro e Libertà, Euprepio Curto, a margine dell’incontro tenutosi ipresso il Palazzo di Via De Leo.
“Costituire una Super Provincia – ha infatti sottolineato Curto – avrebbe avuto come conseguenza in primo luogo il depotenziamento di alcune spinte centrifughe proprie di alcuni comuni brindisini particolarmente attratti dalla provincia di Lecce; in secondo luogo avrebbe determinato una realtà politico- economico- istituzionale per certi versi assimilabile ad una nuova Regione; in terzo luogo, avrebbe indubbiamente favorito la provincia di Brindisi a causa della sua particolarmente felice collocazione geografica che la vede baricentrica rispetto alle omologhe di Lecce e Taranto”.
“Ma anche il necessitato accorpamento con Taranto non deve essere vissuto come una sciagura, in quanto i due territori presentano specificità geografiche, economiche, sociali e culturali che le rendono non concorrenti ma compatibili, e, soprattutto, complementari. Resta il fatto – ha evidenziato Curto – che in questa delicata circostanza ha pesato come un macigno la mancata istituzione, da parte della Regione Puglia, del Consiglio delle Autonomie Locali, organismo che meglio avrebbe potuto valutare e considerare la materia in tutte le sue sfaccettature, soprattutto tenuto conto del fatto che, paradossalmente, la Regione andrà a decidere sui nuovi assetti provinciali senza uno specifico coinvolgimento dei diretti rappresentanti territoriali: i consiglieri regionali”.
“Un paradosso – ha concluso Curto – che sarebbe opportuno sanare tempestivamente attraverso una specifica iniziativa dei consiglieri regionali brindisini, mirante a sensibilizzare il presidente Introna affinché dell’estemporaneo organismo consultivo che ha preso il posto del Consiglio delle Autonomie locali possano far parte anche i consiglieri regionali delle province soppresse e/ o accorpate".

venerdì 6 luglio 2012

Puglia d'oggi numero 25 disponibile online


Puntuali come ogni venerdì torniamo in distribuzione gratuita. Il numero 25 di Puglia d'oggi, settimanale gratuito del 6 luglio 2012, è disponibile per la consultazione ed il download gratuito.
E' possibile sfogliare e scaricare liberamente il nostro giornale selezionando QUI

In questo numero:

  • Stati Uniti d'Europa;
  • Ora legale anticaldo;
  • Ed ora, tutti in pista:
  • La straordinaria ordinarietà;
  • Monti, sulla strada del risanamento;
  • Regione Puglia. Tagli? Non nel mio paese;
  • Legambiente: gli eco-crimini in aumento;
  • Decentramento. I prossimi, mandateli a scuola;
  • Province: una poltrona per due o due poltrone per uno?
  • Bari: Palagiustizia, a che punto è il trasloco degli uffici?
  • Bari: il turismo come trampolino di lancio;
  • L'appello di Pera: una assemblea costituente per superare lo stallo del Paese;
  • FOCUS: Unione politica d'Europa come risorsa per tutti noi;
  • FOCUS: dopo 30 anni di attesa, ben venga la Costituente;
  • Bari: ma la cultura è davvero un'altra cosa?
  • Bari: l'auditorium chiuso da vent'anni per un piccolo dettaglio tecnico;
  • Programmi e problemi dello Iacp di Foggia;
  • Cerignola: il terrore delle quore rosa: abbandonare il Consiglio!
  • Europa: meno consumo, più risorse
  • Dove leggere? In spiaggia, naturalmente!

seguici anche su twitter @puglia_doggi e su facebook