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sabato 10 novembre 2012

Regione Puglia, la legge sulla parità di genere passa all'ordine del giorno del prossimo Consiglio

Due sono gli avvenimenti di questa settimana che ritengo valga la pena menzionare: “ La misurazione del benessere equo e sostenibile”(bes), tema dibattuto nel corso dell’ incontro che ha avuto luogo nell’ Aula Consigliare della Regione Puglia, organizzato dalla Consulta femminile regionale e l’inserimento all’ ordine del giorno del prossimo Consiglio Regionale della proposta di legge sulla Parità di genere. 
Per quanto concerne il primo, si tratta di un progetto nato da un’ iniziativa del CNEL e ISTAT che si inserisce nel dibattito internazionale sul superamento del PIL che è da sempre l’ unità di misura dello stato di salute del mercato economico ,partendo dal presupposto che i parametri sui quali valutare il progresso di una società non debbano essere solo economici ma anche ambientali e sociali. 
In effetti il PIL non è stato pensato per misurare il progresso economico e sociale a lungo termine, e, quindi la capacità di una società di affrontare questioni quali i cambiamenti climatici, l’ inclusione sociale, la salute, l’ istruzione. 
A completamento dello stesso si sono individuate azioni per misurare meglio il progresso economico, sociale, ambientale dai quali dipende il benessere dei cittadini. 
L’ iniziativa CNEL e ISTAT ha portato alla definizione di un COMITATO D’INDIRIZZO sulla misura del progresso della società italiana,incaricato di elaborare una proposta sulle dimensioni principali del benessere e composto da rappresentanti delle parti sociali e della società civile( ambientalisti, imprenditori, associazioni, sindacati e Consulta regionale femminile della Puglia, Lazio e Piemonte) 
Il Comitato ha identificato dodici dimensioni di benessere rilevanti per il nostro Paese: ambiente, salute, benessere economico, istituzione e formazione, lavoro e conciliazione tempi di vita, relazioni sociali, sicurezza, benessere soggettivo, paesaggio e patrimonio culturale, ricerca e innovazione, qualità dei servizi e politica e istituzioni. 
Il Presidente dell’ ISTAT Enrico Giovannini ha spiegato che “ La felicità e il benessere non si misurano solo con il reddito ma ad esso contribuiscono anche altri indicatori che ci devono indicare quale sarà il tipo di società che vogliamo costruire” 
“Non è solo una nuova costituzione statistica che va oltre il PIL ma è un tema politico ; Il Report, che sarà pronto a gennaio potrà essere una base di partenza su cui la politica dovrà riflettere per valutare come intervenire” 
“L’obiettivo del progetto, continua Giovannini, è quello di costituire una rete delle città che si impegnino a confrontarsi sulla base degli stessi parametri in materia di ambiente, salute, istruzione, lavoro, sicurezza e benessere economico e si propone una rendicontazione periodica sullo stato delle città per favorire la consapevolezza degli amministratori, che possono così essere giudicati dai cittadini per i risultati della loro azione di governo “ 

La consulta regionale femminile, di cui faccio parte vuole proporre un nuovo metodo da applicare alla politica. 

Francesca D'Ascoli
Violento è il modello attuale di sviluppo, scarsa l’applicazione del modello partecipativo ai livelli piu alti. 
Sono proprio le donne in effetti ad essere escluse dai livelli piu alti nella politica, così come nell’ economia e nella gestione sconsiderata dei beni comuni. 
Abbiamo raccolto 30000 firme per la legge sulla parità di genere, sottoscritte da donne e uomini di Puglia e abbiamo chiesto che la Regione faccia proprio un principio: quello che le donne assieme agli uomini devono essere in tutti i luoghi in cui si decide. 
Abbiamo chiesto che fosse applicato un principio costituzionale esplicitato dall’ art. 3 e dall’ art. 51 della Costituzione Italiana. 
La settima commissione regionale ha trattenuto in giacenza, per piu di tre mesi la proposta di legge e i tempi sono scaduti. 
La stessa è stata quindi immediatamente istruita ed inviata all’Ufficio di Presidenza perché venga inserita all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Regionale. 
Vogliamo richiamare l’attenzione di tutte le forze politiche sulla nostra proposta normativa, che, forte delle 30000 firme raccolte esprime una manifesta volontà popolare che non può restare inascoltata. 
L’immagine di una Puglia che non vota un principio costituzionale non sarà, a mio avviso, assolutamente edificante.
Francesca D'Ascoli
Componente Consulta Regionale Femminile

giovedì 25 ottobre 2012

Parità di genere, Vendola mette in mora in Consiglio Regionale. Curto: "Spot a buon mercato. Il Consiglio è autonomo"

Nichi Vendola
Ogni occasione è buona per fare campagna elettorale. Perchè no, anche l'attività istituzionale, entrando nelle prerogative proprie degli altri organi con la consueta prepotenza e personalità.
Nichi Vendola bacchetta Introna e il Consiglio Regionale sulla legge per la rappresentanza di genere nelle liste per le elezioni regionali, forse anche per spostare l'attenzione sui suoi problemi giudiziari, legati alla richiesta della Procura di una condanna ad 1 anno ed 8 mesi di detenzione per abuso d'ufficio nella vicenda che vede coinvolto il Presidente della Giunta insieme all'ex general manager della Asl di Bari Lea Cosentino.
Lo fa con una lettere inviata al Presidente del Consiglio Onofrio Introna per sollecitare i lavori della VII Commissione sulla rappresentanza di genere.
"Caro Presidente, le 30.000 firme raccolte per la presentazione della proposta di legge di iniziativa popolare 50/50 sul riequilibrio della rappresentanza di genere, avanzata da una larga platea di donne, appartenenti ai partiti, ai movimenti, alle associazioni e agli enti di parità meritano una risposta immediata da parte del Consiglio regionale.
Ti invito pertanto a sollecitare e a vigilare affinché i lavori della VII Commissione consiliare abbiano, nella prossima seduta, all’ordine del giorno l’esame della proposta di legge su “Disposizioni in materia di riequilibrio della rappresentanza di genere nelle elezioni del Consiglio Regionale”, come da impegno preso martedì 16 u.s. con le donne del Comitato Promotore. Mi auguro altresì che la discussione arrivi in Consiglio quanto prima in modo da scongiurare quanto accaduto in altre Regioni in tempi recenti. Noi sappiamo quanto male farebbe alla politica un incidente di percorso di questo genere".
Si tratta di "una palese delegittimazione del ruolo del Presidente dell’Assemblea di Via Capruzzi, una interferenza grave e intollerabile sull’autonomia del Consiglio regionale, una pressione indebita nei confronti del Presidente della Settima Commissione,e, soprattutto, un atto di arroganza politica che va da subito respinto con forza al mittente”.
Lo sostiene Euprepio Curto, consigliere regionale di Futuro e Libertà, che in una nota attacca frontalmente Vendola, all’indomani della lettera con cui, sul tema della parità di genere, il Governatore della Puglia aveva “sostanzialmente messo in mora Introna, la settima Commissione e lo stesso Consiglio regionale”.
“Non è questione di merito – dichiara Curto - anche se andrebbe rilevato che la nuova legge elettorale della Regione Puglia dovrà affrontare anche altri temi importanti almeno quanto la parità di genere, ad iniziare dalla revisione di quei meccanismi che consentono, sia pure all’interno della medesima lista, l’attribuzione di seggi e l’elezione di candidati appartenenti alle province col maggior numero di elettori , nonostante che le liste in questione abbiano ottenuto percentuali inferiori rispetto alle omologhe di altre province e gli stessi candidati abbiano ottenuto un minor numero di preferenze”.
Euprepio Curto
“Ma ciò che è intollerabile – sottolinea l’esponente Fli – è che Vendola possa continuare a pensare che non solo i consiglieri regionali, ma anche tutti i pugliesi abbiano l’anello al naso, e cioè che non comprendano che tutta questa sua presunta passione civile è mossa da un solo, esclusivo e cinico interesse: quello di abbandonare la Puglia, così come il fatal Schettino fece con la nave che lui stesso aveva condotto sugli scogli, dopo aver capitalizzato consensi elettorali con spot a buon mercato”.
“Allora – incalza Curto – siccome Vendola non può illudersi di sottrarsi al processo (politico, s’intende!) che ne deriverà, faccia almeno una sola cosa: si presenti in aula (a via Capruzzi, è chiaro!) e renda dichiarazioni spontanee, dicendo chiaramente se ha intenzione di rimanere alla guida della Puglia, oppure (da qui la fretta per l’approvazione della riforma) andar via”. 
“Resta una gravissima violazione – conclude Curto – delle regole elementari sui cui deve poggiare il rapporto, distinto e autonomo, tra esecutivo e assemblea, che, in questa vicenda ha visto, tra le altre, la delegittimazione della figura e della funzione di un Presidente di Consiglio regionale apparso succube e prono ai diktat del Presidente della Regione. Il Presidente Introna ne prenda atto, e, prima che Vendola prenda il largo, presenti egli le sue personali dimissioni”.

venerdì 22 giugno 2012

Regione Puglia: un altra battaglia vinta!


Un'altra battaglia vinta. Per un piccolo giornale come il nostro è una soddisfazione. Dopo la Corte costituzionale, anche il Governo ci ha dato ragione. Ora sono tutti, o quasi, per il Consiglio a 50, ma, sino a ieri, eravamo solo noi a sostenerlo. Tutti gli altri no. Compreso  il partito al quale apparteniamo. Tutti, ma proprio tutti, hanno votato per 60 consiglieri. Per calcolo e miopa. Per calcolo, volendo avere dieci chances in più di essere rieletti. Per miopia, pensando di gabbare la legge nazionale che impone il tetto massimo di 50 consiglieri.
Ora fanno tutti, o quasi, i pentiti. I più esilaranti sono i due capigruppo dei due più grandi partiti, Rocco Palese del Pdl e Antonio De Caro del Pd. Entrambi hanno fatto a gara a dichiarare, l'uno prima dell'altro, che l'anno scorso avevano presentato, entrambi, una proposta di legge per il Consiglio a 50, ma che, poi, per venire incontro alle proposte del Consiglio, avevano accettato la mediazione a 60. Impudenti. Ma come, i due gruppi più numerosi del Consiglio concordano sui 50 e poi... mediano al rialzo? E con chi? Ma ci facciano il piacere e ammettano onestamente che quelle due loro proposte erano solo uno specchietto per e allodole. Loro hanno sempre voluto i 60 cosiglieri e hanno tutti votato per i 60.  Insuperabile, come al solito, il Presidente Vendola, il più ipocrita di tutti. Ha dichiarato che costituirsi in giudizio innanzi a Corte Costituzioale per difendere le ragioni del Consiglio a 50 sarebbe "eticamente inopportuno". Sempre candido il nostro poeta. Peccato che dimentichi che solo qualche mese fa ha avuto l'ardire di costituirsi in giudizio, proprio in Corte Costituzionale, per difendere le ragioni del Consiglio, non a 60, ma addirittura a 78. Svergognato.
Quella costituzione in giudizio per sostenere la fondatezza dell'allargamento del Consiglio a 78 cosiglieri fu una vera vergogna, perchê schierava la Regione a difesa della pretesa illegittima di 8 consiglieri, tutti di sinistra, di entrare in Consiglio per intrupparsi a sbafo nella già larga maggioranza del Presidente Vendola, solo adesso, ma per domani, convertitosi alla tesi di un Consiglio  "eticamente" piû ristretto.
Come i lettori ricorderanno, Puglia d'oggi sostenne una lunga battaglia, chiedendo a Vendola di non costituirsi in giudizio, ma il Presidente si costituì ugualmente, disattendendo il nostro invito e infrangendo una consolidata prassi della Regione Puglia di restare indifferente e contumace nei giudizi elettorali, che riguardavano i consiglieri. Lui, no. Si costituì. A spese della Regione e per far pagare alla Regione il costo di ben 8 consiglieri in più. Un salasso di un milione di euro. Sventato dalla nostra opposizione in giudizio e da Corte Costituzionale, Tar e Consiglio di Stato, che ci hanno dato ragione.


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Nichi Vendola, prima difende il Consiglio a 78, poi cambia idea


Ora questo esercito di costretti pentiti deve sbrigarsi. Non possiamo attendere la Corte, come qualcuno improvvidamente suggerisce.
Sarebbe non solo eticamente inopportuno, come finalmente dice il convertito Vendola, ma politicamente e istituzionalmente pericoloso.

Attualmente la situazione è a seguente. La legge  nazionale dice che i consiglieri non possono essere più di 50, lo Statuto ne prevede 60 e la legge elettorale 70. Un guazzabuglio che potevamo fare solo noi, con lo zampino di Fitto, che cambiò la legge elettorale, senza cambiare lo Statuto, e di Vendola, che ha cambiato lo Statuto, senza cambiare la legge elettorale, e violando quella nazionale. Ora bisogna fare in fretta, perchè se Vendola si dimette prima della scadenza naturale, c'è il rischio che si vada a votare, senza sapere quale sarà il numero esatto dei consiglieri da eleggere. La nostra proposta è chiara e semplice. Il Consiglio non attenda la Corte costituzionale e vari subito la modifica dello Statuto e la nuova legge elettorale. Con 50 consiglieri. È una questione di decenza e mi auguro che questa volta Fli possa dare l'esempio, presentando subito una sua legge e chiedendo al Presidente Introna di calendarizzarla al più presto.

venerdì 25 maggio 2012

Puglia d'oggi n. 19 online


Il numero 19 di Puglia d'oggi, settimanale gratuito del 18 maggio 2012, è disponibile per la consultazione ed il download gratuito.
E' possibile sfogliare e scaricare liberamente il nostro giornale selezionando QUI


In questo numero:
  • Michele Emiliano, ora giù la maschera
  • La carta (igienica) di Treviso
  • Il Governo vada tra la gente
  • La crescita è servita...
  • Pdl in pieno caos dopo la batosta
  • A Bari inaugurazione del circolo Bari Area Mediterranea
  • Generazione Futuro celebra il suo congresso regionale
  • Riforma regionale: una legge che nasce zoppa
  • E Stefàno rinunciò alla pistola
  • I medici corsisti in agitazione
  • Il palazzaccio fuori norma: verso la paralisi degli uffici?
  • Europa in tempo di crisi: rilanciare o rinunciare?
  • Speciale Brindisi: un boato fuori dalla scuola in un giorno come tanti altri
  • Speciale Brindisi: l'Italia si deve svegliare anche nel nome della povera Melissa
  • Dopo il successo elettorale, Iaia al lavoro per la squadra
  • Margherita: una città dimenticata!
  • Ecco tutte le scelte che penalizzano il "Gino Lisa" di Foggia
  • Cerignola, l'antipolitica non esiste
  • Guerra si, ma solo virtuale!
  • Sei repliche a Bari per una splendida Tosca
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giovedì 17 maggio 2012

Numero dei Consiglieri regionali: riforma? Vogliono farla con calma

Due facce della stessa medaglia, ed un cambiamento che se nelle parole di tutti è fondamentale ed irrinunciabile, nella realtà dei fatti diventa un peso rinviabile. 
Intanto una cosa è certa. Fino al 2015 il numero dei Consiglieri regionali rimarrà di 70. Con buona pace di tutti quelli che, nei giorni scorsi, si sono fatti belli nello sbandierare il taglio dei costi della politica pugliese. 
Perchè non farla fin da subito? 
Perchè non modificare sia lo statuto che la legge elettorale con una procedura irrituale ma evidentemente necessaria? 
I numeri in Consiglio Regionale, dati alla mano, ci sono tutti. C’è quasi l’unanimità. Un solo astenuto, Davide Bellomo (che ci spiega in una intervista a parte i motivi della sua astensione), e tutta una platea di voti favorevoli. 
Con una maggioranza del genere si possono cambiare leggi, statuti, regolamenti e perfino mentalità in un colpo solo. 
Oppure, in perfetto stile politico-pugliese, si possono fare le cose a metà, si può rinviare la riforma complessiva in un secondo momento. 
Come se statuto e legge elettorale non debbano andare a braccetto nel regolamentare questa materia. 
Quasi come a volersi garantire una possibile via d’uscita, o una scappatoia burocratica nel caso in cui qualcosa andasse storto e non si mantenessero gli impegni presi. 
O magari se qualcosa dovesse portare ad elezioni anticipate (leggasi l’eventuale candidatura di Nichi Vendola a Premier l’anno prossimo, cosa che porterebbe allo scioglimento del Consiglio regionale ed a nuove elezioni che con ogni probabilità si terrebbero con l’attuale legge elettorale, e quindi con l’attuale numero di Consiglieri regionali eletti). 
Un papocchio, insomma, che rischia di trovare di riffa o di raffa la scure della Corte Costituzionale. 
Non sono bastati i ricorsi e i tagli della Consulta sui consiglieri-bonus della maggioranza, non è bastata una chiarissima indicazione della necessità di cambiare la legge elettorale pugliese. 
Anche questa riforma rischia di nascere zoppa. E di andare incontro alla bocciatura della Corte. 
La legge nazionale, infatti, assegna alla Puglia per numero di abitanti 50 Consiglieri, e non 60. 
Uno sforzo della politica regionale avrebbe potuto non soltanto armonizzare con le indicazioni di austerità chieste dal Governo centrale, ma avrebbe potuto anche fare qualcosa in più, sia in termini di risparmio che di capacità di gestione della macchina politica. 
E’ stato partorito (sarebbe meglio dire che c’è la gestazione ma non ancora il parto) un topolino rispetto alle necessità elefanteste che ci sono. 
“Il Consiglio regionale della Puglia ha offerto una prova di autorevolezza istituzionale: il cantiere dell’autoriforma è aperto”. 
Il presidente Onofrio Introna sottolinea il significato della modifica dello Statuto approvata in Aula in seconda lettura, a grande maggioranza, con la riduzione del numero dei consiglieri a 60 e degli assessori a 12, solo un quarto dei quali esterni all’Assemblea. 
“Si tratta – ricorda – della prima importante tappa di un percorso virtuoso che il Consiglio regionale è determinato a portare avanti, per dare una risposta importante sul versante del contenimento dei costi della politica, senza perdere di vista la funzionalità dell’Istituzione regionale, che deve snellire la propria azione legislativa e amministrativa ed esaltare il ruolo della Regione nella società moderna”. 
“La ‘casta’ si avvicina così ai cittadini e porta avanti un rinnovamento destinato a rilanciare la funzionalità, l’efficienza e soprattutto la prossimità dell’Istituzione alle attese reali della società civile. Ringrazio tutti i colleghi per questa bella pagina scritta insieme”. 
Siamo daccordo con il Presidente Introna. 
Ma ci chiediamo perchè fare un passo alla volta, con calma e per piacere? 
Qui, oggi ed ora, il Consiglio regionale ha davvero la possibilità di fare un grande passo. Anzi, una serie di passi virtuosi verso gli obiettivi che tutti vediamo come comuni. 
Un passo alla volta ci sembra troppo poco, quando c’è la necessità di spingere sull’acceleratore.

martedì 15 maggio 2012

Aula deserta: si discute di tagli ai rimborsi. C'erano più alunni che deputati


Lunedì 14 maggio, in Aula alla Camera si discute sul dimezzamento dei rimborsi ai partiti. Mario Monti dichiara che questa sarebbe una riforma epocale, ci sono incontri-scontri sulla questione, tutti d'accordo al dimezzamento dei finanziamenti, solo che... i presenti a Montecitorio sono 20, assenti 610.
Bell'insegnamento devono averne tratto gli scolaretti pugliesi in visita al secondo ramo del Parlamento. 
Tra i pochissimi presenti,  Maurizio Lupi, vice presidente della Camera che presiedeva la seduta, Gianclaudio Bressa (Pd) e Peppino Calderisi (Pdl) – i due relatori – Cambursano (Misto), Vanalli (Lega), Zaccaria (Pd), Tassone (Udc), Lorenzin (Pdl), Favìa (Idv), Orsini (Pt), Misiti (Grande Sud), Gava (Misto Pli), Iannaccone (Noi Sud), Borghesi (Idv), Giachetti (Pd), Lanzillotta (Api), Bernardini (Pd), Ugo Sposetti (Pd) Della Vedova (Fli). Se questa doveva essere una delle risposte della politica, la ventata di rinnovamento dei partiti, allora pare ci sia stato un flop clamoroso e un'ennesima conferma del completo disinteresse del bene pubblico di fornte all'interesse personale.

lunedì 30 aprile 2012

Regione: pari opportunità, Fli aderisce alla proposta di legge per la modifica della legge elettorale.

FLI Puglia con le donne per garantire pari opportunità ed equilibrio di genere nelle rappresentanze istituzionali della Regione. In questa ottica l’Ufficio Politico del partito, su proposta del Coordinamento Regionale FLI Donne, ha aderito alla proposta di legge d’iniziativa popolare “Norme per l’equilibrio di genere nell’elezione del Consiglio regionale e del Presidente della Regione”.
L’iniziativa, promossa dal Comitato “50/50 mai più senza” punta alla modifica della legge elettorale regionale (n. 2 del 28 gennaio 2005), per sensibilizzare, promuovere e garantire parità di accesso delle donne e degli uomini alle cariche elettive.
Costituita anche una Commissione interna al partito - composta dai consiglieri regionali Giammarco Surico ed Euprepio Curto, insieme ai componenti dell’Ufficio Politico regionale,  che si occuperà di redarre una proposta emendativa migliorativa per superare, sia pur in modo graduale, la logica delle cosiddette "quote di riserva", in favore della promozione a monte della effettiva partecipazione e della formazione delle donne in politica.