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venerdì 30 novembre 2012

Industria e Green Economy, Legambiente ne discute a Taranto

La politica industriale nel Sud alla prova della Green Economy è il titolo della conferenza nazionale organizzata nella città pugliese sabato 1 dicembre da Legambiente.
L'associazione sceglie infatti la città dell'Ilva, martoriata dalla crisi occupazionale e ambientale, per aprire un confronto sulle politiche industriali utili per la città, per il Mezzogiorno e per tutto il nostro paese. Un confronto in cui le ragioni dell'ambiente solleciteranno la buona politica industriale, la buona economia e il buon lavoro.
"Vogliamo essere vicini ai lavoratori e ai cittadini tarantini - dichiara il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza - e dare un contributo per indirizzare l'uscita dalla crisi. Le decisioni che saranno prese per il centro siderurgico di Taranto e per il risanamento del territorio mostreranno, infatti, l'indirizzo che si vorrà dare all'industria di base del nostro paese e allo sviluppo del manifatturiero.
Occorrono al più presto politiche industriali lungimiranti per riparare i danni fatti e per innovare prodotti, processi e modelli produttivi al servizio del benessere di tutti - prosegue Cogliati Dezza - . Politiche industriali che assumano i vincoli delle risorse naturali, rispettino la salute dei cittadini e dei lavoratori, valorizzino i territori e le comunità locali".
L'incontro si terrà presso il Salone degli specchi di Palazzo di città in Piazza Municipio a partire dalle 9.30 e vedrà la partecipazione, tra gli altri, oltre al presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza, di Stefano Ciafani (Vicepresidente nazionale Legambiente), Marco Versari (Novamont), Duccio Bianchi (Istituto di ricerche Ambiente Italia), Sergio Prete (Presidente Autorità Portuale di Taranto).
A seguire, una tavola rotonda sulle Politiche, gli strumenti, le risorse e i contesti per favorire politiche industriali green nel Mezzogiorno, coordinata dal giornalista Domenico Palmiotti, con, tra gli altri, Elena Lattuada (Responsabile politiche industriali Segreteria nazionale Cgil), Giusi Nicolini (Sindaco di Lampedusa), Giovanni Valentini (Giornalista, scrittore).
Alle 21.30 concerto del gruppo Area di solidarietà alla città - promosso da Legambiente, Crest e FestambienteSud - al Teatro TaTà (Via Grazia Deledda - tel. 099-4725780). Gli incassi saranno destinati al sostegno della popolazione, tramite un fondo gestito dal circolo di Legambiente Taranto.

giovedì 29 novembre 2012

Ilva, una bomba sociale che sta per colpire l'intero sistema-Puglia

Una vera bomba sociale di dimensioni vastissime sta per colpire l’intero sistema produttivo della nostra regione; all’annoso problema ambientale della città di Taranto si aggiunge ora un’emergenza occupazionale pesantissima che coinvolge tutta la provincia ionica, ma anche il brindisino, l’alto Salento e il sud barese.
Per l’ANCI Puglia è fondamentale far comprendere a tutti gli attori di questa vicenda che quello dell’ILVA non è e non deve essere trattato come un problema della sola città di Taranto, e che invece la crisi del siderurgico tarantino tocca nel vivo un territorio ampio, decine di realtà comunali e un comprensorio interprovinciale.
In questi giorni l’Associazione dei Comuni si mobiliterà accanto gli amministratori dei territori più colpiti da questa crisi per organizzare gli sforzi e condividere iniziative politiche unitarie, al fine di individuare e sostenere una soluzione che sia nell’interesse esclusivo dei cittadini pugliesi.
“C’è grande preoccupazione nei nostri territori per la vicenda e per il conseguente gravissimo impatto sociale. - ha commentato il presidente Anci Puglia Luigi Perrone - Da un lato il fondamentale diritto alla salute e dall’altro quello sacrosanto al lavoro in piena contrapposizione, mentre la nostra economia è in recessione. Serve immediato intervento del Governo per procedere a risanamento area e per consentire produzione siderurgica sicura e sostenibile. Domani riuniremo Comitato Direttivo e nei prossimi giorni incontreremo sindaci pugliesi per concordare iniziative e azioni congiunte.”
“Situazione gravissima - ha dichiarato Gianvito Matarrese, vicepresidente Vicario Anci Puglia - penso ai mutui delle famiglie dei lavoratori, penso alla disoccupazione come terreno fertile per la criminalità, ma anche al diritto alla salute dei Tarantini. Oggi anche il maltempo si accanisce su questa vicenda. Politica e giustizia si confrontino subito, ma intervengano con coscienza e in fretta per evitare una grave emergenza sociale.”
Intanto oggi è previsto a Roma un vertice sulla questione Ilva, e ci si aspetta un decreto legge che possa portare alla riapertura dello stabilimento, così come ripetuto più volte sia dal ministro Clini che dal ministro Fornero.
“Valuteremo la proposta del presidente Monti e poi decideremo. Se il decreto non dovesse tener conto dei profili di danno sanitario servirebbe soltanto a risolvere il problema occupazionale ma potrebbe non essere sufficiente a dare risposte alle tematiche di natura sanitaria ed ambientale. La priorità, evidentemente, è quella della tutela del diritto alla salute ma confido sempre nella possibilità di una via che risolva entrambe le questioni”. 
A dichiararlo l'Assessore alla Qualità dell'Ambiente Lorenzo Nicastro che, dopo aver partecipato ieri all'incontro con tutti gli assessori regionali all'Ambiente ed il Ministro Clini parteciperà a Palazzo Chigi a vertice sulla vicenda Ilva.
di Eliona Cela

venerdì 19 ottobre 2012

Expo 2015: alleanza tra imprese e istituzioni di Puglia e Basilicata

Michele Vinci, presidente Confindustria Bari e Bat
Gli imprenditori di Puglia e Basilicata si sono organizzati per essere presenti all’EXPO 2015 e sfruttare al meglio questa grande opportunità. 
Confindustria Bari e BAT ha assunto il ruolo di capofila del sistema confindustriale pugliese e lucano: sotto il coordinamento del presidente della sezione agroalimentare Francesco Divella e della presidente della sezione Turismo Marina Lalli, gli imprenditori hanno messo in piedi un gruppo di lavoro per elaborare proposte e progetti che possano realmente rendere l’esposizione del 2015 utile all’economia locale, coinvolgendo non solo l’industria alimentare, ma anche altri settori collegati. 
Per rendere più sistematica e più efficace la presenza delle due regioni all’esposizione internazionale del 2015 Confindustria Bari e BAT ha invitato le principali istituzioni e soggetti interessati alla manifestazione a creare un coordinamento e a realizzare iniziative comuni. Molti i soggetti pubblici e privati che hanno risposto a questo appello. Dopo una serie di incontri e confronti preparatori, si è giunti oggi alla sottoscrizione di una dichiarazione d’intenti che impegna a organizzare iniziative e progetti comuni: 
  • Confindustria Bari e BAT, Confindustria Brindisi, Confindustria Foggia, Confindustria Lecce, Confindustria Taranto 
  • Confindustria Puglia 
  • Confindustria Basilicata 
  • Comune di Bari 
  • Provincia di Bari 
  • Provincia BAT 
  • Regione Puglia 
  • Fiera del Levante 
  • Università degli Studi di Bari 
  • Politecnico di Bari 
  • CNR 
  • Istituto Agronomico Mediterraneo - Bari 


“Non bisogna cadere nell’errore di intendere l’esposizione universale come lontana: per le imprese è adesso il momento di proporsi per la progettazione e costruzione delle infrastrutture previste, e per gli affidamenti di contratti per lavori, servizi e forniture. – ha dichiarato oggi in occasione della sottoscrizione dell’intesa il presidente di Confindustria Bari e BAT Michele Vinci - Contemporaneamente per l’intero territorio pugliese e lucano , invece, è il momento di progettare come proporsi, sia come meta turistica che come meta di affari, attivando azioni integrate che ci consentano di inserirci nel calendario delle manifestazioni che si terranno per 180 giorni. “ 
"Per una volta vogliamo giocare d’anticipo, e iniziare per tempo a costruire quei rapporti che sono necessari per convogliare le energie in modo univoco , in modo da ottenere risultati visibili e coordinati. – ha detto il presidente della sezione agroalimentare di Confindustria Bari e BAT Francesco Divella - . Dobbiamo cercare di passare dalla parola ai fatti e per questo pensare ad un modo strutturato di operare, per non ritrovarci poi tra 3 anni ad andare in ordine sparso, rischiando di frammentare e disperdere i risultati che questo evento può dare, se ben preparato, anche qui da noi che siamo in periferia. Non partiamo da Zero: il comune di Bari ha già avviato un protocollo con il comune di Milano e la società expo 2015, la regione avrà presumibilmente un proprio padiglione, come le altre regioni, lo IAM è coinvolto nella costruzione di un Centro di Sviluppo sostenibile, la fiera del Levante ha già avviato i suoi contatti ed ha ospitato nel corso della scorsa campionaria un padiglione divulgativo. Insieme a loro abbiamo appena firmato una dichiarazione di intenti in cui affermiamo di voler far convergere sinergie sulle diverse iniziative. Confindustria centrale – ricorda la dott.ssa Marina Lalli - ha a sua volta dato vita ad un progetto speciale, seguito dalla Dott.ssa Diana Bracco che mira alla divulgazione di tutte le opportunità relative all’expo e ha creato delle commissioni per contribuire ai contenuti dell’iniziativa. A livello locale abbiamo costituito un gruppo di lavoro con le territoriali di Puglia e Basilicata per avere una voce univoca nel rappresentare interessi ed istanze delle imprese del sud - sia all’interno del nostro stesso sistema che sul territorio – per trasferire informazioni e conoscenze utili alle imprese".
di Eliona Cela

giovedì 18 ottobre 2012

Smau 2012: riflettori sull'agenda digitale italiana

Smau, due padiglioni 1 e 2 di Fieramilanocity impegnati per la sua 49° edizione. Ieri mattina si sono accesi i riflettori sui grandi player dell’industria mondiale dell’ICT e sulle Regioni. Con un evento dal titolo emblematico,Tecnologie digitali e innovazione per il rilancio dell’economia, il Convegno di Apertura di questa edizione, presieduto daUmberto Bertelè, Presidente Onorario MIP School of Management del Politecnico di Milano, si pone l’obiettivo di ribadire il legame imprescindibile tra innovazione e sviluppo, favorendo il dialogo tra gli attori determinanti per una rinascita del nostro Paese che vede al centro i veri protagonisti della nostra economia: le Piccole e Medie Imprese. 

Ad aprire i lavori Pierantonio Macola, Amministratore Delegato Smau il quale ha presentato al pubblico in sala proprio quegli attori determinanti per la rinascita del nostro Paese: da un lato le aziende fornitrici di tecnologie digitali, presenti in Smau per raccontarsi alle imprese in modo diretto o attraverso la propria rete di partner italiani, dall’altro gli Assessorati alle Attività Produttive e all’Innovazione, che per prossimità risultano essere i primi e più importanti interpreti delle necessità dell’imprenditoria italiana. 
Questi ultimi racconteranno in questi tre giorni tutte le iniziative messe in atto a favore delle aziende che vogliono investire in innovazione: dalle start up più innovative del proprio territorio ai laboratori e centri di ricerca, fino alle agevolazioni e strumenti finanziari resi disponibili alle imprese. 

Afferma Pierantonio Macola, Amministratore Delegato di Smau: “L’esperienza quadriennale di Smau in giro per l’Italia ci ha portato a diretto contatto con oltre 300.000 imprese: in questa 49esima edizione milanese di Smaupresentiamo gli oltre 500 i casi di successo che ci hanno fornito la ricetta del nostro antidoto alla crisi, cioè un efficace mix tra moderne tecnologie di grandi fornitori internazionali, il talento degli operatori italiani e la dinamicità di alcuni bacini territoriali particolarmente attenti alle esigenze delle imprese. 
Sono proprio le piccole e medie aziende italiane al centro dell’attenzione di Smau, e proprio da loro può partire quella svolta culturale necessaria al rilancio dell’economia del nostro Paese. Questo è ciò che dal 2007 Smau ha compreso e messo in atto, dedicando i suoi eventi al management in genere, non esclusivamente al comparto ICT. 
Nell’ottica di fornire alle imprese una piattaforma completa per il loro sviluppo, Smau ospita anche quest’anno gli interlocutori più importanti per le imprese: le Regioni, e in particolare gli Assessorati alle Attività Produttive e all’Innovazione, che per prossimità risultano essere i primi e più importanti interpreti delle necessità dell’imprenditoria italiana, e i grandi vendor dell’ICT, le aziende fornitrici di tecnologie digitali, che sono qui per mettere a disposizione delle imprese la credibilità e il prestigio delle grandi multinazionali”. 

Dopo il saluto di Macola, la parola è passata a Roberto Formigoni, Presidente di Regione Lombardia, il quale ha ribadito che “Smau è un punto di riferimento non solo italiano, ma internazionale per parlare di sviluppo: è una finestra aperta sul futuro, un futuro fatto da un nuovo modo di agire, di pensare, di creare opportunità. Se è vero che il contesto economico attuale impone di ridurre spesa e frenare il debito, allo stesso tempo la stabilità è solo il primo passo verso la costruzione di questo futuro: è necessario considerare che “di solo rigore si muore”. Ricerca e innovazione sono allora i propulsori per il mercato, e nonostante l’inflessione generalizzata, il comparto ICT ha dimostrato di essere una leva fondamentale per favorire lo sviluppo: la politica non può e non deve permettersi di prescindere dalla tecnologia, ma deve puntare con decisione su di essa come vera e propria arma di rilancio per tutto il Paese.In merito all’Agenda Digitale, Formigoni ha concluso: “Proprio nell’ambito dell’Agenda Digitale Lombarda sono stati attivati importanti bandi per sostenere i processi di innovazione delle micro, piccole e medie imprese lombarde, incentivando gli investimenti in nuove tecnologie digitali. Anche ora che il governo regionale è stato chiamato a fare un passo indietro”, ha concluso Formigoni, “dobbiamo assicurarci, nell’interesse di tutti, di proseguire questo cammino, con la stessa energia, voglia e motivazione”. 

Andrea Rangone, Full Professor degli Osservatori School of Management Politecnico di Milano,ha incentrato il suo intervento sul tema dell’Agenda Digitale, “ L’Introduzione dell’Agenda Digitale comporterà nei prossimi tre anni circa 20 miliardi di euro di riduzione di costi e 5 miliardi di maggiori entrate per la Pubblica Amministrazione in caso di digitalizzazione dei processi. Ecco perché il comparto tecnologico non può assolutamente essere ignorato e va certamente dato merito al governo di aver compreso, e investito, in questa realtà che davvero può dare quella spinta propulsiva necessaria al rilancio del Paese. Certo, in Italia vige ancora un Digital divide culturale e purtroppo anche infrastrutturale: siamo indietro rispetto ai paesi europei nell’uso dei sistemi informatici, con dati talvolta allarmanti: basti pensare che la penetrazione della banda larga veloce è ferma in Italia al 62%, a fronte di un quasi al 90% nei paesi nordici, e anche l’utenza internet si è fermata al 57%, contro il 77% e della Francia e circa l’80% della Germania. Ma questo è il vecchio intenet: il nostro advantage riguarda i nuovi media, il new internet che entra in tablet, smartphone, nel mondo mobile insomma: qui siamo veramente al di sopra delle medie europee, siamo 41% utenti internet da smartphone. In questo nuovo mondo l’Italia riveste una grande importanza. 

Successivamente sono intervenuti gli Assessori allo Sviluppo delle Regioni presenti: 

Loredana Capone, Vicepresidente con delega allo Sviluppo Economico della Regione Puglia, ha insistito sull’importanza di valorizzare la creatività e la capacità inventiva delle nuove generazioni, che sono l’autentico valore aggiunto per il successo di un business innovativo: “è in questa direzione che vanno gli incentivi messi a disposizione dalla Regione Puglia, che vuole creare un sistema di diffusione della cultura dell’innovazione: numerose sono le iniziative e i bandi messi a disposizione soprattutto dei giovani startupper, che vanno premiati e supportati nella realizzazione delle loro buone idee.”E gli sforzi congiunti sembrano aver dato merito alla Regione Puglia, se è vero che “come rileva il Rapporto Svimez, il Pil della Puglia nel 2011 è aumentato dello 0,5%, le esportazioni sono cresciute del 17,9% e gli occupati di 11.600 unità. È opportuno aggiungere che questi dati nel 2012 sono ulteriormente lievitati: le esportazioni sono infatti aumentate dell’11,3% nei primi sei mesi del 2012, mentre gli occupati sono cresciuti di 55 mila unità tra aprile e giugno di quest’anno, rispetto al trimestre precedente. Per quest’ultimo indicatore siamo primi nella classifica italiana pubblicata dall’Istat”. 

Andrea Gibelli, vice presidente Lombardia afferma: “Per Regione Lombardia la start up innovativa non solo è quella che rappresenta una nuova impresa a forte contenuto innovativo, ma è anche, e soprattutto, quella start up che consente di creare una filiera capace di riportare settori industriali maturi e tradizionali sul mercato di oggi". E' quanto detto oggi da Andrea Gibelli, vice presidente e assessore all'Industria e Artigianato di Regione Lombardia, nel corso del suo intervento all'apertura di Smau. Regione Lombardia - ha proseguito l'assessore - va esattamente nella direzione della contaminazione tra start up innovative e aziende tradizionali, con una particolare attenzione alle Pmi, per portare queste ultime nuovamente sui mercati con nuove caratteristiche di competitività, nonostante la pressione fiscale e i costi della burocrazia rendano poco competitivo il nostro sistema nazionale". Gibelli ha anche ricordato che "Regione Lombardia, entro il 2020, ha messo in campo l'iniziativa Wikilombardia". "Questa - ha spiegato - sarà costituita da una o più piattaforme informatiche, che consentano il trasferimento tecnologico all'interno di filiere". "Ciò che conta - ha detto ancora - è fare sistema. Non considerare l'impresa come un soggetto che viva solo ed esclusivamente delle proprie risorse". 

La parola è passata poi a Federica Seganti, Assessore alle Attività Produttive della Regione Friuli Venezia Giulia,un territorio che per vocazione storica è tutto votato all’export: “e proprio studiando le realtà industriali che operano prevalentemente oltre i nostri confini abbiamo notato come il 70% delle imprese che esportano si sono innovate, o meglio, hanno dovuto innovarsi in senso tecnologico: è sulla base di questa forte indicazione che il Friuli Venezia-Giulia ha intrapreso un progetto di innovazione e crescita attraverso la creazione di un portale finalizzato all’attività delle imprese. Si tratta di uno strumento innovativo che semplifica la nascita e l’ampliamento delle aziende, nell’ottica di sviluppo della cosiddetta Smart Regione, ovvero un territorio con alta capacità di sviluppo grazie alla creatività delle sue comunità e istituzioni ed all’utilizzo della più moderne tecnologie. È questo l’obiettivo che ha motivato l’Assessorato alle Attività Produttive, a creare il portale del marketing territoriale (visitabile all’indirizzo webwww.businessfvg.it), primo esempio in Italia di un mezzo conoscitivo ed informativo finalizzato all’attrattività di imprese e capitali per garantire lo sviluppo socio-economico - occupazionale del territorio e in grado di presentare l’offerta industriale tramite mappe territoriali integrate ad un database con l’indicazione, il censimento e la georeferenziazione dei consorzi e delle aree industriali.” 

Alessandro Olivi, Assessore all’Industria, Artigianato e Commercio della Provincia Autonoma di Trento, ha poi illustrato le contromisure messe in atto dalla sua Provincia per contrastare l’attuale crisi economica. “Nelle scorse settimane è stata approvata la riforma strutturale economica che ridefinisce la concessione degli incentivi per gli investimenti fissi effettuati dalle imprese. La riforma persegue l’obiettivo di selezionare gli investimenti da sostenere per stimolare la crescita e lo sviluppo, la competitività del sistema economico, e sostenere l’occupazione in un territorio che talvolta, proprio per la sua conformazione geografica, può essere “difficile”. Ha concluso Olivi che “ il cuore di queste misure sta proprio nell’innovazione che vuole essere il nucleo centrale della crescita”. 

Alfredo Peri, Assessore Programmazione Territoriale, Urbanistica, Reti di Infrastrutture Materiali e Immateriali, Mobilità, logistica e Trasporti Regione dell’Emilia-Romagna, ha esordito notando come la sua Regione è nota per operare tipicamente in distretti produttivi. La sfida da affrontare è ora quella di “creare tra loro delle reti d’impresa da interconnettere, per trasformarli in veri e propri distretti tecnologici: l’Assessorato allo Sviluppo è intervenuto creando finora 93 reti di impresa collegate, anche grazie all’approvazione di bandi regionali tutti finalizzati al supporto della piccola e media impresa.” Tutto ciò è stato possibile nell’ambito di un’agenda digitale regionale che, afferma Peri, “vuole essere una vera carta dei diritti per le imprese, che devono avere il diritto di accesso alle reti tecnologiche, all’informazione e alla conoscenza, ai servizi alla persona e alle imprese eccetera”. 

La prima, tra gli Amministratori Delegati, a prendere parola è Luisa Arienti, Amministratore Delegato di SAP Italia,che commenta le due le parole d’ordine, notissime ormai, che si voglio prendere in esame per il rilancio economico: “la prima è spending review, che non deve assolutamente essere un bruto taglio trasversale dei costi, ma deve includere progetti di razionalizzazione, ottimizzazione, risparmio: in questo ambito SAP vanta un’esperienza quarantennale, che adesso è stata messa al servizio anche delle amministrazioni pubbliche: da oltre un anno e mezzo il Comune di Roma sta digitalizzando le circa 115 mila pratiche interne di autorizzazione. La seconda parola d’ordine è Agenda Digitale, da leggere in termini di Sviluppo: SAP sta realizzando progetti di grande evoluzione, per esempio collaborando al Expo 2015 in direzione dell’integrazione operativa fra enti, fornitori, enti di vigilanza e controllo ed aziende, attraverso piattaforme digitali di collaborazione”. 

David Bevilacqua, Vice President South Europe di Cisco e AD, osserva che quest’anno “finalmente si può guardare con ottimismo al futuro, almeno sul fronte dell’ICT: i paesi che da tempo hanno dimostrato di credere all’innovazione tecnologica, per esempio, stanno oggi attraversando migliori acque dal punto di vista della crescita e dell’impiego, soprattutto giovanile”. Bevilacqua prosegue rilevando, però, che “è fondamentale lavorare nell’ordine della contaminazione tecnologica, della diffusione virale di nuovi media a tutta la popolazione con un approccio sistemico e concreto: gli italiani sono al primo posto nella creazione di progetti pilota che si realizzano in brevissimo tempo e nascono effettivamente da idee innovative e validissime. Ebbene, è necessario diffondere una cultura dell’innovazione che possa far sì che queste buone idee si sviluppino in progetti concreti, di larghe vedute e di prospettiva duratura”. 

Dario Bucci, Amministratore Delegato di Intel Italia, afferma che oggi tre macro-fenomeni aprono alle imprese nuovi, affascinanti scenari: “il primo è l’attenzione nel mondo consumer per le novità hi-tech, soprattutto nel campo del mobile computing. Il secondo, che investe anche il mondo delle aziende, è la “consumerization of IT” ossia la straordinaria evoluzione del mondo consumer che sta varcando sempre più i confini aziendali:oggi il manager, l’impiegato, l’imprenditore sono prima di tutto utenti di new technologies: oltre agli strumenti aziendali, infatti, usano un Ultrabook, un tablet, uno smartphone di nuova generazione, e le aziende si trovano a gestire questa miriade di dispositivi personali all’interno dei perimetri aziendali. 
Un terzo fenomeno che coinvolge direttamente il segmento business, ed è conseguenza diretta dei primi due, è che le aziende hanno di fronte un salto epocale nella gestione delle proprie infrastrutture IT. Aprire le porte alla mobilità e all’integrazione di una molteplicità di device vuol dire necessariamente sposare le logiche del Web e del cloud computing.” 

Nicola Ciniero, Amministratore Delegato di IBM Italia, introduce il suo intervento notando che “ci troviamo nel giorno zero dell’Agenda Digitale ed è bello essere a Smau per celebrare questo evento. Il prossimo passo fondamentale da compiere, però, è l’essere in grado di calare in pieno la tecnologia in una destinazione d’uso: oggi abbiamo l’occasione di vivere in un momento di discontinuità in cui l’innovazione gioca un ruolo abilitante nel concretizzare i cambiamenti di cui abbiamo bisogno, attraverso processi di razionalizzazione e di semplificazione della spesa pubblica - eliminazioni di sprechi, inefficienze e abusi - e di recupero delle risorse da dirottare altrove”. Alla luce di ciò Ciniero sostiene che“un circolo virtuoso tra Spending Review e Agenda Digitale, con una visione sistemica e integrata, non solo sia possibile ma lo sia praticamente a costo zero”. 

Federico Francini, Presidente e Amministratore Delegato di Fujitsu Technology Solutions, nota le difficoltà del momento attuale osservando che “l’Italia in molti casi necessita ancora di infrastrutture di base che rappresentano i prerequisiti, in mancanza dei quali la vera innovazione non può nemmeno essere pensata. 
L’Agenda Digitale varata dal governo è in questo senso molto ben articolata, dal momento che tiene conto delle necessarie infrastrutture di base, ma anche della contemporanea introduzione di veri elementi di innovazione. Ciò che bisogna a ogni costo evitare, nel momento dell’attuazione del decreto “Crescita 2.0”, è il posticipare, il dilatare i tempi: l’Italia ha bisogno di soluzioni efficaci in tempi certi e rapidi. Serve oggi una svolta, un cambiamento che non sia più autoreferenziale, ma che riesca finalmente a mettere al centro la società, le persone, cosa che Come Fujitsu, facciamo questo ormai da diversi anni” 

Patrizia Grieco, Amministratore Delegato di Olivetti, indica come obiettivo per l’Italia, “quello di colmare il gap finora accumulato rispetto alle altre nazioni, tanto sul versante del capitale fisico (infrastrutture broadband e digitalizzazione del Paese) quanto su quello del capitale umano (formazione e merito). La strada per ridurre questo cultural divide è stata tracciata in questo ultimo periodo grazie all’impostazione dell’ Agenda Digitale, vera boccata d’ossigeno per l’economia italiana, se si calcola – secondo le stime più recenti - che la piena realizzazione del piano potrebbe consentire una riduzione del deficit nazionale di 19 miliardi di euro e stimolare al contempo una crescita del Pil tra lo 0,7% e l’1,3%. Il comparto ICT ricopre un ruolo chiave per la ripresa del Paese: non va dimenticato, però, che non c’è innovazione senza giovani talenti disposti ad attuarla, a renderla endemica: per questo la disoccupazione giovanile è un tema tanto importante”. 

Pietro Labriola, Responsabile Direzione Business di Telecom Italia, esordisce affermando che “digitalizzare dall’interno l’impresa è un punto di partenza fondamentale. Oggi smartphone, tablet, laptop ed e-reader sono alla portata di tutti e l’impiego di internet e delle applicazioni web nella vita privata è diventato un’abitudine spesso irrinunciabile: sto pensando ai social network, all’home banking, all’e-commerce e all’ e-government, ad esempio. Molte di queste sono applicazioni Cloud, nella Nuvola. Ora è il momento di trasferire quanto appreso ad uso personale alla vita professionale, investendo sulle tecnologie al servizio dell’impresa nell’ottica di una semplificazione davvero reale e tangibile. In questa trasformazione le Imprese Italiane, soprattutto le piccole e medie, e i Professionisti non sono soli. Esistono in Italia aziende ed esperti specializzati nell’IT, più di 25.000, che hanno esperienza, competenze e capacità per contribuire alla rivoluzione digitale. Sono veri e propri “personal trainer” della trasformazione digitale con una presenza locale e una distribuzione capillare”. 

Stefano Venturi, Amministratore Delegato di HP Italia chiude gli interventi degli Amministratori Delegati sottolineando come la competitività “nell’attuale scenario economico è un obiettivo improrogabile e soprattutto un augurio che noi - imprese, istituzioni, cittadini - dobbiamo fare al nostro Paese. Perseguire e riappropriarci della nostra spinta competitiva è fondamentale, così come considerare la tecnologia quale abilitatore di un’innovazione strategica, e quindi elemento centrale per accelerare la ripresa delle imprese e del paese. Le aziende leader - e tra queste HP - svolgono un ruolo fondamentale come propulsori di un’innovazione sistemica che deve accelerare l’abbattimento del digital divide, in un senso molto più ampio e puntuale: ad esempio tramite una serie di programmi e di azioni in grado di ridurre sensibilmente il gap attuale di accessi alle rete, potenziando allo stesso tempo la capacità di utilizzare in maniera efficace le tecnologie digitali. 

In chiusura, il Ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera è intervenuto in merito al recente decreto legge “Crescita 2.0”: collegato telefonicamente, ha risposto alle domande di Umberto Bertelè e Andrea Rangone puntando l’attenzione sulle opportunità per le imprese del comparto dell’Information & Communication Technology derivanti dalle nuove misure previste e sul ruolo fondamentale delle start up per il rilancio economico del Paese. 
Sottolineando il ruolo di Smau “che è simbolicamente un’ occasione in cui ci si rifà di tanti momenti di difficoltà del Paese, in cui è possibile toccare con mano parte dell’eccellenza nazionale”, il Ministro, incalzato poi dai moderatori, ha sostenuto che “bisogna che ci siano investimenti seri sia sul piano dell’infrastruttura che su quello dell’informazione: l’analfabetismo tecnologico è un nemico della crescita e dello sviluppo che bisogna assolutamente combattere. Il decreto sviluppo ha creato le condizioni perché si realizzi una vera razionalizzazione e semplificazione nelle Pubbliche Amministrazioni: esse devono iniziare a fare sistema tra loro, a comunicare per migliorare l’utenza e dei cittadini. A titolo puramente esemplificativo basti pensare a come l’Anagrafe unica, digitalizzata e in modalità cloud, ha semplificato in modo concreto e tangibile la vita degli italiani. Gli investimenti non solo servono a risparmiare e a creare maggior trasparenza ma a rilanciare nuove attività: e quando si parla di nuove attività non si può non pensare alle start up, settore che sono l’orgoglio dell’imprenditorialità made in Italy. La normativa, studiata con i più preparati esperti a livello nazionale e internazionale, ha affrontato tutti i momenti di possibile criticità nella costituzione delle start up, a cominciare da un avvio più semplice e rapido, meno burocraticizzato. In secondo luogo, una grande flessibilità fiscale e gestionale, soprattutto nei primi anni, quando davvero c’è bisogno di essere “agili”: addirittura ci sono stati dei correttivi alle procedure fallimentari, per renderle meno dure e penalizzanti. In terzo luogo, la possibilità ad accedere ad un alto numero di bandi pubblici”.
di Vincenzo Matano

sabato 29 settembre 2012

Ficei Puglia, Rollo il nuovo coordinatore

E’ Marcello Rollo, Presidente dell’ A.S.I. di Brindisi, il nuovo Coordinatore della F.I.C.E.I. Puglia, Federazione Italiana Consorzi Enti Industriali, la cui associazione territoriale è stata costituita nel 2011 dai cinque Consorzi per le Aree di Sviluppo Industriale della nostra regione con il compito di rappresentarli in forma unitaria e di assicurare loro la tutela e l’assistenza nel perseguimento dei fini istituzionali. Fra questi: il miglioramento della competitività di ogni singolo Consorzio e delle imprese insediate nel territorio di competenza; il monitoraggio dei bisogni e del livello di soddisfazione dei portatori di interesse; il miglioramento dei servizi reali alle imprese mediante la valorizzazione delle eccellenze esistenti sul territorio; il coordinamento dei servizi erogati e la creazione di nuovi servizi.
Rollo succede all’on. Franco Mastroluca il quale, al termine dell’incarico semestrale, ha ringraziato il Comitato dei Presidenti per la preziosa collaborazione offerta nel corso del suo mandato.
“Lo Statuto della FICEI Puglia è chiaro -ha affermato Mastroluca- il ruolo di Coordinatore è assegnato, a rotazione, fra ciascuno dei Presidenti dei Consorzi aderenti e, dopo il Presidente di Taranto Emanuele Papalia al quale ho avuto il piacere di succedere, ora è la volta del rappresentante del Consorzio brindisino, chiamato a tale incarico con volontà unanime da parte di tutti i presenti”.
“Una nomina che m’inorgoglisce -ha dichiarato il neo Coordinatore-, e ringrazio per la fiducia attribuita alla mia persona che ricambierò profondendo il massimo impegno finalizzato a migliorare, ancor più, le essenziali funzioni svolte dai Consorzi industriali. Con tale spirito, -ha concluso Marcello Rollo- continueremo a perseguire taluni obiettivi strategici, ossia la riqualificazione delle aree industriali e la promozione di tutte le condizioni utili a nuovi insediamenti”.
E’ stata infine auspicata da tutti i Presidenti dei Consorzi Asi, una proficua sinergia con la Regione Puglia, nel solco di quanto realizzato fino ad ora, tesa a sviluppare ulteriori ed incisive politiche industriali, oltre alla necessità di un definitivo consolidamento dei rapporti di reciproca collaborazione con le Amministrazioni Comunali.
di Annalisa Tatarella