Primitivo, Negroamaro, Nero di Troia. È questa la
successione dal primo al terzo del rating della vendemmia 2011 en primeur (in
anteprima sul momento di vendita) decretata da una qualificata giuria
internazionale di esperti, al termine dei 5 giorni di lavori dell’Apulia wine
identity (12-17 giugno). L’organizzazione è delle 7 cantine salentine riunite
nel consorzio “Puglia best wine” Tenute Rubino, Cantine Due Palme, Conti Zecca,
Candido e il Consorzio Produttori Vini di Mandria, Agricole Vallone, Tenuta
Materdomini.
Hanno coinvolto nell’evento altre 19 importanti case vinicole
pugliesi (tra cui Accademia dei racemi, Castello Monaci, Rasciatano, Valle
dell’Asso, Torrevento). La novità di quest’anno è la partecipazione di una
nutrita delegazione di cantine del Primitivo di Gioia del Colle tra cui
Pietraventosa, Polvanera, Chiaromonte).
I vitigni presi in considerazione dalla
giuria guidata dal giornalista Marco Sabellico del “Gambero rosso”
(partner tecnico dell’iniziativa) sono stati i tre “Rossi” storici della
regione: primitivo, negroamaro e nero di Troia. Sede dei banchi di assaggio, il
Must (Museo storico della città di Lecce) nei pressi di Piazza Sant’Oronzo. E
nel corso dell’evento, anche l’educational tour per fare conoscere le più
importanti case vinicole salentine ai giornalisti-degustatori giunti da Svezia,
America, Regno Unito e finanche da Russia, India e dall’estremo Oriente.
E
domenica scorsa 17 giugno, Sabellico ha dichiarato pubblicamente, come si fa in
Francia con lo Champagne o il Bordeaux ad esempio, il rating (il sommo
giudizio) sui tre “Rossi” di punta dell’enologia pugliese, vendemmia 2011,
quindi degustati en primeur, ancora in affinamento e che vedremo sul mercato a
partire dall’autunno prossimo.
Primo il Primitivo con 86,5/100 (erano 86 per la
vendemmia 2010), secondo il Negroamaro con 86/100 (erano 83 in precedenza),
terzo il Nero di Troia con 85,5/100 (in leggera crescita perché nel 2010 il suo
punteggio era di 85/100). L’evento vede Regione (assessorato all’Agricoltura) e
Unioncamere tra i partner istituzionali dell’iniziativa realizzata con il
sostegno di UniCredit che ha messo a disposizione i dati del “Rapporto
economico sul vino di qualità” elaborati dal proprio Centro studi.
«Con questa
iniziativa – ha detto Luigi Rubino presidente del Puglia best wine - vogliamo
dare uno strumento utile agli imprenditori e ai giornalisti sia italiani che
stranieri, che sono rimasti conquistati dalla qualità dei 250 vini in
rassegna». Nel corso dell’evento anche la specialissima degustazione di 52 top
wine di Puglia. Altra novità è stata l’”Apulia Opera food” una selezionata
delegazione di chef pugliesi che hanno presentato sera dopo sera i loro piatti
innovativi ai giornalisti enogastronomici invitati all’evento. Vincente per
Rubino «la sinergia fra pubblico e privato che crea utili azioni di ricaduta
sul territorio». Si replica fra un anno e il prossimo rating sarà esteso ai
vitigni a bacca bianca pugliesi e ad altri vitigni a bacca rossa come il
sussumaniello.
"Sarò certamente l'ultimo a
difendere Silvio Berlusconi, che ha altre mille colpe inemendabili, ma indigna
questo continuo scaricabarile del Presidente Vendola, che tenta di trasferire
sul governo nazionale i ritardi, le inefficienze e le lacune della sanità
regionale".
Nichi Vendola
Lo dichiara l'on. Salvatore Tatarella, Presidente
dell'Assemblea nazionale di Fli, che aggiunge "Vendola non é arrivato
ieri, ma governa la Puglia dal 2005. Ha avuto sette anni per attuare quella
riforma sanitaria, per la quale aveva anche vinto le elezioni. Se è stato
costretto a fare in un anno ciò che altre Regioni hanno fatto in un tempo più
largo deve prendersela innanzitutto con se stesso e con la sua smodata
ambizione leaderistica, che lo ha costretto a dedicare più tempo alla sinistra
nazionale che alla sanità pugliese."
"Da un sempre ciarliero
Presidente, incalza il parlamentare di Fli, ci saremmo aspettato, invece,
qualche dichiarazione e, sopratutto, qualche provvedimento in tema di
moralizzazione di un settore, nel quale ogni giorno scoppia uno scandalo, come
di recente nella Asl di Foggia, dove sono stati coinvolti un consigliere
comunale del suo partito e il fratello imprenditore di una consigliera
regionale della sua lista. In quella inchiesta la Guardia di Finanza ha
accertato che alcuni prodotti ospedalierivenivano fatturati alla Asl a un prezzo 250 volte più alto dei prezzi di
mercato, ma Vendola non ha avuto nulla da dire. Lui, come sempre, non sa e non
vede, ma é evidente che, se non ci fossero stati tanti scandali e tanti
Frisullo, Tedesco e Tarantini, forse qualche ospedale in meno lo avremmo
tagliato".
Continua la diatriba tra la Prefettura di Bari (Fondo Edifici di Culto) ed un agguerrito gruppo di anziani fedeli supportati dal Comitatto di Quartiere "Le Monacelle di Modugno".
Al centro del contendere la gestione di una Chiesetta nel centro storico del paese affidata dal 2007 all'Associazione Musicale "Francesco Casavola". Dopo cinque anni di pacifico e pubblico possesso da parte del sodalizio musicale, la Prefettura di Bari - su pressione della Curia Barese - richiede la restituzione delle chiavi. Il termine per le trattative scadrà tra pochi giorni.
Intanto il quartiere é pronto a dare battaglia e sono già state raccolte oltre 1.300 firme consegnate al Sindaco di Modugno Gatti. La Chiesa svolge, dal 2007, un ruolo insostituibile di aggregazione sociale e comunitaria in quartiere degradato ed abbandonato dove scippi, spaccio di sostanze stupefacenti e sporcizia sembrano imperversare indisturbati.
In tutta questa faccenda rientra a ben titolo il risarcimento danni per le spese sostenute dall'Associazione ed autorizzate proprio dalla Prefettura e dalla Soprintendenza di Bari.
rinviamo, per la ricostruzione della vicenda, ad un ottimo articolo pubblicato sul sito barisudovest.it
questo invece lo speciale di Antenna Pomeriggio dell'aprile scorso
ecco, invece, il testo integrale della lettera inviata dall'associazione a prefetto, sindaco e curia.
A Sua Eccellenza il Prefetto di Bari
piazza della Libertà, 1 – Bari
fax: 080 529 31 98
Al Signor Sindaco di Modugno
indirizzo
fax: 080 532 57 40
e, p.c. al
Ministero dell’Interno
Dipartimento per
le Libertà Civili e l’Immigrazione – DG per l’Amministrazione
del Fondo Edifici
di Culto – Area
II
fax: 06 46 54 98
32
alla Curia Romana
Pontificio
Consiglio per i Laici
Fax: 06 69 88 72
14
agli Organi di
Stampa
indirizzi in
allegato
Oggetto: Chiesa delle Monacelle,
Modugno.
Gentilissima Eccellenza Signor
Prefetto di Bari,
Stimabilissimo Signor Sindaco di
Modugno,
chi
scrive alle Signorie Vostre è un gruppo di anziani residenti a
Modugno, che hanno costituito da trent’anni una Associazione
Musicale intitolata a “Francesco Casavola”, illustre musicista
cui la nostra città si pregia di aver dato i natali.
Sin
dal 2002, la nostra associazione, espressamente e formalmente,
all’Amministrazione Comunale di Modugno di poter gestire i locali
della Chiesa di S. Giuseppe (meglio nota come “Chiesa delle
Monacelle”) per poter svolgere le attività culturali e sociali
connesse con lo Statuto dell’Associazione medesima e per poter
ospitare la statua di Santa Cecilia, Patrona della musica, di nostra
proprietà (si allega copia di tale richiesta).
La
chiesetta era infatti chiusa ed abbandonata da più di vent’anni,
senza essere utilizzata, né ai fini di culto né ai fini sociali o
culturali.
La
nostra richiesta era motivata anche dall’assenza di qualsiasi altro
luogo di ritrovo e socializzazione per le persone anziane nel
quartiere, e dal fatto che la musica si è sempre, nel corso dei
secoli, sviluppata in armonia e collaborazione con la Chiesa e le
sacre liturgie.
Nel
2007 dopo l’ultimazione dei lavori di restauro esterni che hanno
interessato il luogo sacro, l’allora Sindaco del Comune di Modugno,
dr. Giuseppe Rana, dava seguito alla richiesta avanzata nel 2002
consegnando le chiavi di accesso della Chiesa. È necessario
evidenziare che la nostra associazione ha ricevuto in perfetta buona
fede le suddette chiavi da chi, ovvero il Sindaco, era oggettivamente
titolato a farlo in quanto titolare della pubblica amministrazione
che possedeva la struttura e ne stava portando avanti i restauri.
Tornando
a noi, ci pregiamo di ricordare, che dal 2007 (anno di consegna delle
chiavi) ad oggi, il nostro gruppo ha realizzato numerosissime
attività all’interno di tali locali, completamente
auto-organizzate ed auto-finanziate, nonostante la elevata età media
dei nostri associati, in maniera completamente pubblica, trasparente
ed aperta a tutti i cittadini modugnesi e delle città limitrofe.
Ecco
alcune delle attività svolte:
evento in ricorrenza
della festa di San Gabriele dell’Addolorata (27 febbraio) con
recita del Santo Rosario; ogni anno;
evento in ricorrenza
della festa di San Giuseppe (27 marzo) con recita del Santo Rosario;
ogni anno e distribuzione dei pani (acquistati a spese nostre);
mostra di fotografie
storiche e moderne sulla “processione dei Misteri” a Modugno;
ogni anno in occasione della Settimana Santa, con esposizione e
venerazione della Statua di Cristo Risorto, tutto a nostre spese;
evento in ricorrenza
della festa di Santa Rita (22 maggio) con recita del Santo Rosario;
ogni anno con distribuzione rose rosse (acquistate a spese nostre);
evento in ricorrenza
della festa di Sant’Antonio da Padova (13 giugno) con recita del
Santo Rosario; ogni anno e distribuzione dei pani (acquistati a
spese nostre);
evento in ricorrenza
della festa di Santa Cecilia (22 novembre), con recita del Santo
Rosario; ogni anno con manifestazione popolare (fuochi di artificio,
luminarie, etc, tutto regolarmente autorizzato dal Comune di Modugno
e finanziato di tasca nostra!);
evento in ricorrenza
della festa di San Francesco Saverio (3 dicembre) con recita del
Santo Rosario; ogni anno;
manifestazione
“aprite le porte a Cristo”, organizzata dalla Parrocchia
Sant’Agostino di Modugno (dal 25 febbraio all’11 marzo 2012);
vari concerti in
occasione di Santa Cecilia, cui hanno assistito anche le autorità
cittadine (esempio: sindaco dr. Giuseppe Rana, assessori, etc).
Va
anche aggiunto come tutti i nostri anziani associati abbiano profuso
impegno e dedizione della cura e nella quotidiana pulizia della
chiesa. La stessa infatti, risultava, al momento della consegna delle
chiavi, infestata da topi e scarafaggi ed era sporcata da escrementi
di tali roditori oltre che di colombi. Noi stessi abbiamo provveduto
personalmente alla completa pulizia dei locali, a proteggere con una
retina la statua esterna di San Giuseppe che, dopo i lavori di
restauro da parte del Comune di Modugno, sarebbe stata nuovamente
lordata dai colombi in assenza della retina, abbiamo portato delle
ulteriori statue di nostra proprietà all’interno della chiesa per
abbellirla (quali ad esempio la statua di Santa Rita, la statua di
San Gabriele dell’Addolorata, donata da un fedele amico della
nostra associazione, statua della Madonna Addolorata il cui abito
nero è stato restaurato dal padre Francesco Di Nanna ofm, amico
della nostra associazione), abbiamo fatto realizzare a nostre spese
(€ 1.000,-) le copie dei dipinti che sono stati rimossi per essere
restaurati a cura del Comune (e non sono mai stati restituiti essendo
stati “depositati” presso la chiesa parrocchiale), abbiamo
acquistato nel corso degli anni fiori e/o piante per abbellire ed
ornare la chiesa, candele e ceri per le processioni, rose rosse da
distribuire in occasione della festa di Santa Rita, il pane da
distribuire in occasione della festa di San Giuseppe e Sant’Antonio.
A
tutto ciò si aggiunga, altresì, che lo scrivente, in nome e per
conto dell’Associazione Musicale “F. Casavola”, dopo esplicita
autorizzazione della Soprintendenza e con conoscenza sia del Comune
che della Prefettura, ha provveduto a far eseguire, a proprie spese,
il restauro di un prezioso crocifisso ligneo per un importo
complessivo di € 6.000,-, come risulta da relativa documentazione
già inoltrataVi e che, ad ogni buon conto, si provvede nuovamente ad
allegare alla presente.
Va
inoltre ricordata la quotidiana manutenzione e pulitura delle
grondaie e dei terrazzi a cura degli associati e la pulizia generale
dell’intero edificio e suppellettili varie. Senza la nostra
presenza l’edificio sarebbe in breve tempo ritornato allo stato di
degrado e desolazione “pre-restauro”!
Pertanto
è cosa assolutamente certa che la chiesa delle Monacelle non solo
non ha subito alcun danno dalla nostra quotidiana presenza, ma anzi
ha giovato di un notevole incremento qualitativo delle proprie
condizioni, anche da un punto di vista economico.
Si è
anche detto contro di noi che nella chiesetta sarebbe stata di fatto
“impedita la celebrazione del culto”, ma ciò non è affatto
vero, visto che ogni sacerdote che ci abbia fatto richiesta di
celebrare la Santa Messa ha sempre e senza indugio ricevuto risposta
positiva e la chiesetta è stata messa a disposizione nel corso degli
anni per numerose celebrazioni, oltre che per le periodiche (quasi
giornaliere) riunioni dei nostri associati ed amici e parenti per la
recita del Santo Rosario.
Anzi,
tuttalpiù, sono documentabili dei casi nei quali la nostra
associazione ha richiesto la presenza di sacerdoti per celebrazioni
di Liturgie o Sacramentali, ottenendo risposta negativa o senza
ottenere risposta. Ciò è dimostrabile, il contrario sfidiamo
chiunque a dimostrarlo.
Dunque,
la chiesetta ha ripreso dal 2007 vita ed è divenuta un luogo di
fondamentale importanza aggregativa per i sottoscritti anziani
modugnesi, ma sempre aperta a tutti, contrariamente a quanto avveniva
nei vent’anni (almeno!) precedenti all’affidamento della
chiesetta alla nostra associazione, nei quali la stessa rimaneva
chiusa, incustodita (ci furono anche episodi di furti: campana,
lampadario, etc) ed abbandonata.
Orbene,
tutto ciò premesso, con una recente nota prot. n. 1512/AREA IV BIS
del 15/05/2012 la Prefettura ha richiesto alla nostra associazione la
restituzione delle chiavi della chiesetta, che noi avevamo
legittimamente ricevuto dal sindaco di Modugno nel 2007 (si
allega copia di tale documento).
Se
questa restituzione è prevista dalla legge, non è certo nostra
intenzione sottrarci al nostro dovere, tuttavia riteniamo che in tal
caso la Amministrazione Prefettizia e la Amministrazione Comunale,
presiedute dalle Signorie Vostre, dovranno rifondere le spese
sostenute e sopra descritte e tutte le altre spese di manutenzione
ordinaria e/o straordinaria compiute dallo scrivente, dalla
associazione e dagli associati, maggiorate degli interessi legali
previsti dalla vigente normativa, oltre al danno cagionato agli
anziani associati che verrebbero in tal caso orbati, in maniera poco
caritatevole, del loro unico importantissimo punto di aggregazione
(tutti sanno infatti quanto sia importante per gli anziani fare
gruppo e stare in compagnia, onde tenere sempre allenate e sveglie le
proprie capacità mentali e fisiche), ed i danni derivanti dalla
lesione della nostra libertà di culto.
Tanto
è vero quanto sopra riportato, che in breve tempo ben 1.300
cittadini di Modugno hanno firmato una petizione chiedendo che la
Chiesa delle Monacelle non venisse chiusa! (si allegano copie di tali
firme)
Pertanto,
non essendo nostro desiderio che si creino situazioni che ci
costringano ad avviare qualsivoglia azione di tutela legale, anche a
causa della nostra condizione di anziani pensionati che malvolentieri
si priverebbero di parte delle proprie modeste entrate per tale
finalità, con la presente, con la massima osservanza e rispetto del
ruolo conferito dalla Costituzione Italiana alle Signorie Vostre,
siamo a chiedere al Signor Prefetto di voler riconsiderare la
richiesta di restituzione entro venti giorni delle chiavi della
Chiesa “delle Monacelle”, fermo restando che dichiariamo sin
d’ora la nostra determinazione a sottometterci ad ogni decisione
della SV.
Vi
comunichiamo, infine, che, in attesa di un vostro riscontro
che auspichiamo positivo (ed in tal senso indirizzeremo da oggi
stesso la preghiera del Santo Rosario alla nostra Protettrice Santa
Cecilia, Patrona della Musica), consideriamo sospeso il termine di
venti giorni da voi concessoci per la restituzione delle chiavi.
Con referenza
porgiamo cordiali saluti alle Signorie Vostre.
Modugno, 16 giugno
2012
Michele
Mangialardi (anni 68)
e i soci
dell’Associazione “F. Casavola”:
Lapalombella
Agnese (anni 65)
Cramarossa Angela
(anni 86)
Mangialardi Nicole
(anni 66)
Giordano Basilio
(anni 64)
Mele Nicola (anni
52)
Colamorea
Francesco (anni 72)
Longo Eduardo
(anni 81)
Longo Domenica
Bellini Giuseppina
(anni 82)
Sparanero Giuseppe
(anni 66)
Abbrescia Giulia
(anni 67)
Buscopo Rosa (anni
68)
Spagnolo Nicola
(anni 70)
Parisi Vito (anni
69)
Lapalombella Sante
(anni 86)
Loschiavo Antonia
Torchiano Tommaso
(anni 85)
Maggio Angela
(anni 78)
Vriletti Francesco
(anni 82)
Associazione
musicale “F. Casavola”, chiesa delle Monacelle, Modugno (BA)
per
comunicazioni: Michele Mangialardi – via Giuseppe Fanin, 41 –
70026 Modugno (BA)
"Ora
si dicono tutti d'accordo con il governo, ma la verità è che hanno votato tutti
per i 60 consiglieri".
Lo dichiara l'on. Tatarella, Presidente
dell'Assemblea nazione di Fli, rimbrottando"i furbetti dello Statuto, che,
dopo aver presentato le proposte per ridurre a 50 il numero dei consiglieri,
hanno concordemente deciso di portarlo a 60, sapendo bene di violare una legge
dello Stato.
"È evidente -continua il parlamentare di Fli- che quelle proposte
di legge erano solo uno specchietto per le allodole e trovo francamente
esilaranti le dichiarazioni, sia di Antonio De Caro, che di Rocco Palese, che a
quelle proposte si richiamano solo ora, nel vano tentativo di
riconquistare una verginità perduta. Non
condivido, aggiunge Tatarella, la tesi di De Caro di aspettare il giudizio
della Corte Costituzionale. Poichè è nel novero delle possibilità che la
Regione Puglia non arrivi alla scadenza naturale del mandato, l'attesa della
decisione della Corte potrebbe esporci al grave rischio di andare alle elezioni
con una incertezza assoluta sul numero dei consiglieri da eleggere. Inoltre, il
Consiglio non potrebbe nemmeno legiferare sulla nuova legge elettorale".
"Dall'impasse, conclude Tatarella, si esce non aspettando, ma anticipando la
Corte. Mi auguro che i consiglieri regionali di Fli presentino subito una legge
di modifica dello Statuto, portando a 50 il numero dei consiglieri. Ricordo a
tutto il Consiglio, e in primis al presidente Vendola e al Presidente Introna,
che a chiedere la riduzione, non è solo il Governo, ma tutta l'opinione
pubblica, che invoca più rigore e meno sprechi. La riduzione a 50 consiglieri
andrebbe in questa direzione, come abbiamo sempre sostenuto, sia con il
Comitato in difesa dello Statuto, sia dalle colonne di Puglia d'oggi."
L’Università degli Studi di Foggia in lutto per la scomparsa del professor Emanuele Altomare professore ordinario di Medicina interna e Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dal 2005 al 2011. Molte le testimonianze di stima raccolte tra i colleghi. Il Rettore prof. Giuliano Volpe ha inviato alla famiglia le espressioni di cordoglio da parte dell’intera comunità universitaria.
Deceduto improvvisamente nel primo pomeriggio di ieri, mentre si trovava nella sua abitazione a Bari, il prof. Emanuele Altomare è stato fin dai primi anni dell’ istituzione dell’Università degli Studi di Foggia docente di Medicina interna ricoprendo per due mandati, dal 2005 al 2011, il ruolo di Preside della medesima Facoltà. La notizia improvvisa della sua scomparsa è stata appresa con grande sgomento e commozione nell’Ateneo di Foggia.
Il Rettore Giuliano Volpe ha fatto giungere alla famiglia le espressioni di condoglianze sue personali e di tutta la comunità universitaria. “E’ con un grande dolore misto ad una sensazione di incredulità che Vi comunico che il prof. Emanuele Altomare nel pomeriggio di oggi ci ha improvvisamente lasciati. – Queste le parole rivolte dal Rettore Volpe alla Comunità universitaria - Perdiamo un prestigioso collega, professore ordinario di medicina interna, preside per due mandati della Facoltà di Medicina e Chirurgia, grande ricercatore e medico, maestro e coordinatore di un importante gruppo di ricerca, attivo nella nostra Università fin dalla sua istituzione. Ma Ele era anche e soprattutto una persona generosa, rigorosa e perbene, che lascia un grande vuoto nell'intera nostra comunità e nell'affetto dei tanti che gli volevano bene. Ci piace ricordarlo con il suo sorriso, con la sua immancabile battuta, con la sua intelligente ironia. Alla Facoltà di Medicina, a tutti i suoi colleghi, i suoi allievi e collaboratori, alla sua famiglia esprimo a nome mio e dell'intera comunità accademica foggiana, la più sentita e viva partecipazione al profondo dolore per la perdita del prof. Altomare”.
Emanuele Altomare
Il docente era nato a Bari il 12/01/1948 e dal 2000 aveva iniziato a lavorare presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Ateneo foggiano dove ha ricoperto il ruolo di Preside dal 2005 al 2011. Coordinatore del Corso di Dottorato in Scienze Mediche, Cliniche e Sperimentali presso l'Università di Foggia, Dirigente Medico Responsabile di Struttura Complessa di Medicina Interna II degli Ospedali Riuniti di Foggia e Direttore del Dipartimento di Medicina Generale degli Ospedali Riuniti di Foggia, intensa la sua collaborazione con i colleghi della Facoltà e, in particolare, del Dipartimento di Scienze Mediche e del lavoro. La sua produzione scientifica è di alto profilo epatologico. Referee di numerose riviste scientifiche internazionali e nazionali, è autore di oltre 250 pubblicazioni scientifiche. Ha partecipato ad oltre 100 convegni internazionali e nazionali nonché ad oltre 50 convegni scientifici internazionali e nazionali come "invited speaker". Responsabile di numerosi progetti di ricerca sulle epatopatie finanziati dal MIUR, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Puglia, da Fondi per il sostegno ai Giovani Ricercatori ed alla Mobilità Studenti.
“Siamo rimasti attoniti - ha dichiarato il prof. Di Biase Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Ateneo foggiano - di fronte a un evento del tutto inatteso che addolora fortemente la Facoltà tutta. Viene a mancare un caro amico, un collega e uno studioso di grande levatura intellettuale con un’inesauribile curiosità, apprezzato per la conoscenza, competenza e passione nel proprio lavoro, un uomo che ha contribuito in modo rilevante alla crescita e allo sviluppo della nostra Facoltà grazie ad un profondo legame con il territorio, ad uno spirito costruttivo e all’impegno costante che lo hanno contraddistinto. La sua scomparsa ci rattrista profondamente anche, e soprattutto, per la sincera amicizia che lo legava a me e a tutti i colleghi. Lo ricorderemo sempre con immensa stima e affetto. Ai familiari il nostro profondo cordoglio”.
“Mi associo alla incredulità e al dolore dei tanti che hanno avuto il piacere di conoscere il prof. Altomare – il commento del Direttore Generale dott. Costantino Quartucci - La nostra amicizia è maturata durante un lungo rapporto di collaborazione che mi ha permesso di apprezzare le sue qualità professionali e umane. Al di là, infatti, della lunga e apprezzata esperienza accademica e alta competenza scientifica il prof. Emanuele Altomare, “Ele” come tutti lo chiamavamo affettuosamente, lascia il ricordo di una umanità straordinaria: ironico, sempre positivo, con una personalità vivace e amante della vita”.
La salma si trova attualmente presso la Cappella del Policlinico di Bari. Le esequie si svolgeranno domani alle 9,00 presso la Chiesa del Sacro Cuore (Corso Cavour) a Bari.
Puntuali come ogni venerdì torniamo in distribuzione gratuita. Il numero 22 di Puglia d'oggi, settimanale gratuito del 15 giugno 2012, è disponibile per la consultazione ed il download gratuito. E' possibile sfogliare e scaricare liberamente il nostro giornale selezionandoQUI
In questo numero:
Gli sprechi sono ovunque
L'assedio a Cassano
Iniziano i tagli di Monti
attualMente...
Una riforma presidenzialista per curare il "grande malato"
I corrotti fuori dalle liste!
Kentron, inchiesta bipartisan
Solo Vendola non sapeva!
Surico: sulla sanità solo chiacchiere e propaganda.
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Pd: è troppo presto per parlare di nomi
Pdl: e se il candidato sindaco fosse una donna?
Decentramento, chi l'ha visto?
Commissioni: come risparmiare 500mila euro di tasse all'anno
Un salto in aula, ecco il gettone, e non si va nemmeno a lavorare
Iaia: giunta pronta in 48 ore, subito al lavoro per Sava
Taranto: per la giunta dopo un mese è ancora fumata nera
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Cerignola: multe, una convenzione contro i cittadini
Qual è il libro più gustoso dell'anno?seguici anche su twitter @puglia_doggi e sufacebook
Nello scorso fine settimana ancora atti intimidatori a Vieste. I n via Matteotti, ignoti hanno dato fuoco all'autovettura di Vittoria Vescera, ex presidente del Consorzio Gargano Mare e componente dell'associazione Antiracket Vieste, costituita lo scorso 12 dicembre per contrastare il fenomeno del racket, delle estorsioni, dell'usura e punto di riferimento per quanti decidono di denunciare alle autorità preposte le forme di criminalità di cui sono vittime.
A bruciare una Citroen 107 andata completamente distrutta, nonostante l'immediato intervento dei Vigili del Fuoco. Sull'accaduto indagano i carabinieri.
Sull'ennesimo atto di intimidazione nella città del faro è intervenuta anche Generazione Futuro, per bocca del Coordinatore Provinciale di Foggia Francesco La Salvia.
"Non possiamo che esprimere - si legge in una nota diffusa alla stampa - la nostra solidarietà e vicinanza a Vittoria Vescera, membro dell’associazione antiracket di Vieste vittima l’altra sera di un atto intimidatorio che gli inquirenti riconducono all’esemplare attività degli imprenditori viestani".
"Di recente, il procuratore di Bari, dott. Antonio Laudati e l’ex Sottosegretario di Stato on. Mantovano chiedevano attenzione per la mafia del Gargano definita come “la più efferata e sfrontata”. Solo qualche mese fa, lo Stato plaudeva, con i suoi massimi esponenti, all’iniziativa degli imprenditori viestani di contrasto alla delinquenza organizzata che da anni impediva lo sviluppo del turismo locale. Oggi in seguito a questo atto intimidatorio, chiediamo che lo Stato, nelle sue massime rappresentanze istituzionali, torni ancora con la sua presenza a Vieste e sul Gargano a dimostrare che ad ogni atto intimidatorio corrisponde un’attenzione ancora maggiore dello Stato e delle forze a difesa della legalità, condizione imprescindibile per lo sviluppo economico dei nostri territori già colpiti dalla crisi occupazionale di cui i primi a risentire le conseguenze siamo proprio noi giovani".
I giovani di Generazione Futuro dunque chiedono di non lasciare mai solo chi combatte per lo sviluppo del territorio.
Ministro, Sottosegretari, Procuratori Antimafia ritornino quanto prima sul Gargano per sostenere l’Antiracket, e combattere chi è impegnato quotidianamente contro la criminalità.