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martedì 27 novembre 2012

Tatarella: La Capitanata è stufa e boccia Vendola



“In queste ore politologi ed analisti di vario conio si affannano ad analizzare le ragioni del mediocre risultato di Nichi Vendola alle primarie del Pd, che è decisamente inferiore alle attese in Puglia e catastrofico in Capitanata.” Lo dichiara il coordinatore provinciale di Futuro e Libertà per l’Italia Fabrizio Tatarella, che aggiunge: “Senza voler scomodare sofisticati strumenti di lettura del dato, a me sembra evidente che Vendola ha perso le primarie perché la Capitanata ha perso la pazienza.”
“Ricordo” prosegue il coordinatore di Fli, “che la provincia di Foggia fu decisiva per l’attuale governatore sia nelle primarie che nelle regionali del 2005. L’inversione di tendenza c’era già stata nel 2010, ed ora ce n’è un’altra clamorosa riprova.”
“Una bocciatura impietosa del malgoverno di Vendola” conclude Fabrizio Tatarella “che è stata probabilmente resa più netta dalla sprezzante disattenzione di un presidente totalmente assorbito dalla campagna elettorale. I cittadini foggiani spaventati dalle bombe del racket, ad esempio, hanno atteso invano, sia nel momento degli attentati che in quello della reazione civica, parole di responsabilità e di sostegno da parte di Nichi Vendola, che pure di parole ne dispensa da anni a piene mani. Come si vede, non c’è nulla di cui meravigliarsi”.

lunedì 24 settembre 2012

Fli dalla parte di Foggia e della Capitanata

“Con la gente e tra la gente” il titolo della II Festa provinciale di FLI in Capitanata svoltasi con grande successo di pubblico a Foggia nel fine settimana appena trascorso. Da qui, dal capoluogo, abbiamo deciso di ripartire per il rilancio di tutta la nostra bellissima provincia trascurata e abbandonata. Non a caso abbiamo voluto che il palco delle nostre discussioni avesse come sfondo il Teatro Giordano, autentico simbolo della bellezza, della nobiltà, ma anche dell’incuria e del degrado di Foggia. L’appuntamento foggiano è stato l’ennesima dimostrazione che Fli è l’unica forza politica che non teme, ed anzi promuove l’incontro con i cittadini, per svegliarne le coscienze. 
Eppure l’impegno delle forze dell’ordine e della magistratura ha permesso di conseguire importanti successi contro la criminalità organizzata, in particolare nel contrasto alla temibilissima mafia garganica. Ma fra i cittadini aumenta l’insicurezza percepita, dovuta soprattutto alla microcriminalità. Foggia e i maggiori centri della provincia subiscono uno stillicidio di rapine, scippi, furti in appartamento e furti d’auto. Questo, insieme alla diffusione e alla totale impunità degli autori di atti vandalici, crea un allarme sociale estremo, al quale bisogna dare una risposta. 
Il pericolo maggiore è e resta quello della saldatura fra disagio sociale e criminalità. La ritirata dello stato sociale, l’impoverimento del ceto medio e l’indebolimento delle reti di solidarietà, insieme alla presenza di cittadini extracomunitari o neocomunitari sprovvisti di qualsiasi radicamento crea una miscela esplosiva, nella quale i clan rischiano di divenire strumento di organizzazione sociale. È illusorio e sbagliato pretendere di rispondere a questi problemi con il solo strumento della pur indispensabile repressione: serve una risposta culturale, terreno sul quale è più che mai indispensabile l’alleanza fra una politica sana e l’associazionismo, fra istituzioni e volontariato. Deve essere chiaro che l’idea di sussidiarietà su cui bisogna puntare è all’opposto di quella fin qui sostenuta. Non è il volontariato che deve entrare in campo quando lo Stato non arriva, ma lo Stato che deve intervenire quando la spinta del volontariato non è sufficiente. 
Futuro e Libertà per l’Italia è naturalmente al fianco delle battaglie e delle mobilitazioni della società civile, si tratti della battaglia contro le trivellazioni a Tremiti che della difesa dell’Ospedale e del Tribunale di Lucera. Ma pensiamo che sia profondamente sbagliato usare la protesta contro lo Stato assente e lontano per far dimenticare le responsabilità della classe dirigente locale. Così, prima di polemizzare con il ministro Clini, i nostri parlamentari, specie se appartenenti alla maggioranza che sosteneva il Governo Berlusconi, devono spiegarci come e perché hanno votato le norme che permettono alla Petroceltic di ottenere l’autorizzazione ai sondaggi. Allo stesso modo, mentre si manifesta indignazione per tagli che appaiono illogici, bisogna anche saper appoggiare quelli che sono sacrosanti. Le Province, secondo noi, vanno abolite. Il Governo ha cominciato a ridurle, ed è ridicolo che, ad esempio, Taranto, Brindisi e Lecce decidano come spartirsi le spoglie e creare una provincia con tre capoluoghi. Noi dobbiamo dire le cose con chiarezza: certe idee appartengono ad un’epoca ormai tramontata. 
Questo Governo, che sta imponendo sacrifici di ogni genere ed è chiamato a somministrare al Paese un’amarissima e indispensabile medicina, è quello che ha concretamente avviato il Piano per il Sud che Berlusconi e Fitto si sono limitati ad annunciare. Anche questo pone interrogativi urgenti alla provincia di Foggia, perché gli investimenti pubblici al Sud ripartono da qui, dal mezzo miliardo di euro che Reti Ferroviarie Italiane investirà nei prossimi cinque anni per l’alta capacità, per la Foggia-Lauria-Potenza e per il potenziamento della stazione di Foggia. Risorse che potrebbero essere almeno in parte intercettate se le nostre imprese riuscissero a fare sistema. Perché se l’unica cosa che si vuol fare sono palazzi da mettere a rendita e magari elemosinare qualche subappalto per il movimento terra, la crescita resterà una chimera. Serve una politica che accompagni questo cambio di mentalità e di passo, meno intenta alla contemplazione del proprio ombelico e alla conservazione dei propri privilegi e più pensosa del bene comune. 
Per questo l’impegno di Futuro e Libertà in provincia di Foggia sarà sempre più deciso e concreto.
di Fabrizio Tatarella