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venerdì 30 novembre 2012

I due Mario della riscossa italiana

Draghi e Monti: i due Mario della riscossa e della credibilità italiana. Non è più tempo d barzellette e cucù, ma c'è ancora tanta strada da fare in quest'Europa che vuole diventare sempre più dei Popoli e un po' meno dei Mercati.

il video
 

L'Italia vista dall'Europa

In Europa arriva un'impressione "preoccupante" dall'Italia litigiosa e in crisi che certo non giova all'immagine del nostro paese. 
Fra le memorie ancora vive dei Padri Fondatori dell'Europa, si cerca la strada per uscire da una terribile crisi e per rilanciare un'idea ancora attuale di un Continente unito nel sogno comune.
Ne parlano insieme Salvatore Tatarella e Fortunata Dell'Orzo in questa videointervista realizzata a Bruxelles.
il video

Una giornata in Capitanata per Roberto Menia

 
 
Futuro e Libertà per l’Italia, in vista delle imminenti elezioni politiche, lancia il progetto della “Lista per l’Italia”, il nascente soggetto politico aperto al contributo della società civile, partendo da Foggia con il Coordinatore nazionale di FLI Roberto Menia.
Alle ore 18.00 a Foggia, nella sala consiliare di Palazzo Dogana, Menia incontrerà amici, sostenitori e dirigenti del partito di Fini, e non solo, con Fabrizio Tatarella, Coordinatore Provinciale di FLI, Emilio Gaeta, Capogruppo di Futuro e Libertà per l’Italia alla Provincia e componente dell’Assemblea nazionale di FLI, il coordinatore cittadino di FLI a Foggia Umberto Candela, il Vice Coordinatore provinciale Roberto Iuliani e il responsabile provinciale di Generazione Futuro, movimento giovanile di FLI, Francesco La salvia. 
Alla manifestazione parteciperanno anche il Coordinatore regionale di FLI Francesco Divella e il Presidente dell’Assemblea nazionale, l’europarlamentare Salvatore Tatarella. In serata alle 19.30 Roberto Menia sarà a San Severo in via San Severino n.13 e alle 21.00 Serracapriola per inaugurare due circoli di FLI

martedì 27 novembre 2012

Tatarella: La Capitanata è stufa e boccia Vendola



“In queste ore politologi ed analisti di vario conio si affannano ad analizzare le ragioni del mediocre risultato di Nichi Vendola alle primarie del Pd, che è decisamente inferiore alle attese in Puglia e catastrofico in Capitanata.” Lo dichiara il coordinatore provinciale di Futuro e Libertà per l’Italia Fabrizio Tatarella, che aggiunge: “Senza voler scomodare sofisticati strumenti di lettura del dato, a me sembra evidente che Vendola ha perso le primarie perché la Capitanata ha perso la pazienza.”
“Ricordo” prosegue il coordinatore di Fli, “che la provincia di Foggia fu decisiva per l’attuale governatore sia nelle primarie che nelle regionali del 2005. L’inversione di tendenza c’era già stata nel 2010, ed ora ce n’è un’altra clamorosa riprova.”
“Una bocciatura impietosa del malgoverno di Vendola” conclude Fabrizio Tatarella “che è stata probabilmente resa più netta dalla sprezzante disattenzione di un presidente totalmente assorbito dalla campagna elettorale. I cittadini foggiani spaventati dalle bombe del racket, ad esempio, hanno atteso invano, sia nel momento degli attentati che in quello della reazione civica, parole di responsabilità e di sostegno da parte di Nichi Vendola, che pure di parole ne dispensa da anni a piene mani. Come si vede, non c’è nulla di cui meravigliarsi”.

Cerignola: Pdl - il partito delle case chiuse. Addio alla sede dedicata a Pinuccio Tatarella



Cerignola la rossa, patria di Di Vittorio, in queste primarie ha registrato il flop tanto clamoroso, quanto inaspettato, della sinistra locale, meglio del centrosinistra cerignolano.
Pd e Sel sono riusciti a mobilitare solo 1.400 persone. Una debacle.
Per non parlare del Pdl che, ormai, non ha più sedi, militanti, iscritti e consensi.
Se davvero si dovessero svolgere le primarie non riuscirebbero a portare 140 persone e molte le dovrebbero pure pagare, perché nessuno andrebbe a dare due euro a un Pdl in via di disfacimento.
Cerignola, la città di Tatarella e della destra, registra, in queste ore, un dato in controtendenza rispetto a quello che accade a livello nazionale nel partito di Berlusconi.
A Cerignola nessuno si era scaldato per le primarie quando erano state indette.
Nessuno apriva comitati per Alfano tra gli ex forzisti e nessuno, andando contro al diktat di Gasparri e Ruocco, tra i pochi ex An osava sostenere la Meloni. Silenzio.
Anzi, mentre i giovani del Pdl occupano sedi a Bologna e Modena o a Roma presidiano la sede nazionale del Pdl, a Cerignola, pur volendo, i militanti del Pdl non possono fare nulla da qualche giorno.
Il Pdl è il partito delle case chiuse. Aveva tre circoli due anni fa ora più nulla.
Dopo la chiusura del comitato Pdl di Ruocco, la storica sede di An di Piazza della Repubblica, è stata chiusa anche la sede cittadina di Via Latilla intitolata a Pinuccio Tatarella.
Certo non avrebbe mai voluto che questo partito continuasse a usare il suo nome. Sarebbe stata una vera offesa, questa, perpetrata da chi considerava la politica come una passione e non come arrivismo e sistemazione di clientele cosi come ridotta dal Pdl locale la politica a Cerignola.
di Carlo Dercole

martedì 13 novembre 2012

Cerignola: il tormento degli ex An nella città di Tatarella


Cerignola nell’immaginario collettivo della destra italiana non è una città qualunque. Dopo Roma e il Lazio era considerata una vera “enclave” della destra italiana non solo per le percentuali, tra le più alte che An raccoglieva, addirittura tre volte più di Forza Italia, ma per  essere stata, come Pinuccio la definiva, il laboratorio della destra e la “terra degli incominciamenti”.
Fu a Cerignola, infatti, che il Msi vinse con Salvatore, nella città rossa per eccellenza dopo Bologna, la Stalingrado del Sud.
Qui il Msi, aprendosi alla società civile, gettò le basi per andare oltre il postfascismo e iniziare la svolta di An concretizzatasi a Fiuggi due anni dopo.
Fu qui che nacque la destra di governo. A Cerignola fu sperimentata, per prima volta, anche la strategia di “oltre il Polo”. In questa città gli ex An, o meglio gli eletti dell’ex An tutti al governo e tutti rimasti nel Pdl, vivono il loro psicodramma collettivo. Divorati dai dubbi, orfani di Salvatore Tatarella, il Sindaco mai dimenticato che li ha piazzati tutti, non sanno più che fare e dove andare.
Il Sindaco Giannatempo, ormai, ha raggiunto un livello di disistima totale nella città tale da metterne a repentaglio anche il giudizio umano sulla sua persona e quello sulla sua professione.
I giovani consiglieri comunali come Casarrella e De Benedicts, cresciuti nell’organizzazione giovanile di An, iniziano a prendere le distanze con dichiarazioni pesanti, il primo sull’assessore Reddavide, anche lui ex An e considerato da tutti la causa della rovina di Giannatempo, o autosospendendosi, il secondo dal gruppo Pdl al Comune.
Anche Marro e Allamprese, fedelissimi del Sindaco, sono immobili e silenziosi. Il primo conserva nel suo ufficio, in bela vista, le foto con Fini, il secondo è alla ricerca di un punto di riferimento che non trova.
Carbone ha ormai mollato e Bombino ha fatto sapere che non si ricandiderà più.
Singolare la posizione di Decosmo: è assessore del Pdl, ma da tempo si dichiara di Italia Futura che ha Cerignola ha ufficialmente un altro referente. Addirittura prende accordi e parla con gli altri partiti come se fosse il segretario di un altro partito. Coerenza vorrebbe che almeno si dimettesse dal Pdl e da assessore. A Palazzo Dogana Mimmo Farina, voluto da Salvatore Tatarella come assessore alla Provincia, il 31 dicembre finirà il suo impegno a causa del riordino delle Province.
Gli eletti ex An saranno cancellati e travolti alle prossime amministrative. Non si salverà nessuno.
Gli elettori ex An, privi di riferimenti, aspettano un segnale di Salvatore Tatarella, unico leader che ancora riconoscono.
Dove andranno tutti i voti di chi votava An e Tatarella?
Forza Italia a Cerignola prendeva solo il 10% quando a livello nazionale era data al 30.
Ora che il Pdl è dato al 15% quanto e cosa è rimasto del Pdl a Cerignola?
Nulla. Alle prossime amministrative verrà rieletto, se il Pdl esisterà ancora, solo in candidato Sindaco, come consigliere di opposizione.
Per questo Decosmo, Vitullo, Reddavide e Casarella vogliono fare i candidati Sindaci.
Sanno che anche prendendo 800 preferenze potrebbero non entrare nel prossimo Consiglio comunale.
Gli elettori di centrodestra aspettano una precisa indicazione dal solo Sindaco che riconoscono: Salvatore Tatarella.
Quello attuale farebbe bene, per salvare la sua dignità, a dimettersi.
Possibile che tra i consiglieri comunali non vi sia nessuno che per amore di Cerignola non sia pronto a staccare la spina? Riflettano. Alemanno e Gasparri consegnandosi ad Alfano hanno salvato il loro seggio in Parlamento.
Ma gli altri? Non faranno più i consiglieri comunali. Solo per qualche gettone in più rimangono in carica? Speriamo di no. La dignità è un valore che va oltre le elezioni. Se non vorranno essere costretti a scappare da Cerignola, dopo essere stati spazzati via dal voto, hanno solo una strada: rassegnare le dimissioni o votare la sfiducia al Sindaco Giannatempo.

mercoledì 7 novembre 2012

Tatarella: "Dopo l'ennesima beffa sul teatro Giordano, p incredibile che Mongelli sia ancora al suo posto"

Il Teatro Giordano di Foggia
“La vicenda del Teatro “Giordano”, patrimonio dell’intera provincia, con la probabile perdita dei finanziamenti concessi per il suo restauro e l’impossibilità di prevedere quando sarà finalmente restituito ai cittadini, rappresenta l’ennesimo scempio che rende intollerabile la presenza degli attuali amministratori.” 
Lo sostiene il coordinatore provinciale di Futuro e Libertà per l’Italia, Fabrizio Tatarella, che aggiunge “La triste sorte subita da questo gioiello di architettura teatrale, che il grande architetto Oberty realizzò ai primi dell’Ottocento impiegando circa la metà del tempo inutilmente speso per il restauro, è una specie di manualetto dei disastri che hanno colpito Foggia in questi ultimi anni, senza alcuna soluzione di continuità fra la Giunta Ciliberti e la Giunta Mongelli: attitudine imbelle della politica, pasticci tecnici di ogni tipo, scriteriata gestione delle risorse pubbliche e dei fondi comunitari. 
È incredibile che il sindaco Mongelli” afferma il coordinatore provinciale di Fli “abbia l’ardire di restare al suo posto dopo essersi reso responsabile di ripetuti annunci mendaci e prese in giro della cittadinanza, e dopo avere dimostrato la sua incapacità a risolvere un problema pur molto meno complesso e drammatico di altri che fanno parte dei suoi doveri. Come si può pensare” si chiede Tatarella “di sfidare in questo modo la pazienza e la civiltà dei Foggiani? Attendiamo doverose, seppur tardive, dimissioni.”

martedì 6 novembre 2012

Anche a Carapelle nasce Futuro e Libertà per l'Italia

Une delegazione di Fli foggiano
Il movimento politico facente capo a Gianfranco Fini continua a consolidarsi in modo costante in ogni angolo della Provincia di Foggia. Molti sono gli ex An, ma non solo, che, con il ritrovato movimentismo del loro ex leader, hanno deciso di tornare con Fini. Dopo Peschici dove Giuseppe Iacovangelo, ultimo segretario di An con molti iscritti, è stato nominato coordinatore cittadino di FLI, e Zapponeta con Diego Mazzone adesso è la volta di Carapelle. Tutti e tre i Comuni saranno chiamati in primavera a rinnovare le loro amministrazioni. Presidente del circolo è Renato Squarcio, che ha deciso insieme a diversi amici di passare con FLI. 
Entusiasta il Coordinatore provinciale di FLI in Capitanata Fabrizio Tatarella: “Nell’aria c’è il bisogno di una nuova politica non delle parole, ma delle azioni concrete. Gli amici che in questi giorni hanno deciso di aderire al progetto di FLI in considerazione del grande potenziale che tutti i sondaggi attribuiscono alla nascente Lista per l’Italia ne sono la dimostrazione più forte. A Foggia come a Cerignola a Peschici come a Chieuti FLI incontra il consenso e la convinta adesione di giovani e giovanissimi che credono ancora nel futuro del nostro Paese e della nostra Capitanata. In tutti i comuni- conclude Tatarella - che voteranno la prossima primavera, da Peschici a Carapelle, da Ischitella a Zapponeta, fino a Pietra Montecorvino e Margherita di Savoia, avremo dei nostri rappresentanti presenti nella competizione elettorale.”

mercoledì 31 ottobre 2012

Elezioni siciliane: abbiamo perso ma...

Diciamo subito che non abbiamo superato il quorum e che quindi non abbiamo eletti. Abbiamo, dunque, perso. Prima di capirne le ragioni, cerchiamo di pesare meglio il voto.
Sia per l´assenza dall´Assemblea regionale, che per le conseguenze nazionali del voto, il suo peso negativo è, purtroppo, destinato a pesare molto.
Guardiamo, però, al nostro partito, più da vicino e con serena obiettività.
I sondaggi dell´ultimo anno ci davano sempre fra il 2 e il 2,50%. Solo di recente abbiamo sfiorato o toccato il 3%. Abbiamo, invece, preso il 4,40%. Risultato migliore del miglior sondaggio. Non ci premia, come avremmo desiderato, ma è un + e non un - .
È una percentuale bassa? Certamente, ma, rispetto alle precedenti elezioni, sono anche più basse quelle del Pdl ( storico il cappotto del 60 a 0 ) e dello stesso Pd, che pure ha vinto le elezioni ( appena il 13%).
Consolazione? No, è l´effetto del ciclone Grillo e del rifiuto-astensione.
Altri partiti, piazzati nei sondaggi meglio di noi, hanno preso meno di noi ( Idv, Sel ).
Tutti, meno Grillo, godono di un generoso finanziamento pubblico, noi no.
La nostra organizzazione territoriale e nazionale è abbastanza lacunosa e approssimativa.
La nostra comunicazione debole, incerta, quasi assente.
Le liste provinciali si sono rivelate molto deboli. Se abbiamo messo candidati deboli, per favorire i capilista, abbiamo commesso un errore che è risultato fatale. Se le liste, invece, erano povere, per la mancanza di candidati disposti a fare una battaglia difficilissima, paghiamo il prezzo della nostra debolezza e della nostra libertá.
La scelta delle alleanze è stata molto tormentata, non condivisa da tutti e ha provocato qualche defezione.
Per tutte queste ragioni, quel 4,40, nonostante tutto, è il nuovo e più alto gradino dal quale ripartire, ed è migliore del 2/3% dei sondaggi.
di Salvatore Tatarella

martedì 30 ottobre 2012

Cerignola, bene il presidio per la legalità organizzato da "La Cicogna"


Il coordinatore provinciale di Fli, Fabrizio Tatarella, ha rilasciato una nota sul presidio per la legalità svoltosi domenica mattina nei pressi del comune di Cerignola. Iniziativa organizzata dal Movimento Politico la Cicogna alla quale alcuni dirigenti del neo partito finiano hanno favorevolmente partecipato: 
“Domenica mattina, con altri dirigenti di Futuro e Liberta’ di Cerignola, ho partecipato al presidio di Legalità organizzato dal Movimento “La Cicogna”. Sui temi come la legalità, che hanno caratterizzato la rottura di FLI con il Pdl berlusconiano, e sui problemi dei cittadini, in particolare quelli meno abbienti, penso sia doveroso collaborare con tutte le forze che hanno realmente a cuore le sorti della città. 
Le recenti dichiarazioni di Franco Metta, leader del movimento politico La Cicogna, trovano in Futuro e Libertà un ascolto attento e partecipe. Riteniamo che il percorso proposto, l’elaborazione ampia di un programma condiviso per Cerignola, che coinvolga partiti, associazioni e semplici cittadini, sia del tutto condivisibile. Ad esso parteciperemo con pari dignità, senza ansie di primogenitura e senza veti, da porre e da subire convinti come siamo che Cerignola debba voltare pagina rispetto al suo recente e poco glorioso passato. La svolta va costruita non solo scegliendo per amministrare donne ed uomini di assoluta integrità e probità, ma anche impegnandoli su obiettivi precisi e credibili, raggiunti non con la delega ma con la costante partecipazione della cittadinanza.”

mercoledì 24 ottobre 2012

Nel Foggiano FLI fa il pieno di ex AN



Foggia – Il movimento politico facente capo a Gianfranco Fini continua a consolidarsi in modo costante in ogni angolo della Provincia di Foggia. 
"Molti sono gli ex An, ma non solo, che, con il ritrovato movimentismo del loro ex leader, hanno deciso di tornare con Fini". Dopo Peschici dove Giuseppe Iacovangelo, ultimo segretario di An con molti iscritti, è stato nominato coordinatore cittadino di FLI adesso è la volta di Zapponeta. Entrambi i Comuni saranno chiamati in primavera a rinnovare le loro amministrazioni. Commissario del circolo è Dario Mazzone, ex An, che ha deciso insieme a diversi amici di passare con FLI.
Entusiasta il Coordinatore provinciale di FLI in CapitanataFabrizio Tatarella: "Non nascondo una certa emozione nel ritrovare amici di sempre che hanno compreso le ragioni della rottura finiana ora che il quadro politico è più chiaro. Non si può più difendere l’indifendibile. Il Pdl da sogno si è tramutato in un brutto incubo per molti di noi. Sono tantissimi gli amici, non solo ex An, che in questi giorni hanno deciso di aderire al progetto di FLI in considerazione del grande potenziale che tutti i sondaggi attribuiscono alla nascente Lista per l’Italia. A Foggia come a Cerignola a Peschici come a Chieuti FLI incontra il consenso e la convinta adesione di giovani e giovanissimi che credono ancora nel futuro del nostro Paese e della nostra Capotanata. In tutti i comuni- conclude Tatarella – che voteranno la prossima primavera, da Peschici a Carapelle, da Ischitella a Zapponeta, fino a Pietra Montecorvino e Margherita di Savoia, avremo dei nostri rappresentanti presenti nella competizione elettorale".

martedì 16 ottobre 2012

Ppe, Tatarella e Salatto al Congresso di Bucarest

Salvatore Tatarella
Gli onorevoli Salvatore Tatarella e Potito Salatto, eurodeputati di Fli, parteciperanno, in qualità di parlamentari europei, al Congresso del Ppe, in corso a Bucarest il 17 e 18 ottobre.
“Nel Ppe, osservano i due deputati, é possibile una concorde e convinta convivenza di parlamentari italiani del Pdl, dell'Udc, di Fli, dell'Udeur e della Svp. Stiamo insieme, nello stesso gruppo parlamentare, perché tutti ci riconosciamo in una economia sociale di mercato, crediamo nell'Europa unita e ne auspichiamo il rafforzamento politico, con forti iniezioni di democrazia”.
“Se in Italia non é ancora possibile dar vita a una componente unitaria del Ppe lo si deve, oltre che a un eccesso di leaderismo, incompatibile con i principi ispiratori del Ppe, anche ad alcune gaffes in tema di europeismo, moneta unica e rapporti con la Germania, nelle quali sono incorsi alcuni esponenti e lo stesso leader del Pdl”, proseguono.
“Certo anche noi auspichiamo una ritrovata unità dei partiti italiani che si riconoscono nel Ppe, ma per un simile ed importante risultato, non basta il promesso e auspicato belletto di in nuovo leader, se non é accompagnato anche da una radicale svolta politica, che metta al centro il valore della persona, il riconoscimento del merito, il principio di legalità nell'azione politica ed amministrativa, il rigore di conti e il rafforzamento dell'Europa”, concludono gli esponenti di Fli.

Cerignola, anche Francesco Reddavide, vicepresidente Family Day, aderisce a Fli

La federazione di Foggia. Al centro l'on. Italo Bocchino e Fabrizio Tatarella
Anche a Cerignola aumentano le adesioni al progetto politico di Gianfranco Fini. Aderisce a FLI anche Francesco Reddavide, (da non confondere nel modo più assoluto con l’omonimo assessore alla sicurezza), noto impiegato Asl, Vice Presidente del Family day, da sempre impegnato in politica, espressione del mondo cattolico e del volontariato Dopo aver lasciato a maggio l’Udc, di cui era stato segretario cittadino, ha deciso di sposare, insieme a diversi suoi amici, il progetto di FLI e della nascente lista per l’Italia. “ E’ la dimostrazione – ha detto Enzo Pece, coordinatore cittadino di FLI – che il partito inizia a crescere. Non più solo voto di opinione e l’entusiasmo coinvolgente di tanti ragazzi, ma professionisti e giovani imprenditori hanno deciso di scendere in campo con noi. Dopo le politiche, con la disintegrazione del Pdl, e in previsione delle prossime comunali molti alti si aggiungeranno”.

martedì 9 ottobre 2012

Fli anche a Peschici. Tatarella: "Siamo presenti in tutti i Comuni della Provincia"

Il Coordinatore provinciale Fli Foggia Fabrizio Tatarella
Futuro e Libertà, il movimento politico facente capo a Gianfranco Fini continua a consolidarsi in modo costante in ogni angolo della Provincia di Foggia. Anche a Peschici nasce il circolo del nuovo soggetto politico di Futuro e Libertà per l’Italia. Il Responsabile del circolo locale è Giuseppe Iacovangelo, a sorpresa inserito, sua insaputa e insieme ad altri, nelle consulte tematiche del Pdl la settimana scorsa. 
“Siamo ormai presenti ovunque, in ogni angolo della Capitanata, dichiara Fabrizio Tatarella, Coordinatore provinciale di FLI. Il nostro obbiettivo è quello di costruire il vero centrodestra italiano: aperto, democratico e plurale. Continuiamo ad inaugurare sedi e a ratificare circoli, in cui l’adesione dei più giovani è prevalente. Viviamo – conclude Tatarella - una stagione nuova della politica, di grandi cambiamenti, in cui l’avvicinarsi di tanti giovani a FLI, privi di precedenti esperienze politiche, rappresenta la maggiore sorpresa. Per questo continueremo a rivolgerci a loro, ai tanti delusi dal PdL e a tutti i cittadini senza esclusione alcuna, interessandoci solo gli elettori, le persone, i giovani e le donne e non i singoli eletti che ormai rappresentano solo se stessi”.

domenica 7 ottobre 2012

Fini a Bari, la politica riparte dalla Puglia

La Sala Tridente in attesa dell'intervento di Fini
Legalità, trasparenza, meritocrazia. Sono queste le tre principali direttrici scelte da Gianfranco Fini per il discorso tenuto a Bari nella giornata di sabato.
Un excursus (di cui vi diamo conto nel video) con cui il Presidente della Camera dei Deputati, nonchè leader di Futuro e Libertà, ha voluto parlare a circa un migliaio di persone provenienti da tutta la Puglia e confluite a Bari nella sala Tridente della Fiera del Levante, punto apicale della sua giornata barese iniziata con un incontro in Confindustria con i giovani imprenditori locali.
In ballo non soltanto le prossime scadenze elettorali ed il posizionamento politico di un centrodestra moderato, ma soprattutto l'idea, rilanciata proprio da Bari, della Lista per l'Italia, concertata con Casini e Montezemolo, per una politica che possa essere in grado di riprendere il suo ruolo di guida del paese, anche e con l'aiuto delle migliori forze della società organizzata e civile.
 "Non innamoriamoci della parola 'primarie'". Lo ha detto il presidente della Camera Gianfranco Fini a una conferenza stampa che si e' tenuta nel pomeriggio alla Fiera del Levante di Bari circa la possibilita' che anche nel centrodestra vengano utilizzate le primarie per scegliere i candidati.
"Non ho nessun tipo di perplessita' su forme di partecipazione diretta del cittadino nella pre-selezione o nelle selezione dei candidati. Perche' anch'io conosco delle esperienze positive anche nell'ambito del centrodestra, non solo in Puglia. La vicenda del Pd dimostra che la definizione delle regole di queste forme di partecipazione -ha spiegato Fini- e' essenziale, per certi versi l'aspetto formale delle regole finisce per avere una valenza sostanziale. La nostra non e' una democrazia che ha consolidato queste forme di partecipazione diretta".
Fini non ha escluso che "in futuro, se i partiti saranno capaci di mutare un po' la loro natura, tutti dovranno interrogarsi su come selezionare la classe dirigente, non soltanto i candidati. Non mi innamoro pero' di una formula", ha ribadito Fini. "Adesso va di moda dire 'facciamo le primarie' ma il problema in realta' e' un po' piu' complicato". Fini poi si e' chiesto se quelle del Pd sono primarie di partito o di coalizione e se possono partecipare solo chi e' dichiaratamente sostenitore o anche chi non ha mai dichiarato simpatie per quello schieramento. Non sono questioni formali ma incidono in modo vivo nella questione e infatti le polemiche ci sono e per certi versi sono inevitabili".
E' stato un grande successo l'incontro barese voluto dai vertici di Fli, in primis il coordinatore regionale Francesco Divella e l'europarlamentare Salvatore Tatarella. 
E' stata l'occasione per tornare a respirare concetti che troppo spesso vengono messi ai margini del dibattito politico nazionale e che, speriamo, possano tornare a diventare centro dell'agone, e non soltanto inciso tra un improperio ed un talk-show.
Di seguito i link ad alcune interviste realizzate dalla collega Fortunata Dell'Orzo e l'intervento di Gianfranco Fini.

di Roberto Mastrangelo

L'intervista a Oronzo Valentini

L'intervista a Fabrizio Tatarella

L'intervista all'on. Angelo Sanza

L'intervista a Massimo Vitone

L'ingresso di Fini nella Sala Tridente

Il discorso di Gianfranco Fini

mercoledì 26 settembre 2012

Il bubbone del Lazio e il problema delle Regioni

Salvatore Tatarella

La “boccacesca” vicenda della regione Lazio ha fatto esplodere il bubbone. Tutte le regioni, nessuna esclusa, spendono una barca di soldi, con controlli scarsi o addirittura nulli. Burocrazie e politici regionali costano troppo, lavorano poco e garantiscono risultati quasi sempre pessimi. È ora di porre rimedio, ripartendo dalle critiche che all´istituto regionale muovevano, isolati, missini e liberali, nei lontani anni 70.
Da allora molta acqua ê passata, ma le regioni non hanno soddisfatto le aspettative che vi avevano riposto i sostenitori, sinistra e centrosinistra. Che fare, allora? Abolirle, dando ragione postuma alle destre, quelle vere, degli anni 70?. Confesso che, se l´Europa si costituisse finalmente in una unione federale, gli invocati stati uniti d´Europa, non avrei esitazione a rispondere, si aboliamole.
Perchè al federalismo burletta, invocato dai leghisti, sostituiremmo un federalismo vero, nel quale ogni stato nazionale si trasformerebbe sostanzialmente in una regione dell´Europa.
In attesa, però, qualcosa si può fare, lavorando sulle competenze e sugli ambiti territoriali
Sulle competenze, restituendo alcune materie allo Stato. Sui territori, riducendo fortemente il numero delle regioni. Faccio alcuni esempi, Valle d´Aosta, Piemonte e Liguria potrebbero diventare una sola regione. Lo stesso dicasi per le tre Venezie, Friuli, Trentino e Veneto. Stessa sorte per Marche e Toscana, Umbria e Lazio, Abruzzo e Molise, Pugla e Basilicata.
Con meno regioni, meno consigli e meno giunte, ma più competitività e più risorse.
Infine, vanno cancellati gli statuti speciali, che oggi non hanno più alcuna giustificazione storica.
Questi temi debbono entrare prepotentemente e chiaramente nell´agenda di Futuro e Libertà. 
Per quanto riguarda la Puglia, insieme agli amici della Lucania, andrebbero promosse azioni politiche per unite alla Puglia il Materano e il Melfese, mentre il resto della Lucania potrebbe essere accorpato alla Campania. Inoltre, sul numero dei Consiglieri andrebbe ripresa con forza l´iniziativa per portarli a 50, essendo nota la resistenza dei piccoli gruppi, che sperano ancora di congelare l´attuale numero di 60. Chiarezza e determinazione anche sul numero degli assessori, sui contributi ai gruppi, sul controllo delle loro spese, sulla indennità di fine mandato, sulle pensioni, su tutti i benefit, sulla costituzione dei gruppi, sulle indennità e sugli arretrati non riscossi.
Sono questioni serie, sulle quali è molto viva l´attenzione della opinione pubblica. Fli ha il dovere di sostenere posizioni chiare e di porsi alla guida di un vero e profondo movimento riformatore. Subito, che il tempo stringe.
di Salvatore Tatarella

lunedì 24 settembre 2012

Fli dalla parte di Foggia e della Capitanata

“Con la gente e tra la gente” il titolo della II Festa provinciale di FLI in Capitanata svoltasi con grande successo di pubblico a Foggia nel fine settimana appena trascorso. Da qui, dal capoluogo, abbiamo deciso di ripartire per il rilancio di tutta la nostra bellissima provincia trascurata e abbandonata. Non a caso abbiamo voluto che il palco delle nostre discussioni avesse come sfondo il Teatro Giordano, autentico simbolo della bellezza, della nobiltà, ma anche dell’incuria e del degrado di Foggia. L’appuntamento foggiano è stato l’ennesima dimostrazione che Fli è l’unica forza politica che non teme, ed anzi promuove l’incontro con i cittadini, per svegliarne le coscienze. 
Eppure l’impegno delle forze dell’ordine e della magistratura ha permesso di conseguire importanti successi contro la criminalità organizzata, in particolare nel contrasto alla temibilissima mafia garganica. Ma fra i cittadini aumenta l’insicurezza percepita, dovuta soprattutto alla microcriminalità. Foggia e i maggiori centri della provincia subiscono uno stillicidio di rapine, scippi, furti in appartamento e furti d’auto. Questo, insieme alla diffusione e alla totale impunità degli autori di atti vandalici, crea un allarme sociale estremo, al quale bisogna dare una risposta. 
Il pericolo maggiore è e resta quello della saldatura fra disagio sociale e criminalità. La ritirata dello stato sociale, l’impoverimento del ceto medio e l’indebolimento delle reti di solidarietà, insieme alla presenza di cittadini extracomunitari o neocomunitari sprovvisti di qualsiasi radicamento crea una miscela esplosiva, nella quale i clan rischiano di divenire strumento di organizzazione sociale. È illusorio e sbagliato pretendere di rispondere a questi problemi con il solo strumento della pur indispensabile repressione: serve una risposta culturale, terreno sul quale è più che mai indispensabile l’alleanza fra una politica sana e l’associazionismo, fra istituzioni e volontariato. Deve essere chiaro che l’idea di sussidiarietà su cui bisogna puntare è all’opposto di quella fin qui sostenuta. Non è il volontariato che deve entrare in campo quando lo Stato non arriva, ma lo Stato che deve intervenire quando la spinta del volontariato non è sufficiente. 
Futuro e Libertà per l’Italia è naturalmente al fianco delle battaglie e delle mobilitazioni della società civile, si tratti della battaglia contro le trivellazioni a Tremiti che della difesa dell’Ospedale e del Tribunale di Lucera. Ma pensiamo che sia profondamente sbagliato usare la protesta contro lo Stato assente e lontano per far dimenticare le responsabilità della classe dirigente locale. Così, prima di polemizzare con il ministro Clini, i nostri parlamentari, specie se appartenenti alla maggioranza che sosteneva il Governo Berlusconi, devono spiegarci come e perché hanno votato le norme che permettono alla Petroceltic di ottenere l’autorizzazione ai sondaggi. Allo stesso modo, mentre si manifesta indignazione per tagli che appaiono illogici, bisogna anche saper appoggiare quelli che sono sacrosanti. Le Province, secondo noi, vanno abolite. Il Governo ha cominciato a ridurle, ed è ridicolo che, ad esempio, Taranto, Brindisi e Lecce decidano come spartirsi le spoglie e creare una provincia con tre capoluoghi. Noi dobbiamo dire le cose con chiarezza: certe idee appartengono ad un’epoca ormai tramontata. 
Questo Governo, che sta imponendo sacrifici di ogni genere ed è chiamato a somministrare al Paese un’amarissima e indispensabile medicina, è quello che ha concretamente avviato il Piano per il Sud che Berlusconi e Fitto si sono limitati ad annunciare. Anche questo pone interrogativi urgenti alla provincia di Foggia, perché gli investimenti pubblici al Sud ripartono da qui, dal mezzo miliardo di euro che Reti Ferroviarie Italiane investirà nei prossimi cinque anni per l’alta capacità, per la Foggia-Lauria-Potenza e per il potenziamento della stazione di Foggia. Risorse che potrebbero essere almeno in parte intercettate se le nostre imprese riuscissero a fare sistema. Perché se l’unica cosa che si vuol fare sono palazzi da mettere a rendita e magari elemosinare qualche subappalto per il movimento terra, la crescita resterà una chimera. Serve una politica che accompagni questo cambio di mentalità e di passo, meno intenta alla contemplazione del proprio ombelico e alla conservazione dei propri privilegi e più pensosa del bene comune. 
Per questo l’impegno di Futuro e Libertà in provincia di Foggia sarà sempre più deciso e concreto.
di Fabrizio Tatarella

mercoledì 19 settembre 2012

attualMente - La tecnologia entra nelle scuole del Sud

attualMentedi Annalisa Tatarella


Dalla borsa con telo e creme mare, allo zaino con penne (quelle per scrivere) e quaderni.


Il suono della campanella spegne l’estate e rimette in riga gli studenti, ancora abbronzati.

Si torna alla normalità, con i compiti da svolgere a casa, interrogazioni e colloqui da affrontare, e pagelle da temere.

Cosa è cambiato?

Nulla, per ora, ma il futuro delle scuole medie e superiori pugliesi, campane, siciliane e calabresi, riserva loro delle novità: tablet per ogni docente e sistemi di gestione della scuola digitalizzati.

Lo ha deciso il Ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, al fine di migliorare la qualità della formazione e rendere i giovani pronti ad affrontare il mondo del lavoro.

Non più, quindi, pagelle, registri e libretti; la scuola si fa tech e, anche, meno costosa.

Le innovazioni scolastiche ridurrebbero, infatti, i costi del cartaceo fino a 30 milioni di euro.

Alta formazione a basso costo, si spera.

In attesa di quanto previsto, c’è solo da studiare, per tutti.

martedì 18 settembre 2012

Il 29 e 30 ad Arezzo per l´Assemblea costituente I Mille per l´Italia

In molti mi hanno chiesto perchè un professionista, un imprenditore o un giovane, non iscritto a Fli, ma interessato a quanto Gianfranco Fini va predicando da almeno due anni, dovrebbe mettersi in macchina e raggiungere Arezzo a proprie spese.
Provo a rispondere. Se cerca candidature sicure per le prossime elezioni, se ne può tranquillamente restare a casa, o bussare ad altre porte. Ce ne sono ormai tante, di vecchie, di nuove, simil nuove e false nuove. Quella di Arezzo non è una manifestazione di partito e nemmeno elettorale. Non è stata pensata per cercare voti e candidature, ma per ben altro. È una manifestazione di ascolto, di apertura alla società civile, direi quasi un gesto di umiltà, non tanto di Fli, come struttura partitica, quanto del suo leader Gianfranco Fini. Di certo, è lui che chiama a raccolta i Mille di Arezzo, ma non come un leader che raduna i suoi seguaci. Li chiama, invece, sopratutto per ascoltarli. Quello di Fini è un appello all´Italia profonda, a quell´Italia che, nonostante le difficoltà del momento, continua a fare il proprio dovere, lavorando, producendo e pagando le tasse. Quell´Italia, fatta di cittadini che vogliono veder rispettati i loro diritti, ma che conoscono e osservano anche i loro doveri.
Si parla tanto, oggi, di crisi dei partiti, di società civile pronta a dare il suo contributo, di donne e di giovani che vogliono avere un ruolo nella conduzione del Paese, di ricambio generazionale e di forze nuove che incalzano. Arezzo vuole essere il palcoscenico di questa Italia che preme e che vuole il cambiamento. Fini è li pronto ed attento ad ascoltare queste giovani e nuove voci, queste competenze che hanno solo l´ambizione di essere utili al loro Paese, questi uomini e queste donne che, pur non militando in un partito, stanno manifestando altrove e in altri modi il loro impegno civile. Ecco, per questo, per dare nuova forma, nuovo vigore e nuove prospettive al proprio impegno civile, ci si deve mettere in macchina e partire per Arezzo.
Compito di ognuno di noi, che a vario titolo militiamo in Fli, è amplificare e portare in ogni Comune, in ogni categoria, in ogni ambiente l´appello di Fini. Cerchiamo, scoviamo, interpelliamo le tante persone per bene, che già adempiono con impegno e passione i loro doveri di cittadini. Invitiamoli ad Arezzo. Potrà essere il loro giorno. Il giorno dei Mille per l´Italia.

giovedì 13 settembre 2012

Tatarella guida delegazione FLI a Manfredonia il 6 ottobre per dire no alle trivellazioni

Sabato 6 ottobre una delegazione di Futuro e Libertà per l´Italia sarà a Manfredonia alla manifestazione nazionale indetta contro le trivellazioni alle Isole Tremiti finalizzate alla ricerca del petrolio nel mare adriatico. Un impegno coerente e concreto quello del movimento vicino al Presidente della Camera Gianfranco Fini che era stato già presente anche alla manifestazione di un anno fa a Termoli (nella foto Salvatore e Fabrizio Tatarella con Emilio Gaeta a Termoli), conclusa dall’indimenticabile cantautore Lucio Dalla amante delle Isole Tremiti.
"L´improvvisa ed improvvida decisione del Ministro Clini di autorizzare le trivellazioni al largo del parco naturale delle isole Tremiti - afferma l´europarlamentare di Fli, Salvatore Tatarella - va combattuta in ogni sede, dal Parlamento alle aule giudiziarie, ma non mancheranno di farsi sentire i cittadini pugliesi e tutti gli amanti dell´incantevole mare di Tremiti. Per questo dopo Termoli saremo presenti anche a Manfredonia".
La delegazione finiana sarà composta, tra gli altri, oltre che dal parlamentare europeo Salvatore Tatarella, anche dal consigliere provinciale di Foggia Emilio Gaeta, dal Coordinatore provinciale di FLI, Fabrizio Tatarella, dal coordinatore cittadino di FLI a Foggia Umberto Candela e dal Coordinatore cittadino Vincenzo Lo Riso.