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giovedì 27 dicembre 2012

Vendola europeista? Si, ma soltanto in Puglia, per carità!

"La parola chiave che ha segnato il nostro lavoro e impegno in tutti questi anni, se volessi fare un bilancio di fase e complessivo, direi che è Europa".
Lo ha detto Nichi Vendola in una conferenza stampa di fine anno a metà tra la propaganda politica tipica della campagna elettorale ed un bilancio a tinte chiaroscure per la Puglia.
Non una parola sui problemi, nemmeno un accenno alle criticità, per non parlare dei problemi giudiziari che, direttamente e indirettamente, sono stati associati al Governatore nel corso dell'anno che sta per concludersi.
"Il nostro territorio è Europa e Mediterraneo insieme. Nel momento in cui l'Europa ha conosciuto la crisi noi abbiamo voluto comunque sentirci parte di un'Europa che è paradigma di civiltà, di libertà individuale e politiche di welfare" ha sottolineato il Governatore, facendo scivolare le proprie parole sui problemi che sottendono alle scelte europee, anche forti, che sono state fatte nel corso di quest'anno da Mario Monti e dal Governo.
E mentre tira badilate addosso a Monti ed alle sue forti scelte europeiste, da autentico equilibrista della retorica politica sottolinea e riafferma l'orgoglio di appartenenza della Puglia all'Europa, o meglio, all'idea che Vendola ha dell'Europa, che poco corrisponde in realtà con le attuali dinamiche dell'Unione Europea (ma questo piccolo particolare non viene esplicitato, naturalmente).
Soltanto pochi giorni fa, infatti, Vendola aveva risposto così alla conferenza stampa di fine anno di Mario Monti: "io penso che abbiamo il diritto come polo dei Progressisti di sintonizzarci con tutta quella Europa che nelle culture politiche del socialismo europeo e nelle espressioni dei movimenti sociali chiede un cambio di rotta perché l'Europa delle politiche liberiste sta producendo dei danni sociali irreparabili. Si stanno sfasciando interi sistemi sociali se pensiamo a quello che accade in Grecia. Allora c'è bisogno di un cambiamento. Questo è scritto nei programmi delle forze di sinistra di tutta Europa”. “Non capisco - conclude - perché debba essere impedito a me, a noi uomini e donne di sinistra, l'esercizio di una lotta politica che intende lanciare la sfida del cambiamento, dell'innovazione, della modernità all'insegna dei diritti sociali e dei diritti di libertà".
Ma torniamo alla Puglia, troppo spesso dimenticata in quest'anno a causa delle ambizioni del Governatore di approdare a Palazzo Chigi e, comunque, di determinare una decisa svolta a sinistra del centrosinistra.
Il bilancio del 2012 per Vendola è positivo. Con la sua consueta retorica ha affermato, infatti, che "abbiamo zappato la terra, l'abbiamo dissodata, concimata e seminata: si cominciano a vedere dei germogli. Abbiamo preso una Puglia che era un po' come una cenerentola, lamentosa e invisibile, lontana dall'Europa e dal mondo. Oggi c'é una Puglia che è un fattore di fascino, ha successo in tutto il mondo".
Ennesima poesiola che significa tutto e nulla e che sottolinea, se mai ce ne fosse bisogno, la straordinaria capacità dialettica di Nichi, accomunata ad una altrettanto grande vacuità di contenuti.
Presenti alla conferenza stampa di quest'oggi tutti gli assessori con l'eccezione di Angela Barbanente, Michele Pelillo ed Alba Sasso.
Lo staff della Giunta Vendola ha potuto spiegare, in una sorta di question-time, in poco pià di due minuti, cosa hanno fatto nel 2012 per la Puglia (ma tempo dilatato per gli assessori di Sel che si stanno preparando ad approdare in Parlamento, come ad esempio Fratoianni e Stefàno).
Come se due (o 5 minuti) fossero davvero sufficienti per parlare di un anno di attività. Di fatto gli assessori hanno potuto giusto snocciolare qualche cifra (le più favorevoli) infarcite da tre slogan, considerati i tempi.
Un altro punto dove ha voluto soffermarsi Vendola è il metodo di lavoro della collegialità.
"Noi abbiamo cercato equilibrio nel lavoro di ogni giorno: non sono un uomo solo al comando". Peccato che quando c'erano in ballo i rinvii a giudizio per i vari Tedesco e Frisullo Vendola abbia più volte sottolineato e giurato la sua estraneità alle decisioni assessorili.
Ma si sa, in campagna elettorale tutto è permesso.
Nei fatti si è trattato di un discorso molto elettorale e poco di riepilogo di tutto quello che è successo nel 2012. Ovviamente Vendola non poteva lasciarsi distanziare e sommergere dalle Primarie del Pd, in programma tra tre giorni.
Qualcosa doveva pur dire. E qualcosa ha detto.
Ed il fatto che si parlasse di Puglia sembrava quasi incidentale. 
di Vincenzo Matano

venerdì 21 dicembre 2012

Primarie SEL? E' la festa del tarocco

Si faranno, ma su base regionale, senza dare ai territori la possibilità di scegliersi i propri candidati su una piattaforma più allargata. Come se non bastasse, gli aspiranti onorevoli e senatori dovranno presentare 200 firme per avvallare la candidatura, ovviamente firme di iscritti. Il che significa, vista la relativamente esigua base di cui SEL dispone, restringere ulteriormente il campo. se a questo si aggiunge che ci saranno almeno quattro nomi di supergarantiti che entreranno nel listino bloccato senza passare dalle primarie, il quadro è completo.
La base del partito è ovviamente in rivolta. "era meglio lasciar perdere" ci dicono quelli che hanno deciso di parlare, pur facendosi garantire l'anonimato.
"Tanto valeva individuare da subito i candidati al listino (fra cui ci sarebbero Nicola Fratoianni, Luisa Pannarale e l'assessore Dario Stefano) e chiamare il partito alla mobilitazione elettorale" ci dice un ex comunista del PCI che, evidentemente, non aveva capito, passando a SEL, quanto Vendola fosse distante dalle comuni radici politiche.
Ricordiamo che Vendola ha deciso solo dopo il PD di fare le primarie per il suo partito, per il quale calcoli non ben controllabili indicano sei eletti dalla Puglia. Di questi sei, i quattro citati prima, sempre che le cose vadano secondo i desiderata, dovrebbero seguire in lista il presidente Vendola.

venerdì 7 dicembre 2012

Regione Puglia: aridaje con i concorsi cuciti addosso

Ci risiamo, ancora una volta l'Assostampa Puglia accusa la Regione Puglia per un bando per la comunicazione dell'assessorato al Federalismo. Il sindacato regionale dei giornalisti spara a zero: «con l'approssimarsi delle festività natalizie, la Regione Puglia rispolvera, come da tradizione, i bandi per addetti alla comunicazione, cavallo di Troia per reclutare giornalisti, aggirando qualsiasi tavolo di confronto sindacale».
Raffaele Lorusso, estensore del comunicato come presidente regionale del Sindacato dei Giornalisti,  fa riferimento  a un incarico di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.) biennale per complessivi 50mila euro di supporto all'assessorato al federalismo, bando pubblicato sul Bollettino ufficiale regionale numero 176 del 6 dicembre scorso. «Oltre a spacciare per comunicazione ciò che in realtà è attività di informazione, quindi giornalistica, la partecipazione alla selezione - scrive  Lorusso - viene riservata ai soli giornalisti pubblicisti, escludendo i giornalisti professionisti, in palese violazione della legge 150/2000».

«Ancor più curioso - continua  - è poi il possesso da parte dei partecipanti del requisito esclusivo della laurea specialistica in Lettere classe LM-65, che corrisponde alla laurea specialistica in Scienze dello spettacolo e cultura teatrale. Che cosa c'entrino lo spettacolo e il teatro con il federalismo, il sistema degli enti locali e la conferenza Stato-Regioni, per le cui attività di informazione si intende conferire l'incarico, non è dato sapere».

«Oltre alla chiara illegittimità, che potrà facilmente essere fatta valere in giudizio dai concorrenti esclusi, quel che risalta - conclude il presidente di Assostampa Puglia - è l'assoluta singolarità di questo bando, che come altri del recente passato alimenta il sospetto di trovarsi in presenza dell'ennesimo vestito cucito addosso a persone individuate in precedenza o comunque contigue a qualche esponente politico».

Ovviamente già circolano nomi e cognomi dei possibili e probabili vincitori: non sono molti infatti i pubblicisti con un titolo di studio così individuabile e riconoscibile. Siamo alle solite: Nichi Vendola ha fatto della legalità e della trasparenza le sue note forti per governare la Puglia e aspirare addirittura al Governo Nazionale. Ma, nella pratica, sembra che sia tutt'un'altra faccenda.

Bari negli urban Nodes: bipartisan per il futuro della Puglia


E’ un emendamento bipartisan di interesse strategico per la Regione Puglia perchè rivendica l’inclusione di Bari nella lista degli urban nodes nel modello di sviluppo delle grandi reti ferroviarie europee. Mi auguro che il Parlamento europeo lo possa prendere in considerazione, includendolo nel rapporto finale del Dossier TEN-T che sarà votato il prossimo 18 dicembre alla Commissione Trasporti”. Così il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola ha scritto nella lettera inviata al Presidente del Parlamento europeo Martin Schulz per promuovere l’inclusione dell’emendamento Bari presentato dalla parlamentare Debora Serracchiani e sostenuto dai parlamentari pugliesi Sergio Silvestris e Salvatore Tatarella. Un emendamento che potrà anche favorire in futuro la prosecuzione del corridoio baltico-adriatico da Ravenna fino a Bari e quindi contribuire a risolvere una volta per tutte e in modo strutturale, l’isolamento cui la Puglia è sottoposta, sul versante adriatico, per inefficienza della rete ferroviaria.

 “L’emendamento – ha scritto Vendola a Schulz - è coerente con la metodologia delle TEN-T ed è basato sulla legge italiana riguardante le città metropolitane recentemente adottata (luglio 2012). Attualmente l’area di Bari conta infatti più di 1 milione di abitanti e quindi soddisfa tutti i criteri propri di un nodo urbano. Grazie alla sua posizione strategica – si legge ancora nella lettera - Bari può svolgere un ruolo chiave sullo scenario europeo dei trasporti se si considerano le sfide future della Macro-regione Adriatica e, sul lungo periodo, il futuro allargamento dell’Unione Europea ai Paesi baltici”.

Su questi temi il Presidente Vendola aveva già inviato una lettera al Ministro Barca il 14 novembre scorso proprio per sensibilizzare il governo italiano ad esprimere il suo voto favorevole sull’emendamento e “per sposare questa battaglia pugliese che, insieme a quella sui treni, rappresenta una battaglia di civiltà, di progresso e di modernizzazione del nostro sistema infrastrutturale”.

“Questa ulteriore inziativa del Presidente Vendola e della Regione Puglia – ha aggiunto l’assessore alla Mobilità Gugliemo Minervini – completa la strategia per ricucire ferroviariamente la Puglia all’Italia e ai principali Corridoi europei. Infatti abbiamo già ottenuto l’inserimento di Bari e Taranto come core ports del Corridoio Helsinki-La Valletta, grazie al quale si potranno richiedere all’Unione Europea le risorse per completare l’Alta Capacità Napoli Bari Taranto Lecce. Con questa iniziativa – ha concluso Minervini - vogliamo costruire le condizioni per recuperare la centralità dell’alta dorsale adriatica ferroviaria”.

giovedì 6 dicembre 2012

Strutture sanitarie convenzionate, se la Regione non paga a pagare sono i lavoratori

Se la Regione non paga le convenzioni in atto, i primi a subire questa situazione sono i lavoratori, che vedono a rischio il proprio stipendio. Il tutto mentre Vendola gira per l'Italia a sbandierare il suo modello-di-Puglia-migliore (naturalmente, migliore per se' stesso).
Tempi davvero difficili per i dipendenti delle strutture sanitarie pugliesi. In alcuni casi sono anche tre mesi che non percepiscono lo stipendio, nonostante l'accreditamento della struttura con la Regione Puglia (e quindi il relativo pagamento dei servizi erogati).
Come superare un empasse che rischia davvero di paralizzare ulteriormente la sanità regionale, e di ripercuotersi sulla popolazione pugliese, proprio mentre sono in atti durissimi sacrifici per poter rientrare dal debito sanitario?
“Il Governo Vendola intervenga per garantire il pagamento degli stipendi ai lavoratori delle strutture accreditate con il servizio sanitario regionale che, in alcuni casi, non percepiscono competenze da oltre tre mesi”.
Lo chiede con una interrogazione urgente al Presidente della Giunta e all’assessore alla Sanità, il consigliere regionale del Pdl, Ignazio Zullo.
“Mi giungono da più parti - scrive Zullo - giuste rivendicazioni del pagamento di competenze stipendiali arretrate da parte di lavoratori dipendenti di Strutture e Professionisti accreditati o da Aziende presso le quali le Strutture e i Professionisti accreditati hanno esternalizzato i servizi di pulizia, portierato, mensa e quant’altro. I rispettivi datori di lavoro giustificano i ritardi nei pagamenti addossando la colpa alle Aziende Sanitarie e alla Regione Puglia poiché non in regola con i pagamenti. In alcuni casi i lavoratori non percepiscono lo stipendio da settembre e ciò appare paradossale in una Regione di sinistra come la Puglia, governata da Vendola che ha fatto del lavoro e della tutela dei lavoratori un cavallo di battaglia elettorale. Peraltro è inimmaginabile, a pochi giorni dall’inizio del nuovo anno che imporrà alle PA il pagamento delle competenze entro trenta giorni, assistere ad inefficienze nella liquidazione delle competenze da parte delle Aziende Sanitarie. Chiediamo quindi al Governo regionale di verificare la correttezza e la correntezza del pagamento degli stipendi a favore di questi lavoratori; quali azioni vorrà mettere in atto per verificare la correttezza e la correntezza dei pagamenti e quali eventuali iniziative vorrà assumere nei confronti di coloro che, quantunque soddisfatti nelle spettanze economiche, ritardano il pagamento delle competenze stipendiali a favore dei lavoratori dipendenti”.
Da un lato si parla di termini perentori per il pagamento delle prestazioni ricevute dalla Pubblica Amministrazione entro trenta giorni, dall'altro lato ci troviamo di fronte ad una realtà ben diversa che deve, questo si, essere regolata prima possibile.
Anche se in Regione sembrano in molti, dai banchi della Giunta, a non accorgersi di questi problemi. Visto che continuano a dire che la sanità pugliese gode di ottima salute.
di Roberto Mastrangelo

martedì 27 novembre 2012

Ecotassa, i sindaci jonici chiedono di rivederne i tempi

Dario Iaia (Fli), Sindaco di Sava
Prosegue la marcia dei sindaci del versante orientale contro l’ecotassa. A Sava, città del sindaco di Fli Dario Iaia, promotore dell’iniziativa, si sono riuniti nuovamente per fare il punto della situazione, alla presenza anche di alcuni consiglieri regionali.
Già nei giorni scorsi, i sindaci ed i vice di Avetrana, Fragagnano, Lizzano, Leporano, Maruggio, Manduria, Pulsano, Sava e Torricella avevano stilato e sottoscritto un documento, ancora oggi senza una risposta, indirizzandolo all’assessore regionale all’ambiente, Lorenzo Nicastro ed al presidente, Nichi Vendola.
Ieri poi, sono andati oltre, richiedendo la presenza dei consiglieri regionali che, intervenuti in tal senso, hanno assunto un impegno non da poco. Euprepio Curto, Pietro Lospinuso e Gianfranco Chiarelli (quest’ultimo non in aula, ma del tutto in linea con l’iniziativa lanciata dal sindaco di Sava), nei prossimi giorni presenteranno un emendamento alla legge regionale in questione, approfittando della seduta di bilancio e soprattutto, si faranno promotori di una raccolta di consensi tra i colleghi consiglieri regionali.
Una azione trasversale dunque, in grado di coinvolgere destra e sinistra, accomunando i consiglieri che condividono la necessità di una moratoria di almeno 24 mesi, al fine di consentire ai comuni di raggiungere la percentuale prevista ed evitare, in questo modo, un ulteriore aggravio della pressione fiscale ai danni dei cittadini.
La questione è molto spinosa perchè la legge regionale, così come è stata partorita, prevede che, a decorrere dal 1° gennaio 2013, i comuni che, tra settembre 2011 ed agosto 2012, non hanno raggiunto il 40% di differenziata, subiranno un aumento del 244,60%, dell’ecotassa.
“Un vero paradosso – precisano i sindaci riuniti- se si pensa che, ad oggi, la regione non ha consentito ai comuni stessi l’espletamento di gare per introdurre il sistema del porta a porta spinto. Quindi, da un lato ci chiedono di avviare la differenziata ma dall’altro, limitano gli strumenti per adottarla. In più, qualora fosse applicata questa norma, si tradurrebbe in una spesa enorme a carico dei cittadini utenti in un momento congiunturale che attanaglia le famiglie monoreddito ed i disoccupati. Naturalmente, pur condividendo le scelte della regione Puglia finalizzate ad incrementare le percentuali di raccolta differenziata, non può ulteriormente aumentare le tariffe sui rifiuti urbani.”
Ed ancora, i sindaci ribadiscono come, a dire il vero, diverse amministrazioni abbiano intrapreso, in via autonoma, iniziative tese a sviluppare le raccolte differenziate ma, l’entrata in vigore delle nuove norme legislative e regolamentari emanate sia dallo Stato centrale che dalla Regione, abbia di fatto bloccato le procedure.
“Quindi – sottolineano gli amministratori locali - le colpe della mancata attivazione delle raccolte differenziate non appartengono ai cittadini utenti ma neanche ai comuni consorziati al competente Consorzio obbligatorio che, nel tempo, non è riuscito a individuare un gestore unico.”
Hanno bisogno di tempo gli amministratori locali e sono preoccupati perché la pressione fiscale è già molto alta.
“Abbiamo richiesto il supporto dei consiglieri e degli assessori regionali – dicono i sindaci - perché portino sul tavolo del presidente Vendola e dell’assessore all’ambiente Nicastro, la nostra ansia derivante dal vedere ogni giorno i nostri concittadini in enormi difficoltà economiche ed occupazionali. Chiediamo solo del tempo ed in tal modo, ci metteremo in linea con i parametri. Intanto però, contrastiamo con tutte le nostre forze, ogni volontà di sacrificare ancora i cittadini, più di quanto lo sono già.”

domenica 25 novembre 2012

Primarie CS: a Bari code tranquille in tutti i seggi

Sembra buona l'affluenza ai seggi in cui i baresi possono esprimere la loro preferenza fra i cinque candidati alle primarie di coalizione. Nonostante la preregistrazione on line è comunque necessario ripetere la registrazione in modo da apporre la firma alla dichiarazione per la privacy.

Questa operazione, che sembrava un doppione della registrazione on line, è stata anche provocata, per quel che ne sanno gli stessi volontari ai seggi, dal fatto che non vi sono elenchi on line disponibili.
Infatti tutto procede "a mano", carta e penna, prima per ottenere il tagliando di voto (e la ricevuta del versamento di due euro minimo) e poi per il voto vero e proprio.


Su una scheda formato A4 sono presenti i cinque candidati: Bersani, Vendola, Puppato, Renzi e Tabacci. Basta apporre una croce sul nome prescelto, piegare in quattro il foglio e porlo nell'urna.

Le operazioni di voto inizieranno alle 20. Pugliadoggi seguirà lo spoglio dal quartier generale di Nichi Vendola presso l'Hotel Palace con un diretta twitter a partire dalle 21.00

martedì 20 novembre 2012

Aqp, Ccr, parità di genere, ma il Consiglio regionale salta. Ci sono le primarie!

"È rinviata a martedì 27 e mercoledì 28 novembre la seduta del Consiglio regionale già fissata per domani e il 21".
Uno scarno ed essenziale comunicato stampa del Consiglio Regionale della Puglia per dire, come è ovvio, che è slittato di una settimana la seduta che avrebbe dovuto tenersi quest'oggi e domani.
Motivo? Ufficialmente non è dato saperlo.
Però si sà che i punti all'ordine del giorno erano davvero importanti.
Innanzitutto sarebbe arrivata in aula, d'ufficio dopo i ritardi in Commissione, la proposta di legge di iniziativa popolare sulla parità di genere nella legge elettorale. Una legge che, più o meno velatamente, piace poco ai Consiglieri Regionali, di tutti i gruppi.
Piace poco perchè se venisse approvata significherebbe automaticamente meno posti nelle liste elettorali, dovendo fare forzatamente spazio ad esponenti femminili per permettere l'esercizio del doppio voto di genere.
E già ci saranno meno consiglieri da eleggere (e quindi meno posti in lista) vista la riduzione del numero degli eletti da 70 a 50.
Ma in fondo non è nemmeno questo il motivo principale del rinvio, almeno nelle nostre ipotesi (e considerando che non abbiamo avuto risposta dalla segreteria dell'ufficio di presidenza, contattato telefonicamente già nel pomeriggio di ieri e nuovamente questa mattina n.d.r.).
L'altro punto all'ordine del giorno erano (o meglio, avrebbero dovuto essere) le comunicazioni di Nichi Vendola in Consiglio regionale in merito all'avvicendamento ai vertici dell'Aqp tra Monteforte e Maselli.
"La Regione sapeva tutto" ha dichiarato l'ex amministratore unico dell'Acquedotto Pugliese, riferendosi alla questione del contratto del direttore generale, che ha portato Vendola all'avvicendamento.
C'era attesa per capire le motivazioni del Presidente della Giunta, ma bisognerà aspettare ancora una settimana.
Perchè?
La risposta sembra perfino banale. Domenica ci sono le primarie in tutt'Italia. E' logico quindi che Nichi ha troppe cose da fare per pensare a piccoli dettagli come, ad esempio, amministrare la Regione che lo ha eletto Presidente della Giunta, o giustificare di fronte all'organo politico elettivo che fa da contraltare del suo potere (almeno nella teoria) le scelte della sua amministrazione.
E volete che la Puglia sia più importante di un dibattito radiofonico o di un comizio in giro per le fabbriche di tutt'Italia? Oppure Vendola.
Ed ancora.
Oggi si sarebbe affrontata un'altra grana, legata alla questione degli ex dipendenti delle Ccr di Bari. La polemica nei giorni scorsi è scaturita sui metodi di assunzione spesso utilizzati dalla Regione Puglia nei propri bandi che non rispetterebbero gli accordi esistenti per il reintegro  lavorativo degli ex dipendenti delle Case di Cura Riunite di Bari, ormai da troppo tempo in cassa integrazione a zero ore.
A parlare è il vicecapogruppo del Pdl Massimo Cassano. "Non è giusto che i pugliesi vivano con il punto interrogativo sul futuro del governo regionale. Non è giusto rinviare, per motivi davvero misteriosi, un consiglio regionale, proprio quando noi del Pdl eravamo pronti a raccogliere le firme per presentare un ordine del giorno per garantire un futuro migliore ai dipendenti delle ex Ccr e alle loro famiglie".
Ancora una volta sono i cittadini più deboli a pagare per una politica in tutt'altre faccende occupate.
Ma cosa volete che sia... ci sono le primarie. Salta il turno e resta fermo un giro. Come nel gioco dell'oca.
di Roberto Mastrangelo

venerdì 16 novembre 2012

AQP: Curto interroga su Venicecom


Il Consigliere regionale Fli, Euprepio Curto ha presentato, al presidente della Regione, Nichi Vendola e all’assessore ai Lavori Pubblici, Fabiano Amati un’interrogazione urgente in merito all’attività della Venicecom, società autorizzata da Acquedotto Pugliese alla gestione di un sistema telematico finalizzato al “dialogo tra AQP e i potenziali fornitori”.
“Sulla scorta di quanto previsto dai capitolati d’appalto di AQP superiori ad un determinato importo (parrebbe di 5 milioni e 200 mila euro) la Venicecom – sostiene Curto nell’interrogazione - è legittimata a trattenere un aggio oscillante tra il 2% per le gare d’importo non superiore a 250 mila euro a un aggio dello 0.5% sugli importi eccedenti i 2 milioni e 500 mila euro, da ciò si desume la montagna i profitti che la stessa Venicom produce in definitiva per il solo fatto di svolgere una funzione da alcuni, sin troppo generosamente, definita di “gestione di casella di posta elettronica; da altri, di mera e parassitaria intermediazione con finalità esclusive di profitto indebito”.
“Sulla Venicecom – evidenzia l’esponente Fli - poco si conosce se non che risulterebbe interamente partecipata dalla Starfin Spa, alla quale l’accomuna non solo la sede ma anche l’amministratore e ad una prima sommaria verifica, la Starfin parrebbe appartenere al novero di quelle società fiduciarie, giustamente definite ‘anonime’, sulle quali oggi più di ieri, soprattutto da parte di soggetti come la Regione, sarebbe opportuno un approccio molto prudenziale”.
Curto chiede, quindi, a Vendola ed Amati di conoscere: “se la Regione Puglia non intenda, in via generale, promuovere l’istituzione di una Commissione speciale d’indagine sull’attività di AQP ed i motivi per i quali la stessa AQP ha ritenuto di appesantire le procedure di gare-appalti con un sistema non utile né alla Regione Puglia, né ad AQP, né ai fornitori, né ai pugliesi, ma utile solo alla Venicecom”.
Il Consigliere Curto chiede, inoltre “come AQP è giunta alla individuazione e alla scelta di Venicecom, con quale procedura; a quanto ammontino i compensi (gli aggi) trattenuti da Venicecom sulle gare d’appalto bandite da AQP dal momento dell’assunzione dell’incarico ad oggi e le valutazioni della Regione Puglia sulla opportunità di rapporti di collaborazione con società fiduciarie ( e quindi anonime ), soprattutto quando queste assumono le sembianze di vere e proprie scatole cinesi all’interno delle quali (per usare una terminologia cara a qualcuno), di norma, è molto più facile scovare un verminaio che fiori di lillà”.
“Quali siano - chiede infine Curto - le iniziative immediate ed urgenti che il governo regionale intende assumere al riguardo”.

Da Monteforte a Maselli: cambia il vertice aqp

“Nomina tecnica di grande esperienza nel segno di un’amministrazione competente e imparziale”. Così si è epresso il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola commentando la nomina dell’ing. Gioacchino Maselli ad Amministratore Unico dell’AQP, nomina approvata nel corso dell’Assemblea dei soci dell’Acquedotto pugliese. 
La nomina di Maselli, che era AU di Puglia Sviluppo, una SpA della Regione Pugliai, è stata fatta in considerazione "dell’elevato profilo tecnico e della competenza amministrativa, con particolare riguardo ai temi idrici e della programmazione", come da un comunicato della Presidenza.
Contemporaneamente, per attenersi all’indirizzo generale di contenimento delle spese voluto dal Presidente Vendola e dalla Giunta regionale, nonché dal Consiglio regionale della Puglia, la delibera di nomina dell’Amministratore Unico definisce anche il suo compenso annuo in 120mila euro, oltre un’indennità di 30mila euro, da corrispondere al conseguimento dei risultati che saranno fissati nel corso della prossima Assemblea dei soci. 
La riduzione del compenso per il nuovo Amministratore Unico di AQP sarà dunque di circa il 40%. 

lunedì 22 ottobre 2012

Patto di stabilità: Vendola non ha tutti i torti

Michele Emiliano, sindaco di Bari, spezza una lancia a favore di Nichi Vendola, criticato da maggioranza e opposizione per aver, quasi motu proprio, deciso di sforare per 500 milioni di euro il patto di stabilità della regione Puglia.
"Vendola ha motivi seri e non certo elettorali per decidere di sfondare il patto di stabilità in modo controllato (accettando le cosiddette mini sanzioni, che in realtà non sono affatto mini!). Si deve infatti consentire l'investimento in Puglia di 500 milioni di euro di fondi europei" scrive Emiliano sul suo profilo di facebook.
"Certo se ne avessimo parlato prima con i consiglieri regionali, con i capigruppo, con i sindaci dei territori nei quali questi investimenti ricadranno sarebbe stato meglio e tutte queste polemiche non ci sarebbero state. Ho apprezzato la decisione del Presidente di convocare i capigruppo di maggioranza e di minoranza per decidere rispetto a quali opere o investimenti il patto sarà sfondato.
Deve essere chiaro che un'operazione del genere è inimaginabile per i Comuni che non hanno la facoltà delle così dette minisanzioni e che subirebbero oltre al divieto di contrarre mutui (significa nessuna opera pubblica, neanche la manutenzione delle strade!) anche il divieto di assunzione totale (significa che se va in pensione il dirigente dell'Urbanistica non si può sostituirlo e non si possono rilasciare i permessi di costruire). Si aggiunga che per i Comuni lo sfondamento del patto corrisponde ad una sanzione pecuniaria a valersi sui trasferimenti dello Stato pari alla somma dello sfondamento, il che significherebbe raddoppiare i costi dell'investimento, fatto questo che sconsiglia categoricamente lo sfondamento.
Rimane il fatto che a mio parere la strada indicata da Vendola va seguita con prudenza e attenzione, anche a costo che il Prossimo Presidente della Regione abbia difficoltà enormi nell'iniziare il suo mandato a causa delle sanzioni previste, contro le quali però bisogna sostenere la battaglia delle Regioni del sud che chiedono a gran voce la loro eliminazione.
D'altra parte questa battaglia contro il patto di stabilità per le Regioni del sud in vista dell'utilizzo dei fondi europei è una battaglia che combattiamo da tre anni e non c'è ragione per fermarsi proprio adesso!" conclude il sindaco.
di Fortunata Dell'Orzo