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domenica 11 novembre 2012

Buon successo per Promessi Sposi in Fiera a Bari

Grande successo per SposAmi Wedding in fiera a Bari con Promessi Sposi fino a questa sera. Una conferma della Professionalità di michele fortunato comunicazione e del suo Staff. Con oltre 30 partners SposAmi Wedding, coordinata dalla wedding planner, Grazia Griesi, insegue i sogni dei futuri sposi e li realizza con gusto, classe e professionalità. 
Hanno condiviso questo percorso: Cortenova, Sala Ricevimenti (Casamassima), Sabbiadoro (Monopoli), Remare sala ricevimenti, congressi, eventi (Mola di Bari), Masseria Alberotanza (Conversano), bakhita (Conversano), Max (Conversano), E’ Qui la Festa (Putignano), Vivere e Viaggiare (Conversano), Carmela d’Attoma atelier Sposa (Conversano), Magie Sposa atelier (Gioia del Colle), Cook Store (Gioia del Colle), Oggettistica Via Roma (Castellana Grotte), Beauty Estetica (Castellaneta); Real Sun (Conversano), Helios (Conversano), La Bottega (Conversano), Il Piccolo Giardino (Conversano); Il portico dei Fiori (Cassano), Foto Sud (Conversano), Granfotostudio (Castellaneta); Musica & (Conversano); Auto Esclusive (Monopoli); Charme (Santeramo), Mariaacconciature (Conversano). 
“Il matrimonio deve essere indimenticabile, per questa ragione cerchiamo di cogliere le idee degli sposi e di realizzarle creando una sinergia tra i nostri partners”, ha detto Grazia Griesi. Già creativa del settore sposa, Grazia si è specializzata seguendo un corso di perfezionamento nel Castello Odescalchi di Bracciano con Sanda Pandza, una delle migliori wedding italiane. Tutti ricorderete i matrimoni di: Eros Ramazzotti e Michelle Hunzicher Tom Cruise e Katie Holmes o quello di Laura Freddi e Claudio Casavecchia, tutti festeggiati al Castello Odescalchi sotto la direzione proprio di Sanda Pandza e della sua equipe. 
“Nulla è lasciato al caso – ci ha spiegato Grazia Griesi – in ogni settore bisogna professionalizzarsi e io ho assecondato la mia naturale creatività ponendo al centro dell’attenzione i desideri degli sposi, desideri che noi trasformiamo in realtà. L’aggiornamento è continuo, non è sufficiente avere delle qualità potenziali ma queste vanno alimentate con il cambiare delle stagioni e delle tendenze, non a caso sarò nuovamente a Bracciano per uno stage sugli allestimenti matrimoniali che possono essere utilizzati nella stagione invernale”.

venerdì 19 ottobre 2012

Smau, premio innovazione e tecnologia per una azienda di Mottola

La terza giornata di Smau si apre con la cerimonia di consegna del Premio Innovazione ICT, che giunto ormai alla sua quarta edizione nazionale, ha consegnato oggi un riconoscimento dodici realtà imprenditoriali italiane all’avanguardia per l’utilizzo delle tecnologie digitali in settori strategicidella propria azienda. 

Aprendola manifestazione, Pierantonio Macola, Amministratore Delegato di Smau, ha affermato, in merito all’importanza del Premio Innovazione ICT,che “è un'iniziativa che l'Osservatorio Smau – School of Management del Politecnico di Milano ha lanciato ormai già quattro anni fa, per sostenere e rinnovare la cultura dell’innovazione nel mondo dell'impresa. Accendere i riflettori sugli esempi virtuosi che si sono dimostrati meritevoli di ottenere tale riconoscimentorappresenta un importanteincentivo per tutte quelle realtà affini che ancora non conoscono appieno i benefici derivanti dall'adozione di moderne tecnologie. 
I premiati sono i nostri “campioni dell’innovazione”, in primo luogo per aver saputo scommettere, vincendo, sull’impiego delle nuove tecnologie e, inoltre, perché con il loro esempio sono di ispirazione per altre imprese. E proprio questo è lo spirito della nostra iniziativa: condividere le esperienze italiane di eccellenza affinché l’innovazione e il talento diventino “ virali” nelle imprese italiane. Solo in questo modo è possibile una reale diffusione della cultura dell’innovazione nel sistema produttivo del nostro Paese”. 

Dopo l’intervento introduttivo di Pierantonio Macola la parola è passata a Stefano Poliani, Presidente Giovani di Confindustria Lombardia, che ha ribaditocome proprio “il passaparola strutturato sia lo strumento più efficace per diffondere ottimismo e contagiare le imprese all’impiego delle nuove tecnologie come leva per creare imprese di successo”. 

Umberto Bertelè, School of Management Politecnico di Milano ha evidenziato il ruolo della partnership con Smau, che si pone in contiguità con“lo spirito che da ormai trent’anni anima la realizzazione del nostro Osservatorio presso la School of Management del Politecnico di Milano:la volontà di esplorare le nuove frontiere e sondare le avanguardie tecnologiche per portare alla luce e diffondere unproficuo scambio di idee basate sull’eccellenza, che garantisca alle imprese successo, profitto e crescita”. 

Quindi Raffaello Balocco, responsabile scientifico dell’Osservatorio ICT & PMI – School of Management del Politecnico di Milano è entrato nel vivo del premio “che nasce sulla basedel percorso itinerante: dalle circa 500 candidature ricevute, a cui si sono aggiunti i 23 finalisti del Roadshow, abbiamo selezionato 67 imprese finaliste, che davvero rappresentano l’autentica eccellenza nel campo dell’utilizzo funzionale di tecnologie innovative. I vincitori sono coloro che, tra queste, meglio hanno dimostrato di saper usare gli strumenti tecnologici strumenti per risparmiare e ottimizzare le proprie risorse, o per aumentare il profitto”. 

Il premio è stato conferito dalle mani dall’Onorevole Roberto Maroni, che ha voluto presenziare alla Fiera di Smau 2012 proprio per rimarcare l’importanza che le imprese ICT rivestono per lo sviluppo tecnologico ed economico del Paese, e che anche la politica ha dimostrato di comprendere. 

Di seguito l’elenco dei 12 vincitori e il dettaglio dei loro progetti: 

•SISTEMI GESTIONALI INTEGRATI

MIDAC BATTERIES, azienda di Verona, Produttore di batterie avviamento, trazione e stazionarie con cinque filiali estere. 
Midac ha riorganizzato e semplificato i processi aziendali attraverso l’implementazione di un nuovo sistema ERP integrato, realizzato in collaborazione con Datalab, business partner di SAP, checonsente il presidio completo dei processi dell’azienda/filiale: dalla gestione degli ordini alla logistica alla gestione dei servizi post vendita al controllo, in modo da reperire e coordinare tutte le informazioni in maniera integrata tra la sede principale e le cinque filiali europee. Il monitoraggio delle performance aziendali tramite procedimenti più formalizzati si è concretizzato in un incremento della produttività e del business. 

•BUSINESS INTELLIGENCE E CRM

Procter and Gamble, multinazionale che sviluppa, produce, commercializza e distribuisce beni di largo consumo per la Cura della famiglia e per la Bellezza
Per supportare la strategia digitale della Compagnia, mirata all’utilizzo della tecnologia per trasformare il modo di fare business, Procter&Gable ha introdotto il programma Digital Business Intelligence incentrato sull’utilizzo della Business Sphere: uno strumento che ha cambiato la modalità in cui vengono prese le decisioni in P&G, sfruttando informazioni di business da tutto il mondo in tempo reale. Grazie alla Business Sphere, P&G è in grado di utilizzare la tecnologia per effettuare una contestualizzazione dei dati, con il supporto dei decisori e di analisti dedicati: ciascun manager può accedere all’informazione corretta per comprendere al momento l’azione di business da intraprendere. 

•FATTURAZIONE ELETTRONICA E DEMATERIALIZZAZIONE

SMEG, azienda di Guastalla (RE) produttrice di elettrodomestici
Smeg ha aderito al progetto Ediel che coinvolge tutta la filiera degli elettrodomestici e consente lo scambio di documenti in formato elettronico. Attualmente, Smeg utilizza lo standard EDI per interfacciarsi con i clienti che operano in questa filiera e che hanno aderito a questa iniziativa. Per quanto riguarda invece gli altri clienti, l’azienda dal 2010 utilizza una gestione documentale multicanale. La totalità dei documenti viene indicizzata ed inviata ad un service provider che provvede alla loro consegna via mail, web o tramite posta tradizionale in base al cliente di destinazione. Ad oggi il numero di documenti consegnati in forma dematerializzata supera il 60% del totale con l’obiettivo di raggiungere e superare il 90% entro il 2013. 

• MARKETING DIGITALE & E-COMMERCE

Fater, azienda leader nella produzione di prodotti per i marchi Pampers, Lines e Linidor
L’azienda ha duplicato le registrazioni al sito attraverso l’utilizzo di un codice univoco contenuto all’interno di ogni confezione di prodotto e presente su tutte le linee del brand Lines. Tale codice permette di avviare campagne di marketing mirate sulle diverse tipologie di clienti. 

•SISTEMI DI COMUNICAZIONE AVANZATI

Vincitore 1: A2A, azienda leader in Italia nel settore delle local utilities
In A2A l’iniziativa di UnifiedCommunication& Collaboration si è inserita in un ampio processodi change management, nato in seguito all’operazione di merge delle aziende che hanno fondato ilGruppo nel 2008 con l’obiettivo di favorire l’integrazione tra realtà differenti e distribuite sul territorio. L’iniziativa è stata avviata con un approccio graduale, cercando soluzioni tecnologiche che potessero accelerare lo sviluppo della collaborazione tra persone e gruppi. Con l’introduzione di tale tecnologia è attesa una progressiva riduzione delle spese di viaggio perchè lo strumento permette di ridurre il numero di riunioni necessarie. L’accesso a tali funzionalità anche tramite portatile e cellulare consente inoltre di poter disporre, per così dire, del proprio ufficio in qualunque sede o anche fuori dalle sedi del Gruppo, purchè connessi con sufficiente banda, facilitando la mobilità del personale e garantendo sempre elevati comfort e produttività. 

Vincitore 2: De Carlo Infissi, azienda di Mottola (TA), opera nell’ambito della lavorazione del legno
De Carlo Infissi, in collaborazione con Security Architect, business partner CISCO, ha intrapreso a partire dal 2009 un progetto per la realizzazione di un’infrastruttura di comunicazione che consente una maggiore facilità di connessione che oltre a meglio supportare l’attività dell’azienda migliora il livello di servizio con la possibilità di accedere a Internet in qualunque punto della struttura,assicurando, al contempo, di abilitare future innovazioni legate alle tecnologie informatiche a garanzia di un risparmio in termini di costi di gestione. 

•INFRASTRUTTURA IT

Vincitore 1: INDUSTRIE ILPEA, azienda di Varese attiva nella Progettazione e realizzazione di componenti in materiali plastici, magnetici di gomma. 
Per potenziare le risorse hardware nell’ottica di una maggior capacità elaborativa dei sistemi a supporto del business e per razionalizzare il proprio parco server,Ilpea ha proceduto a una virtualizzazione completa della propria Infrastruttura IT, in collaborazione con PMC, business partner di IBM, con l’attivazione in un unico Blade di 6 lame (per un totale di circa 25 server virtuali) con l’aggiunta di una lama dedicata al sistema gestionale dell’azienda a livello di gruppo, che è presente in tutto il mondo con 12 società e 33 stabilimenti in quattro continenti. 

Vincitore 2: SIAD, azienda di Bergamo tra i principali gruppi chimici italiani
Nel corso del 2011 il gruppo Siad ha avviato un progetto di modernizzazione e razionalizzazione della propria infrastruttura IT, basato su infrastruttura virtuale affidandosi al partner tecnologico Disc, premier partner DELL, che ha avviato un progetto di consolidamento dei server partendo da un infrastruttura composta da 50 server fisici e 20 virtuali. La virtualizzazione ha permesso al gruppo SIAD il rinnovamento del proprio parco server con la garanzia di una maggior flessibilità nella gestione della manutenzione e dello sviluppo applicativo. La riduzione del numero di server fisici e la scalabilità dell’infrastruttura hanno contribuito ad una riduzione considerevole dei costi legati alla manutenzione e agli investimenti in nuovo hardware. 

•CLOUD COMPUTING

ETRA, azienda di Cittadella (PD), che si occupa del servizio idrico integrato, della gestione dei rifiuti e di energie rinnovabili nel territorio
In collaborazione con Infonet Solutions, società eletta per il triveneto Competence Center HP e Platinum Partner Citrix, Etra ha intrapreso un progetto che prevede la realizzazione di un Cloud Privato con il duplice obiettivo di razionalizzare il proprio parco server e di migliorare la continuità e l’affidabilità dei servizi IT delle oltre 15 sedi operative sul territorio del NordEst. Grazie alla nuova infrastruttura virtualizzata, Etra ha ottenuto una migliore continuità nell’erogazione dei servizi informatici e una riduzione del 30% dei costi di energia elettrica. 

•ICT nella PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

1 Agenzia del territorio di Roma
Per il miglioramento dei servizi immobiliari e quello della raccolta dati, l’AdT ha intrapreso, in collaborazione con Consorzio CBI, il progetto ‘Pagamenti telematici da portale’ al fine di realizzare un modello efficiente di collaborazione tra il portale Web dell’Ente e il complesso sistema bancario nazionale. Per facilitare l’accesso ai servizi bancari dispositivi ed informativi, incentivando un’ulteriore forma di pagamento via Web a disposizione della propria utenza, l’AdT ha attivato il servizio di bonifico bancario on line per gli utenti convenzionati, a cui hanno già aderito circa 40 banche nazionali. L’Ente svolge e gestisce la rendicontazione in tempo reale con una modalità completamente automatica, garantendo di avvallare tempestivamente le cifre accreditate versando in giornata il corrispettivo all’erario nel completo rispetto della normativa in atto. 

2 Arma dei Carabinieri
L’Arma dei Carabinieri, nell’ ottica di razionalizzare le attività di gestione amministrativa del personale, ha realizzato, in collaborazione con WolterKluwer, un portale Web a supporto delle attività amministrative relative al trattamento economico ed all’assistenza fiscale del personale grazie al quale è possibile procedere alla compilazione on line della dichiarazione fiscale 730. I servizi Web sono stati, poi, estesi alla gestione degli assegni familiari, alle detrazioni d’imposta e agli oneri deducibili e detraibili, che consentono ai dipendenti di fruire dei conguagli con notevole anticipo rispetto alle procedure ordinarie (per un totale di 145.000 domande annue). 

•ICT IN SANITÀ

Azienda OspedalieraArcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia
A partire dal 2009 l’Azienda Ospedaliera ha avviato il progetto EasySALO, nato originariamente da esigenze di monitoraggio nell'uso delle risorse del settore chirurgico (sale, materiali, risorse umane) da parte del Controllo di Gestione, ma evoluto poi verso l’implementazione di un vero e proprio sistema gestionale del percorso chirurgico, con funzionalità di Cartella Clinica Elettronica. I principali benefici introdotti dal sistema riguardano la riduzione delle operazioni manuali di identificazione anagrafica, la disponibilità su repository aziendale dei referti relativi all'iter chirurgico, la tracciabilità dei lotti dei dispositivi impiantabili e l’eliminazione di agende cartacee per la gestione dell'iter pre-chirurgico e delle schede di cartella clinica cartacea per la rilevazione dei parametri intra-operatori e post-operatori.

giovedì 18 ottobre 2012

Smau: oggi il premio Smart City. Perrone: "Non possiamo lasciare indietro i centri del Sud"

La seconda giornata di Smau accende i riflettori sul tema delle Smart City. Il convegno “ La via Italiana alle città Intelligenti” segnala come, attraverso i bandi del Miur e il recente Decreto Crescita 2.0, le Smart City si candidano ad essere uno dei principali motori di sviluppo dell’economia italiana. In Smau premiati gli esempi virtuosi di utilizzo di tecnologia ICT al servizio della comunità: vincono Ia prima edizione del Premio Nazionale Smart City Roadshow tre progetti realizzati dal Comune di Venezia, dalla Provincia Autonoma di Trento e dal Comune di Venaria Reale.

Dall’esperienza di Smart City Roadshow, l’iniziativa dedicata alle città intelligenti realizzata da Smau in collaborazione con Anci e con il contributo di Net Consulting, è andata in scena a Milano la prima edizione nazionale del Premio Smart City, un riconoscimento ai casi più innovativi di sviluppo di città intelligenti raccolti dall’Osservatorio Smau – Politecnico di Milano nel corso del 2012. 

La mattinata dedicata all’universo delle Smart City è iniziata con il saluto di Pierantonio Macola, amministratore delegato di Smau che ha accolto gli ospiti istituzionali sottolineando il ruolo che Smau può svolgere nel risolvere un problema culturale ancora esistente che impedisce il pieno sviluppo delle progettualità in chiave smart city in Italia “ in tema di Smart City, siamo forse indietro rispetto ad altre nazioni, ma la via italiana alle città intelligenti esiste e le testimonianza e gli interventi che stanno animando questa tre giorni di Smau dimostrano che il nostro Paese può giocare un ruolo da protagonista in questo settore. E’ importante però che Comuni e città Italiane operino scelte strategiche mirate per usufruire di tutte le opportunità che offrono le istituzioni, a cominciare dalla Comunità Europea. Per questo Smau accende i riflettori su questa tematica di grande attualità, mettendo a confronto i protagonisti che sono chiamati a creare le città del futuro, quindi i Sindaci e gli amministratori delI’ICT”. 

Il Convegno Istituzionale dal titolo “La via italiana alle città intelligenti” è stato poi occasione per fare il punto sulla situazione delle città italiane in termini di innovazione e per discutere le potenzialità di una sinergia innovativa tra il pubblico e il privato al fine di rendere possibile una migliore qualità di vita dei cittadini e, nel contempo, un risparmio di energie e risorse economiche. 

L’intervento introduttivo è stato affidato ad Antonella Galdi, Responsabile Innovazione Anci, che ha illustrato la situazione italiana in relazione allo sviluppo smart: “innanzitutto, il concetto di Smart City affascina perché fa riflettere sull’esigenza di ripensare le città a partire dai bisogni emergenti della comunità estesa dei cittadini, da intendersi nell’ accezione più ampia del termine, che includa cioè tutti gli attori che partecipano alla valorizzazione del patrimonio urbano, culturale e sociale delle città. 
Anci ha svolto un’indagine stilando un quadro delle 54 città italiane con più di 90 mila abitanti, analizzando le scelte strategiche dei Comuni, l’ambiente urbano, il comparto della sanità, dell’energia, di mobilità e logistica: le differenze tra città, indipendentemente dalla collocazione topografica, sono talvolta evidenti. I risultati di questo studio devono far riflettere: devono spingere il settore pubblico a potenziare le strategie di sviluppo e, nel contempo, incentivare i grandi player a creare progetti mirati. 
A supporto delle Amministrazioni Pubbliche Anci interviene lanciando in Smau un progetto concreto e innovativo, la Scuola per Giovani Amministratori: uno strumento a disposizione degli under 35 per acquisire valori, obiettivi e strumenti idonei a governare al meglio il proprio territorio. 
Al mondo delle imprese si chiede lo sforzo di progettare insieme alle città e per le città, creando strategie ad hoc finalizzate alla crescita e all’evoluzione di ogni singolo patrimonio cittadino: la sfida rilanciata dal ministero dello Sviluppo Economico, infatti, è stata ben accolta dalle Amministrazioni Comunali nonostante le criticità esistenti, a cominciare dalla scarsità delle risorse finanziarie. L’impatto forte della crisi, però, deve spingere a mettere come priorità i bisogni del cittadino.” 

Ha fatto seguito il contributo scientifico di Giancarlo Capitani, Presidente Net Consulting e Professore presso il Politecnico di Milano, che ha analizzato il contesto infrastrutturale italiano in relazione all’ Europa: “oggi, qui a Smau, cogliamo l’occasione di fare un primo bilancio sullo stato delle attività svolte e di fare il punto sul molto che si è già fatto. Nello stesso tempo bisogna anche rilevare le criticità esistenti in relazione alle prospettive offerte dalle politiche europee, come ad esempio il programma Europe 2020, che ha messo in atto delle strategie concrete e coordinate per lo sviluppo delle città intelligenti attraverso la cooperazione di imprese, amministrazioni e cittadini, considerando tre aree specifiche di interesse, come l’impiego di nuove tecnologie, l’energia e la mobilità. 
Dagli studi emerge che il punto di partenza per lo sviluppo delle smart cities risiede sì nella creazione di partnership tra grandi vendor e singoli Comuni, ma anche nella creazione dei cosiddetti Lighthouse Projects, i “progetti faro” esportabili ad altre realtà e adattabili alle singole e specifiche esigenze. Gli esempi europei (Barcellona e Londra su tutti) ci mostrano infatti i vantaggi dell’adozione di un’attitudine olistica, ossia totalizzante, capace di coinvolgere davvero tutti gli aspetti caratterizzanti le città. In questo senso, il quadro della situazione italiana rispetto all’Europa dimostra che ci mancano molte progettualità importanti, ma, soprattutto, che il gap coinvolge gli aspetti dalla frammentarietà dei progetti e della difficoltà di renderli replicabili. I vincoli di bilancio e la burocrazia, inoltre, non ci consentono un’attivazione in tempi rapidi degli stessi”. 
In conclusione Capitani osserva però che “il 2012 è un anno di svolta, perché ha segnato un salto di qualità rispetto al passato: a cominciare dai bandi Miur, che hanno sensibilizzato e portato a diffondere una nuova cultura dell’innovazione. In secondo luogo, il Decreto Sviluppo ha avuto un impatto molto positivo, e soprattutto il merito di aver messo al centro l’esigenza di digitalizzazione e informatizzazione del sistema Paese: ora è giunto il momento di creare una “via intelligente alle città italiane”. 

Successivamente ha avuto luogo la tavola rotonda, moderata da Federico Pedrocchi, giornalista di Radio24, che ha visto un proficuo confronto tra i Sindaci di numerosi Comuni italiani e gli amministratori delegati di importanti aziende dell’ ICT. 

Fabio Florio, Manager of Business Development, Responsabile Smart Cities e Expo 2015 di Cisco Italia, ha preso per primo la parola e, a partire dal discorso di Antonella Galdi, ha segnalato l’importanza di creare una cabina di regia, “una guida che tenga le redini, che gestisca e controlli la complessità della Smart City: serve un project managing che coordini e si assuma le responsabilità di supervisionare e questo ruolo non può non essere rivestito dalle amministrazioni. Non è sufficiente progettare ed erogare fondi, ma bisogna anche considerare la funzione di gestione e controllo che il Comune deve ricoprire, cosa che non è affatto scontata”. 

Giuseppe Gorla, Managing Director Technology di Accenture, prende come esempio il lavoro che Accenture sta svolgendo per Expo 2015, “che ha in effetti un’organizzazione alle spalle che fa da cabina di regia e che ha assunto il ruolo di guida: non è questa l’unica possibilità da contemplare, non ci deve essere un punto di vista rigido e univoco al riguardo. I Comuni hanno il dovere innanzitutto di riflettere su quali siano gli ambiti smart che vogliono fare loro: servizi ai cittadini, approvvigionamento energetico, controllo delle acque o pubblica istruzione: hanno bisogno di soluzioni diverse perché sono, in effetti, ambiti molto diversi: ogni singolo Comune deve dunque riflettere sulle sue priorità e cercare le giuste soluzioni su misura”. 

Il primo sindaco a prendere la parola è Wladimiro Boccali, Sindaco del Comune di Perugia, che insiste sull’esigenza di “istituire una forma di controllo nazionale e non parcellizzata, che però non è da confondere, con un ritorno al centralismo statale. E’ necessaria una piattaforma di coordinamento e gestione delle misure che si vogliono mettere in atto, e che tenga le redini di tutti i progetti, da quelli comunitari a quelli nazionali, fino a quelli regionali”. 

Piero Fassino, Sindaco del Comune di Torino e Membro del Direttivo Anci, focalizza il suo intervento sulle difficoltà attuali, da parte delle pubbliche amministrazioni, di investire per lo sviluppo in chiave smart: “abbiamo alle spalle un biennio di “sperimentazione” sulle Smart City, nato sulla spinta dei bandi europei. Davanti a noi abbiamo un modello, un’idea di città: il nostro compito è passare dalla rigidità della “città meccanica” a un modello di città flessibile, ma le difficoltà che stiamo incontrando sono numerose. Innanzitutto perché finora non c’è stato un quadro di riferimento in cui collocarsi, anche se grazie all’ Agenda Digitale si è finalmente creata una cornice operativa in cui inserirsi. 
Il secondo problema riguarda le risorse economiche, perché quelle private sono limitate e quelle pubbliche sono quasi inesistenti, dal momento che, nell’ottica del risanamento, si è sempre “pescato” nei fondi da destinare ai Comuni. La scarsità dei fondi implica l’impossibilità di fare investimenti ed uscire dalla sola sperimentazione di soluzioni innovative, quando invece si vorrebbe investire anche nella quantità, oltre che nella qualità. 
Il terzo problema, che è di natura storica, è la verticalità della burocrazia: i progetti devono attraversare delle trafile rigide e sclerotizzate, che non contemplano la possibilità di essere flessibili, dinamici, veloci, cosa che, evidentemente, va a discapito della realizzazione di progetti smart”. 

Ferruccio Borsani, Direttore Divisione Business di Vodafone Italia, rileva, invece, il rischio che aumenti sempre più il divario tra pubblico e privato, “perché ci stiamo muovendo a due velocità: la macchina burocratica statale è sempre più ingombrante, mentre noi al contrario, per restare competitivi, siamo chiamati a innovarci costantemente e in modo rapidissimo. La creazione di una cabina di regia che è stata qui proposta deve definire innanzitutto gli obiettivi primari, stabilire gli ambiti in cui si deve intervenire subito: viste le difficoltà attuali, un’attenta valutazione delle priorità è quantomeno necessaria.” 

Cristina Farioli, Direttore Sviluppo e Innovazione IBM Italia, afferma che “il primo passo da compiere è creare una cultura dell’innovazione mirata, sul territorio: bisogna ascoltare la città e i cittadini. L’innovazione in Italia si fa, si sta già facendo, ma bisogna concertarla e integrarla con la storia, la tradizione, la conformazione delle singole città. È necessario, a partire da un modello condiviso, disegnare soluzioni su misura di ogni città, come IBM sta già facendo da tempo, diffondendo dei bandi mirati: per il 2012, a titolo esemplificativo, Siracusa ha vinto un servizio di consulenza specializzata IBM”. 

Michele Cutillo, Vice President Enterprise Services del Gruppo Hewlett Packard, pone l’accento sulla necessità di “cambiare i processi di business: in questo modo si possono trovare nuovi fondi. Le amministrazioni devono essere disponibili a cambiare approccio nei confronti dell’investimento tecnologico. Il nostro territorio ha centri di vera eccellenza, che dobbiamo rendere fruibili a livello interregionale”. 

Mario Occhiuto, Sindaco del Comune di Cosenza sottolinea l’esigenza di fare tesoro dell’esperienza passata: “i processi di sviluppo urbano delle nostre città, nel passato, hanno mostrato quali sono i rischi da non sottovalutare: periferie con alto indice di delinquenza, quartieri-dormitorio, zone urbane iper-congestionate dal traffico e aree sottosviluppate sono il frutto di una cattiva progettazione urbana. L’uso delle tecnologie deve tenere conto delle esigenze dei cittadini e deve rispondere a un disegno ben meditato prima della messa in atto, per evitare di commettere gli stessi errori del passato”. 

Paolo Perrone, Sindaco del Comune di Lecce osserva che nel caso di una città turistica come quella che amministra, “le responsabilità aumentano, perché i referenti non sono più solo i cittadini, ma anche i turisti che sono portati inevitabilmente a fare paragoni con la realtà da cui provengono. A Lecce fino ad ora il progetto Smart city è ancora piuttosto rarefatto, e sottolineo in questa occasione che non possiamo permetterci di lasciare indietro, anche nello sviluppo tecnologico, i centri importanti del Sud”. 

In chiusura del convegno ha preso la parola Alessandro Perego, Responsabile scientifico dell'Osservatorio Internet of Things, School of Management Politecnico di Milano, che ha illustrato le opportunità e gli scenari di impiego offerti dal cosiddetto “Internet of things” sempre in direzione delle città intelligenti. “Il messaggio che voglio lanciare è che in un contesto come Smau non si può ignorare il legame tra Smart City e tecnologia: in particolare, uno dei primi approcci tecnologici riguarda l’Internet delle cose, o meglio l’uso di oggetti intelligenti, che a loro volta sono interconnessi da reti intelligenti, che consentono la multifunzionalità. Gli ambiti applicativi in chiave Smart City sono ovviamente molteplici, e difatti sono ad oggi in essere 162 progetti sperimentali che vanno dal monitoraggio del territorio, all’e-health, fino alla localizzazione dei mezzi pubblici. 
Ogni ambito applicativo, però, è purtroppo usato in modo monofunzionale, dal momento che viene abilitata solo un’azione alla volta. Per calarsi nel mondo della realtà e dell’implementazione tecnologica c’è l’assoluta necessità di creare sinergie e infrastrutture condivise, per sviluppare servizi integrati e orizzontali, indirizzando gli sforzi in senso comune”. 

È stata poi la volta del conferimento del premio Smart City, condotto da Angela Tumino, Responsabile della Ricerca dell’Osservatorio Internet of Things del Politecnico di Milano, ai casi più innovativi di sviluppo di città intelligenti raccolti dall’Osservatorio Smau – Politecnico di Milano nel 2012. 

Di seguito l’elenco delle Istituzioni premiate: 

Comune di Venaria Reale (To) - ASM Card 

Il Comune di Venaria riceve il premio per la creazione di una smart card multifunzione che permette ai genitori di prenotare i pasti per i propri figli alla mensa degli istituti scolastici della Provincia, di gestire la raccolta rifiuti, di fruire di alcuni servizi sanitari, anche tramite app Mobile. Al momento le smart card fornite sono circa 18.000, a fronte di una popolazione di circa 35.000 persone. 


Comune di Venezia

La città di Venezia ha avviato il progetto di Cittadinanza Digitale per far arrivare la banda larga a tutti i cittadini e turisti della laguna e ha avviato una serie di iniziative più localizzate di valore, tra cui:- Telepago (Venis SpA): sistema di pagamento dei parcheggi sulle strisce blu da cellulare, grazie all’invio di un SMS piattaforma SMS (Comune di Venezia attraverso Venis SpA): evoluto sistema di invio di SMS ai cittadini per segnalare informazioni rilevanti (es. allarme maree e rischio idraulico, variazioni percorso scuolabus) ZTL (AVM): 

-SIM inserite all’interno delle telecamere che si trovano sugli accessi alle ZTL per controllo accessi in tempo reale e controllo remoto delle telecamere, permettendo una più semplice riscossione delle sanzioni 

-Gestione flotte (ACTV): localizzazione tramite SIM dei vaporetti e degli autobus per comunicare alla clientela eventuali ritardi o variazioni di percorso

Provincia autonoma di Trento – ARPA

La Provincia autonoma di Trento ha sviluppato in collaborazione col partner tecnologico ARPA un innovativo progetto pilota costituito da un sistema di monitoraggio capillare della qualità dell’aria al fine di individuare e controllare 3 tipologie di gas nocivi.

Smau, anche i foggiani Meefarm tra i vincitori del premio Lamarck

Nel pomeriggio del primo giorno di fiera, Smau ha acceso i riflettori sulla prima edizione del Premio Lamarck, un riconoscimento inedito e originale realizzato dal Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria, in collaborazione con la community Startupbusiness e dedicato alle più promettenti Start up presenti in fiera all’interno dei Percorsi dell’Innovazione. Tra i premiati anche i foggiani Meefarm, creatori del portale Meetale (di seguito anche il dettaglio del progetto)

Il premio, dal nome del naturalista Jan Baptiste Lamarck che presentò per primo la teoria evoluzionista secondo cui gli organismi viventi si modificherebbero gradualmente nel tempo adattandosi all’ambiente, è sì un tributo alle migliori start up, ma vuole essere soprattutto, come nel più pieno spirito Smau, un momento di condivisione dell’eccellenza pioneristica italiana, che mira a stimolare e ispirare le nuove generazioni e ad incentivarle a continuare a fare business e ricerca nel nostro Paese. 

Dopo il saluto di Alvise Biffi, Presidente Giovani di Confindustria di Assolombarda, ha preso la parola Bianca Granetto, analista Gartner, che ha invece illustrato lo scenario attuale dell’IT nelle aziende italiane, in relazione ai grandi temi dello sviluppo economico e della partecipazione all’economia digitale. “I numeri previsionali dell’Europa nel 2013 sono ancora negativi (crescita 0,2%): l’Italia permane in uno stato recessivo, la perdita di competitività resta diffusa persino per i Paesi Brics, e anche la crescita media mondiale, stabile al 3%, appare piuttosto contenuta”, osserva Bianca Granetto. “La sfida dell’innovazione quindi, mai come in questo momento, è davvero associata a sviluppo e crescita quasi in modo speranzoso: il web è uno stato di cui non si può proprio più fare a meno per scambi culturali, di comunicazione, per informarsi e, naturalmente, è anche terreno fertile di scambi economici.Dall’informatizzazione alla digitalizzazione: è questo il passo importante che bisogna compiere per elevare la competitività, dal momento che il mondo si muove inevitabilmente in questa direzione. Bisogna attuare nuove strategie di innovazione (come per esempio il telelavoro, funzionale per le donne), da destinare ai cosiddetti nativi digitali, i bambini di oggi che hanno conosciuto il web sin dalla loro nascita: non si può non considerarli gli interlocutori del futuro”. 

Andrea Rangone, Full Professor della School of Management del Politecnico di Milano, si è focalizzato sugli aspetti principali del “fare start up” oggi, sulle opportunità straordinarie di crescita che questa propone: “perché leggendo i dati, si comprende che da dieci anni a questa parte il 40% dell’economia occidentale si è fondato sull’imprenditoria singola. Anche qui dobbiamo rendercene conto: l’Italia “brilla” per investimenti a due cifre nell’ambito delle start up (27.000 milioni di euro per start up ICT e 20.000 milioni nel 2012), a fronte di investimenti quantomeno a tre cifre degli altri paesi europei. È un trend che deve cambiare: storicamente l’Italia ha dalla sua il potere dell’inventiva, della fantasia, della creatività, del “saperci fare da soli”. L’Italia ha l’imprenditorialità nel suo bagaglio cromosomico, e spesso ha avuto modo di realizzarsi in distretti industriali di pura eccellenza: la geografia è stata per moltissime realtà un abilitatore nella creazione di sinergie. Back to the future è il motto da aver presente, tornare alla piccola imprenditorialità, ma tecnologica: questa è la strada da seguire, questa è la strada delle start up. I dati e gli studi sono confortanti: se oggi si iniettassero nelle start up 300 milioni di euro in investimenti seed, così come è stato fatto in Germania, tra un decennio l’impatto sul PIL sarebbe di circa 3 miliardi di euro, ovverosia lo 0,2% del PIL. 

In seguito ha avuto luogo la tavola rotonda dal titolo “Ripartire da noi: giovani imprenditori, start up e multinazionali ICT a confronto” moderata da Sebastiano Barisoni, giornalista di Radio24, che ha visto i Presidenti dei Giovani di Confindustria di alcune Regioni italiane confrontarsi con gli Amministratori delegati di importanti imprese nel ramo ICT. 

Ha esordito Marco Gay, Presidente Giovani Imprenditori di Confindustria Piemonte, sottolineando l’importanza del “fare “ri-start up”, di dare cioè nuova linfa vitale alle imprese attive magari da più generazioni e che hanno bisogno di innovarsi. Dai grandi player ci aspettiamo la capacità di incidere sulle situazioni geopolitiche del Paese, apportando nuove possibilità di lavoro per la popolazione attirando attenzione da parte delle istituzioni. Ciò che manca è invece sicuramente lo sharing dell’innovazione, che potrebbe essere alla portata di tutti: la semplificazione è una parola d’ordine che forse non viene sufficientemente valorizzata”. 

Giorgia Iasoni, Presidente Giovani Imprenditori di Confindustria Emilia-Romagna, insiste sulla provocazione lanciata da Sebastiano Barisoni, cioè su cosa manca agli imprenditori e che cosa fanno i player ICT per essere di supporto. “Una maggiore capacità di investimento nei giovani, nelle buone idee che faticano a realizzarsi: in primo luogo a tagliare le gambe all’imprenditore è proprio il non accesso al credito per i giovani, unito alla difficoltà di fare sistema, di creare partnership solide e durature”. 

“Dobbiamo aiutare i giovani imprenditori a investire in loro stessi per fare impresa”, continua Roberta Virago, Vice Presidente Giovani Imprenditori di Confindustria Veneto, “ma soprattutto bisogna formare le competenze, istruire nel segno dell’innovazione, insegnare come si diventa imprenditori virtuosi. Questo manca davvero tanto all’Italia, perché i limiti ci sono e nel campo della formazione sono anche evidenti. A volte poi è difficile fare il salto di qualità, perché l’amministrazione e la burocrazia, ma spesso anche i padri-padroni all’interno dell’azienda tarpano le ali”. 

Stefano Poliani, Presidente Giovani Imprenditori di Confindustria Lombardia, ammette l’esistenza di criticità nel campo delle piccole imprese. In primo luogo ravvisa il fatto che, se tramandate da padre in figlio, “spesso queste non premiano il merito, non stimolano i giovani che, contemporaneamente, tendono ad appoggiarsi al talento di chi li ha preceduti al comando. Anche in questo caso ci deve essere un momento importante di discontinuità, perché i giovani possono, anzi devono innovare e rigenerare la propria impresa nel segno della tradizione”. Riguardo alle richieste alle multinazionali, Poliani conclude: ”noi chiediamo flessibilità e comprensione, spesso le micro realtà italiane sono fondate sul genio, e il genio non si può imbrigliare in un business plan”. 

La parola è passata quindi agli interlocutori delle grandi multinazionali, i quali hanno presentato la loro esperienza in merito a ciò su cui puntano le multinazionali per fare business in Italia e quali sono i punti di forza del nostro Paese che possono attrarre gli investimenti del mercato globale. 

Paolo Castellacci, Presidente di Computer Gross, che si dichiara d’accordo con gli imprenditori: “il mondo ICT e il mondo dell’impresa in generale, si sostiene sulla competenza, sulla capacità, che va allenata e coltivata nel tempo. Da parte mia il contributo per le piccole imprese si riflette nella condivisione di informazioni, nel mettere a fattore comune un’infrastruttura che sicuramente un piccolo imprenditore non si può permettere. Nel contempo ai giovani dico di fare davvero i giovani, di investire e concentrarsi in progetti coraggiosi e innovativi, di non cercare di replicare i paradigmi della old economy, che certamente non è più percorribile”. 

Filippo Ligresti, Amministratore Delegato di Dell Italia, mette a disposizione capacità finanziaria e conoscenza, “insieme a un bagaglio di esperienza a livello planetario. Le start up con buone idee, soprattutto in ambito cloud e mobilità, in cui Dell sta investendo molti sforzi, vanno senz’altro aiutate a valorizzarsi. Tra l’altro, il vantaggio è reciproco, anche le grandi multinazionali hanno interesse a essere contaminate da intuizioni innovative”. 

Stefano Venturi, Amministratore Delegato HP Italia, ha esordito con delle considerazioni di scenario, notando come “spesso in Italia si deve lottare per aprire nuove attività qui, sul territorio, a causa della burocrazia e delle difficoltà ad avere risposte in tempi rapidi. In questo piccole imprese e multinazionali sono partner nella stessa battaglia: la collaborazione, il dialogo, la joint venture può essere una soluzione, pur non essendo l’azienda un incubatore. 

Per concludere Emil Abirascid, giornalista curatore dei Percorsi dell’Innovazione, ha annunciato le 7 start up vincitrici e ha consegnato i premi messi a loro disposizione, tra cui Microsoft BizSpark Plus-Startupbusiness, dedicato alla start up vincente nella categoria cloud. Il pacchetto comprende giornate di consulenza architetturale sul cloud computing e una copertura fino a 60.000$ in un anno di uso della piattaforma cloud Windows Azure. Il premio è stato offerto da StartupBusiness e Microsoft BizSpark.Per le altre sei start up selezionate dalla giuria presieduta dai Giovani Imprenditori di Confindustria IBM mette in palio l’accesso gratuito e pre-autorizzato al programma IBM Global Enterpreneur, un programma IBM ad invito selettivo in Italia del valore di 60.000$. Computer Gross offre 100 ore di Formazione Professionale all'interno del percorso formativo Computer Gross Academy che prevede training e percorsi di formazione per Titolari, Manager e figure Commerciali con sessioni dedicate di Leadership, Arte della vendita, Comunicazione, Public Speaking e Teambuilding. Portolano Cavallo Studio Legalemette in palio un premio consistente in un pacchetto di servizi legali per il valore di 20.000 euro e PoliHUB, l'Acceleratore del Politecnico Bovisa, metterà a disposizione gratuitamente 12 mesi di servizi e spazi di incubazione per la start-up. L'incubazione, oltre all'accesso alle infrastrutture, fornirà anche un valido supporto attivo di mentorship nella messa a punto della propria idea imprenditoriale, sia a livello di mercato che di tecnologia, nella definizione del business-plan e nell'identificazione di collaborazioni, ove fossero ritenute necessarie dall'imprenditore, con i gruppi di ricerca di riferimento del Politecnico di Milano. Dell avrà il piacere di offrire 3 giornate di consulenza, che saranno di aiuto alla start up per sfruttare al meglio gli standard di settore per utilizzare nuove tecnologie, migliorare le prestazioni, assicurare la scalabilità e aumentare al massimo il valore degli investimenti IT. HP invece mette a disposizione tre opportunità di coaching individuale con senior business leaders dell’azienda, indirizzate all’orientamento e al supporto delle iniziative di impresa. 

Di seguito il dettaglio dei vincitori che si sono aggiudicati la Prima edizione del Premio Lamarck: 

KENT’ S STRAPPER (Firenze) Vincitore del Premio PoliHUB

Kent's Strapper (KS) è una giovane impresa fiorentina familiare specializzata nella progettazione e produzione di stampanti 3D open source con tecnologia fused filament fabrication (FFF). La stampante 3D con tecnologia fused filament fabrication è uno strumento che permette di materializzare volumi molto complessi, prodotti con i software di modellazione CAD, attraverso la deposizione di un filamento di materiale plastico stratificato, fino a raggiungere il volume desiderato, con tolleranze che posso raggiungere i 0.1 mm. 

LAURA SAPIENS (Mantova) Vincitore del Premio Dell

Laura Sapiens è una impresa italiana nata per migliorare la relazione tra le persone e i sistemi informatici su scala mondiale. Fondata nel 2011, la società è produttrice di EGO! Smartmouse il primo dispositivo di interazione personale al mondo che permette di trasferir ire i file da un computer all’altro con un lieve gesto di polso. 

M2TECH (Navacchio di Cascina, Pisa) Vincitore del Premio Computer Gross

M2Tech Srl progetta, produce e commercializza sistemi audio per la riproduzione della musica digitale ad alta risoluzione. La start up ha ideato il Joplin, un dispositivo per archiviare su computer il contenuto di supporti musicali analogici (nastri, dischi, trasmissioni radiofoniche, riprese dal vivo) alla massima qualità possibile, estremamente più elevata di quella del CD. 

MAYAM R&BD (Roma) Vincitore del Premio Portolano - Cavallaro

MAYAM R&BD è una startup italiana che, attraverso il laboratorio Mente in Movimento Italy, opera nel campo della ricerca finalizzata all'immissione di prodotti e servizi innovativi sul mercato mondiale. Il laboratorio fonda i propri valori sul coinvolgimento strategico, creativo ed operativo delle nuove generazioni nonchè di altre realtà emergenti made in Italy. La start up ha ideato Leonardo il primo linguaggio di programmazione che permette di sviluppare qualsiasi tipologia di software attraverso il linguaggio umano. 

MEEFARM (Foggia) Vincitore del premio IBMMeefarm è un laboratorio di idee dedicato al mondo della libera arte. Ispirandosi alla logica di Google, Youtube e Facebook, Meefarm ha creato Meetale, un portale che offre agli Autori i mezzi per pubblicare gratis in piena autonomia e indipendenza le proprie opere. 

SEABREATH (Parma) Vincitore del premio HP

Seabreath è un sistema per ottenere energia da moto ondoso. La realizzazione prevede una struttura modulare fatta con containers riciclati e l'impiego di materiali naturali o comunque riciclabili in linea con una filosofia rispettosa dell'ambiente. 

ZERO12 (Cittadella PD) Vincitore del premio Microsoft Bizspark

Zero12 srl è una startup la cui mission è confezionare servizi Cloud e Mobile App su misura. La start up ha ideato Drivefarm, un File Server as a Service progettato e sviluppato per rispondere alle esigenze delle PMI in fatto di gestione del loro patrimonio documentale (progetti, foto, contratti, cataloghi) eliminando le problematiche connesse all’hardware in azienda. 

Il programma di eventi dedicati alle start up continua giovedì con lo Speed Dating dell’Innovazione, iniziativa realizzata in collaborazione con la community Startupbusiness che si pone l’obiettivo di far incontrare una selezione di oltre 30 start up dei Percorsi dell’Innovazione con investitori, incubatori e imprenditori italiani.

Smau 2012: riflettori sull'agenda digitale italiana

Smau, due padiglioni 1 e 2 di Fieramilanocity impegnati per la sua 49° edizione. Ieri mattina si sono accesi i riflettori sui grandi player dell’industria mondiale dell’ICT e sulle Regioni. Con un evento dal titolo emblematico,Tecnologie digitali e innovazione per il rilancio dell’economia, il Convegno di Apertura di questa edizione, presieduto daUmberto Bertelè, Presidente Onorario MIP School of Management del Politecnico di Milano, si pone l’obiettivo di ribadire il legame imprescindibile tra innovazione e sviluppo, favorendo il dialogo tra gli attori determinanti per una rinascita del nostro Paese che vede al centro i veri protagonisti della nostra economia: le Piccole e Medie Imprese. 

Ad aprire i lavori Pierantonio Macola, Amministratore Delegato Smau il quale ha presentato al pubblico in sala proprio quegli attori determinanti per la rinascita del nostro Paese: da un lato le aziende fornitrici di tecnologie digitali, presenti in Smau per raccontarsi alle imprese in modo diretto o attraverso la propria rete di partner italiani, dall’altro gli Assessorati alle Attività Produttive e all’Innovazione, che per prossimità risultano essere i primi e più importanti interpreti delle necessità dell’imprenditoria italiana. 
Questi ultimi racconteranno in questi tre giorni tutte le iniziative messe in atto a favore delle aziende che vogliono investire in innovazione: dalle start up più innovative del proprio territorio ai laboratori e centri di ricerca, fino alle agevolazioni e strumenti finanziari resi disponibili alle imprese. 

Afferma Pierantonio Macola, Amministratore Delegato di Smau: “L’esperienza quadriennale di Smau in giro per l’Italia ci ha portato a diretto contatto con oltre 300.000 imprese: in questa 49esima edizione milanese di Smaupresentiamo gli oltre 500 i casi di successo che ci hanno fornito la ricetta del nostro antidoto alla crisi, cioè un efficace mix tra moderne tecnologie di grandi fornitori internazionali, il talento degli operatori italiani e la dinamicità di alcuni bacini territoriali particolarmente attenti alle esigenze delle imprese. 
Sono proprio le piccole e medie aziende italiane al centro dell’attenzione di Smau, e proprio da loro può partire quella svolta culturale necessaria al rilancio dell’economia del nostro Paese. Questo è ciò che dal 2007 Smau ha compreso e messo in atto, dedicando i suoi eventi al management in genere, non esclusivamente al comparto ICT. 
Nell’ottica di fornire alle imprese una piattaforma completa per il loro sviluppo, Smau ospita anche quest’anno gli interlocutori più importanti per le imprese: le Regioni, e in particolare gli Assessorati alle Attività Produttive e all’Innovazione, che per prossimità risultano essere i primi e più importanti interpreti delle necessità dell’imprenditoria italiana, e i grandi vendor dell’ICT, le aziende fornitrici di tecnologie digitali, che sono qui per mettere a disposizione delle imprese la credibilità e il prestigio delle grandi multinazionali”. 

Dopo il saluto di Macola, la parola è passata a Roberto Formigoni, Presidente di Regione Lombardia, il quale ha ribadito che “Smau è un punto di riferimento non solo italiano, ma internazionale per parlare di sviluppo: è una finestra aperta sul futuro, un futuro fatto da un nuovo modo di agire, di pensare, di creare opportunità. Se è vero che il contesto economico attuale impone di ridurre spesa e frenare il debito, allo stesso tempo la stabilità è solo il primo passo verso la costruzione di questo futuro: è necessario considerare che “di solo rigore si muore”. Ricerca e innovazione sono allora i propulsori per il mercato, e nonostante l’inflessione generalizzata, il comparto ICT ha dimostrato di essere una leva fondamentale per favorire lo sviluppo: la politica non può e non deve permettersi di prescindere dalla tecnologia, ma deve puntare con decisione su di essa come vera e propria arma di rilancio per tutto il Paese.In merito all’Agenda Digitale, Formigoni ha concluso: “Proprio nell’ambito dell’Agenda Digitale Lombarda sono stati attivati importanti bandi per sostenere i processi di innovazione delle micro, piccole e medie imprese lombarde, incentivando gli investimenti in nuove tecnologie digitali. Anche ora che il governo regionale è stato chiamato a fare un passo indietro”, ha concluso Formigoni, “dobbiamo assicurarci, nell’interesse di tutti, di proseguire questo cammino, con la stessa energia, voglia e motivazione”. 

Andrea Rangone, Full Professor degli Osservatori School of Management Politecnico di Milano,ha incentrato il suo intervento sul tema dell’Agenda Digitale, “ L’Introduzione dell’Agenda Digitale comporterà nei prossimi tre anni circa 20 miliardi di euro di riduzione di costi e 5 miliardi di maggiori entrate per la Pubblica Amministrazione in caso di digitalizzazione dei processi. Ecco perché il comparto tecnologico non può assolutamente essere ignorato e va certamente dato merito al governo di aver compreso, e investito, in questa realtà che davvero può dare quella spinta propulsiva necessaria al rilancio del Paese. Certo, in Italia vige ancora un Digital divide culturale e purtroppo anche infrastrutturale: siamo indietro rispetto ai paesi europei nell’uso dei sistemi informatici, con dati talvolta allarmanti: basti pensare che la penetrazione della banda larga veloce è ferma in Italia al 62%, a fronte di un quasi al 90% nei paesi nordici, e anche l’utenza internet si è fermata al 57%, contro il 77% e della Francia e circa l’80% della Germania. Ma questo è il vecchio intenet: il nostro advantage riguarda i nuovi media, il new internet che entra in tablet, smartphone, nel mondo mobile insomma: qui siamo veramente al di sopra delle medie europee, siamo 41% utenti internet da smartphone. In questo nuovo mondo l’Italia riveste una grande importanza. 

Successivamente sono intervenuti gli Assessori allo Sviluppo delle Regioni presenti: 

Loredana Capone, Vicepresidente con delega allo Sviluppo Economico della Regione Puglia, ha insistito sull’importanza di valorizzare la creatività e la capacità inventiva delle nuove generazioni, che sono l’autentico valore aggiunto per il successo di un business innovativo: “è in questa direzione che vanno gli incentivi messi a disposizione dalla Regione Puglia, che vuole creare un sistema di diffusione della cultura dell’innovazione: numerose sono le iniziative e i bandi messi a disposizione soprattutto dei giovani startupper, che vanno premiati e supportati nella realizzazione delle loro buone idee.”E gli sforzi congiunti sembrano aver dato merito alla Regione Puglia, se è vero che “come rileva il Rapporto Svimez, il Pil della Puglia nel 2011 è aumentato dello 0,5%, le esportazioni sono cresciute del 17,9% e gli occupati di 11.600 unità. È opportuno aggiungere che questi dati nel 2012 sono ulteriormente lievitati: le esportazioni sono infatti aumentate dell’11,3% nei primi sei mesi del 2012, mentre gli occupati sono cresciuti di 55 mila unità tra aprile e giugno di quest’anno, rispetto al trimestre precedente. Per quest’ultimo indicatore siamo primi nella classifica italiana pubblicata dall’Istat”. 

Andrea Gibelli, vice presidente Lombardia afferma: “Per Regione Lombardia la start up innovativa non solo è quella che rappresenta una nuova impresa a forte contenuto innovativo, ma è anche, e soprattutto, quella start up che consente di creare una filiera capace di riportare settori industriali maturi e tradizionali sul mercato di oggi". E' quanto detto oggi da Andrea Gibelli, vice presidente e assessore all'Industria e Artigianato di Regione Lombardia, nel corso del suo intervento all'apertura di Smau. Regione Lombardia - ha proseguito l'assessore - va esattamente nella direzione della contaminazione tra start up innovative e aziende tradizionali, con una particolare attenzione alle Pmi, per portare queste ultime nuovamente sui mercati con nuove caratteristiche di competitività, nonostante la pressione fiscale e i costi della burocrazia rendano poco competitivo il nostro sistema nazionale". Gibelli ha anche ricordato che "Regione Lombardia, entro il 2020, ha messo in campo l'iniziativa Wikilombardia". "Questa - ha spiegato - sarà costituita da una o più piattaforme informatiche, che consentano il trasferimento tecnologico all'interno di filiere". "Ciò che conta - ha detto ancora - è fare sistema. Non considerare l'impresa come un soggetto che viva solo ed esclusivamente delle proprie risorse". 

La parola è passata poi a Federica Seganti, Assessore alle Attività Produttive della Regione Friuli Venezia Giulia,un territorio che per vocazione storica è tutto votato all’export: “e proprio studiando le realtà industriali che operano prevalentemente oltre i nostri confini abbiamo notato come il 70% delle imprese che esportano si sono innovate, o meglio, hanno dovuto innovarsi in senso tecnologico: è sulla base di questa forte indicazione che il Friuli Venezia-Giulia ha intrapreso un progetto di innovazione e crescita attraverso la creazione di un portale finalizzato all’attività delle imprese. Si tratta di uno strumento innovativo che semplifica la nascita e l’ampliamento delle aziende, nell’ottica di sviluppo della cosiddetta Smart Regione, ovvero un territorio con alta capacità di sviluppo grazie alla creatività delle sue comunità e istituzioni ed all’utilizzo della più moderne tecnologie. È questo l’obiettivo che ha motivato l’Assessorato alle Attività Produttive, a creare il portale del marketing territoriale (visitabile all’indirizzo webwww.businessfvg.it), primo esempio in Italia di un mezzo conoscitivo ed informativo finalizzato all’attrattività di imprese e capitali per garantire lo sviluppo socio-economico - occupazionale del territorio e in grado di presentare l’offerta industriale tramite mappe territoriali integrate ad un database con l’indicazione, il censimento e la georeferenziazione dei consorzi e delle aree industriali.” 

Alessandro Olivi, Assessore all’Industria, Artigianato e Commercio della Provincia Autonoma di Trento, ha poi illustrato le contromisure messe in atto dalla sua Provincia per contrastare l’attuale crisi economica. “Nelle scorse settimane è stata approvata la riforma strutturale economica che ridefinisce la concessione degli incentivi per gli investimenti fissi effettuati dalle imprese. La riforma persegue l’obiettivo di selezionare gli investimenti da sostenere per stimolare la crescita e lo sviluppo, la competitività del sistema economico, e sostenere l’occupazione in un territorio che talvolta, proprio per la sua conformazione geografica, può essere “difficile”. Ha concluso Olivi che “ il cuore di queste misure sta proprio nell’innovazione che vuole essere il nucleo centrale della crescita”. 

Alfredo Peri, Assessore Programmazione Territoriale, Urbanistica, Reti di Infrastrutture Materiali e Immateriali, Mobilità, logistica e Trasporti Regione dell’Emilia-Romagna, ha esordito notando come la sua Regione è nota per operare tipicamente in distretti produttivi. La sfida da affrontare è ora quella di “creare tra loro delle reti d’impresa da interconnettere, per trasformarli in veri e propri distretti tecnologici: l’Assessorato allo Sviluppo è intervenuto creando finora 93 reti di impresa collegate, anche grazie all’approvazione di bandi regionali tutti finalizzati al supporto della piccola e media impresa.” Tutto ciò è stato possibile nell’ambito di un’agenda digitale regionale che, afferma Peri, “vuole essere una vera carta dei diritti per le imprese, che devono avere il diritto di accesso alle reti tecnologiche, all’informazione e alla conoscenza, ai servizi alla persona e alle imprese eccetera”. 

La prima, tra gli Amministratori Delegati, a prendere parola è Luisa Arienti, Amministratore Delegato di SAP Italia,che commenta le due le parole d’ordine, notissime ormai, che si voglio prendere in esame per il rilancio economico: “la prima è spending review, che non deve assolutamente essere un bruto taglio trasversale dei costi, ma deve includere progetti di razionalizzazione, ottimizzazione, risparmio: in questo ambito SAP vanta un’esperienza quarantennale, che adesso è stata messa al servizio anche delle amministrazioni pubbliche: da oltre un anno e mezzo il Comune di Roma sta digitalizzando le circa 115 mila pratiche interne di autorizzazione. La seconda parola d’ordine è Agenda Digitale, da leggere in termini di Sviluppo: SAP sta realizzando progetti di grande evoluzione, per esempio collaborando al Expo 2015 in direzione dell’integrazione operativa fra enti, fornitori, enti di vigilanza e controllo ed aziende, attraverso piattaforme digitali di collaborazione”. 

David Bevilacqua, Vice President South Europe di Cisco e AD, osserva che quest’anno “finalmente si può guardare con ottimismo al futuro, almeno sul fronte dell’ICT: i paesi che da tempo hanno dimostrato di credere all’innovazione tecnologica, per esempio, stanno oggi attraversando migliori acque dal punto di vista della crescita e dell’impiego, soprattutto giovanile”. Bevilacqua prosegue rilevando, però, che “è fondamentale lavorare nell’ordine della contaminazione tecnologica, della diffusione virale di nuovi media a tutta la popolazione con un approccio sistemico e concreto: gli italiani sono al primo posto nella creazione di progetti pilota che si realizzano in brevissimo tempo e nascono effettivamente da idee innovative e validissime. Ebbene, è necessario diffondere una cultura dell’innovazione che possa far sì che queste buone idee si sviluppino in progetti concreti, di larghe vedute e di prospettiva duratura”. 

Dario Bucci, Amministratore Delegato di Intel Italia, afferma che oggi tre macro-fenomeni aprono alle imprese nuovi, affascinanti scenari: “il primo è l’attenzione nel mondo consumer per le novità hi-tech, soprattutto nel campo del mobile computing. Il secondo, che investe anche il mondo delle aziende, è la “consumerization of IT” ossia la straordinaria evoluzione del mondo consumer che sta varcando sempre più i confini aziendali:oggi il manager, l’impiegato, l’imprenditore sono prima di tutto utenti di new technologies: oltre agli strumenti aziendali, infatti, usano un Ultrabook, un tablet, uno smartphone di nuova generazione, e le aziende si trovano a gestire questa miriade di dispositivi personali all’interno dei perimetri aziendali. 
Un terzo fenomeno che coinvolge direttamente il segmento business, ed è conseguenza diretta dei primi due, è che le aziende hanno di fronte un salto epocale nella gestione delle proprie infrastrutture IT. Aprire le porte alla mobilità e all’integrazione di una molteplicità di device vuol dire necessariamente sposare le logiche del Web e del cloud computing.” 

Nicola Ciniero, Amministratore Delegato di IBM Italia, introduce il suo intervento notando che “ci troviamo nel giorno zero dell’Agenda Digitale ed è bello essere a Smau per celebrare questo evento. Il prossimo passo fondamentale da compiere, però, è l’essere in grado di calare in pieno la tecnologia in una destinazione d’uso: oggi abbiamo l’occasione di vivere in un momento di discontinuità in cui l’innovazione gioca un ruolo abilitante nel concretizzare i cambiamenti di cui abbiamo bisogno, attraverso processi di razionalizzazione e di semplificazione della spesa pubblica - eliminazioni di sprechi, inefficienze e abusi - e di recupero delle risorse da dirottare altrove”. Alla luce di ciò Ciniero sostiene che“un circolo virtuoso tra Spending Review e Agenda Digitale, con una visione sistemica e integrata, non solo sia possibile ma lo sia praticamente a costo zero”. 

Federico Francini, Presidente e Amministratore Delegato di Fujitsu Technology Solutions, nota le difficoltà del momento attuale osservando che “l’Italia in molti casi necessita ancora di infrastrutture di base che rappresentano i prerequisiti, in mancanza dei quali la vera innovazione non può nemmeno essere pensata. 
L’Agenda Digitale varata dal governo è in questo senso molto ben articolata, dal momento che tiene conto delle necessarie infrastrutture di base, ma anche della contemporanea introduzione di veri elementi di innovazione. Ciò che bisogna a ogni costo evitare, nel momento dell’attuazione del decreto “Crescita 2.0”, è il posticipare, il dilatare i tempi: l’Italia ha bisogno di soluzioni efficaci in tempi certi e rapidi. Serve oggi una svolta, un cambiamento che non sia più autoreferenziale, ma che riesca finalmente a mettere al centro la società, le persone, cosa che Come Fujitsu, facciamo questo ormai da diversi anni” 

Patrizia Grieco, Amministratore Delegato di Olivetti, indica come obiettivo per l’Italia, “quello di colmare il gap finora accumulato rispetto alle altre nazioni, tanto sul versante del capitale fisico (infrastrutture broadband e digitalizzazione del Paese) quanto su quello del capitale umano (formazione e merito). La strada per ridurre questo cultural divide è stata tracciata in questo ultimo periodo grazie all’impostazione dell’ Agenda Digitale, vera boccata d’ossigeno per l’economia italiana, se si calcola – secondo le stime più recenti - che la piena realizzazione del piano potrebbe consentire una riduzione del deficit nazionale di 19 miliardi di euro e stimolare al contempo una crescita del Pil tra lo 0,7% e l’1,3%. Il comparto ICT ricopre un ruolo chiave per la ripresa del Paese: non va dimenticato, però, che non c’è innovazione senza giovani talenti disposti ad attuarla, a renderla endemica: per questo la disoccupazione giovanile è un tema tanto importante”. 

Pietro Labriola, Responsabile Direzione Business di Telecom Italia, esordisce affermando che “digitalizzare dall’interno l’impresa è un punto di partenza fondamentale. Oggi smartphone, tablet, laptop ed e-reader sono alla portata di tutti e l’impiego di internet e delle applicazioni web nella vita privata è diventato un’abitudine spesso irrinunciabile: sto pensando ai social network, all’home banking, all’e-commerce e all’ e-government, ad esempio. Molte di queste sono applicazioni Cloud, nella Nuvola. Ora è il momento di trasferire quanto appreso ad uso personale alla vita professionale, investendo sulle tecnologie al servizio dell’impresa nell’ottica di una semplificazione davvero reale e tangibile. In questa trasformazione le Imprese Italiane, soprattutto le piccole e medie, e i Professionisti non sono soli. Esistono in Italia aziende ed esperti specializzati nell’IT, più di 25.000, che hanno esperienza, competenze e capacità per contribuire alla rivoluzione digitale. Sono veri e propri “personal trainer” della trasformazione digitale con una presenza locale e una distribuzione capillare”. 

Stefano Venturi, Amministratore Delegato di HP Italia chiude gli interventi degli Amministratori Delegati sottolineando come la competitività “nell’attuale scenario economico è un obiettivo improrogabile e soprattutto un augurio che noi - imprese, istituzioni, cittadini - dobbiamo fare al nostro Paese. Perseguire e riappropriarci della nostra spinta competitiva è fondamentale, così come considerare la tecnologia quale abilitatore di un’innovazione strategica, e quindi elemento centrale per accelerare la ripresa delle imprese e del paese. Le aziende leader - e tra queste HP - svolgono un ruolo fondamentale come propulsori di un’innovazione sistemica che deve accelerare l’abbattimento del digital divide, in un senso molto più ampio e puntuale: ad esempio tramite una serie di programmi e di azioni in grado di ridurre sensibilmente il gap attuale di accessi alle rete, potenziando allo stesso tempo la capacità di utilizzare in maniera efficace le tecnologie digitali. 

In chiusura, il Ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera è intervenuto in merito al recente decreto legge “Crescita 2.0”: collegato telefonicamente, ha risposto alle domande di Umberto Bertelè e Andrea Rangone puntando l’attenzione sulle opportunità per le imprese del comparto dell’Information & Communication Technology derivanti dalle nuove misure previste e sul ruolo fondamentale delle start up per il rilancio economico del Paese. 
Sottolineando il ruolo di Smau “che è simbolicamente un’ occasione in cui ci si rifà di tanti momenti di difficoltà del Paese, in cui è possibile toccare con mano parte dell’eccellenza nazionale”, il Ministro, incalzato poi dai moderatori, ha sostenuto che “bisogna che ci siano investimenti seri sia sul piano dell’infrastruttura che su quello dell’informazione: l’analfabetismo tecnologico è un nemico della crescita e dello sviluppo che bisogna assolutamente combattere. Il decreto sviluppo ha creato le condizioni perché si realizzi una vera razionalizzazione e semplificazione nelle Pubbliche Amministrazioni: esse devono iniziare a fare sistema tra loro, a comunicare per migliorare l’utenza e dei cittadini. A titolo puramente esemplificativo basti pensare a come l’Anagrafe unica, digitalizzata e in modalità cloud, ha semplificato in modo concreto e tangibile la vita degli italiani. Gli investimenti non solo servono a risparmiare e a creare maggior trasparenza ma a rilanciare nuove attività: e quando si parla di nuove attività non si può non pensare alle start up, settore che sono l’orgoglio dell’imprenditorialità made in Italy. La normativa, studiata con i più preparati esperti a livello nazionale e internazionale, ha affrontato tutti i momenti di possibile criticità nella costituzione delle start up, a cominciare da un avvio più semplice e rapido, meno burocraticizzato. In secondo luogo, una grande flessibilità fiscale e gestionale, soprattutto nei primi anni, quando davvero c’è bisogno di essere “agili”: addirittura ci sono stati dei correttivi alle procedure fallimentari, per renderle meno dure e penalizzanti. In terzo luogo, la possibilità ad accedere ad un alto numero di bandi pubblici”.
di Vincenzo Matano

domenica 9 settembre 2012

Fiera del Levante, domani il ricordo di Franco Mancini

Franco Mancini, ex portiere di Bari e Foggia
Era amato da tutti, solare, disponibile e sempre con un sorriso da regalare. La sua prematura scomparsa ha addolorato chiunque abbia avuto la fortuna di incontrarlo, conoscerlo o solamente ammirarne le eccellenti doti tra i pali della sua porta.Franco Mancini, estremo difensore di diversi club, ha indubbiamente lasciato un segno particolare nei cuori dei tifosi di Foggia e Bari. 
Con l’iniziativa “L’altra faccia del pallone: Tributo a Franco Mancini”, lunedì 10 (ore 19.30 Sala Leccio Padiglione 10) la Fiera del Levante intende omaggiare la figura dell’atleta e dell’uomo dedicando un momento della rassegna ai ricordi di chi gli è stato vicino nel corso della sua intensa carriera. 
L’atmosfera intima e familiare da “bottega dei ricordi” darà modo alla moglie Chiara ed ai suoi figli Francesco e Alessandro di accogliere gli amici di una vita: da Gigi De Canio materano come lui, oggi allenatore del Genoa, a Delio Rossi suo allenatore a Foggia, a Peppino Pavone talent scout che lo portò alla corte di Zeman, a Gigi Garzya inseparabile capitano del Bari di Fascetti. 
La serata ideata e condotta da Massimiliano Sisto, vedrà protagonista anche Pierluigi Pardo di Mediaset ed i collegamenti con Zdeneck Zeman e Vincenzo Cangelosi da Roma e con Antonio Cassano da Milano. Sarà possibile rivedere le acrobazie tra i pali di Franco Mancini con la maglia numero 1 del Foggia prima e del Bari poi ed a rendergli omaggio ci saranno in prima fila due delegazioni delle formazioni pugliesi guidate dai rispettivi allenatori Pasquale Padalino e Vincenzo Torrente. 
Portiere in campo con i guantoni, batterista con la passione per Bob Marley con le bacchette: Franco Mancini ha lasciato la più grande eredità per un uomo di sport nei tantissimi episodi di vita extra campo che compagni di squadra, giornalisti , addetti ai lavori e semplici tifosi veraci faranno affiorare anche grazie al contributo di immagini inedite. 
Dagli storici gradoni dello Zaccheria risaliti sotto lo sguardo vigile di Zeman, alle lacrime in ginocchio a Venezia per la salvezza raggiunta con il Bari, dal viaggio all’Eurodisney con famiglia, all’intimità di casa Mancini violata per un pomeriggio tra cucina e camera da letto. 
Ad arricchire lo scrigno dei ricordi i testi e le fotografie esclusive di Gianni Antonucci “magnifico rettore” dell’università del calcio barese oltre che le immagini e le parole di Giuseppe Sansonna, autore di Zemanlandia, primo lungometraggio sulla straordinaria avventura del tecnico boemo alla guida del Foggia dei Miracoli che aveva in Franco un difensore estremo oltre che un estremo difensore. 
Il tutto nella cornice della Fiera del Levante nel cuore pulsante di Bari.
Perché l’unico modo per riscattare l’immagine ferita di una città che negli ultimi tempi è stata ribattezzata la capitale del calcioscommesse è ripartire dall’altra faccia del pallone: quella pulita, sorridente e vera di Franco Mancini.

mercoledì 5 settembre 2012

Tatarella (Fli): La Fiera come il Petruzzelli, gli enti sono terreno di scontro politico


Sembra un film già visto. Come per il Petruzzelli, anche sulla Fiera è in atto una sordida guerra politica. In gioco appalti a mano libera, assunzioni superflue e clientelari, corpose indennità per amministratore e direttore, e un fallimentare progetto per un contestatissimo centro congressi. Protagonisti i soliti partiti, che da anni  tengono in ostaggio la città, e le tre istituzioni proprietarie, che hanno rinunciato al ruolo strategico di indirizzo, per occuparsi solo della gestione. Significativa, al riguardo, la posizione del Presidente della Provincia Francesco Schittulli, che siede personalmente nel Consiglio generale dell'ente.
Petruzzelli e Fiera dovrebbero essere il fiore all'occhiello della città, proiettando il nome di Bari sulla scena internazionale. Grazie a una classe dirigente miope, litigiosa e attenta solo alle proprie fortune politiche e a una città, sempre più assente e ripiegata su se stessa, sono diventati solo terreno privilegiato di scontri e di potere. Per l'uno e per l'altra mancano, sia un forte e studiato progetto strategico, sia  un vero piano industriale, mentre si continua a improvvisare e a vivere alla giornata, sperperando inutilmente milioni di euro, come sta accadendo per il centro congressi.

venerdì 31 agosto 2012

Lavorare con il bello. Dall’esperienza nazionale a quella locale



“Lavorare con il bello. La creatività, che impresa!” titolava l’11 marzo scorso un articolo del Sole 24 ore, nell’inserto domenicale culturale all’interno dell’ormai nota rubrica “Cultura e sviluppo”, nata all’indomani della pubblicazione del Manifesto per la Cultura (pubblicato il 18 Febbraio scorso). In questi articoli si elencavano, fra altre cose, le varie realtà culturali sparse per tutta Italia, le cosiddette “industrie della creatività”: l’Umbria Jazz Festival, il Rossini Opera Festival nelle Marche, la Mezza Estate di Tagliacozzo in Abruzzo e per la Puglia veniva citato l’evento macroscopico, la Notte della Taranta, al quale aggiungerei vari festival del libro (Acquaviva, Bisceglie, Trani, Polignano e da ultima Cerignola), gli appuntamenti musicali (e non solo) di Carpino e Monte Sant’Angelo, Spiagge d’autore, Calici Sotto le Stelle e parecchi altri. Iniziative che a vario titolo rientrano nell’ “industria del bello”.  Molte altre le manifestazioni in Puglia che, fra i due felici assessorati, gentiliano e godelliano, vengono promosse nella nostra regione.
Nel Giugno scorso, a Matera, avendo avuto la possibilità di seguire uno dei tanti dibattiti svoltisi in tutta Italia intorno alla pubblicazione del Manifesto per una Costituente della Cultura, si è potuto apprendere quanto siano state invertite, nell’ambito della manifestazione “Polo Sud” (promossa dagli editori Laterza), alcune idee fisse: la promozione culturale può (e deve) essere progettata anche nelle province del sud (e non solo ‘calata’ dal nord) e dal sud non si dovrà parlare solo di tradizione, ma anche innovazione. In questo contesto pare esemplare il fatto che proprio la bella, piccola e scomoda Matera sia stata candidata a città capitale europea della cultura del 2019.
La cultura non rischia di diventare così una sorta di operazione di marketing svuotata del suo significato più nobile? La questione ha scatenato non pochi dibattiti fra gli intellettuali, i quali recentemente intervistati si sono espressi anche contrariamente a questa nuova impostazione, tuttavia, anche scorrendo il sito del Sole 24 Ore, si possono leggere le illustri adesioni avute al Manifesto, che segue, implicitamente, lo stampo di Dewey, secondo cui la democrazia è anche la capacità di imparare facendo. Il Manifesto ha smosso le acque nelle varie regioni, nei comuni sempre più esangui, i quali hanno compreso quanto importante sia la figura di un europrogettista pronto ad intercettare bandi e fondi europei, spesso infatti si son persi fondi importanti per incompetenza, per carenza di regole, per scarsa progettualità (e sull’argomento mi pare opportuno segnalare Michele Trimarchi, in un suo articolo del 12 Agosto sul Sole).
A Cerignola. Inutile ripetersi mille volte quanto la situazione italiana sia difficile in ambito culturale, la dicono lunga le chiusure di alcune biblioteche universitarie fra cui Pisa, la difficile situazione del prestigioso Istituto Italiano di Studi Filosofici. Un’oasi del pensiero. Viaggiando si scopre l’ovvio, si scopre che le situazioni bibliotecarie, ad esempio, son tutte in difficoltà, tranne qualche piccola eccezione come Perugia e Milano Bicocca. La crisi è un evento tangibile ovunque, una parola trita con significati fortemente empirici. E in questo scenario quale chance è concessa ad un microcosmo come Cerignola? Il cartellone culturale estivo, lo abbiamo visto, è stato notevolmente penalizzato, certo qualcuno disse “con la cultura non si mangia”, ma altrettanto spaventosa è la logica “con la cultura si mangia”. Uscendo da queste spicciole metafore gastronomiche, che spesso si son sentite (e lette), a Cerignola esistono attualmente due eventi  considerevoli: il festival dedicato, in Settembre, a Mascagni e la Fiera del Libro. Entrambe le manifestazioni sono un’occasione per richiamare gente in città, per smuovere l’economia, per far parlare, per crescere. Conoscendo più da vicino la Fiera del libro, ed abbandonandomi ad una scorretta prima persona, poiché invitata a descrivere più da vicino quest’operazione culturale, vorrei soffermarmi su due aspetti: il privato che scende in campo a sostegno della cultura, anche modestamente, ma con la lungimiranza dell’aver compreso quanto la dicotomia pubblico – privato, in termini di cultura, sia sorpassata; e  quanto  il modello-Cerignola (con la Fiera)  mostri come l’impresa privata sia capace di sostenere la cultura senza intromettersi in scelte dirette da comitati scientifici. «Il calendario è in preparazione. – dichiara Rossella Bruno, presidente di Oltre Babele. Quest'anno ci saranno molte novità. In primis il festival si svolgerà in data e luogo diversi, soprattutto per coinvolgere le scuole che negli scorsi anni rimaste ai margini solo per termini temporali. Il ricco calendario vedrà poi alternarsi presentazioni di libri e dibattiti, proiezioni, recital, momenti musicali e laboratori per bambini. Il salto di qualità è notevole».  A breve dunque maggiori dettagli.“Lavorare con il bello. La creatività, che impresa!” titolava l’11 marzo scorso un articolo del Sole 24 ore, nell’inserto domenicale culturale all’interno dell’ormai nota rubrica “Cultura e sviluppo”, nata all’indomani della pubblicazione del Manifesto per la Cultura (pubblicato il 18 Febbraio scorso). In questi articoli si elencavano, fra altre cose, le varie realtà culturali sparse per tutta Italia, le cosiddette “industrie della creatività”: l’Umbria Jazz Festival, il Rossini Opera Festival nelle Marche, la Mezza Estate di Tagliacozzo in Abruzzo e per la Puglia veniva citato l’evento macroscopico, la Notte della Taranta, al quale aggiungerei vari festival del libro (Acquaviva, Bisceglie, Trani, Polignano e da ultima Cerignola), gli appuntamenti musicali (e non solo) di Carpino e Monte Sant’Angelo, Spiagge d’autore, Calici Sotto le Stelle e parecchi altri. Iniziative che a vario titolo rientrano nell’ “industria del bello”.  Molte altre le manifestazioni in Puglia che, fra i due felici assessorati, gentiliano e godelliano, vengono promosse nella nostra regione.
Nel Giugno scorso, a Matera, avendo avuto la possibilità di seguire uno dei tanti dibattiti svoltisi in tutta Italia intorno alla pubblicazione del Manifesto per una Costituente della Cultura, si è potuto apprendere quanto siano state invertite, nell’ambito della manifestazione “Polo Sud” (promossa dagli editori Laterza), alcune idee fisse: la promozione culturale può (e deve) essere progettata anche nelle province del sud (e non solo ‘calata’ dal nord) e dal sud non si dovrà parlare solo di tradizione, ma anche innovazione. In questo contesto pare esemplare il fatto che proprio la bella, piccola e scomoda Matera sia stata candidata a città capitale europea della cultura del 2019.
La cultura non rischia di diventare così una sorta di operazione di marketing svuotata del suo significato più nobile? La questione ha scatenato non pochi dibattiti fra gli intellettuali, i quali recentemente intervistati si sono espressi anche contrariamente a questa nuova impostazione, tuttavia, anche scorrendo il sito del Sole 24 Ore, si possono leggere le illustri adesioni avute al Manifesto, che segue, implicitamente, lo stampo di Dewey, secondo cui la democrazia è anche la capacità di imparare facendo. Il Manifesto ha smosso le acque nelle varie regioni, nei comuni sempre più esangui, i quali hanno compreso quanto importante sia la figura di un europrogettista pronto ad intercettare bandi e fondi europei, spesso infatti si son persi fondi importanti per incompetenza, per carenza di regole, per scarsa progettualità (e sull’argomento mi pare opportuno segnalare Michele Trimarchi, in un suo articolo del 12 Agosto sul Sole).
A Cerignola. Inutile ripetersi mille volte quanto la situazione italiana sia difficile in ambito culturale, la dicono lunga le chiusure di alcune biblioteche universitarie fra cui Pisa, la difficile situazione del prestigioso Istituto Italiano di Studi Filosofici. Un’oasi del pensiero. Viaggiando si scopre l’ovvio, si scopre che le situazioni bibliotecarie, ad esempio, son tutte in difficoltà, tranne qualche piccola eccezione come Perugia e Milano Bicocca. La crisi è un evento tangibile ovunque, una parola trita con significati fortemente empirici. E in questo scenario quale chance è concessa ad un microcosmo come Cerignola? Il cartellone culturale estivo, lo abbiamo visto, è stato notevolmente penalizzato, certo qualcuno disse “con la cultura non si mangia”, ma altrettanto spaventosa è la logica “con la cultura si mangia”. Uscendo da queste spicciole metafore gastronomiche, che spesso si son sentite (e lette), a Cerignola esistono attualmente due eventi  considerevoli: il festival dedicato, in Settembre, a Mascagni e la Fiera del Libro. Entrambe le manifestazioni sono un’occasione per richiamare gente in città, per smuovere l’economia, per far parlare, per crescere. Conoscendo più da vicino la Fiera del libro, ed abbandonandomi ad una scorretta prima persona, poiché invitata a descrivere più da vicino quest’operazione culturale, vorrei soffermarmi su due aspetti: il privato che scende in campo a sostegno della cultura, anche modestamente, ma con la lungimiranza dell’aver compreso quanto la dicotomia pubblico – privato, in termini di cultura, sia sorpassata; e  quanto  il modello-Cerignola (con la Fiera)  mostri come l’impresa privata sia capace di sostenere la cultura senza intromettersi in scelte dirette da comitati scientifici. «Il calendario è in preparazione. – dichiara Rossella Bruno, presidente di Oltre Babele. Quest'anno ci saranno molte novità. In primis il festival si svolgerà in data e luogo diversi, soprattutto per coinvolgere le scuole che negli scorsi anni rimaste ai margini solo per termini temporali. Il ricco calendario vedrà poi alternarsi presentazioni di libri e dibattiti, proiezioni, recital, momenti musicali e laboratori per bambini. Il salto di qualità è notevole».
di Maria Pia Ferrante