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mercoledì 12 dicembre 2012

Berlusconi versus Monti, ma c'è di mezzo lo spread

C'è chi lo difende e chi lo definisce un imbroglio, c'è chi ne parla con preoccupazione e chi ne parla come fosse un'invenzione. 
Il soggetto? Sempre il Signor Spread. 
Se negli anni passati Questi era sconosciuto dalla maggior parte di noi, nell'arco di un solo anno e mezzo abbiamo compreso che cosa è, perché è ritenuto così importante e soprattutto che esiste una parola corrispondente anche in lingua nostrana: il differenziale -ma sappiamo come siamo fatti noi italiani, amiamo usare questi inglesismi invece che la nostra lingua madre così arcaica e ridondante-. E adesso, oltre a fluttuare a suo piacimento a seconda di come vengono dette -o non dette- le cose, è riuscito anche a mettersi in mezzo ai politici, diventando l'oggetto dei loro bisticci. 
Un'escalation impressionante, da sconosciuto a onnipresente. "Monti si dimette", che penserà lo spread a riguardo? "Berlusconi torna in campo", che dici lo spread si arrabbierà? Sembra una sorta di grande fratello. 
A quanto pare, comunque, lo spread raccoglie consensi. Contro chi lo ha denigrato arrivano critiche unanimi. Monti: "Lo spread è un fenomeno che va preso con freddezza, ma non per questo è da sottovalutare". Squinzi, Presidente di Confindustria: "Lo spread è importante perché impatta direttamente sul costo del nostro debito pubblico". 
Ma non finisce qui. Berlusconi è impegnato a duellare su altri due fronti: con la Germania e con il PPE. Se Berlino, dopo che il Cavaliere ha dichiarato che lo spread è un'invenzione tedesca, lo avvisa di non usare la Germania per la propria campagna elettorale, anche il presidente del PPE Daul ed il capo della delegazione italiana del PdL Mauro hanno sentenziato che far cadere il governo Monti "è stato un grave errore".
di Sveva Biocca

domenica 14 ottobre 2012

Successo per il convegno ‘Come lo spread e la crisi economica incidono sulla Qualità della Vita‎’ a Foggia

Foggia, palazzo di città
Venerdì  sera, in una ‘sala Rosa’ del palazzo dell’arte di Foggia gremita da più di 100 persone, si è svolto il convegno ‘Come lo spread e la crisi economica incidono sulla Qualità della Vitaorganizzato dall’Associazione Qualità della Vita in partnership con il Famili Banker Office di Foggia di Banca Mediolanum. Si è trattato di un appuntamento che ha lanciato non pochi spunti di riflessione sulla situazione economica che stiamo vivendo e sulle possibili strategie da attuare per cercare di considerare il momento come un’opportunità di cambiamento.

A prendere la parola per primo è stato Luigi Miranda, presidente dell’‘Associazione Qualità della Vita’ per il quale l’incidenza negativa della crisi economica sul paese è dimostrata dalla perdita dei posti di lavoro e dal decremento degli investimenti, dalla difficoltà endemica di risparmiare per il futuro. Il risultato? Il fenomeno dei nuovi poveri, soggetti costretti a consumare pasti nelle parrocchie. La soluzione, secondo Miranda, è nella buona politica, quella "del fare" e del "bene comune" sostenute da un sistema economico e bancario solido più vicino alla gente.

Luca Vinella, referente commissione affari bancari AQV, si è soffermato su temi squisitamente tecnici. «I costi dello spread si abbattono su due fattori principali: una pressione fiscale maggiore e una ristretta disponibilità di risorse da investire per la crescita, questo vuol dire maggiori costi per lo Stato per potersi finanziare e dunque l’Italia diventa un paese considerato non sicuro per gli investimenti permettendo di contro agli affaristi di speculare. In questa situazione il Paese è obbligato ad aumentare i costi dei tassi d’interesse per garantirsi che i titoli vengano venduti con manovre economiche che incidono sui cittadini costretti a rivedere se non ad abbassare il loro standard di vita quotidiano. Un comportamento, questo, che rimette in moto un circolo vizioso dal quale si potrà uscire con scelte tecniche oculate e audaci».

Degli effetti negativi della crisi sull’investitore e sul risparmiatore ne ha parlato Giuseppe Spadavecchia, docente presso Mediolanum Corporate University ed esperto di finanza comportamentale. «Spesso gli investitori sono disinformati e agiscono erroneamente in momenti di crisi come questo perché il loro comportamento è emotivo e non razionale. L'emotivitá spinge spesso a scelte sbagliate che si riflettono sull’economia del proprio bilancio famigliare e su quella nazionale. Il segreto è affidarsi a figure professionali capaci, informate, esperte che sappiamo far fruttare le risorse disponibili anche nei momenti di difficoltà economica come questi; che sappiano leggere oltre le righe delle questioni finanziarie per individuare i percorsi corretti per un sano bilancio personale».

Un intervento molto atteso è stato quello di Davide Pelusi, amministratore delegato in Italia della multinazionale Morningstar, società leader nella fornitura di ricerche finanziarie, e presidente dell’ACD Foggia. «La crisi economica va letta su due piani paralleli: se consideriamo il punto di vista globale la situazione è ottima perché il Pil mondiale è in crescita e quindi non si può parlare di crisi. Se guardiamo la situazione nazionale allora siamo costretti a parlare di periodo complicato perché si manifesta una certa stasi e poca fiducia negli investimenti, nonché difficoltà dei risparmiatori a conciliare esigenze e costi della vita. Tuttavia ritengo fondamentale l’idea di investire sulle proprie capacità e sul capitale umano perché a lungo termine anche il nostro paese beneficerà dell’economia globalizzata spinta dai nuovi mercati extraeuropei attratti dal ‘made in Italy’ e da un mercato comunque vivace. Basta saper cogliere le opportunità di crescita promosse dalla Ue e dai progetti di rilancio di una economia che pure non è stagnante».

In ultimo l’intervento di Luigi Fantetti, esperto di pianificazione finanziaria e Family Banker foggiano di Banca Mediolanum, che ha voluto lanciare un messaggio all’investitore. «Spesso non siamo abituati a investire il denaro in funzione dei nostri obiettivi – ha specificato - gli strumenti finanziari si sono evoluti ma il cittadino continua a investire esattamente come 20 anni fa, senza pensare a una adeguata pianificazione finanziaria che consenta al risparmiatore di arrivare al traguardo di una vita. Negli ultimi tempi è andato di moda il ‘fai da te’ per una mancata fiducia nel sistema economico e bancario che ha portato i cittadini a scelte sbagliate. L’esigenza è quella di affidarsi a figure professionali che indirizzino a decisioni in linea con le proprie esigenze per garantirsi un tenore  di vita qualitativamente adeguato alle necessità famigliari».
A fine incontro, moderato dal caporedattore della Gazzetta di Capitanata Ernesto Tardivo, c’è stato anche l’intervento del sindaco di Foggia, Gianni Mongelli.