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venerdì 18 maggio 2012


Il numero 18 di Puglia d'oggi, settimanale gratuito del 18 maggio 2012, è disponibile per la consultazione ed il download gratuito.
E' possibile sfogliare e scaricare liberamente il nostro giornale selezionando QUI


In questo numero:
  • Gianfranco Fini: Grazie al suo intervento l'Italia è, e resta, un Paese libero
  • Largo ai giovani nei partiti
  • Il bilancio di Fli dopo il voto, svolta riformistica
  • Altro che antipolitica, ora comincia la terza Repubblica
  • Regione: ridurre i consiglieri....ma con calma
  • Astensione Bellomo: un momento di riflessione
  • Arif, polemiche sul personale
  • Le nuove farmacie e le tante croci
  • Procura di Bari: nuova inchiesta di mercato
  • Punta Perotti: risarcimento per 47 milioni
  • Speciale Grecia: terremoto politico
  • Speciale Grecia: i conseguenti scenari sul resto dell'Europa
  • Speciale Grecia: un sistema economico che mette l'uomo nell'angolo
  • Ballottaggi: duello all'ultimo voto
  • Anci: la manifestazione contro i balzelli
  • Bilancio Ue su crescita e occupazione
  • Salvatore Tatarella nel Bureau del PPE
  • Foggia: convento di Sant Antonio, si lotta per non farlo chiudere
  • Arriva Granata a Foggia per pericolo criminalità
  • Il Comune di Cerignola non ha soldi? Non è vero!
  • Chronicles: un film che non subisce tanti "effetti speciali"
  • Expo Arte: tre giorni d'arte internazionale
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martedì 15 maggio 2012

Aula deserta: si discute di tagli ai rimborsi. C'erano più alunni che deputati


Lunedì 14 maggio, in Aula alla Camera si discute sul dimezzamento dei rimborsi ai partiti. Mario Monti dichiara che questa sarebbe una riforma epocale, ci sono incontri-scontri sulla questione, tutti d'accordo al dimezzamento dei finanziamenti, solo che... i presenti a Montecitorio sono 20, assenti 610.
Bell'insegnamento devono averne tratto gli scolaretti pugliesi in visita al secondo ramo del Parlamento. 
Tra i pochissimi presenti,  Maurizio Lupi, vice presidente della Camera che presiedeva la seduta, Gianclaudio Bressa (Pd) e Peppino Calderisi (Pdl) – i due relatori – Cambursano (Misto), Vanalli (Lega), Zaccaria (Pd), Tassone (Udc), Lorenzin (Pdl), Favìa (Idv), Orsini (Pt), Misiti (Grande Sud), Gava (Misto Pli), Iannaccone (Noi Sud), Borghesi (Idv), Giachetti (Pd), Lanzillotta (Api), Bernardini (Pd), Ugo Sposetti (Pd) Della Vedova (Fli). Se questa doveva essere una delle risposte della politica, la ventata di rinnovamento dei partiti, allora pare ci sia stato un flop clamoroso e un'ennesima conferma del completo disinteresse del bene pubblico di fornte all'interesse personale.

venerdì 11 maggio 2012

Regione Puglia, tagliati 10 Consiglieri dalla prossima legislatura, ma si poteva fare di più.

L'aula consiliare di Via Capruzzi a Bari
Una sforbiciata al numero dei consiglieri regionali pugliesi è stata approvata pressocchè all'unanimità dal Consiglio Regionale riunitosi questa mattina a Bari. I Consiglieri passano, a partire dalla prossima legislatura, da 70 a 60. La modifica alla statuto regionale è stata approvata all’unanimità dall’assemblea legislativa pugliese in seconda lettura (presenti 48 consiglieri, a favore 47) con un’unica astensione (quella di Davide Bellomo, I Pugliesi).  Gli assessori di riflesso vengono ridotti da 14 a 12, di cui massimo tre esterni.
Numeri da molti considerati importanti, ma che rappresentano, in realtà, il punto mediano delle varie posizioni in campo delle forze politiche, che da una parte sono consapevoli della necessità di ridurre il numero dell'Assise regionale (anche in virtù delle misure imposte dal Governo nazionale) e dall'altra di tutelare le proprie posizioni di campo e, soprattutto, i seggi a disposizione.
Alla fine è stato partorito un taglio minimale, che non soddisfa completamente.
  "Si poteva fare di più. L'unanimismo a tutti i costi genera timidezza e condiziona anche quei partiti che più degli altri dovrebbero esprimere novità e rinnovamento”. Lo afferma l'on. Salvatore Tatarella, presidente dell'Assemblea nazionale di Fli, che non concorda affatto con la riduzione dei consiglieri ed assessori, ritenendola assai modesta.
Salvatore Tatarella
“Cinquanta consiglieri, se non addirittura quaranta, potevano bastare. Invece – continua Tatarella -  si è trovato un accordo su sessanta, che mi sembra un numero ancora spropositatamente alto. Per rendersene conto, basterà controllare il carico di lavoro del consiglio, il numero delle sedute e delle leggi approvate”.
“Evidentemente – conclude Tatarella-  a via Capruzzi non hanno ancora capito il vento che soffia nel Paese”.
Il presidente del Consiglio regionale, Onofrio Introna,  ha ringraziato per il voto unanime dell’assemblea che apre una nuova stagione istituzionale, che avrà a breve come primo obiettivo la revisione della legge elettorale in funzione del perseguimento di tre obiettivi principali: il rispetto della rappresentanza dei territori; il perseguimento della “possibile e auspicabile parità di genere” e la revisione del meccanismo della soglia elettorale, dando spazio alle forze politiche minori.
In precedenza è intervenuto il capoluogo PdL Rocco Palese che ha evidenziato come il progetto federalista spinto proprio dello statuto in vigore (che 12 anni fa ha rappresentato la riforma più federalista possibile, configurando un modello di Regione-Stato) sia fallito, nel momento in cui lo Stato è stato costretto per ragioni di convergenza con le politiche dell’Ue, a ritornare alla tesoreria unica nazionale. Rispetto a questo processo è quanto mai opportuna la riduzione a 60 dei consiglieri regionali, nella more delle definizione del contenzioso acceso da alcune regioni rispetto alla misura disposta dal Governo per la riduzione dei consiglieri a 50, sia pure subordinatamente alla assegnazione delle risorse finanziarie. Quindi revisione a breve della legge elettorale regionale nell’ambito della 7° commissione consiliare.
Antonio Buccoliero, capogruppo di “Moderati e Popolari” ha sottolineato come “occorre sottolineare che la Regione Puglia, prima ancora che scoppiasse il putiferio sugli sprechi dei partiti, aveva già avviato l’iter di modifica dello Statuto, con il chiaro proposito di ridurre i costi della politica e di migliorare l’efficacia e l’efficienza dell’assise regionale".
Il capogruppo PD, Antonio Decaro, ha ricordato che quella della riduzione a 60 consiglieri sia un’iniziativa autonoma dell’assemblea pugliese, prima ancora di quella parlamentare e della ondata di antipolitica. La riduzione approvata – ha aggiunto - non è soltanto funzionale alla riduzione dei costi, ma anche ad uno snellimento dei lavori delle commissioni consiliari in modo da mettere le stesse nelle condizioni di lavorare in maniera più organica. Ecco perché è necessario mettere mano subito alla revisione della legge elettorale che vedrà impegnata la 7° commissione dalla settimana prossima. Anche lui ha sottolineato i tre punti fermi che dovranno contraddistinguere la stessa legge: rappresentanza di tutti i territori, parità di genere e spazio anche alle forze politiche minori.
Salvatore Negro (Udc)
Anche il capogruppo UDC Salvatore Negro ha sottolineato come l’iniziativa legislativa sia precedente a quella del Parlamento e alla ventata di antipolitica montata negli ultimi tempi. “Il cittadino, pero’ – ha aggiunto – ha bisogno soprattutto di risposte concrete rispetto alle problematiche che si pongono”, citando gli esempi dei ritardi nei pagamenti alle imprese, dei lavoratori socialmente utili che a distanza di 2 anni dai provvedimenti regionali vedono ancora irrisolti i problemi connessi alle questioni previdenziali e dei de-stabilizzati,  per i quali ha sollecitato il coinvolgimento dei parlamentari pugliesi per arrivare a modifiche legislative nazionali in grado di risolvere alla base il problema dei lavoratori in questione.

Regione Puglia, si dell'aula alla legge salva-precari della sanità, ma ora emergono i ritardi sulle piante organiche delle aziende pugliesi.

Con un solo astenuto, il Consiglio regionale ha detto sì alla legge che contiene “misure urgenti per l’accelerazione della determinazione delle dotazioni organiche delle aziende ed enti del servizio sanitario regionale e di tutela assistenziale”, ergo: termina l’incubo per i 270  medici in attesa di stabilizzazione.
Il dibattito è stato lungo e “proficuo” come ha sottolineato l’assessore alle politiche della salute, Ettore Attolini, perché ha consentito di far emergere temi importanti.
Fra gli altri, quello sollevato da un emendamento  “in chiave foggiana”, a firma di Lucio Tarquinio, Francesco Damone e Giannicola De Leonardis (presentato e poi ritirato),  con il quale si chiedeva sostanzialmente di aggiungere ai 270 medici che rientrano nella fattispecie prevista dalla legge, anche quelli della Asl di Foggia. L’assessore ha spiegato che al momento della definizione delle stabilizzazioni, la stessa Asl foggiana, ha ritenuto che non ci fossero le condizioni per procedere in quella direzione, licenziando il personale sanitario.
Cosa fare adesso? La soluzione prospettata dall’assessore Attolini è quella di bandire avvisi pubblici per coprire le carenze di personale determinate proprio da quei licenziamenti.
La sede del Consiglio Regionale della Puglia a Bari
Sono due gli articoli della legge, con i quali da una parte si impone l’obbligo ai direttori sanitari di approvare le piante organiche entro trenta giorni dall’approvazione della iniziativa legislativa, in caso di mancato rispetto del termine, la Giunta regionale procederà nei dieci giorni successivi, alla nomina di un commissario ad acta; dall’altra per assicurare i livelli essenziali di tutela assistenziale, le aziende e gli enti di servizio sanitario regionale fino all’espletamento delle procedure per la copertura dei posti vacanti e comunque per un periodo non superiore ai sei mesi dall’approvazione della legge,  utilizzeranno il personale che a causa della sentenza della Corte Costituzionale del 2011, ha perso il lavoro ma soprattutto la certezza della stabilizzazione.
“Questa legge – ha spiegato l’assessore alla sanità, Ettore Attolini – si inserisce nel contesto delicato e più ampio della gravissima generale carenza di personale nel nostro sistema sanitario”. L’assessore ha ricordato le condizioni di precarietà e di asfissia in cui i medici sono costretti a lavorare, coprendo con piante organiche inadeguate il lavoro che in altre realtà viene svolto da centinaia di unità in più.
“Sino a quando non usciamo dal Piano di rientro – ha ricordato Attolini – ci aspettano ancora sacrifici. Questa legge serve ad evitare il tracollo, ma certamente non risolve completamente il problema delle carenze strutturali”.
Ma un altro spettro si aggira e neanche tanto nell’ombra, sulla tenuta del nostro sistema sanitario, la possibilità, che l’assessore ha inteso emergere dalla ultime riunioni romane, che vi sia un ulteriore dimagrimento del Piano di riparto sanitario.
Un ridimensionamento che fra l’altro rischia di spostare ancora di più l’asse decisionale su questa materia a livello romano, scippando così ancora altra sovranità alle regioni.
Il presidente del Consiglio, Onofrio Introna, ha sottolineato la necessità che l’intero Consiglio regionale predisponga un ordine del giorno che manifesti il disappunto sulla eventualità che questa minaccia si materializzi, stigmatizzando tutte le ricadute negative sulla tenuta del sistema sanitario pugliese.
Ma non è tutt'oro quello che luccica. Per il vicecapogruppo Pdl Massimo Cassano "la “leggina”  salva de-stabilizzati, se da una parte mette finalmente un punto fermo e pone una scadenza improrogabile all’approvazione delle piante organiche da parte delle Asl (30 giorni dall’entrata in vigore della legge, pena la nomina di un commissario da parte della giunta regionale nei 10 giorni successivi), dall'altra apre un vero e proprio caso sui ritardi delle stesse Aziende sanitaria locali in materia".
"Perché – chiediamo al presidente Nichi Vendola e a tutti gli assessori alle politiche della salute di questi anni di amministrazione di centrosinistra – nessuno finora si è mai posto il problema? Eppure i ritardi nell'approvazione delle piante organiche da parte delle Asl pugliesi continuano a causare enormi disagi agli operatori della sanità che non riescono ad avere certezza del proprio futuro lavorativo e ai poveri incolpevoli pazienti che non riescono a vedere garantiti neanche i livelli essenziali di assistenza.
Una situazione che non solo non potrà più essere tollerata e che riguarda tutti i territori della Puglia interessati da dismissioni degli ospedali. Ma che ha anche già provocato danni enormi al sistema sanitario regionale creando nuovi precari e situazioni di caos eccezionali negli ospedali che hanno retto all'impatto del piano di riordino. Soprattutto una situazione che ha messo la Puglia in una posizione di disagio nei confronti del governo nazionale.
Come da noi più volte denunciato la storia della mancata approvazione delle piante organiche nelle Asl, sottolinea il disinteresse politico e gli evidenti errori con cui le varie questioni sono state affrontate. Nel silenzio del presidente Vendola".
Sulla legge è intervenuto anche Rocco Palese (Pdl) “La Legge approvata oggi in Consiglio sui cosiddetti medici destabilizzati, è l’unica strada che, nella certezza del rispetto delle Leggi, consente nell’immediato di garantire certezze e continuità lavorativa agli operatori e di non interrompere la continuità dell’assistenza sanitaria. Mette poi finalmente un importante punto fermo sui tempi dell’approvazione delle piante organiche da parte delle Asl: hanno trenta giorni di tempo per approvarle, altrimenti nei 10 giorni successivi sarà la Giunta Regionale, commissariando le Asl inadempienti, a procedere”.
Il capogruppo del Pdl alla Regione Puglia poi ha aggiunto: “Come opposizione non abbiamo doveri né responsabilità politico-gestionali, ma sentiamo il dovere morale di fornire il nostro contributo per andare incontro agli oltre 200 medici interessati e alle centinaia di pazienti che, se questi medici andassero a casa, vedrebbero messi a rischio i livelli essenziali di assistenza. Peraltro, essendo stata accolta la nostra proposta di inserire in questa stessa legge tempi certi e inderogabili per l’approvazione delle piante organiche, abbiamo anche contribuito a creare le condizioni affinchè entro massimo 40 giorni vi sia una fotografia reale sulla situazione del personale sanitario e non degli ospedali pugliesi, con certezze sul numero di posti vacanti da coprire e anche sulle modalità previste dalle Leggi per coprirli.
Pur rispettando altre strade che si sta cercando di percorrere, come quella parlamentare, e posizioni differenti assunte da alcuni colleghi su questa Legge – conclude Palese - abbiamo ritenuto giusto sostenere questo atto legislativo per dare certezze immediate ai medici interessati e restituire speranza a tutto il personale sanitario e aspirante tale e, soprattutto, ai poveri incolpevoli e tartassati cittadini pugliesi che, pagando 338 milioni di euro di tasse regionali aggiuntive all’anno proprio per i ‘buchi’ della sanità, non meritano di restare privi di assistenza”.