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lunedì 22 ottobre 2012

Patto di stabilità: Vendola non ha tutti i torti

Michele Emiliano, sindaco di Bari, spezza una lancia a favore di Nichi Vendola, criticato da maggioranza e opposizione per aver, quasi motu proprio, deciso di sforare per 500 milioni di euro il patto di stabilità della regione Puglia.
"Vendola ha motivi seri e non certo elettorali per decidere di sfondare il patto di stabilità in modo controllato (accettando le cosiddette mini sanzioni, che in realtà non sono affatto mini!). Si deve infatti consentire l'investimento in Puglia di 500 milioni di euro di fondi europei" scrive Emiliano sul suo profilo di facebook.
"Certo se ne avessimo parlato prima con i consiglieri regionali, con i capigruppo, con i sindaci dei territori nei quali questi investimenti ricadranno sarebbe stato meglio e tutte queste polemiche non ci sarebbero state. Ho apprezzato la decisione del Presidente di convocare i capigruppo di maggioranza e di minoranza per decidere rispetto a quali opere o investimenti il patto sarà sfondato.
Deve essere chiaro che un'operazione del genere è inimaginabile per i Comuni che non hanno la facoltà delle così dette minisanzioni e che subirebbero oltre al divieto di contrarre mutui (significa nessuna opera pubblica, neanche la manutenzione delle strade!) anche il divieto di assunzione totale (significa che se va in pensione il dirigente dell'Urbanistica non si può sostituirlo e non si possono rilasciare i permessi di costruire). Si aggiunga che per i Comuni lo sfondamento del patto corrisponde ad una sanzione pecuniaria a valersi sui trasferimenti dello Stato pari alla somma dello sfondamento, il che significherebbe raddoppiare i costi dell'investimento, fatto questo che sconsiglia categoricamente lo sfondamento.
Rimane il fatto che a mio parere la strada indicata da Vendola va seguita con prudenza e attenzione, anche a costo che il Prossimo Presidente della Regione abbia difficoltà enormi nell'iniziare il suo mandato a causa delle sanzioni previste, contro le quali però bisogna sostenere la battaglia delle Regioni del sud che chiedono a gran voce la loro eliminazione.
D'altra parte questa battaglia contro il patto di stabilità per le Regioni del sud in vista dell'utilizzo dei fondi europei è una battaglia che combattiamo da tre anni e non c'è ragione per fermarsi proprio adesso!" conclude il sindaco.
di Fortunata Dell'Orzo

giovedì 13 settembre 2012

Patto di stabilità regionale, liberati fondi per 71 milioni di euro per i Comuni


Nel corso della Conferenza stampa svoltasi oggi a Bari, Regione e Anci hanno presentato i risultati dell’attuazione del Patto di stabilità regionale “incentivato” 2012 in Puglia. Presenti l’assessore regionale al bilancio Michele Pelillo, il presidente Anci Puglia Luigi Perrone e i sindaci dei Comuni interessati.
Un momento della conferenza stampa di oggi all'Anci
Sono 120 i Comuni pugliesi (su 174 interessati) che per effetto del patto di stabilità regionale verticale “incentivato” vedranno migliorato il proprio saldo finanziario e “liberata” la propria capacità di spesa.
Sono 71 i milioni di Euro che la Regione ha ceduto ai Comuni per il 2012, quale quota del proprio “obbiettivo di Patto di stabilità”, consentendo ai sindaci lo sblocco di pagamenti in conto capitale verso imprese creditrici. Nel 2011 erano 96 i comuni beneficiari dei 30 milioni di € di spazi finanziari ceduti dalla Regione Puglia (20 milioni la quota a disposizione delle Province), oltre alle esigue risorse negoziate con il “patto di stabilità regionale orizzontale.”

A seguito di un accordo raggiunto con Anci Nazionale in sede di Conferenza unificata, con l'approvazione dell'art.16 DL n. 95/2012 “Spending review 2”, il Governo ha attribuito alle Regioni un contributo di 800 milioni di Euro finalizzato alla riduzione del debito delle stesse, attraverso la cessione di spazi finanziari ai comuni ricadenti nel proprio territorio e aventi popolazione superiore ai 5 mila abitanti.
Regione Puglia e Anci Puglia hanno subito aderito all'accordo nazionale, il 3 agosto hanno firmato  l’Intesa con cui hanno fissato i criteri e avviato la complessa procedura del cd "patto regionale verticale incentivato". I tempi strettissimi imposti dal governo hanno impegnato i rispettivi uffici e quelli dei Comuni per tutto il mese di agosto. L’Anci ha raccolto e presentato le istanze dei sindaci alla Regione, la quale il 10 settembre u.s., con proprio atto deliberativo, ha reso disponibile il plafond di 71 milioni e ripartito gli spazi finanziari tra i 120 comuni richiedenti.

L’Assessore regionale al Bilancio Michele Pelillo esprime particolare soddisfazione: “Nello scorso anno l’accordo stipulato con Regione, ANCI ed UPI ha consentito a 52 Comuni a 3 Province della Puglia di rispettare il Patto di Stabilità. La Puglia è stata l’unica regione meridionale a regionalizzare il Patto di Stabilità  in favore dei suoi Enti Locali, attivando  sia il Patto verticale che quello orizzontale.
Questa buona prassi è stata recepita e valorizzata dalla recente Legge sulla Spending Review mettendo nelle condizioni la Regione nel 2012 di fare meglio e di più dell’anno scorso con un intervento che agevolerà ben 120 comuni pugliesi.”

“Sicuramente positivo il bilancio della regionalizzazione del patto di stabilità 2012 in Puglia, – ha dichiarato il presidente Perrone - lo strumento fortemente voluto dall’Anci, consentirà a Regione e Comuni di arginare gli effetti negativi del patto e, come sottolineato dalla Corte dei Conti, di alleviare le tensioni sul sistema economico locale. E’ anche un esempio di cooperazione istituzionale tra diversi livelli di governo e di federalismo solidale. Ma i comuni restano soffocati dai vincoli del patto di stabilità interno, bisogna modificarlo subito e in maniera sostanziale se si vuole puntare alla crescita del paese, oggi in piena recessione.  Le richieste di spazi finanziari per il 2012 erano tre volte la quota ceduta dalla Regione, questo esprime la sofferenza dei comuni e delle imprese. L’apertura delle scuole infine, riporta l’attenzione alla questione dell’edilizia scolastica, una emergenza nazionale da non trascurare, le cui spese vanno assolutamente escluse dal patto di stabilità.
di Eliona Cela