A Taranto sta andando in scena tutto il penoso ritardo, tutto il colpevole arretramento di civiltà di cui in questo momento storico è vittima il nostro Paese. Chi non è mai stato nella città dei due mari, la vera culla della Magna Grecia, non sa cosa significhi vivere con l'ILVA. Lo stesso colore della città, la polvere sempiterna che sporca i bucati appena fatti, che arrugginisce i muri, le case, gli arredi urbani. La melma scura sul fondo del mare, il veleno nel latte delle capre e delle pecore, la diossina nelle cozze. Taranto muore da decenni ai fumi e alle polveri sottili del gigante siderurgico e non solo.
Nel 1961, cinquantuno anni fa, fu fatta una scelta sbagliata che però allora sembrò la migliore per un territorio che produceva soprattutto emigranti. Nessuno sembrò ipotizzare uno sviluppo legato all'agricoltura, alla pastorizia, all'artigianato, al turismo. Il futuro, in Italia come nell'Inghilterra o nella Germania del cdpoguerra, sembrava possibile solo con il calore infernale degli altiforni.
Fino a quel momento Taranto era stata soprattutto la città della Marina Militare, dove innumeri italiani di sesso maschile, da ogni regione, erano andati a fare i ventiquattro mesi di naia del tempo. Periodicamente si riempiva di "turisti" che in realtà erano i genitori e i fratelli dei marinai che prestavano giuramento. Fra i due mari, unica città italiana, giocava il suo destino fra la terra fertilissima e le acque azzurre e poco profonde dove da oltre un secolo si praticava l'allevamento dei mitili.
Fu una scelta profondamente sbagliata, come le cattedrali nel deserto della Calabria o le raffinerie della Sicilia. Il territorio fu devastato senza troppe remore: a parte gli oltre ventimila olivi sradicati, furono ridotte in polvere decine di masserie e case rurali, molte delle quali oggi riceverebbero tutela ambientale e archeologica.
L'arsenale del porto, che era stata l'unica "industria" della città, iniziò a morire ma i giovani trovarono lavoro, abbandonarono l'agricoltura e divennero "quelli dell'Italsider". Iniziò così l'inquinamento che ha ucciso migliaia di persone di tumore. Per decenni non si è fatto nulla, nemmeno dopo che ormai era chiaro a tutti quale fosse la situazione.
Oggi, si grida contro una magistratura che in ogni caso è l'unica che non può in nessun caso fare finta di nulla. E se si parla di chiusura definitiva o di riconversione, ci si scopre improvvisamente operaisti e si grida "in difesa del posto di lavoro".
Ma non si può scegliere fra salute e lavoro. sono due diritti garantiti dalla Costituzione, con eguale forza, con identica sacralità. Se Salute e Lavoro diventano due opzioni che si escludono a vicenda, vuol dire che siamo tornati a uno stadio di semi barbarie.
La veritù è che si sono persi decenni prima che si cominciasse a pretendere dall'ILVA, ora di proprietà totalmente privata, di contenere le emissioni pericolose. Come nel caso dell'amianto, con le sue oltre tremila vittime in tutta Italia, siamo di fronte a produzioni pericolose. Le alternative sono: bonifica vera o chiusura.
Se si sciopera contro un provvedimento di sequestro che non poteva non arrivare, non si sta difendeno il lavoro. Si sta difendendo il diritto a uccidere di un'azienda privata, che a lungo è stata pubblica. E che oggi sia così difficile capirlo, così duro da accettare e così facilmente strumentalizzabile da chiunque voglia farsi una verginità elettorale davanti a undicimila persone che potrebbero perdere il lavoro (e il diritto a morire di tumore), la dice lunga su quanto oggisiano in affanno e in crisi di lucidità anche istanze fondamentali per la vita di un paese come i sindacati.
Settimanale a diffusione gratuita di Politica, Attualità e Cultura fondato da Pinuccio Tatarella nel 1959
domenica 29 luglio 2012
Canonico sindaco di Bari? "Con qualsiasi coalizione". E il Pd che ne pensa?
Ormai ha mollato gli ormeggi e non lesina dichiarazioni: Nicola Canonico è pronto a candidarsi sindaco di Bari "per qualsiasi coalizione". Sinora ha raccolto l'adesione di Luigi Cipriani, il leader del Movimento Indipendente Libertà, che alle penultime amministrative era stato come riassorbito dalla Lista di Simeone Di Cagno Abbrescia.
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| Nicola Canonico |
Fallita quell'alleanza, ecco che Cipriani è pronto a dar i suoi duemila voti e spiccioli. Al rampante Canonico. Ma chi è Canonico?
Lui è un imprenditore. Viene da uno dei dormitori dell’area metropolitana barese, Palo del Colle, e non gli si riconoscono particolari meriti e capacità oltre quella di sapersi muovere, e come, nelle acque elettorali. Inutile chiedersi il suo “percorso ideologico” o “profilo ideale”. Franza o Spagna, basta che se magna rende al massimo l’idea, come per il suo inseparabile sodale “politico” Giacomo Olivieri, attuale presidente della Multiservizi Bari (e ci torneremo) che ha in armadio più casacche di un fantino sardo.
Lui è sostanzialmente un serbatoio di voti: alle ultime regionali ne ha presi quasi 17 mila, il più votato fra i i piddini, fra i più suffragati in assoluto. In questo è un vero professionista, certo deve essere l’unica ragione per cui lo ha imbarcato l’infelicissimo PD pugliese. E lui era convinto che, grazie ai suoi voti, poi Vendola lo nominasse assessore. Ma almeno a questa castroneria, che pure il PD aveva ventilato, il governatore è riuscito a dire no.
E mal gliene incolse, al PD. Perché immediatamente Canonico si è fatto il gruppo suo “moderati e popolari” (ovviamente) un nome buono per tutte le stagioni e tutti i palati. E’ dal 2010 che medita vendetta e sembra che il momento sia giunto.
Ma come fa un imprenditore a prendere tanti voti, pur non avendo nessun carisma, nessuna cultura, nessuna vera propensione al bene comune se non quella spacciata per tale ma che coincide perfettamente con il bene proprio? Gestendo il lavoro altrui, oggi bene prezioso e raro.
E qui arriva la Multiservizi, che per anni Canonico ha controllato per mezzo di suo zio che era nel Consiglio di Amministrazione presieduto da un altro collezionista di casacche, Vito Ferrara. Moltissimi dipendenti della Multiservizi provenivano da Palo del Colle, guarda caso, assunti a tempo e a rotazione, nonostante la presenza di una società per il lavoro interinale (poi sostituita, dopo le inchieste giornalistiche e giudiziarie che hanno azzerato il CDA, inducendo Michele Emiliano a tentare un po’ di pulizia).
Certo, nessuno potrà mai provare il voto di scambio (io ti faccio lavorare e tu e la tua settima generazione votate per me), ma la correlazione biunivoca fra Canonico e la Multiservizi è stata, a lungo, nei fatti. Come è ancora nei fatti la presenza diretta e indiretta di alcuni clan malavitosi Baresi, altri grandi esperti di come si gestiscono al meglio i pacchetti di voti.
La bufera di due anni fa sulla Multiservizi (nella quale chi ci lavora giura che non è cambiato niente) ha tolto questo giocattolino dalle mani di Canonico solo per pochi mesi. Adesso che a presiederlo c’è il suo Gargamella, Giacomo Olivieri, San Nicola da Palo è tornato a poter controllare direttamente dalla tolda la sua preziosa navicella elettorale.
Un improvvido regalo di Michele Emiliano, questa presidenza, una beffa per chi ha ricevuto pesanti minacce mentre istruiva l’inchiesta giornalistica che ha scoperchiato la pentola maleodorante di quasi dieci anni di gestione fuori controllo pubblico e con le infiltrazioni insopportabili dei boss cittadini.
Per cui adesso minaccia: voglio andare a Montecitorio e se non mi ci mandate, mi candido a sindaco di Bari e con i miei voti vi faccio vedere io. Qualsiasi partito serio lo prenderebbe a fischi e pernacchie. Ma il Pd pugliese non è un partito serio. Lo sanno bene tutti i Canonico della terra. Per cui nessuno, se non il cittadino/elettore avvertito, potrà chiedere a don Nicola il perché di questa improvvida candidatura.
di Annalisa Tatarella
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Una riflessione estiva per Vendola
Caro Presidente Vendola, non ho intenzione i darle i compiti per le vacanze: non ne avrei titolo e neanche voglia. Desidero, invece, sottoporLe una riflessione che spero possa tornar utile a Lei, ma ancor più alla comunità pugliese.
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| Nichi Vendola |
Potrei sbagliare non essendo né un geologo, nè un metereologo, ma quei provvedimenti che “ingessano” la nostra cara Murgia, credo vadano rivisti.
>Sono in questi giorni a Targu Neamt, un paese della Moldavia, o meglio Moldova, romena, di poco più di ventimila abitanti, con un altitudine poco superiore ai 350 metri.
Sono immerso nel verde, i boschi di abeti, pini, querce ed altro ancora la circondano. L’aria è ovviamente ossigenata, l’inquinamento una parola sconosciuta, le frane impossibili perché il terreno è incatenato dalle radici della secolare vegetazione. Contribuisce a sostenere un’economia non florida il taglio e l’esportazione del legname, ma per un abete abbattuto se ne ripiantano molti di più. Piove spesso, la foresta attira la pioggia e alimenta il fiume Neamt, da qualche tempo impoverito. Guardando quei boschi, mi sono chiesto perché non piantarne sulla nostra Murgia.
Presidente, non le chiedo di fare della o nella Murgia, discariche, coltivazioni intensive o altre forme di sfruttamento e contestuale impoverimento del territorio: Le chiedo di arricchirla di vegetazione compatibile con la sua natura e bellezza originaria. Perchè spesso a guardarla bene, finanche con un occhio innamorato, appare come un’arida pietraia che da un massiccio rimboschimento non può che trarre giovamento.
Un pensiero finale lo rivolgo all’uomo che ama la poesia: che bello sarebbe se la Murgia, per tanti secoli considerata una palla al piede per il nostro territorio e la nostra economia, fosse tra pochi decenni quella capace di arrestare la desertificazione della Puglia e cancellare quell’incubo sul nostro futuro, perché desertificazione è il preambolo della scomparsa.
Presidente, facciamo una scommessa? Vuol vedere che una ricetta così semplice può salvare la Puglia? Scommettiamo pure terreni e case, tanto, se non si fa subito qualcosa di serio, un giorno non lontanissimo non ci saranno più.
di Gianvito Pugliese
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venerdì 27 luglio 2012
Puglia d'oggi n.28 disponibile online
Puntuali come ogni venerdì torniamo in distribuzione gratuita. Il numero 28 di Puglia d'oggi, settimanale gratuito del 27 luglio 2012, è disponibile per la consultazione ed il download gratuito.
E' possibile sfogliare e scaricare liberamente il nostro giornale selezionando QUI.
Con questo numero ci prendiamo una piccola pausa per le vacanze estive. Torneremo puntuali con la distribuzione alla finedi agosto. Ma il nostro lavoro sul sito prosegue, in attesa di sostanziali e (auspichiamo) belle novità. Grazie a tutti i nostri lettori.
Con questo numero ci prendiamo una piccola pausa per le vacanze estive. Torneremo puntuali con la distribuzione alla finedi agosto. Ma il nostro lavoro sul sito prosegue, in attesa di sostanziali e (auspichiamo) belle novità. Grazie a tutti i nostri lettori.
In questo numero:
- Il valzer dei candidati;
- Ilva, ora basta;
- Nè rinnegati, nè convertiti?
- La nemesi di Nichi;
- L'umiltà ci renderà liberi;
- L'uscita dall'Euro? Una sconfitta per tutti;
- Che la danza abbia inizio;
- Nichi Vendola rinviato a giudizio per la nomina di Sardelli;
- Regione Puglia: e si continua a perdere tempo
- L'intergruppo di Amati, una Santa Alleanza?
- Sui Consiglieri di Bari adesso indaga anche la Corte dei Conti;
- Una Provincia a gettone che cade dalle nuvole;
- Quella delibera della vergogna;
- Costantino, quanto ci costi;
- Fli, la festa d'estate è a Manfredonia;
- La Città Metropolitana, un'occasione per tutti;
- Europa: la Spagna nel mirino;
- Un'Europa in affanno guarda alle Olimpiadi;
- Foggia: e Mongelli si mette a sfogliare la margherita;
- Foggia: la musica adesso è finita;
- Giannatempo no-limits, e i vigili sono senza mezzi:
- I vampiri che non ti aspetti;
- Sabrina Merolla, dove ci porta il BuonVento?
- I conigli di Torre Pelosa, il romanzo di Sammarelli
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mercoledì 25 luglio 2012
Sabrina Merolla, va dove ti porta il "Buon Vento"
Sabrina Merolla, originaria di Gravina in Puglia (Ba), avvocato e conduttrice televisiva, dallo sguardo vivace e dal temperamento tenace, è impegnata dal 2008 in un intenso e apprezzato lavoro di valorizzazione e divulgazione mediatica delle bellezze territoriali pugliesi e delle sue eccellenze in campo turistico ed enogastronomico.
Dott.ssa Merolla, dopo il fortunato programma di sua ideazione e conduzione “Buon Vento”, che la impegna dal 2008 in viaggi televisivi itineranti per tutta la Puglia, oggi la vediamo alle prese con una nuova sfida: la pubblicazione del libro “BUON VENTO Viaggio nel Gusto” (Gelsorosso Ed. Bari), presentato il 19 giugno scorso al Palazzo della Provincia di Bari. Quando e come nasce l'idea di scrivere un libro?
L'idea è nata come naturale evoluzione di un lungo percorso professionale che mi ha portato a scoprire e approfondire molteplici aspetti e risorse della terra di Puglia. Quando è nato “Buon Vento” (nel 2008 sulle reti del Gruppo Norba, ndr) l'obiettivo portante era di realizzare un format televisivo che svelasse lo spettacolo paesaggistico e naturalistico della costa pugliese e lucana. Così, a giugno 2008 m'imbarcai alla scoperta delle località e dei borghi marini, partendo da Policoro, in Basilicata, fino alle Isole Tremiti, lungo tutta la costa pugliese. Fu un'esperienza straordinaria, unica, incalzante di scoperte e approfondimenti, confermati dal grande riscontro del pubblico televisivo che esprimeva continuamente il suo seguito, ringraziando per aver fatto “conoscere la Puglia ai pugliesi e la Basilicata ai lucani”. In seguito, il programma si è evoluto anche nella direzione terrestre e sono ripartita per nuovi itinerari di viaggio tra luoghi, paesi e località dal Salento alla Bassa Murgia, dall'Alta Murgia alla Daunia, toccando spesso la Basilicata e anche il Molise. Negli anni si sono moltiplicati i contatti del pubblico che mi raggiunge via email (info@buonvento.tv) e su Fb chiedendomi indicazioni e segnalazioni per poter intraprendere i percorsi raccontati in ogni puntata. L'idea del libro è nata per raccontare, capitolo dopo capitolo, una Puglia ricca di storie e sapori, spesso insospettabili, accompagnando anche i lettori attraverso molteplici esperienze di viaggio, rendendoli partecipi di molti degli incontri che ho vissuto con gli artefici del gusto di questa terra.
Con chi ha condiviso il percorso di questo emozionante e intenso nuovo progetto?
Con i protagonisti dei ventisei racconti di viaggio e delle oltre quaranta recensioni e segnalazioni del libro. Tra loro, chef, ristoratori, produttori e imprenditori che ho incontrato in esclusiva per i lettori, raccontando le loro storie singolari fra ricordi, speranze, aneddoti, esperienze, mete conquistate e proposte, arrivi e partenze. Emergono ristoranti, cantine vitivinicole e prodotti agroalimentari, in un novero di preziosi giacimenti di identità pugliesi che, incuriosendo e appassionando, mi auguro inducano a mettersi in viaggio col libro in borsa, alla scoperta degli itinerari proposti.
Attraverso la sua nuova esperienza di narratrice, al di là del profondo valore culturale, cos’altro crede di lasciare impresso nelle menti meno giovani e cosa in quelle più giovani, in questa fase storica caratterizzata dalla perdita assoluta dei valori?
L’ascolto, l’approfondimento sono strumenti privilegiati per ampliare i propri orizzonti e per stimolare le idee, senza limiti cronologici. Il confronto genera sempre nuova crescita e alimenta la cultura. Entrare nel mondo delle grandi “imprese di vita” è un privilegio che può fungere da sprone per orientare il proprio percorso. Nel mio libro, una delle componenti narrative è proprio l’aspetto biografico di questi imprenditori industriosi e ingegnosi, spesso partiti da zero o “da sotto zero” e che, per raggiungere il loro obbiettivo, hanno dovuto investire tutto quello che avevano e, spesso, anche quello che non avevano. I periodi critici hanno caratterizzato anche il loro corso professionale, ma loro, come molti altri, ce l’hanno fatta, superando sconforto e difficoltà con l’esempio dei loro predecessori, padri, nonni, bisnonni, esempi familiari da cui trarre l’insegnamento del rispetto delle proprie origini per costruirsi un futuro che ha radici antiche.
A quale delle sue oltre 100 puntate girate con cura e professionalità, con cui ha dato visibilità alle tante bellezze paesaggistiche, alle eccellenze gastronomiche e ai tesori nascosti di Puglia e Basilicata, è particolarmente legata, e perché?
Ogni puntata racchiude un mondo di scoperte e racconta luoghi dalle peculiarità uniche e irripetibili, come ogni capitolo del libro. Penso ai Monti Dauni, una Puglia “nordica” ancora selvaggia e inesplorata, dove svetta il Monte Cornacchia (1151 m. slm).
Qui si apre uno scenario fiabesco che abbraccia il Gargano e il Tavoliere, con incantevoli terrazze sui borghi più belli della Daunia. A pochi chilometri da Orsara, con inedita vista sulla Puglia dei boschi, si apre un mondo rustico e vivace, acceso dall’apporto di Peppe Zullo, un grande chef pugliese di fama internazionale che promuove una cucina profondamente legata al territorio, ai suoi prodotti naturali e selvatici (come i sivoni, il marasciuolo, la borragine) spesso estranei alla quotidianità e, quindi, straordinari, ma semplici ed efficaci per trasmettere l’identità del territorio e dei suoi prodotti autentici e sani, come le abitudini di vita preservate nel suo mondo contadino florido e in continua espansione.
Nella campagna tarantina si aprono i sentieri della terra delle “100 Masserie” dove, tra Crispiano e Massafra, si stende il vigneto-giardino della Masseria L’Amastuola, vedetta sulle murge tarantine da cui si gode l’inedito scenario della costa che lambisce il Golfo di Taranto, dalla Puglia, alla Basilicata, fino alla Calabria. Per oltre 100 ettari, i filari a spalliera compongono onde parallele che si susseguono per circa 3 km, disegnando onde del tempo che attraversano questo luogo, antica culla della Magna Grecia, dove le linee dei muretti a secco scorrono per 9.000 metri. Il vigneto è un caso unico in Puglia di armonia fra produzione ed estetica del paesaggio, in un territorio rivalutato dall’estro di Peppino Montanaro, presidente del Gruppo Kikau. Un imprenditore che, partito dal ferro, ha conquistato 16 brevetti mondiali nel settore degli infissi, per arrivare all’agricoltura biologica e che, preservando oltre 1.500 ulivi secolari, datati dal CNR di Perugia di oltre 800 anni e recuperati come elementi storico-monumentali, ha dimostrato di saper coniugare competenza antica e amore per la terra, con le più moderne tecnologie, affidando la realizzazione del vigneto ad uno dei più importanti architetti-paesaggisti europei, lo spagnolo Fernando Caruncho. Gli itinerari di Buon Vento aprono il sipario su palcoscenici paesaggistici che custodiscono le radici della cultura di terre come la Puglia e la Basilicata, accomunate da un glorioso trascorso storico, da monumenti dal valore inestimabile, dallo spirito di accoglienza e convivialità delle genti mediterranee. Questi elementi raggiungono gli spettatori attraverso le immagini e i racconti di viaggio, smuovono nel pubblico il senso della scoperta e trasfondono la voglia di incamminarsi nei luoghi visti in video, per vivere di persona l'itinerario proposto da Buon Vento.
In questo periodo è in giro per la promozione del suo libro BUON VENTO Viaggio nel Gusto, unico nel suo genere. Dove è possibile acquistarlo e quali sono i prossimi appuntamenti dove poter assistere ad una presentazione?
Il libro è disponibile alla Feltrinelli di Bari e nelle migliori librerie pugliesi, anche su prenotazione. È acquistabile direttamente alla libreria della Casa Editrice Gelsorosso (Strada Palazzo dell’Intendenza, Bari – Borgo Antico) e negli online store (www.ibs.it). Il calendario di presentazioni è ricco di appuntamenti culturali e letterari ed è sempre in evoluzione. Nell’estate 2012 il libro è stato scelto per gli eventi della famosa rassegna “Libri nei vicoli del Borgo Antico di Locorotondo”, e nel calendario di incontri del festival itinerante della letteratura “Spiagge d’Autore “. Le prossime date sono consultabili sul sito ufficiale www.buonvento.tv.
Lei vive con grande trasporto il suo lavoro e riesce a trasmettere con emozione la sua passione. Quali altri programmi ha in mente per il futuro? Ha mai pensato di portare i suoi progetti all’estero?
Il tema “estero” è fra gli aspetti predominanti dei progetti in corso. Giungono incalzanti richieste di traduzione del libro per offrire anche ai viaggiatori stranieri l’opportunità di conoscenza e approfondimento degli itinerari raccontati. Il progetto più impegnativo nelle prossime settimane sarà la preparazione della nuova produzione televisiva, arricchita dai sottotitoli in lingua inglese e destinata anche ai canali televisivi esteri, oltre che ad una web tv creata ad hoc per i viaggi di Buon Vento che saranno guardabili e condivisibili in tutto il mondo.
Per concludere, a chi intende dedicare il suo successo?
Nel capitolo conclusivo del libro che s’intitola “L’Approdo”, ho voluto tributare un ringraziamento specifico a tutti coloro che hanno contribuito a sostenere e supportare il mio impegno professionale, dagli affetti familiari ai più stretti collaboratori professionali. Per questo Viaggio nel Gusto, il mio ringraziamento particolare va agli imprenditori agricoli e vitivinicoli, agli artigiani del sapore e agli chef, preziosi focolai delle ricchezze diffuse di questa terra che rendono inesauribili gli itinerari di scoperta, verso nuovi e sorprendenti scenari da vivere. Buon Vento a tutti.
di Maria Pia Ferrante
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Bari Città Metropolitana, le interviste
Tre interviste realizzate da Fortunata Dell'Orzo per mettere in chiaro le varie posizioni su Bari Città Metropolitana. Nell'ordine abbiamo ascoltato Francesco Schittulli, presidente della Provincia di Bari, Marida Dentamaro, assessore regionale al Federalismo ed agli Enti Locali, ed l'Europarlamentare di Futuro e Libertà Salvatore Tatarella.
Di seguito pubblichiamo i video delle interviste.
Di seguito pubblichiamo i video delle interviste.
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Bari Città Metropolitana, il video integrale del convegno
Se ne è parlato lunedì scorso, nel corso di un riuscito e partecipato convegno a Bari. Il tema è quantomai attuale, con la decisione del Governo nazionale di eliminare la Provincia di Bari e trasformare l'area un una Città Metropolitana, accorpando funzioni, uffici e personale.
A discuterne, moderati da Maria Teresa D'Arenzo di Barisera, da sempre giornalista molto attenta e presente sui problemi dell'intera area, l'assessore regionale al Federalismo Marida Dentamaro, l'assessore comunale di Bari con delega al Decentramento Mara Giampaolo, il presidente della Provincia di Bari Francesco Schittulli e il parlamentare europeo di Fli Salvatore Tatarella.
Gli interventi si sono susseguiti, alternando le criticità e le opportunità di questa formanda Città Metropolitana.
Bisognerà chiarire per bene confini e funzioni, e certamente valutare bene la struttura stessa dell'ente, ma i presupposti per essere un buon trampolino di lancio per l'intera "provincia" ci sono tutti.
Pubblichiamo, di seguito, il video integrale del dibattito, lasciando al lettore il compito di farsi una idea più precisa sulle opportunità in gioco.
di Annalisa Tatarella
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