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venerdì 16 novembre 2012

Da Monteforte a Maselli: cambia il vertice aqp

“Nomina tecnica di grande esperienza nel segno di un’amministrazione competente e imparziale”. Così si è epresso il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola commentando la nomina dell’ing. Gioacchino Maselli ad Amministratore Unico dell’AQP, nomina approvata nel corso dell’Assemblea dei soci dell’Acquedotto pugliese. 
La nomina di Maselli, che era AU di Puglia Sviluppo, una SpA della Regione Pugliai, è stata fatta in considerazione "dell’elevato profilo tecnico e della competenza amministrativa, con particolare riguardo ai temi idrici e della programmazione", come da un comunicato della Presidenza.
Contemporaneamente, per attenersi all’indirizzo generale di contenimento delle spese voluto dal Presidente Vendola e dalla Giunta regionale, nonché dal Consiglio regionale della Puglia, la delibera di nomina dell’Amministratore Unico definisce anche il suo compenso annuo in 120mila euro, oltre un’indennità di 30mila euro, da corrispondere al conseguimento dei risultati che saranno fissati nel corso della prossima Assemblea dei soci. 
La riduzione del compenso per il nuovo Amministratore Unico di AQP sarà dunque di circa il 40%. 

venerdì 9 novembre 2012

L'Aqp, i tira e molla politici, le primarie e gli smarcamenti. Oppure Vendola.

La sede Aqp di Bari
Che la censura della Corte dei Conti fosse soltanto il pretesto per togliere di mezzo il manager dell'Aqp Ivo Monteforte sono in molti a sospettarlo.
A dar fuoco alle polveri è anche lo stesso interessato, che rilasciando dichiarazioni alla stampa pugliese nei giorni scorsi ha alimentato queste ipotesi che in molti hanno "bollato" come dietrologistiche.
"La Regione era a conoscenza, fin dal novembre 2010, degli atti da me compiuti, corretti e pienamente legittimi".
"Sento il dovere - riferisce Monteforte in una nota stampa - di chiarire la correttezza dei comportamenti e la piena legittimità delle mie decisioni. Una esigenza che nasce dalla necessità di difendere la mia storia umana e professionale ispirata ai valori di correttezza, onestà, intransigenza, dedizione al lavoro e spirito di servizio, nell’esclusivo interesse pubblico. Non vi è stato un solo momento in questa intensa, per certi versi esaltante, esperienza in Puglia che non sia stato ispirato a questi principi".
Il problema che ha portato Monteforte ad essere "cassato" dalla Corte dei Conti è legato alla trasformazione del contratto a tempo determinato del direttore generale Massimiliano Bianco, in contratto a tempo indeterminato. "L’azionista Regione aveva avuto piena contezza, nel corso dell’assemblea del 3 novembre 2010, ed aveva dichiarato di voler mantenere fermo tale contratto".
Per cui che non ci fosse stato un bando per ricoprire quel ruolo a tempo indeterminato in Via Capruzzi lo sapevano dal due anni esatti.
Nichi Vendola
Ora, dopo una procedura che è stata attivata da qualche mese (dalla scorsa primavera), è arrivata la censura della Corte dei Conti, ma soprattutto è arrivata l'entrata a gamba tesa di Nichi Vendola, che martedì scorso ha chiesto la testa di Monteforte.
Dopo di allora da Vendola nessun commento diretto sulla vicenda. A parlare è stato soprattutto l'Assessore Fabiano Amati, che ha difeso la posizione del Governatore e legittimato la sua richiesta di dimissioni.
"La Regione - ha detto Amati - ignorava che quel contratto fosse stato stipulato con una procedura giudicata illegittima dalla Corte dei conti. L’azionista, cioè la Regione, non è la Corte dei conti. Ci era stato segnalato un nuovo contratto e ci siamo limitati a prenderne atto".
Che ci sia bisogno di portare urgentemente la questione in Aula è chiaro un po' a tutti. Soprattutto dall'opposizione si alzano le principali voci.
Salvatore Negro (Udc): “Le dichiarazioni dell’ex manager Aqp, Ivo Monteforte, le modalità, le circostanze ed i tempi del suo licenziamento, lasciano dubbi e ombre sulle quali il presidente Vendola ha il dovere di fare chiarezza in Consiglio regionale. Le dichiarazioni di Monteforte, le modalità, le circostanze ed i tempi del suo licenziamento, lasciano dubbi e ombre sulle quali il presidente Vendola ha il dovere di fare chiarezza in Consiglio regionale”.
Sulla stessa linea Domi Lanzillotta (Pdl): “Le dichiarazioni del defenestrato amministratore unico di AQP, Ivo Monteforte, riportate dalla stampa, gettano ombre sulle reali motivazioni che stanno alla base del suo licenziamento. Per diradare le ombre e far luce su una vicenda che sembra richiamare, nelle modalità, analoghi casi di dimissionamenti-licenziamenti, il Presidente Vendola, farebbe bene, in una pausa dai suoi tanti impegni da leader di Sel, a riferire in Consiglio".
Questo il commento di Andrea Carroppo (PPDT): "La verità è che anche questa è una prova del fallimento del governo-Vendola, illustratosi per una campagna oltranzista sull’ “acqua pubblica” ed oggi, senza avere in alcun modo onorato il mandato referendario pur tanto sollecitato per esempio in materia tariffe, scopre all’ improvviso la gestione privatistica, se non addirittura personalistica, che alla sua ombra si sarebbe perpetrata nel più grande Acquedotto d’Europa. Né è un caso se ci si guarda bene dal relazionare ad un Consiglio Regionale completamente escluso dalle sue problematiche come se queste non riguardassero pesantemente il Popolo di Puglia e non fossero comunque di diretto interesse pubblico".
Nei fatti il Consiglio Regionale tornerà a riunirsi soltanto tra 10 giorni, nell'immediata vigilia delle Primarie del Centrosinistra e l'avvicendamento ai vertici di Aqp ben si intreccia con operazioni pre-elettorali sull'asse Bersani-Vendola.
Intanto appare probabile che Vendola non possa essere in Aula per chiarire la vicenda. Sarà troppo impegnato a raccogliere voti.
Il sospetto è che si sia barattato l'Aqp per qualcosa che con l'acqua pugliese ha poco a che fare. E la scelta dei modi, dei tempi e delle circostanze lascia presagire altre nubi nere sulla vicenda. 
Oppure Vendola, naturalmente. Perchè è nello stesso slogan scelto da Nichi la sua ormai consueta modalità di smarcamento dai problemi. Lui non sa nulla e non c'entra nulla. I cattivi sono sempre gli altri. In Puglia l'abbiamo imparata molto bene la lezione.
di Roberto Mastrangelo

giovedì 8 novembre 2012

Aqp: squadra che vince... si cambia. O c'è dell'altro?

Il Palazzo dell'Aqp a Bari
Irregolarità di un atto o c’è dell’altro? Intanto registriamo il repentino e brusco passo indietro di Nichi Vendola sull’Aqp, a pochi giorni dall’elogio per i risultati di bilancio raggiunti è stata, infatti, avviata la procedura per la revoca dell’incarico di manager dell’Aquedotto Pugliese ad Ivo Monteforte. 
Le motivazioni sono da ricercarsi nei rilievi che la Corte dei Conti ha fatto a Monteforte, avendo contestato la regolarità dell’assunzione del direttore generale Massimiliano Bianco. 
“La ragione di tale decisione - ha spiegato in una nota Vendola - attiene all'obbligo di osservanza ai rilievi di legittimità formulati dalla Corte dei conti e dal collegio dei sindaci, sulla trasformazione da tempo determinato a tempo indeterminato del contratto dirigenziale di lavoro del direttore generale”. 
“Non potremmo fare altrimenti – ha dichiarato di rimando l’assessore alle Opere Pubbliche della Regione Puglia Fabiano Amati - la Regione, se resta inerte, potrebbe anche essere accusata di danno di responsabilità erariale”. 
Una azienda, ma sono in molti a vederlo come un vero e proprio “carrozzone” che negli ultimi anni ha vissuto una serie di avvicendamenti ai vertici (prima la nomina di Petrella, dopo due anni l’arrivo di Monteforte, ora il nuovo atto di revoca), e che sta lentamente cercando di recuperare un pesante passivo. 
Ad apprezzare l’atto di revoca di Vendola, compatto, il centrosinistra alla Regione Puglia, con l’appoggio anche del sindaco di Bari Michele Emiliano. 
Chi invece sta facendo sentire la propria voce è l’opposizione. 
A parlare per primo è Rocco Palese, capogruppo Pdl in Consiglio Regionale. 
“Purtroppo non c’è due senza tre, quindi temiamo che anche il terzo manager dell’Acquedotto Pugliese negli otto anni di Governo Vendola, sarà presentato come luminare e massimo esperto mondiale di acqua per poi fare la fine dei suoi predecessori: essere mandato via per conclamati fallimenti e/o presunte irregolarità commesse”. 
“L’Acquedotto pugliese, la più grande azienda della Puglia e il più grande Acquedotto d’Europa, è l’emblema del fallimento di otto anni di governo della sinistra in Puglia. Oggi il Presidente Vendola manda via Monteforte come a dicembre 2006 mandò via Petrella (peraltro pure dimissionario), adducendo motivazioni, presunte censure della Corte dei Conti e presunte irregolarità commesse da Monteforte nella trasformazione a tempo indeterminato del contratto del Direttore Generale di AQP. E’ indispensabile che la prossima seduta del Consiglio regionale, quindi ben prima della nomina del nuovo Amministratore Unico di AQP, si apra con una informativa urgente del Presidente Vendola al Consiglio regionale e con la distribuzione a tutti i consiglieri della documentazione che ha indotto il Presidente ad assumere ieri la decisione di licenziare Monteforte”. 
Sulla stessa linea Massimo Cassano (vicecapogruppo Pdl). 
“Pochi giorni fa l'esaltazione dei traguardi e dei successi raggiunti dalla gestione dell'Acquedotto pugliese, ieri la ‘rimozione forzata’ di Ivo Monteforte, terzo manager della gestione Vendola ad essere praticamente licenziato in tronco, dopo essere stato presentato come uno dei massimi esperti in materia. Perché ormai di certo c'è solo l'interesse morboso della politica regionale nei confronti“. 
Ancora più esplicito e pesante è D’Ambrosio Lettieri (coordinatore Pdl di Bari). 
“E’ la seconda volta in pochi anni che il presidente Vendola mette alla porta i vertici dell’Acquedotto Pugliese, oltretutto nominati da lui: qui c’è qualcosa che non quadra. L’impressione è che la censura della Corte di Conti su presunte irregolarità nel contratto di lavoro del direttore generale sia la classica foglia di fico dietro cui nascondere ben altre verità. 
A giudicare dalle notizie di stampa, si profilerebbe un futuro prossimo da basso impero per la gestione di Aqp, tra nomina di un consiglio di amministrazione al posto di un amministratore unico e voce in capitolo alla politica anche per la nomina del direttore generale. 
Siccome la sinistra ci ha abituato alle scorribande elettorali di questi anni a danno della cosa pubblica e a vantaggio delle personalissime Fabbriche, l’auspicio è che si tratti solo di fantasiose indiscrezioni”. 
Questo invece il commento di Giammarco Surico (Consigliere regionale Fli). 
“La vicenda del licenziamento su due piedi dell’amministratore unico di Aqp, Monteforte ha del paradossale. Ma ancora più paradossale è la motivazione di tale licenziamento che coinvolge oltretutto un dirigente come Massimiliano Bianco, direttore generale, che sino ad oggi, fino a prova contraria, ha dimostrato sul campo la sua valenza con una gestione specchiata, all’insegna della trasparenza e dell’efficienza. Insomma, in Puglia, squadra che vice…si toglie di mezzo. 
Al di là della censura pure importante della Corte dei Conti, ma che va inquadrata nel giusto contesto, la repentina presa di posizione del presidente della giunta regionale assomiglia più ad un pretesto colto al volo per togliere di mezzo persone non funzionali al sistema clientelare della galassia vendoliana che ad una reale necessità di pulizia. 
A meno che Vendola sino ad oggi ci abbia taciuto la verità sulla gestione dell’Aqp, sui risultati raggiunti in termini di risanamento e di rilancio e sui rapporti intercorsi con il primo amministratore unico, Petrella - anche lui liquidato seppure più elegantemente - e il secondo - appunto Monteforte, defenestrato senza colpo ferire – ci spieghi perché la Puglia dovrebbe rinunciare al criterio della meritocrazia, visti i risultati positivi raggiunti dal tandem Monteforte-Bianco, per adeguarsi a quello dell’appartenenza elettorale e ideologica”. 
Ecco, infine, il commento di Salvatore Tatarella, europarlamentare Fli, in un post su Facebook. “Vendola licenzia l'amministratore di Ap. motivo apparente il contratto del direttore generale. O c'ê dell'altro e Vendola, come al solito, prende le distanze?”