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sabato 8 dicembre 2012

Riordino delle province: botta e risposta tra Dentamaro e Consales

Marida Dentamaro
Tra una Regione che ha deciso di non decidere, salvo poi lamentarsi delle decisioni prese dal Governo, e i Comuni che non ci stanno a vedersi sballottolati tra una provincia ed un altra, prosegue a distanza la querelle tra l'assessore al decentramento della Regione Marida Dentamaro e il sindaco di Brindisi Mimmo Consales.
Secondo l'assessore "il Sindaco di Brindisi Consales non perde occasione per attribuire alla Regione Puglia o a non meglio identificati poteri occulti individuabili in “esponenti politici jonici esercitanti gran peso all’interno del governo regionale pugliese”, le colpe dei tentennamenti e dei ritardi con cui il “suo” Consiglio Comunale si è espresso in merito al ridisegno dei nuovi assetti territoriali".
"L’Amministrazione regionale, dal canto suo, ha sempre sostenuto l’importanza di un confronto che fosse quanto più partecipato tra i diversi livelli istituzionali per decidere insieme sul riordino delle Province, conscia della necessità di rispettare la volontà e le iniziative dei Comuni, sia pure nell’ambito delle possibilità concesse dalla legge nazionale e nel rispetto dei tempi imposti da quest’ultima".
“Ne sono testimonianza -prosegue- i numerosissimi incontri con le comunità e le istituzioni locali da me tenuti proprio per attestare, con la mia presenza, piena condivisione con il diritto rivendicato dai Sindaci sulla competenza delle scelte, in attuazione di una riforma che, discutibile sotto molti aspetti, potesse dare un impulso all’azione e all’autonomia dei Comuni e, perché no, a quell’associazionismo in grado di portare tanti benefici in termini di efficienza e di qualità dei servizi, rispettando al tempo stesso le specificità dei territori e il contenimento dei costi nello spirito della spending review”.
"Evidentemente - ribadisce l’Assessore Dentamaro - alcuni Comuni, o meglio i loro rappresentanti, dopo un brusco quanto tardivo risveglio, non sono riusciti a trovare una intesa nell’ambito dei propri organismi arenandosi su sterili dispute di campanile, perseguendo una linea ondivaga o quanto meno tentennante, che ha prodotto scelte tardive e per questo difficilmente praticabili.
La Regione, comunque, ha ancora una volta fatto ciò che doveva, e qualcuno dovrebbe tempestivamente informarsi delle attività che riguardano il proprio territorio, inoltrando al Consiglio Regionale e al Governo le proposte formulate dai Comuni, sia pure oltre i termini temporali previsti.
Tacciare l’Ente di inerzia allo scopo di arrecare danno ai cittadini di alcune comunità, appare, quindi, quanto meno pretestuoso e strumentale a coprire colpevoli ritardi che sono da ricercare in altre sedi".
E la risposta di Consales non si è fatta attendere.
"Resto sorpreso ed amareggiato per le affermazioni dell’Assessore Marida Dentamaro che dice cose non vere quando afferma che siamo arrivati in ritardo, visto che nelle relazione che accompagna il decreto di riordino è previsto espressamente il passaggio ad una provincia contigua anche dopo la scadenza di ottobre".
"La Dentamaro, invece - sottolina Consales - dimentica di evidenziare che nella ‘decisione di non decidere’ della Regione Puglia vi è chiaramente la volontà di non volersi occupare della futura geografia dei nostri territori, ignorando le giuste rivendicazioni dei cittadini. Lo stesso Assessore, infine, non ha mai fatto mistero di vedere di buon occhio l’adesione di Brindisi alla provincia di Taranto".
"Peccato, però, che questo non corrisponde alle nostre aspettative e che, nonostante tanti ostruzionismi, Brindisi tenterà fino all’ultimo di salvare la sua provincia, ma in alternativa andrà a fondare con Lecce la ‘Provincia Salento’. Lo diciamo con chiarezza, per l’ennesima volta, uscendo fuori dai canoni del ‘politichese’ che davvero non mi appartengono”.

martedì 23 ottobre 2012

Province, la Regione decide di non decidere. E di Vendola nessuna traccia.

Alla fine il Consiglio regionale ha deciso di non dover decidere. Nonostante alcune dichiarazioni in senso contrario anche all’interno della maggioranza (come quella del consigliere del Pd Caracciolo, per cui “La Regione non doveva abdicare al suo ruolo”) alla fine è stato approvato a maggioranza (astenuto Giovanni Alfarano -PdL, con gli unici voti contrari di Eupreprio Curto - Fli e Ruggiero Mennea - PD) la relazione dell’assessore al Federalismo Marida Dentamaro sul nuovo assetto delle Province in Puglia. 
Un consiglio regionale più che dimezzato, che ha visto in aula al momento del voto soltanto 20 consiglieri (sui 70 eletti) anche perché il Pdl ha preferito uscire dall’aula e non partecipare al voto. 
Il dispositivo proposto dal presidente del consiglio Onofrio Introna, prende atto delle deliberazioni dei consigli comunali e delle dichiarazioni dei sindaci pervenute e chiede al Governo nazionale di attenersi alle volontà espresse degli enti locali, come rappresentate negli atti deliberativi degli stessi. 
La relazione, rivista nella stesura originaria, soprattutto per quanto riguarda gli atti deliberativi assunti dai Comuni della provincia di Brindisi con l’acquisizione dell’atto formale dell’amministrazione comunale di Francavilla Fontana, invita anche il Governo e il Parlamento al superamento delle criticità rilevate in relazione alla mancanza dei requisiti minimi demo-territoriali previsti. 
L’assemblea ha preso atto anche del fatto che, allo stato, per la provincia di Barletta-Andria-Trani “non vi è materia né spazio per la formulazione di proposte o pareri regionali”. 
Di conseguenza l’istituenda Città metropolitana di Bari risulta costituita dai comuni delle provincia di Bari, escluso il Comune di Molfetta che ha espressamente dichiarato di non voler aderire e compreso il comune di Fasano che ha deliberato l’adesione a seguito di referendum. 
La Provincia Brindisi-Taranto comprende i comuni facenti parte delle due province soppresse fatta eccezione per Fasano e per quelli che hanno aderito alla provincia di Lecce avendo il requisito della continuità territoriale (Cellino San Marco, Erchie, Mesagne, San Donaci, San Pancrazio Salentino, San Pietro Vernotico, Torchiarolo e Torre Santa Susanna). 
La Provincia di Lecce comprende i comuni già facenti parte della stessa provincia nonché quelli delle province di Brindisi e Taranto, avendone il requisito della continuità territoriale, che hanno optato per il passaggio alla stessa provincia di Lecce: Cellino San Marco, Mesagne, San Pancrazio Salentino, San Pietro Vemotico, Torre Santa Susanna, Erchie, San Donaci e Torchiarolo (BR) e Avetrana (TA). 
“Il rischio è quello di dar vita ad un riordino..disordinato, dove a farne le spese, come sovente avviene, saranno i servizi offerti al cittadino e la stessa governabilità dei territori. D'accordo con le osservazioni dell'assessore Marida Dentamaro, occorre fare scelte - noi aggiugiamo, coraggiose - in grado di corrispondere alle situazioni e alle esigenze vere dei territori. E invece pare che si vada nel senso opposto dei criteri di ordine esclusivamente quantitativo. In realtà ancora una volta vengono alla luce i ritardi dell'attuale governo regionale pugliese che sottolineano un disinteresse, un non volere assumere responsabilità nei confronti sia delle realtà locali quanto del governo nazionale. Il risultato? Il caos”. Così ha commentato il vicecapogruppo del Pdl Massimo Cassano. 
Di parere completamente opposto, invece, il capogruppo Pd Antonio Decaro, secondo cui “la Regione Puglia rispetterà l'autonomia dei comuni e dei sindaci pugliesi che hanno rimesso alla nostra attenzione le decisioni che hanno assunto in merito alla riorganizzazione delle province. Per questo trasmetteremo tutte le delibere e gli atti al governo nazionale che in questa maniera potrà valutare se, e come, ottemperare alle volontà dei Comuni e dei sindaci della Puglia". 
Nichi Vendola, le primarie nel mirino, la Puglia nell'oblio
Secondo Decaro "il governo, dopo aver deciso, sbagliando, di non sopprimere più le Province, ha provveduto, con le norme inserite nella Spending Review, a ridefinire le funzioni di Area vasta con le Province come Ente di riferimento. In questa ottica - spiega - il governo a previsto una riorganizzazione delle Province in base a criteri che tengono conto dell'ampiezza territoriale e della popolazione residente. E ha dato ai territori soltanto l'illusione di poter partecipare attivamente alla riorganizzazione delle province. Una partecipazione meramente eventuale perché, in ogni caso, la decisione finale spetta comunque al governo. Allora - conclude - noi daremo all'Esecutivo tutti gli strumenti per decidere, trasmettendogli le delibere dei consigli comunali, gli atti e le dichiarazioni dei sindaci che abbiamo ricevuto". 
Senza però decidere alcunché nel merito. 
Intanto di Nichi Vendola, ieri pomeriggio a Bari nessuna traccia. 
Il Governatore è troppo impegnato nella sua campagna elettorale per le primarie del centrosinistra per avere a cuore le sorti della Puglia, terra di cui, fino a dimissioni, è ancora Governatore, ma di cui sembra essersi completamente dimenticato.

mercoledì 25 luglio 2012

Bari Città Metropolitana, le interviste

Tre interviste realizzate da Fortunata Dell'Orzo per mettere in chiaro le varie posizioni su Bari Città Metropolitana. Nell'ordine abbiamo ascoltato Francesco Schittulli, presidente della Provincia di Bari, Marida Dentamaro, assessore regionale al Federalismo ed agli Enti Locali, ed l'Europarlamentare di Futuro e Libertà Salvatore Tatarella.
Di seguito pubblichiamo i video delle interviste.




Bari Città Metropolitana, il video integrale del convegno

Se ne è parlato lunedì scorso, nel corso di un riuscito e partecipato convegno a Bari. Il tema è quantomai attuale, con la decisione del Governo nazionale di eliminare la Provincia di Bari e trasformare l'area un una Città Metropolitana, accorpando funzioni, uffici e personale.
A discuterne, moderati da Maria Teresa D'Arenzo di Barisera, da sempre giornalista molto attenta e presente sui problemi dell'intera area, l'assessore regionale al Federalismo Marida Dentamaro, l'assessore comunale di Bari con delega al Decentramento Mara Giampaolo, il presidente della Provincia di Bari Francesco Schittulli e il parlamentare europeo di Fli Salvatore Tatarella.
Gli interventi si sono susseguiti, alternando le criticità e le opportunità di questa formanda Città Metropolitana.
Bisognerà chiarire per bene confini e funzioni, e certamente valutare bene la struttura stessa dell'ente, ma i presupposti per essere un buon trampolino di lancio per l'intera "provincia" ci sono tutti.
Pubblichiamo, di seguito, il video integrale del dibattito, lasciando al lettore il compito di farsi una idea più precisa sulle opportunità in gioco.
di Annalisa Tatarella