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martedì 4 dicembre 2012

Performance della regione Puglia: come si valutano i valutatori?

La regione si è dotata di un Organismo indipendente di Valutazione, formato da tre persone che dovrebbe esprimersi sulle performance della regione stessa. E' in corso un bando di concorso per individuare queste tre persone e il Consigliere Massimo Cassano, vicepresidente del gruppo PDL, ha presentato un'interrogazione a risposta scritta per chiedere "al dirigente del servizio personale e organizzazione quali elementi e criteri verranno utilizzati per la valutazione delle candidature all'incarico in questione."
"Com'è noto - scrive Cassano - si tratta di funzioni attribuite con provvedimento di nomina da parte della Giunta regionale, in seguito alla presentazione e valutazione delle candidature stesse, che come da legge dovranno possedere specifici requisiti. Si tratta di affidare un compito della massima responsabilità nei confronti della pubblica amministrazione che, di conseguenza, richiede un 'percorso' caratterizzato dalla massima trasparenza e che possa premiare le personalità più competenti".

giovedì 22 novembre 2012

Ugl, il produttivo confronto sui mali della sanità pugliese

Ha fatto tappa in Puglia il tour nazionale promosso dall’Ugl Sanità per un contatto diretto con i dirigenti sindacali ed i rappresentanti aziendali sia del pubblico che del privat e che si concluderà il 23 novembre in Campania.
Incontri utili per fare il punto della situazione sui principali problemi della sanità pugliese, e per cercare proposte possibili e sostenibili.
L'iniziativa ha raccolto il plauso dei consiglieri di opposizione alla Regione Puglia Ignazio Zullo e Massimo Cassano, che in un loro comunicato congiunto hanno espresso il proprio compiacimento, sottolineando di seguito alcuni delle principali questioni, di natura anche (se non soprattutto) politica, che tengono sotto scacco la sanità in Puglia.
Ecco il resto dei due consiglieri.
"Desideriamo ringraziare il segretario nanzionale Sanità dell’Ugl, Francesco Paolo Capone, e il segretario regionale Roma e Lazio, Antonio Cuozzo, i quali, con il segretario regionale Puglia, Pino Mesto, hanno voluto intrattenere un confronto sullo stato di salute della Sanità in Puglia.
Un confronto a tutto campo che, al di là della propaganda vendoliana, ha messo a nudo le occasioni perdute dalla Puglia dal 2005 ad oggi a causa di una scriteriata e scellerata politica sanitaria fondata su interminabili e sistematiche mire elettoralistiche, utili non certo alla crescita della collettività pugliese, ma unicamente alla crescita politica personale del Presidente della Regione. Vendola, pur di assurgere alla leadership nazionale, spacca il suo partito di Rifondazione Comunista dopo aver perso il confronto con Ferrero, genera il Movimento per la Sinistra, costruisce le Fabbriche di Niki, organizza SEL e Puglia per Vendola viaggiando per l’Italia dai tetti di Roma alle montagne della NO-TAV con l’intermezzo di talk-show.
La maggiore spesa farmaceutica territoriale derivata dall’eliminazione del ticket, con la contemporanea avversione al Piano Fitto e la conseguente riapertura di reparti ospedalieri per bandire concorsi per primari e gare di appalto, passando poi per l’accorpamento delle ASL, il mancato rispetto del Patto di Stabilità e per il Piano di Rientro, con conseguenti ridimensionamentI dei tetti spesa per le strutture accreditate e il blocco del turn-over del personale, e inefficaci politiche di integrazione socio-sanitarie, sono stati individuati come i fattori eziologici di uno stato di sofferenza cronica ed ingravescente del SSR della Puglia.
Piacevole è stato il concordare sulla necessità del potenziamento della Prevenzione e della Riabilitazione e delle strutture di Cura intermedia e dei servizi di assistenza domiciliare nonchè sull’attuazione di efficaci politiche di gestione del personale fondate sulla motivazione, sull’incentivazione, sulla formazione e sull’aggiornamento continuo e permanente.
Peccato che la predisposizone all’ascolto e al dialogo improntata nell’incontro con l’Ugl non ci venga offerta dal Presidente Vendola anche se, comprendiamo, ha poco o nulla da dedicare alla Puglia essendo sempre lontano perché impegnato oggi nelle primarie e poi nelle secondarie, terziarie e via dicendo.
Se si fosse dedicato un po’ più alla Puglia e un po’ meno a sé stesso, Vendola avrebbe sicuramente offerto ai pugliesi la Puglia migliore ma, dopo aver illuso con l’aggettivo migliore i pugliesi, oggi è incombente il rischio illusorio per gli italiani ai quali promette l’Italia migliore.
Ci conforta l’impegno assunto con l’UGL di continuare il confronto nell’esclusivo interesse della comunità pugliese e nella speranza che questo confronto, scevro da pregiudizi, possa allargarsi a colleghi della maggioranza, ad altre organizzazioni sindacali, a soggetti istituzionali, a parti datoriali e alle comunità professionali e scientifiche.Il percorso è avviato, le porte sono aperte".

martedì 20 novembre 2012

Aqp, Ccr, parità di genere, ma il Consiglio regionale salta. Ci sono le primarie!

"È rinviata a martedì 27 e mercoledì 28 novembre la seduta del Consiglio regionale già fissata per domani e il 21".
Uno scarno ed essenziale comunicato stampa del Consiglio Regionale della Puglia per dire, come è ovvio, che è slittato di una settimana la seduta che avrebbe dovuto tenersi quest'oggi e domani.
Motivo? Ufficialmente non è dato saperlo.
Però si sà che i punti all'ordine del giorno erano davvero importanti.
Innanzitutto sarebbe arrivata in aula, d'ufficio dopo i ritardi in Commissione, la proposta di legge di iniziativa popolare sulla parità di genere nella legge elettorale. Una legge che, più o meno velatamente, piace poco ai Consiglieri Regionali, di tutti i gruppi.
Piace poco perchè se venisse approvata significherebbe automaticamente meno posti nelle liste elettorali, dovendo fare forzatamente spazio ad esponenti femminili per permettere l'esercizio del doppio voto di genere.
E già ci saranno meno consiglieri da eleggere (e quindi meno posti in lista) vista la riduzione del numero degli eletti da 70 a 50.
Ma in fondo non è nemmeno questo il motivo principale del rinvio, almeno nelle nostre ipotesi (e considerando che non abbiamo avuto risposta dalla segreteria dell'ufficio di presidenza, contattato telefonicamente già nel pomeriggio di ieri e nuovamente questa mattina n.d.r.).
L'altro punto all'ordine del giorno erano (o meglio, avrebbero dovuto essere) le comunicazioni di Nichi Vendola in Consiglio regionale in merito all'avvicendamento ai vertici dell'Aqp tra Monteforte e Maselli.
"La Regione sapeva tutto" ha dichiarato l'ex amministratore unico dell'Acquedotto Pugliese, riferendosi alla questione del contratto del direttore generale, che ha portato Vendola all'avvicendamento.
C'era attesa per capire le motivazioni del Presidente della Giunta, ma bisognerà aspettare ancora una settimana.
Perchè?
La risposta sembra perfino banale. Domenica ci sono le primarie in tutt'Italia. E' logico quindi che Nichi ha troppe cose da fare per pensare a piccoli dettagli come, ad esempio, amministrare la Regione che lo ha eletto Presidente della Giunta, o giustificare di fronte all'organo politico elettivo che fa da contraltare del suo potere (almeno nella teoria) le scelte della sua amministrazione.
E volete che la Puglia sia più importante di un dibattito radiofonico o di un comizio in giro per le fabbriche di tutt'Italia? Oppure Vendola.
Ed ancora.
Oggi si sarebbe affrontata un'altra grana, legata alla questione degli ex dipendenti delle Ccr di Bari. La polemica nei giorni scorsi è scaturita sui metodi di assunzione spesso utilizzati dalla Regione Puglia nei propri bandi che non rispetterebbero gli accordi esistenti per il reintegro  lavorativo degli ex dipendenti delle Case di Cura Riunite di Bari, ormai da troppo tempo in cassa integrazione a zero ore.
A parlare è il vicecapogruppo del Pdl Massimo Cassano. "Non è giusto che i pugliesi vivano con il punto interrogativo sul futuro del governo regionale. Non è giusto rinviare, per motivi davvero misteriosi, un consiglio regionale, proprio quando noi del Pdl eravamo pronti a raccogliere le firme per presentare un ordine del giorno per garantire un futuro migliore ai dipendenti delle ex Ccr e alle loro famiglie".
Ancora una volta sono i cittadini più deboli a pagare per una politica in tutt'altre faccende occupate.
Ma cosa volete che sia... ci sono le primarie. Salta il turno e resta fermo un giro. Come nel gioco dell'oca.
di Roberto Mastrangelo

giovedì 8 novembre 2012

Aqp: squadra che vince... si cambia. O c'è dell'altro?

Il Palazzo dell'Aqp a Bari
Irregolarità di un atto o c’è dell’altro? Intanto registriamo il repentino e brusco passo indietro di Nichi Vendola sull’Aqp, a pochi giorni dall’elogio per i risultati di bilancio raggiunti è stata, infatti, avviata la procedura per la revoca dell’incarico di manager dell’Aquedotto Pugliese ad Ivo Monteforte. 
Le motivazioni sono da ricercarsi nei rilievi che la Corte dei Conti ha fatto a Monteforte, avendo contestato la regolarità dell’assunzione del direttore generale Massimiliano Bianco. 
“La ragione di tale decisione - ha spiegato in una nota Vendola - attiene all'obbligo di osservanza ai rilievi di legittimità formulati dalla Corte dei conti e dal collegio dei sindaci, sulla trasformazione da tempo determinato a tempo indeterminato del contratto dirigenziale di lavoro del direttore generale”. 
“Non potremmo fare altrimenti – ha dichiarato di rimando l’assessore alle Opere Pubbliche della Regione Puglia Fabiano Amati - la Regione, se resta inerte, potrebbe anche essere accusata di danno di responsabilità erariale”. 
Una azienda, ma sono in molti a vederlo come un vero e proprio “carrozzone” che negli ultimi anni ha vissuto una serie di avvicendamenti ai vertici (prima la nomina di Petrella, dopo due anni l’arrivo di Monteforte, ora il nuovo atto di revoca), e che sta lentamente cercando di recuperare un pesante passivo. 
Ad apprezzare l’atto di revoca di Vendola, compatto, il centrosinistra alla Regione Puglia, con l’appoggio anche del sindaco di Bari Michele Emiliano. 
Chi invece sta facendo sentire la propria voce è l’opposizione. 
A parlare per primo è Rocco Palese, capogruppo Pdl in Consiglio Regionale. 
“Purtroppo non c’è due senza tre, quindi temiamo che anche il terzo manager dell’Acquedotto Pugliese negli otto anni di Governo Vendola, sarà presentato come luminare e massimo esperto mondiale di acqua per poi fare la fine dei suoi predecessori: essere mandato via per conclamati fallimenti e/o presunte irregolarità commesse”. 
“L’Acquedotto pugliese, la più grande azienda della Puglia e il più grande Acquedotto d’Europa, è l’emblema del fallimento di otto anni di governo della sinistra in Puglia. Oggi il Presidente Vendola manda via Monteforte come a dicembre 2006 mandò via Petrella (peraltro pure dimissionario), adducendo motivazioni, presunte censure della Corte dei Conti e presunte irregolarità commesse da Monteforte nella trasformazione a tempo indeterminato del contratto del Direttore Generale di AQP. E’ indispensabile che la prossima seduta del Consiglio regionale, quindi ben prima della nomina del nuovo Amministratore Unico di AQP, si apra con una informativa urgente del Presidente Vendola al Consiglio regionale e con la distribuzione a tutti i consiglieri della documentazione che ha indotto il Presidente ad assumere ieri la decisione di licenziare Monteforte”. 
Sulla stessa linea Massimo Cassano (vicecapogruppo Pdl). 
“Pochi giorni fa l'esaltazione dei traguardi e dei successi raggiunti dalla gestione dell'Acquedotto pugliese, ieri la ‘rimozione forzata’ di Ivo Monteforte, terzo manager della gestione Vendola ad essere praticamente licenziato in tronco, dopo essere stato presentato come uno dei massimi esperti in materia. Perché ormai di certo c'è solo l'interesse morboso della politica regionale nei confronti“. 
Ancora più esplicito e pesante è D’Ambrosio Lettieri (coordinatore Pdl di Bari). 
“E’ la seconda volta in pochi anni che il presidente Vendola mette alla porta i vertici dell’Acquedotto Pugliese, oltretutto nominati da lui: qui c’è qualcosa che non quadra. L’impressione è che la censura della Corte di Conti su presunte irregolarità nel contratto di lavoro del direttore generale sia la classica foglia di fico dietro cui nascondere ben altre verità. 
A giudicare dalle notizie di stampa, si profilerebbe un futuro prossimo da basso impero per la gestione di Aqp, tra nomina di un consiglio di amministrazione al posto di un amministratore unico e voce in capitolo alla politica anche per la nomina del direttore generale. 
Siccome la sinistra ci ha abituato alle scorribande elettorali di questi anni a danno della cosa pubblica e a vantaggio delle personalissime Fabbriche, l’auspicio è che si tratti solo di fantasiose indiscrezioni”. 
Questo invece il commento di Giammarco Surico (Consigliere regionale Fli). 
“La vicenda del licenziamento su due piedi dell’amministratore unico di Aqp, Monteforte ha del paradossale. Ma ancora più paradossale è la motivazione di tale licenziamento che coinvolge oltretutto un dirigente come Massimiliano Bianco, direttore generale, che sino ad oggi, fino a prova contraria, ha dimostrato sul campo la sua valenza con una gestione specchiata, all’insegna della trasparenza e dell’efficienza. Insomma, in Puglia, squadra che vice…si toglie di mezzo. 
Al di là della censura pure importante della Corte dei Conti, ma che va inquadrata nel giusto contesto, la repentina presa di posizione del presidente della giunta regionale assomiglia più ad un pretesto colto al volo per togliere di mezzo persone non funzionali al sistema clientelare della galassia vendoliana che ad una reale necessità di pulizia. 
A meno che Vendola sino ad oggi ci abbia taciuto la verità sulla gestione dell’Aqp, sui risultati raggiunti in termini di risanamento e di rilancio e sui rapporti intercorsi con il primo amministratore unico, Petrella - anche lui liquidato seppure più elegantemente - e il secondo - appunto Monteforte, defenestrato senza colpo ferire – ci spieghi perché la Puglia dovrebbe rinunciare al criterio della meritocrazia, visti i risultati positivi raggiunti dal tandem Monteforte-Bianco, per adeguarsi a quello dell’appartenenza elettorale e ideologica”. 
Ecco, infine, il commento di Salvatore Tatarella, europarlamentare Fli, in un post su Facebook. “Vendola licenzia l'amministratore di Ap. motivo apparente il contratto del direttore generale. O c'ê dell'altro e Vendola, come al solito, prende le distanze?”