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martedì 6 novembre 2012

Anche a Carapelle nasce Futuro e Libertà per l'Italia

Une delegazione di Fli foggiano
Il movimento politico facente capo a Gianfranco Fini continua a consolidarsi in modo costante in ogni angolo della Provincia di Foggia. Molti sono gli ex An, ma non solo, che, con il ritrovato movimentismo del loro ex leader, hanno deciso di tornare con Fini. Dopo Peschici dove Giuseppe Iacovangelo, ultimo segretario di An con molti iscritti, è stato nominato coordinatore cittadino di FLI, e Zapponeta con Diego Mazzone adesso è la volta di Carapelle. Tutti e tre i Comuni saranno chiamati in primavera a rinnovare le loro amministrazioni. Presidente del circolo è Renato Squarcio, che ha deciso insieme a diversi amici di passare con FLI. 
Entusiasta il Coordinatore provinciale di FLI in Capitanata Fabrizio Tatarella: “Nell’aria c’è il bisogno di una nuova politica non delle parole, ma delle azioni concrete. Gli amici che in questi giorni hanno deciso di aderire al progetto di FLI in considerazione del grande potenziale che tutti i sondaggi attribuiscono alla nascente Lista per l’Italia ne sono la dimostrazione più forte. A Foggia come a Cerignola a Peschici come a Chieuti FLI incontra il consenso e la convinta adesione di giovani e giovanissimi che credono ancora nel futuro del nostro Paese e della nostra Capitanata. In tutti i comuni- conclude Tatarella - che voteranno la prossima primavera, da Peschici a Carapelle, da Ischitella a Zapponeta, fino a Pietra Montecorvino e Margherita di Savoia, avremo dei nostri rappresentanti presenti nella competizione elettorale.”

domenica 7 ottobre 2012

Fini a Bari, la politica riparte dalla Puglia

La Sala Tridente in attesa dell'intervento di Fini
Legalità, trasparenza, meritocrazia. Sono queste le tre principali direttrici scelte da Gianfranco Fini per il discorso tenuto a Bari nella giornata di sabato.
Un excursus (di cui vi diamo conto nel video) con cui il Presidente della Camera dei Deputati, nonchè leader di Futuro e Libertà, ha voluto parlare a circa un migliaio di persone provenienti da tutta la Puglia e confluite a Bari nella sala Tridente della Fiera del Levante, punto apicale della sua giornata barese iniziata con un incontro in Confindustria con i giovani imprenditori locali.
In ballo non soltanto le prossime scadenze elettorali ed il posizionamento politico di un centrodestra moderato, ma soprattutto l'idea, rilanciata proprio da Bari, della Lista per l'Italia, concertata con Casini e Montezemolo, per una politica che possa essere in grado di riprendere il suo ruolo di guida del paese, anche e con l'aiuto delle migliori forze della società organizzata e civile.
 "Non innamoriamoci della parola 'primarie'". Lo ha detto il presidente della Camera Gianfranco Fini a una conferenza stampa che si e' tenuta nel pomeriggio alla Fiera del Levante di Bari circa la possibilita' che anche nel centrodestra vengano utilizzate le primarie per scegliere i candidati.
"Non ho nessun tipo di perplessita' su forme di partecipazione diretta del cittadino nella pre-selezione o nelle selezione dei candidati. Perche' anch'io conosco delle esperienze positive anche nell'ambito del centrodestra, non solo in Puglia. La vicenda del Pd dimostra che la definizione delle regole di queste forme di partecipazione -ha spiegato Fini- e' essenziale, per certi versi l'aspetto formale delle regole finisce per avere una valenza sostanziale. La nostra non e' una democrazia che ha consolidato queste forme di partecipazione diretta".
Fini non ha escluso che "in futuro, se i partiti saranno capaci di mutare un po' la loro natura, tutti dovranno interrogarsi su come selezionare la classe dirigente, non soltanto i candidati. Non mi innamoro pero' di una formula", ha ribadito Fini. "Adesso va di moda dire 'facciamo le primarie' ma il problema in realta' e' un po' piu' complicato". Fini poi si e' chiesto se quelle del Pd sono primarie di partito o di coalizione e se possono partecipare solo chi e' dichiaratamente sostenitore o anche chi non ha mai dichiarato simpatie per quello schieramento. Non sono questioni formali ma incidono in modo vivo nella questione e infatti le polemiche ci sono e per certi versi sono inevitabili".
E' stato un grande successo l'incontro barese voluto dai vertici di Fli, in primis il coordinatore regionale Francesco Divella e l'europarlamentare Salvatore Tatarella. 
E' stata l'occasione per tornare a respirare concetti che troppo spesso vengono messi ai margini del dibattito politico nazionale e che, speriamo, possano tornare a diventare centro dell'agone, e non soltanto inciso tra un improperio ed un talk-show.
Di seguito i link ad alcune interviste realizzate dalla collega Fortunata Dell'Orzo e l'intervento di Gianfranco Fini.

di Roberto Mastrangelo

L'intervista a Oronzo Valentini

L'intervista a Fabrizio Tatarella

L'intervista all'on. Angelo Sanza

L'intervista a Massimo Vitone

L'ingresso di Fini nella Sala Tridente

Il discorso di Gianfranco Fini

sabato 6 ottobre 2012

Nel pomeriggio FIni alla Fiera del Levante


Dopo Mirabello con la consueta Festa del Tricolore e la convention di Arezzo per l’ assemblea dei “Mille per l’Italia”, il Presidente Gianfranco FINI onora l’impegno e ritorna tra la gente. Lo aveva anticipato a Mirabello, lo ha ribadito ad Arezzo. Negli ultimi giorni è ritornato protagonista del dibattito politico televisivo con la partecipazione ad “Otto e mezzo”, a “Ballarò” e “Piazza pulita”. I suoi elettori lo attendevano e puntualmente il Presidente è ritornato in TV a spiegare le ragioni delle sue scelte e delle scelte di Futuro e Libertà. Sabato, da Bari, ripartirà il suo tour che lo vedrà protagonista in tutta Italia tra la gente così come era abituato a fare. Ritornerà a stringere le mani, a raccontare dal vivo il progetto della Lista per l’Italia che giorno dopo giorno va sempre più delineandosi e che trova sempre più adesioni e sostegno tra gli elettori.
La Puglia, come al solito, accoglierà al meglio il Presidente che sabato 6 ottobre, alle 17 presso la Sala Tridente della Fiera del Levante incontrerà la sua gente. Accompagnato dall’ Onorevole Italo Bocchino, Fini sarà accolto dall’ Onorevole Salvatore Tatarella, Presidente dell’Assemblea nazionale del partito, dal coordinatore regionale Onorevole Francesco Divella, dal deputato tarantino e vice-capogruppo alla Camera dei Deputati Carmelo Patarino, dai consiglieri regionali, dai coordinatori provinciali, dagli amministratori ma soprattutto da tantissimi militanti e da numerosi giovani. L’ attesa è tanta e l’entusiasmo è alle stelle.
Dalla Puglia, regione in cui Futuro e Libertà alle ultime elezioni amministrative ha conseguito i migliori risultati, Fini proseguirà il suo percorso politico e declinerà in chiave politica e territoriale quanto già espresso durante l’assemblea di Arezzo. Un dato è chiaro e può rassicurare tutti i militanti, Fli non è un partito in liquidazione, Fli non si scioglie, ma sarà il motore per la costruzione del nuovo soggetto moderato,  alternativo ad un centro-sinistra in affanno e impegnato a dirimere le controversie interne e ad un centro-destra (quello berlusconiano) del quale emerge il volto peggiore, che oramai ha perso credibilità.
La visita a Bari del Presidente non dovrà essere però il punto di arrivo del percorso politico pugliese, dovrà anzi essere motivo di sprono nei confronti dei dirigenti e dei militanti di partito. Toccherà loro continuare l’attività politica sul territorio, toccherà loro far crescere il partito cercando di mettere da parte posizioni anche personali, toccherà loro spiegare in tutte le piazze della regione il progetto finiano, toccherà loro organizzare e partecipare alle manifestazioni di periferia, toccherà loro coinvolgere anche coloro i quali sono sfiduciati, toccherà loro incontrarsi e discutere a tutti i livelli, toccherà loro far vivere ogni giorno un partito che non può permettersi di farlo esclusivamente il giorno della visita del Presidente.
L’Italia vive il momento peggiore della propria storia dal secondo dopoguerra ad oggi, è il momento della verità e della sobrietà. L’Italia vive ed assiste ai continui scandali causati da un classe politica viziata e corrotta, la politica (quella sana) non può lasciare spazio in questo momento all’antipolitica ed ai populisti che ci vorrebbero fuori dall’Euro e isolati fuori dall’Europa. E’ necessario raccontare la verità agli italiani e proseguire il percorso di riforma e di snellimento della nostra nazione con il coinvolgimento di tutte le parti migliori della società. Questo è l’obiettivo di Futuro e Libertà, questo è il percorso intrapreso con l’Assemblea dei Mille e che proseguirà d’ora in avanti a partire da Bari, in tutte le piazze di Italia.

di Francesco Fischetti 

Benvenuto a Bari, Presidente

Benvenuto Presidente, grazie per essere ancora una volta a Bari. Grazie, sopratutto, per aver scelto la Puglia, come prima tappa, dopo Arezzo, del tuo tour nazionale. Ci inorgogliremmo stupidamente se pensassimo solo a un pur meritato riconoscimento per la regia tutta pugliese ( Enrico Ciccarelli, Mario Ciampi e Salvatore Tatarella ) della splendida convention aretina. Il tour, invece, parte giustamente dalla Puglia, perchè qui è nata la destra di governo. Fu nel giugno del 1993, quando il Silvio Berlusconi politico nemmeno esisteva, che in Puglia furono eletti i primi sindaci di destra. Avevano ancora la maglia del Msi, a Corato e Altamura, ma in testa già un disegno più ampio e ambizioso, che pochi mesi dopo si sarebbe concretizzato nella grande avventura di Alleanza nazionale.
Oggi, in qualche maniera, stiamo vivendo la stessa avventura. Allora alle nostre spalle avevamo solo un Msi emarginato e fuori dai giochi. Creammo Alleanza nazionale e venne il governo. Oggi, alle nostre spalle abbiamo solo la breve e fragile storia di Fli. Eppure, come vent'anni fa, stiamo pensando in grande. Per il bene del Paese.
Con i Mille per l'Italia e con la Lista per l'Italia stiamo costruendo la vera altenativa per uscire da uno scontro solo muscolare fra Berlusconi e Bersani. Vogliamo, come allora, mettere insieme la parte migliore del Paese. Energie vitali, nuove e pulite, insieme a pezzi di politica seria e responsabile. Vogliamo farlo, per dare un futuro all'Italia e alle nuove generazioni, stabilità e certezza a un nuovo governo Monti, rispettabilità e forza internazionale al nostro Paese, strumenti e risorse alla crescita dell'economia. Senza promesse roboanti e irrealizzabili, ma con un programma di poche, chiare e forti riforme. La Puglia, come ieri, è pronta per questa nuova avventura e, come allora, sarà al tuo fianco, dispiegando il meglio delle sue energie.
Buon viaggio Presidente.

di Fabrizio Tatarella

martedì 18 settembre 2012

Il 29 e 30 ad Arezzo per l´Assemblea costituente I Mille per l´Italia

In molti mi hanno chiesto perchè un professionista, un imprenditore o un giovane, non iscritto a Fli, ma interessato a quanto Gianfranco Fini va predicando da almeno due anni, dovrebbe mettersi in macchina e raggiungere Arezzo a proprie spese.
Provo a rispondere. Se cerca candidature sicure per le prossime elezioni, se ne può tranquillamente restare a casa, o bussare ad altre porte. Ce ne sono ormai tante, di vecchie, di nuove, simil nuove e false nuove. Quella di Arezzo non è una manifestazione di partito e nemmeno elettorale. Non è stata pensata per cercare voti e candidature, ma per ben altro. È una manifestazione di ascolto, di apertura alla società civile, direi quasi un gesto di umiltà, non tanto di Fli, come struttura partitica, quanto del suo leader Gianfranco Fini. Di certo, è lui che chiama a raccolta i Mille di Arezzo, ma non come un leader che raduna i suoi seguaci. Li chiama, invece, sopratutto per ascoltarli. Quello di Fini è un appello all´Italia profonda, a quell´Italia che, nonostante le difficoltà del momento, continua a fare il proprio dovere, lavorando, producendo e pagando le tasse. Quell´Italia, fatta di cittadini che vogliono veder rispettati i loro diritti, ma che conoscono e osservano anche i loro doveri.
Si parla tanto, oggi, di crisi dei partiti, di società civile pronta a dare il suo contributo, di donne e di giovani che vogliono avere un ruolo nella conduzione del Paese, di ricambio generazionale e di forze nuove che incalzano. Arezzo vuole essere il palcoscenico di questa Italia che preme e che vuole il cambiamento. Fini è li pronto ed attento ad ascoltare queste giovani e nuove voci, queste competenze che hanno solo l´ambizione di essere utili al loro Paese, questi uomini e queste donne che, pur non militando in un partito, stanno manifestando altrove e in altri modi il loro impegno civile. Ecco, per questo, per dare nuova forma, nuovo vigore e nuove prospettive al proprio impegno civile, ci si deve mettere in macchina e partire per Arezzo.
Compito di ognuno di noi, che a vario titolo militiamo in Fli, è amplificare e portare in ogni Comune, in ogni categoria, in ogni ambiente l´appello di Fini. Cerchiamo, scoviamo, interpelliamo le tante persone per bene, che già adempiono con impegno e passione i loro doveri di cittadini. Invitiamoli ad Arezzo. Potrà essere il loro giorno. Il giorno dei Mille per l´Italia.

venerdì 13 luglio 2012

Il ritorno di Silvio, come volevasi dimostrare.


Come volevasi dimostrare. Silvio Berlusconi è tornato in sella al Pdl. Sarà ancora lui il candidato premier. Per la sesta volta consecutiva. Un record, con sulle spalle quasi ottant'anni suonati. Sono belli e serviti tutti coloro che avevano creduto alla favola del rinnovamento. Angelino, le primarie, tutte balle del più formidabile  illusionista del teatrino della politica. Solo un intemerato, scontato, incorreggibile bugiardo.
Alla sua uscita di scena noi non ci abbiamo mai creduto. Il profilo psicologico del Cavaliere,  ma da un pezzo ritengo che ne occorra anche  uno psichiatrico, non lo prevede. Lui si ritiente il primus, insostituibile, invincibile, eterno. Un messia destinato a passare alla storia. La sua mission non ê trasmissibile. Muore con lui. Il passaggio del testimone, l'uscita di scena, le dimissioni, l'abbandono, la pensione non appartengono al suo vocabolario. Lui è sempre in pista, a Mediaset, al Milan, al Pdl. Le sue barzellette su Dio, il sarcofago refrigerato sottoterra, la previsione di campare sino a 120 anni col suo sodale Don Verzè, giá passato a miglior vita, sono solo i sintomi di una malattia evidente.

Vedremo ora cosa faranno tutti quegli amici nel Pdl, e sono tantissimi e di alto livello e qualità, che in quest'anno scarso di segreteria Alfano avevano veramente creduto a un rinnovamento del Pdl. In privato avevano già archiviato la pratica Berlusconi. Ora dovranno ricredersi e fare i conti col leader di sempre. Il solo, vero ed unico padrone del Pdl, o come caspita si chiamerà il nuovo partito del Cavaliere.

Berlusconi é già all'opera. Approfitterà dell'estate per mettere a fuoco la sua macchina da guerra. Senza trascurare alcun particolare. Commissionerà alla fedele Alessandra Ghisleri sondaggi a catena, anche quotidiani, se necessario. Monitorerà costantemente gli umori degli elettori, le reazioni a qualche sua stravagante esternazione, che a volte sembrano avventate, ma non lo sono, e naturalmente anche gli effetti e il gradimento dei provvedimenti del Governo.
A ottobre, quando probabilmente la crisi economica e occupazionale sarà forse anche più grave, scenderà in campo. Intestandosi la protesta, cavalcando la demagogia, blandendo i sentimenti  più bassi degli elettori. Riuscirà a capovolgere le previsioni e vincere le elezioni? Non lo credo nella maniera più assoluta. L'era di Berlusconi è tramontata. Morta, finita per sempre. Nessun miracolo potrà resuscitarla. Gli italiani gli hanno creduto più volte, lo hanno conosciuto, soppesato e, purtroppo, hanno anche toccato con mano gli effetti nefasti delle sue balle e del suo fallimento. Restano i fedelissimi, lo zoccolo duro del berlusconismo più retrivo, alcuni altri, delusi o arrabbiati, che riuscirà a sottrarre all'astensionismo, ma, pur sempre,  solo una minoranza. Qualunque sia le legge elettorale con la quale andremo a votare.
Berlusconi l'ha messo in conto. Ed ha il suo piano B. Se perde le elezioni, vorrá con lui solo un manipolo di fedelissimi. Scelti da lui, personalmente e senza intermediari.  Per tutti,  una lotteria, dentro o fuori e senza un giudice d'appello. Berlusconi torna re e padrone assoluto del suo partito e questo è ciò che preoccupa maggiormente i colonnelli, i feudatari,  i quadri dirigenti e tutti i parlamentari del Pdl. Questa è anche la ragione per la quale Berlusconi, alla fine, non acconsentirà a modificare nemmeno parzialmente la legge elettorale. Anche se perde, a lui va bene solo il porcellum, perchè è l'unico sistema che  gli garantisce di scegliersi  i deputati che vuole.  Minetti, piuttosto che Larussa. Dopo le elezioni, al Cavaliere resterá, comunque, la doppia opzione, grande coalizione o opposizione. In entrambi i casi potrà trattare e difendere i suoi personali interessi, avendo solo uomini fedeli ai suoi ordini. Il guaio è che questa sua nuova discesa in campo, dettata esclusivamente dalla necessità di tutelare solo i suoi affati privati, nuocerà parecchio al Paese. Non solo per il clima avvelenato, che genererà, ma per i riflessi in campo internazinale e finanziario. Con Berlusconi in campo, il futuro dell'Italia dopo Monti apparirà più incerto. A risentirne sarà la credibilità e la stabilità del Paese, che stiamo faticosamente tentando di recuperare. Le conseguenze sui mercati finanziari saranno ancora piû pesanti e a pagare il conto saranno sempre e soltanto gli italiani. Proprio quelli, ai quali un Cavaliere farà appello.
Se questo è lo scenario futuro, che faranno gli altri, i frondisti più o meno noti? Usciranno allo scoperto? Staccheranno la spina? Abbandoneranno il Cavaliere. Non lo credo. Non hanno avuto palle ieri, non avranno coraggio domani. Di quelli che hanno dissentito solo in privato,  molti resteranno a terra, essendo gli spazi utili in lista destinati solo ai fedelissimi. Allora, forse, anche loro si renderanno conto che la loro attesa è stata un gravissimo, fatale errore. Lo stesso che avrebbe commesso Gianfranco Fini, se avesse dato ascolto ai tanti che gli consigliavano prudenza e pazienza, "tanto il Cavaliere gli avrebbe lasciato spazio".

S.T.

venerdì 6 luglio 2012

Puglia d'oggi numero 25 disponibile online


Puntuali come ogni venerdì torniamo in distribuzione gratuita. Il numero 25 di Puglia d'oggi, settimanale gratuito del 6 luglio 2012, è disponibile per la consultazione ed il download gratuito.
E' possibile sfogliare e scaricare liberamente il nostro giornale selezionando QUI

In questo numero:

  • Stati Uniti d'Europa;
  • Ora legale anticaldo;
  • Ed ora, tutti in pista:
  • La straordinaria ordinarietà;
  • Monti, sulla strada del risanamento;
  • Regione Puglia. Tagli? Non nel mio paese;
  • Legambiente: gli eco-crimini in aumento;
  • Decentramento. I prossimi, mandateli a scuola;
  • Province: una poltrona per due o due poltrone per uno?
  • Bari: Palagiustizia, a che punto è il trasloco degli uffici?
  • Bari: il turismo come trampolino di lancio;
  • L'appello di Pera: una assemblea costituente per superare lo stallo del Paese;
  • FOCUS: Unione politica d'Europa come risorsa per tutti noi;
  • FOCUS: dopo 30 anni di attesa, ben venga la Costituente;
  • Bari: ma la cultura è davvero un'altra cosa?
  • Bari: l'auditorium chiuso da vent'anni per un piccolo dettaglio tecnico;
  • Programmi e problemi dello Iacp di Foggia;
  • Cerignola: il terrore delle quore rosa: abbandonare il Consiglio!
  • Europa: meno consumo, più risorse
  • Dove leggere? In spiaggia, naturalmente!

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venerdì 8 giugno 2012

Puglia d'oggi n. 21 disponibile online


Puntuali come ogni venerdì torniamo in distribuzione gratuita. Il numero 21 di Puglia d'oggi, settimanale gratuito del 8  giugno 2012, è disponibile per la consultazione ed il download gratuito.
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In questo numero:
  • Così Vendola ed Emiliano vogliono spartirsi la Puglia
  • Fini torni al 1990 e punti sui giovani
  • I travolti dal destino
  • IRiforme, idea possibile?
  • Alleanze, futuro e cittadini, Fli si apre al dibattito
  • Regione: i consiglieri sono 70 e non 78
  • Prospettazioni petrolifere: il no unanime del Consiglio alle deroghe
  • Sanità: il piano nel caos
  • Corruzione in sanità: dov'è la Commissione? Curto scrive a Vendola
  • Lavoro: il bilancio è in rosso
  • La Vas seppellirà la Cittadella della Giustizia
  • Presto la Procura via dal palazzaccio Inail
  • E' colpa di Pizzarotti se Bari non ha un Palagiustizia
  • Comune? Le Commissioni solo di pomeriggio
  • Sveliamo il Patto per Bari: Michi al Comune e Nichi alla Regione
  • Spiazzato il centrodestra: Fitto aveva scelto Lettieri
  • Cosa farà Emiliano da grande? Fosse per lui resterebbe sindaco
  • Decentramento, il Comune sceglie ancora di non decidere
  • Nuovi campi da gold in puglia, tra polemiche e possibilità
  • Foggia: il 'j'accuse' contro Mongelli sul Pug
  • Protezione civile: Gaeta presidente provinciale
  • Cerignola: sulla "Gema" spuntano i nomi. Recuperiamo le somme dovute
  • Anche l'Udc perde i pezzi dopo il Pdl cerignolano
  • Un Europa più forte per il nostro futuro
  • Voler bene alla Puglia? Così
  • La (mala) creanza e l'avoluzione morfologica di Pierluca Cetera.

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giovedì 7 giugno 2012

Fini ritorni quello dell'estate 1990 e punti sui giovani



Gianfranco Fini, leader di Fli
In politica i vuoti sono fatti per essere colmati. Tutti gli istituti demoscopici, i sondaggi e le attente analisi dei più bravi politologi confermano che vi sono attualmente 13 milioni di elettori del vecchio centrodestra (Pdl- Lega) in libera uscita. Praticamente oltre la metà di chi ha votato alle ultime politiche per i due partiti di Berlusconi e Bossi oggi non li rivoterebbe più. Questi elettori delusi dalla lotte intestine nel centro destra, dalla dissoluzione del governo Berlusconi e dalla mancanza di nuova offerta politica sono alla ricerca di una nuova collocazione. Per questo Fini ha deciso di rilanciare Fli, il partito che più di ogni altro è stato l’anticipatore della Terza Repubblica. Fini è stato lungimirante nel comprendere, prima dei tanti giapponesi ancora presenti nel Pdl, che la nave affondava e qualcuno si ostinava a suonare la musica come sul Titanic come se nulla fosse
Non a caso, quando Fli è nata e quando i sondaggi le davano il massimo storico, l’8%, lo slogan con cui iniziò quella difficile e ancora non conclusa avventura era “Il vero centro destra”.
Non a caso, quando Fini ha deciso di privilegiare il suo ruolo istituzionale, permettendo a tesi minoritarie di comportarsi come se fossero le reali interpreti del pensiero finiano e del comune sentire della stragrande maggioranza degli iscritti e del popolo di Fini,  il partito ha toccato i minimi nei sondaggi, circa il 3%.
Poiché la storia è ciclica Gianfranco Fini è richiamato a fare quello che fece nel giugno del 1991 quando il suo partito, all’epoca il Msi, alle regionali siciliane, proprio perché alcuni immaginavano scenari “oltristi”, oltre destra e sinistra, fu condotto da Rauti al 3%, minimo storico. Esattamente come oggi la situazione sembrava disperata e la destra era a rischio estinzione nel Paese.
Rauti si dimise, Fini tornò a occuparsi a tempo pieno del partito. Salvò il Msi alle politiche dell’anno successivo e poi, con la svolta di Fiuggi, lo condusse prima in doppia cifra e poi al governo dell’Italia. Sono passati venti anni e la storia, come direbbe il filosofo Giambattista Vico, è fatta di “corsi e ricorsi storici”. Fini non deve solo proporre 5 idee spiazzanti per tornare a scuotere l’opinione pubblica, specie quella che votava il vecchio centrodestra. Deve fare quello che fece con lui Giorgio Almirante. Scommettere ed investire su una nuova classe dirigente, magari saltando una generazione. Anche qui tutti i recenti sondaggi convengono su un dato preciso: gli italiani sarebbero disposti a tornare a credere nei partiti, e non nella meteora Grillo, solo se questi saranno in grado di rinnovarsi per rinnovare, svecchiando le loro classi dirigenti. Non di partiti nuovi, quindi, ma di facce nuove ed energie fresche nei partiti. Di questo hanno bisogno gli italiani oggi per ritrovare fiducia nella politica.