venerdì 8 giugno 2012

Nuova sede per la Direzione Provinciale dell’Agenzia delle Entrate di Barletta-Andria-Trani


Apre al pubblico la nuova sede della Direzione Provinciale di Barletta-Andria-Trani dell’Agenzia delle Entrate. A partire da lunedì 11 giugno, infatti, gli uffici siti a Barletta in via Andria 19 e via Tramvia 45 si trasferiranno nel nuovo immobile di via Don Luigi Filannino 6 (zona Patalini).
Presso la nuova sede i cittadini potranno accedere a tutti i servizi erogati dalle articolazioni della Direzione Provinciale:
-         assistenza e  informazione sui tributi a cura dell’Ufficio Territoriale;
-         adempimenti su verifiche e accertamenti di competenza dell’Ufficio Controlli;
-         gestione del contenzioso e della mediazione tributaria svolte dall’Ufficio Legale.
Per informazioni su recapiti e orari di apertura degli uffici è possibile consultare il sito Internet regionale http://puglia.agenziaentrate.it alla voce “Direzione Provinciale di Barletta-Andria-Trani” del menu “Uffici”.

Puglia d'oggi n. 21 disponibile online


Puntuali come ogni venerdì torniamo in distribuzione gratuita. Il numero 21 di Puglia d'oggi, settimanale gratuito del 8  giugno 2012, è disponibile per la consultazione ed il download gratuito.
E' possibile sfogliare e scaricare liberamente il nostro giornale selezionando QUI


In questo numero:
  • Così Vendola ed Emiliano vogliono spartirsi la Puglia
  • Fini torni al 1990 e punti sui giovani
  • I travolti dal destino
  • IRiforme, idea possibile?
  • Alleanze, futuro e cittadini, Fli si apre al dibattito
  • Regione: i consiglieri sono 70 e non 78
  • Prospettazioni petrolifere: il no unanime del Consiglio alle deroghe
  • Sanità: il piano nel caos
  • Corruzione in sanità: dov'è la Commissione? Curto scrive a Vendola
  • Lavoro: il bilancio è in rosso
  • La Vas seppellirà la Cittadella della Giustizia
  • Presto la Procura via dal palazzaccio Inail
  • E' colpa di Pizzarotti se Bari non ha un Palagiustizia
  • Comune? Le Commissioni solo di pomeriggio
  • Sveliamo il Patto per Bari: Michi al Comune e Nichi alla Regione
  • Spiazzato il centrodestra: Fitto aveva scelto Lettieri
  • Cosa farà Emiliano da grande? Fosse per lui resterebbe sindaco
  • Decentramento, il Comune sceglie ancora di non decidere
  • Nuovi campi da gold in puglia, tra polemiche e possibilità
  • Foggia: il 'j'accuse' contro Mongelli sul Pug
  • Protezione civile: Gaeta presidente provinciale
  • Cerignola: sulla "Gema" spuntano i nomi. Recuperiamo le somme dovute
  • Anche l'Udc perde i pezzi dopo il Pdl cerignolano
  • Un Europa più forte per il nostro futuro
  • Voler bene alla Puglia? Così
  • La (mala) creanza e l'avoluzione morfologica di Pierluca Cetera.

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giovedì 7 giugno 2012

Fini ritorni quello dell'estate 1990 e punti sui giovani



Gianfranco Fini, leader di Fli
In politica i vuoti sono fatti per essere colmati. Tutti gli istituti demoscopici, i sondaggi e le attente analisi dei più bravi politologi confermano che vi sono attualmente 13 milioni di elettori del vecchio centrodestra (Pdl- Lega) in libera uscita. Praticamente oltre la metà di chi ha votato alle ultime politiche per i due partiti di Berlusconi e Bossi oggi non li rivoterebbe più. Questi elettori delusi dalla lotte intestine nel centro destra, dalla dissoluzione del governo Berlusconi e dalla mancanza di nuova offerta politica sono alla ricerca di una nuova collocazione. Per questo Fini ha deciso di rilanciare Fli, il partito che più di ogni altro è stato l’anticipatore della Terza Repubblica. Fini è stato lungimirante nel comprendere, prima dei tanti giapponesi ancora presenti nel Pdl, che la nave affondava e qualcuno si ostinava a suonare la musica come sul Titanic come se nulla fosse. 
Non a caso, quando Fli è nata e quando i sondaggi le davano il massimo storico, l’8%, lo slogan con cui iniziò quella difficile e ancora non conclusa avventura era “Il vero centro destra”.
Non a caso, quando Fini ha deciso di privilegiare il suo ruolo istituzionale, permettendo a tesi minoritarie di comportarsi come se fossero le reali interpreti del pensiero finiano e del comune sentire della stragrande maggioranza degli iscritti e del popolo di Fini,  il partito ha toccato i minimi nei sondaggi, circa il 3%.
Poiché la storia è ciclica Gianfranco Fini è richiamato a fare quello che fece nel giugno del 1991 quando il suo partito, all’epoca il Msi, alle regionali siciliane, proprio perché alcuni immaginavano scenari “oltristi”, oltre destra e sinistra, fu condotto da Rauti al 3%, minimo storico. Esattamente come oggi la situazione sembrava disperata e la destra era a rischio estinzione nel Paese.
Rauti si dimise, Fini tornò a occuparsi a tempo pieno del partito. Salvò il Msi alle politiche dell’anno successivo e poi, con la svolta di Fiuggi, lo condusse prima in doppia cifra e poi al governo dell’Italia. Sono passati venti anni e la storia, come direbbe il filosofo Giambattista Vico, è fatta di “corsi e ricorsi storici”. Fini non deve solo proporre 5 idee spiazzanti per tornare a scuotere l’opinione pubblica, specie quella che votava il vecchio centrodestra. Deve fare quello che fece con lui Giorgio Almirante. Scommettere ed investire su una nuova classe dirigente, magari saltando una generazione. Anche qui tutti i recenti sondaggi convengono su un dato preciso: gli italiani sarebbero disposti a tornare a credere nei partiti, e non nella meteora Grillo, solo se questi saranno in grado di rinnovarsi per rinnovare, svecchiando le loro classi dirigenti. Non di partiti nuovi, quindi, ma di facce nuove ed energie fresche nei partiti. Di questo hanno bisogno gli italiani oggi per ritrovare fiducia nella politica.

Uno schianto, un crollo, tre morti a Conversano (Bari)

 Due vecchie palazzine (di cui una recentemente ammodernata) sono crollate questa mattina a Conversano, in via Zingari, nei pressi del centro storico della cittadina del sud est barese. A causare il crollo con ogni probabilità una fuga di gas, probabilmente dalla bombola di una cucina al primo piano di una delle due palazzine. Il crollo è avvenuto in via Zingari, in una semicentrale di Conversano. 
Il rumore dello scoppio è stato così intenso che si è avvertito in quasi tutta la cittadina di Conversano. Sono andati in frantumi le vetrate di alcuni negozi della centrale via Matteotti e alcune persone che si trovavano nei pressi della Villa dei Caduti, alla deflagrazione, sono state colte da malore e sono state soccorse nel locale pronto soccorso.
Bernardino Vitto
Alla fine il bilancio è molto pesante. Sono morte tre persone, padre madre e un bambino di 18 mesi, tutti membri di una famiglia italo-olandese a Conversano per una breve vacanza e per far conoscere il bambino ai parenti del padre, un uomo di 32 anni, Bernardino Vitto, originario di Conversano ma residente da tempo e sposato in Olanda. Sul cadavere dell'uomo sono state trovate evidenti tracce ipostatiche, mentre sono assai evidenti i traumi da schiacciamento sul piccolo Gianni Angelo e sulla sua madre, moglie di Vitto.
SI registrano anche 15 feriti, tutti per fortuna non in condizioni gravi, e 50 famiglia evacuate, per le quali non è possibile rientrare nelle proprie abitazioni fino a quando i periti e gli esperti non avranno concluso i sopralluoghi e le verifiche di staticità degli immobili.
"Quasi sicuramente il crollo è stato dovuto ad esplosione da gas; gli effetti sono evidenti, addirittura le pareti sono state proiettate contro l'edificio che stava di fronte provocando lo sfondamento di una parete". Lo ha affermato il comandante dei vigili del fuoco di Bari, ing.Cesare Gaspari.
"L'effetto del crollo – ha concluso – è avvenuto essenzialmente per esplosione. Con l’esplosione le pressioni sono così elevate che il corpo non riesce assolutamente a resistere agli effetti, presumibilmente le tre vittime sono decedute sul colpo".
"Il dolore non riesce più a trovare le parole. E' come se fossero rimaste schiacciate lì sotto con questa famiglia distrutta, col piccolo Gianni Angelo che solo qualche ora più tardi sarebbe andato allo zoo. Ora non ci resta che abbracciare idealmente chi resta qui, a Conversano e lì, in Olanda, diventato da tempo anche il Paese del capofamiglia. Si tratta di due comunità dilaniate alle quali va la nostra più totale solidarietà. 
Encomiabile il lavoro dei soccorritori a cui va un grazie grandissimo per la tempestività e la professionalità con cui sono intervenuti. 
Poi verrà il momento di riflettere e di capire, alla luce degli accertamenti già in corso, cosa esattamente abbia scatenato quell'inferno che lascia anche altre famiglie nell'incertezza abitativa e cosa, soprattutto la politica può fare, da un punto di vista normativo e amministrativo, per attuare un piano di prevenzione che perlomeno contribuisca ad evitare il verificarsi di altre tragedie del genere. Trasformeremo, quindi, quelle parole del dolore in atti di responsabilità".
Lo affermano in una nota il coordinatore regionale di Fli Puglia, Francesco Divella e il coordinatore provinciale di Fli Terra di Bari, Giammarco Surico.
Ma cordoglio è stato espresso da tutto il mondo politico.
Onofrio Introna, presidente del Consiglio Regionale si è detto a nome di tutta l'assemblea “vicini ai parenti, alla comunità conversanese ed ai feriti, ai quali auguriamo una pronta guarigione”.
per Massimo Cassano (Pdl) "ancora una volta la Puglia piange le vittime di una tragedia. L'esplosione che questa mattina ha sconvolta la città di Conversano, provocando morte e distruzione, è l'ennesima ferita profonda che colpisce nel cuore la nostra Terra. Sono vicino ai feriti ed esprimo il mio cordoglio per le vittime, rivolgendo un ringraziamento a quanti si sono prodigati per prestare soccorso".
Questo il commento di Franco Pastore (misto/Psi): "Provo un sentimento di profondo dolore per quanto accaduto questa mattina a Conversano è davvero una tragedia, una fatalità assurda e incomprensibile che ha riaperto in me una ferita in realtà mai cicatrizzata, quella del crollo di via Roma nella mia città, Barletta. In questo momento sento solo di dover rivolgere alla famiglia delle tre vittime il mio cordoglio e la mia solidarietà mesta per il dolore che stanno provando".
Per Peppino Longo (Udc) "Oggi, purtroppo, è tempo di piangere le vittime e rispettare il dolore delle famiglie ma da domani, però, sarà necessario riflettere sulle condizioni di sicurezza degli immobili più antichi delle nostre città ed evitare che episodi del genere possano ripetersi. Un grazie a quanto si sono prodigati nelle operazioni di salvataggio".

mercoledì 6 giugno 2012

Sanità, Epifani: “Ostuni penalizzato. Sono fuori dalla maggioranza”


Come volevasi dimostrate, sulla Sanità e sul Piano di Riordino si nascondono i maggiori problemi per la maggioranza di Nichi Vendola alla Regione Puglia. 
Il campanilismo e quell'intransigenza da dimostrare in Aula e sulla stampa locale, da spendere poi di fronte al proprio elettorato territoriale, impone inevitabilmente che ogni qual volta venga prospettata, o attuata, la chiusura di un ospedale, di un reparto, di un punto nascita o un taglio del personale ospedaliero, il consigliere di turno batta i piedi e faccia sentire forte la sua voce.
E' la volta di Ostuni, e del Consigliere Regionale Giovanni Epifani, che attacca pesantemente Vendola ed il suo Assessore Attollini sulla chiusura del punto nascita nella città brindisina.
E non poteva essere altrimenti. 
Ci sono parole pesanti, che potrebbero perfino far pensare ad un allontanamento di Epifani dalla maggioranza alla Regione Puglia. Anche se per trarre questa conclusione i tempi sembrano ancora prematuri.
“Chi rinnega gli impegni assunti nelle sedi istituzionali non può ottenere la mia fiducia, specie se da tali comportamenti derivano conseguenze insostenibili per comunità territoriali già pesantemente penalizzate. Politicamente mi sento avulso dalla maggioranza che sostiene il Governo Vendola e che ieri ha consentito l’approvazione della delibera attuativa della cosiddetta ‘fase due’ del piano di riordino della rete ospedaliera, che contempla anche la riorganizzazione dei punti nascita in Puglia”.
Il consigliere regionale del Pd, Giovanni Epifani, contesta il documento approvato in Giunta, laddove – spiega – “più che la logica si è seguita la discrezionalità”.
Giovanni Epifani (Pd)
“Prendo atto con rammarico che sono state dimenticate non solo le rassicurazioni fornite dall’ex assessore alle Politiche della salute, Tommaso Fiore, ma anche quelli che egli stesso ammise come errori a danno dell’ospedale di Ostuni. Tali ammissioni furono seguite anche da atti formali e dall’impegno, assunto in commissione Sanità dall’assessore Fiore, di riportare a tre i punti nascita previsti nella provincia di Brindisi, come avevo fatto rilevare. Gli impegni assunti ufficialmente da Fiore sono stati clamorosamente disattesi, i punti nascita sono rimasti due e risulta totalmente sguarnita tutta l’importante area di Brindisi nord, mentre il sud-est della provincia, che coincide con il territorio confinante con Taranto, presenta una concentrazione assolutamente anomala. Non comprendo quali siano stati i criteri seguiti dall’esecutivo, ma non li posso assolutamente condividere. Ci sono delle spiegazioni che i rappresentanti del mio partito in Giunta devono motivare con argomenti accettabili anche da una comunità, quella dei centri a nord di Brindisi, che non disporranno in futuro di servizi sanitari così come sancisce la Costituzione. Se la maggioranza politica sceglie la strada di abbandonare al proprio destino una parte del territorio della Puglia, la mia reazione è quella di non sentirmi più parte integrante della coalizione di Governo, alla quale posso assicurare in futuro un appoggio esterno che potrà essere garantito solo dalla qualità e dalla effettiva utilità dei provvedimenti legislativi”. 
Eppure appena un mese fa lo stesso Epifani trovava il modo di intervenire sulla questione, mostrando profonda comprensione per le esigenze di taglio e di bilancio. 
"E’ noto a tutti la difficile situazione in cui versa il Servizio Sanitario Regionale dovuta alla imposizione, da parte del Governo Nazionale di tagli alla spesa sanitaria che si è tradotta in una drastica rideterminazione dei servizi ospelieri". 
Sarà pur noto a tutti e ci vuole comprensione, ma guai a toccare il proprio territorio...

martedì 5 giugno 2012

Una festa della Repubblica all'insegna della legalità e del divertimento per gli scout pugliesi


Un momento della riunione degli scout dell'Agesci a San Pietro Vernotico dello scorso 2 giugno

Impegno civile e cultura della legalità. Anche gli scout possono essere un ottimo veicolo di promozione di questi fondamentali concetti della nostra società. Ed è stata una giornata significativa ed emozionante quella che ha visto protagonisti 630 scout tra ragazzi e capi dell'Agesci Puglia, riunitisi sabato 2 giugno presso la villa gestita da Liberaterrapuglia in contrada Santa Barbara a San Pietro Vernotico (Br). Un evento regionale della branca R/S pugliese, in collaborazione con Libera, dal titolo "Divenire competenti per meglio servire" che la dice lunga sull'importanza della conoscenza e dell'informazione volti ad un necessario impegno civile e alla promozione di una vera cultura della legalità. "L'evento è riuscito straordinariamente. Giusta la commistione di divertimento e riflessione. Significative le testimonianze e altrettanto importanti i contributi dei ragazzi che hanno elaborato la carta dell'impegno, che sarà inserita nel nuovo progetto regionale - ha così commentato Tea Di Lorenzo, incaricata regionale alla branca R/S - E' proprio dalla voglia di confronto, dall'entusiasmo e dal coraggio di questi ragazzi che si evince la loro volontà di non arrendersi e lavorare per sconfiggeranno paure, abolire barriere e far fruttare sogni, idee e speranze".


Le testimonianze e gli interventi di Don Raffaele Bruno, referente regionale di Libera e di Don Delphin Mutaga, hanno arricchito i giovani R/S pugliesi di stimoli e spunti di riflessione sulla reale possibilità di essere terreno fertile e consapevoli individui al servizio della legalità e del bene comune. Attraverso la musica e gli strumenti musicali realizzati con materiali riciclati dell'emergente gruppo Uduchà, il messaggio di ecosostenibilità è stato tanto tangibile quanto divertente. Una Festa della Repubblica dunque indimenticabile, impegnativa e propositiva per questi ragazzi che in futuro hanno l'arduo compito di far valere il senso delle parole “servizio” e “legalità”. 

Acai Bari, si è dimesso il Presidente Giancarlo Di Paola


Polemiche a distanza tra Acai e Camera di Commercio di Bari? Sembrerebbe di no. Almeno a parole il presidente Ambrosi parla di piena condivisione dei programmi tra la Camera di Commercio e l’Ente camerale per il supporto alle imprese per l’internazionalizzazione ed i mercati esteri.
E tuttavia il dato delle dimissioni del Presidente dell’Aicai rimangono.
Il consigliere della Camera di Commercio di Bari, Giancarlo Di Paola, ha rassegnato lunedì pomeriggio le proprie dimissioni dalla carica di presidente dell’Aicai, azienda speciale dell’ente camerale barese che offre servizi reali alle imprese in materia di internazionalizzazione.
La Camera di Commercio di Bari
Di Paola, rappresentante di Confindustria nel Consiglio camerale, ha formalizzato la sua decisione nel corso del  Consiglio di Amministrazione dell’AICAI.
“Alla base della decisione dell’Avv. Di Paola che ho appreso grazie alla nota diffusa da Confindustria Bari e Bat  – dichiara  il presidente della Camera di Commercio di Bari, Alessandro Ambrosi – ci sarebbe la mancata condivisione da parte della Camera di Commercio della politica di Aicai per favorire l’internazionalizzazione delle imprese del territorio”. “Interdetto e molto dispiaciuto per la decisione del consigliere  Di Paola, tengo a sottolineare – prosegue Ambrosi – che invece il programma per l’internazionalizzazione dell’Aicai era stato pienamente condiviso dalla Camera di Commercio di Bari.
L’ente si impegna, nell’interesse delle imprese che beneficano dei servizi dell’Aicai, a trovare una soluzione in tempi brevi per assicurare piena continuità all’operato dell’azienda speciale. A Confindustria Bari e Bat rinnovo la volontà della Camera di Commercio di proseguire nel dialogo e confronto costante che ha animato in questi mesi il proficuo lavoro comune negli organi Camerali e nelle Aziende Speciali”.