venerdì 21 dicembre 2012

Università di Bari, un consigliere di amministrazione a testa per NOI e SI

Dopo i risultati del senato accademico, sono giunti anche quelli di un altro organo centrale, il consiglio di amministrazione dell'Università di Bari.
Anche qui, sostanzialmente, si è assistito un testa a testa tra il cartello NOI (5632 voti) e Studenti Indipendenti (4384 voti), con i primi sempre leggermente in vantaggio in quasi tutti i seggi, e l'ennesima sconfitta della sinistra universitaria rappresentata da LINK (1378 voti). I neo eletti consiglieri sono Salvatore Fedele, con 3547 voti, e Aldo Campanelli con 2663 voti. Da registrare, infine, il numero di schede bianche, 2019.
A pochi minuti dalla certezza della sua elezione, abbiamo rivolto alcune domande a Salvatore Fedele.
di Maria Pia Ferrante

L'intervista a Salvatore Fedele

Primarie SEL? E' la festa del tarocco

Si faranno, ma su base regionale, senza dare ai territori la possibilità di scegliersi i propri candidati su una piattaforma più allargata. Come se non bastasse, gli aspiranti onorevoli e senatori dovranno presentare 200 firme per avvallare la candidatura, ovviamente firme di iscritti. Il che significa, vista la relativamente esigua base di cui SEL dispone, restringere ulteriormente il campo. se a questo si aggiunge che ci saranno almeno quattro nomi di supergarantiti che entreranno nel listino bloccato senza passare dalle primarie, il quadro è completo.
La base del partito è ovviamente in rivolta. "era meglio lasciar perdere" ci dicono quelli che hanno deciso di parlare, pur facendosi garantire l'anonimato.
"Tanto valeva individuare da subito i candidati al listino (fra cui ci sarebbero Nicola Fratoianni, Luisa Pannarale e l'assessore Dario Stefano) e chiamare il partito alla mobilitazione elettorale" ci dice un ex comunista del PCI che, evidentemente, non aveva capito, passando a SEL, quanto Vendola fosse distante dalle comuni radici politiche.
Ricordiamo che Vendola ha deciso solo dopo il PD di fare le primarie per il suo partito, per il quale calcoli non ben controllabili indicano sei eletti dalla Puglia. Di questi sei, i quattro citati prima, sempre che le cose vadano secondo i desiderata, dovrebbero seguire in lista il presidente Vendola.

Lecce si infuria su ecotassa e rifiuti


Si inaspriscono i toni della polemica riguardante il conteggio dei dati sulla differenziata da parte del Portale Ambientale della Regione e il pagamento della futura ecotassa da parte dei cittadini i cui comuni non raggiungeranno la soglia del 40% di raccolta differenziata.
E’ di nuovo l’assessore alle Politiche Ambientali, Andrea Guido ad intervenire per difendere la posizione del Comune di Lecce e di tutti gli altri comuni della provincia che si trovano nella medesima situazione.
“La risposta giunta tramite gli organi di stampa alla problematica dell’aumento spropositato dell’ecotassa da parte della Regione Puglia non mi fa stare tranquillo- dichiara Andrea Guido - Anzi, ha aumentato ancora di più le preoccupazioni per il futuro e mi ha fatto comprendere che le problematiche del nostro territorio sono molto lontane da quel di Bari dove ho compreso che i rappresentanti delle istituzioni sono occupati non a risolvere i problemi ma a mascherarli”.
“Mi spiego meglio. Dopo la polemica che si è scatenata – afferma Guido - la Regione ha fatto sapere di aver prorogato l’applicazione dell’Ecotassa al 2014. Il fatto che solo 5 comuni di tutta la provincia per quest’anno oltrepasseranno la soglia del 40% di raccolta differenziata doveva suonare già da tempo come un funesto presagio. Torno a ribadire - e premetto che ne farò un mio cavallo di battaglia di tutto il mio mandato - che senza la raccolta dell’umido e, pertanto, senza gli impianti di compostaggio, le Amministrazioni Comunali non potranno mai raggiungere la soglia prevista per lo sgravio dell’Ecotassa. A tal proposito vorrei che i 5 paesi che hanno superato tale soglia mi dicessero dove conferiscono la quantità di umido che raccolgono nelle proprie case dal momento che il Comune di Lecce, in previsione dell’applicazione del nuovo contratto d’appalto che prevede la raccolta dell’umido separatamente, ha chiesto agli impianti presenti in Puglia la disponibilità a conferire tale rifiuto differenziato e la risposta unica è stata sempre la stessa: non abbiamo posto! Pertanto si tinge di giallo questa vicenda che è stata liquidata con poche parole dal dirigente della Regione Puglia con il suo recente intervento. L’occasione mi porta anche a sottolineare che, al fine di discutere della problematica esposta e dell’organizzazione impiantistica sul territorio, circa un mese fa ho spedito alla Regione Puglia una richiesta di convocazione di tavolo tecnico. Purtroppo non ho ancora avuto risposte in merito che, invece, non si sono fatte attendere nel momento in cui si è dovuta giustificare una ulteriore tassa che penderà inesorabilmente sui nostri cittadini con un nuovo tributo che si andrà ad aggiungere a quelli esistenti”.
“Ricordo infatti che – conclude l’assessore Guido - sempre a causa della mancata programmazione da parte degli uffici regionali, il TAR ha espresso il proprio parere sull’applicazione della tariffa riguardante il CDR. Il cittadino deve sapere che, a causa della mancata valorizzazione in Puglia delle balle di CDR, la ditta Progetto Ambiente che gestisce l’impianto di recupero sito in Cavallino e che serve la provincia intera dovrà aumentare la propria tariffa di conferimento di svariate decine di euro. E tutto ciò a scapito delle famiglie. Infine, invito ancora una volta l’assessore all’Ambiente della Regione Puglia a convocare un tavolo tecnico presso il Comune di Lecce per discutere di tutte le problematiche poste in essere anche al fine di dirimere eventuali questioni che sarebbe proficuo affrontare di persona e non tramite gli organi di stampa”.

giovedì 20 dicembre 2012

Bari: ok della Provincia per il Terminal degli autobus

La Provincia di Bari, alla Conferenza di Servizi tenutasi, nella giornata di ieri, a Roma, presso il Ministero delle Infrastrutture dei Trasporti, ha espresso parere favorevole per dare il via ai lavori per la realizzazione del Terminal per autobus extraurbani in via estramurale Capruzzi, nell'area alle spalle della Stazione centrale di Bari e di proprietà delle ferrovie, presentato dalla società Grandi Stazioni Spa. 
Il progetto, per il quale sono stati stanziati 3 milioni di euro, agevolerà il flusso di pendolari in arrivo e in uscita dalla città, garantendo un assetto più razionale e meno dispendioso a favore della viabilità stradale per i cittadini. 
Al tavolo istituzionale, convocato per discutere sul Programma di interventi per la riqualificazione e la realizzazione delle Infrastrutture complementari, erano presenti solo l’Assessore provinciale al Territorio, Giovanni Leonardi delegato dal Presidente della Provincia di Bari, Francesco Schittulli insieme ai rappresentanti delle società: Rete Ferroviaria Italiana Spa, Ferrovie dello Stato Sistemi Urbani Srl e Grandi Stazioni. Assenti, invece, i rappresentanti di Regione Puglia e Comune di Bari. 
“Dispiace dover constatare la presenza della sola Provincia di Bari -ha affermato Leonardi - alla Conferenza di Servizi non trova giustificazioni. Assolvere ad impegni assunti per il bene della collettività è segno di responsabilità. Il nostro territorio ha sete di nuove infrastrutture è pertanto inaccettabile rallentare l’iter dei lavori per la costruzione dell’opera”

Regione Puglia? Via l'addizionale sui carburanti?

In arrivo una buona notizia per i contribuenti pugliesi? 
Al momento, ma la discussione è ancora in corso, c'è la concreta possibilità che l’addizionale sui carburanti in Puglia potrebbe venire meno. E’ quanto è emerso nella fase conclusiva dell’intervento dell’assessore al Bilancio Michele Pelillo in Consiglio regionale, che ha chiuso la fase del dibattimento in merito all’esame del bilancio di previsione 2013.
Pelillo ha fatto riferimento al Fondo svalutazione crediti (sul quale vi è una disponibilità di 86,4 milioni) dal quale potrebbe essere possibile attingere i 14,5 milioni necessari per eliminare l’Irba (accise regionale attualmente pari a 2,5 centesimi per litro di benzina ). “Fatemi capire – ha detto l’assessore – rivolgendosi ai consiglieri qual è il vostro orientamento in merito”.
L’invito à stato subito raccolto dal capogruppo Pdl Rocco Palese che ha espresso l’assenso rispetto alla proposta condividendola in pieno.

mercoledì 19 dicembre 2012

Ecotassa, via libera al rinvio. Per Legambiente ha vinto il "partito delle discariche"

Tra le pieghe del bilancio regionale, uno dei provvedimenti che più degli altri ha fatto discutere, e trova forti voci contrarie, è il rinvio dell’Ecotassa, legata al mancato raggiungimento dei livelli previsti per la raccolta differenziata, la cui applicazione sarà rinviata al 2014. Rinvio chiesto a gran voce dai Comuni e dall’Anci per venire incontro alle difficoltà di tanti sindaci, ed accordato in sede di approvazione del bilancio nella Commissione regionale. Domani e dopodomani toccherà all’Aula discutere e votare il provvedimento.
Fortemente contraria la posizione di Legambiente, che parla senza mezzi termini di un “partito delle discariche” che è stato in grado di influenzare le decisioni della Regione e di far slittare di un anno la sanzione per i Comuni meno bravi.
Così parla Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia.
“Un errore grave e imperdonabile la proroga dell’ecotassa, in una regione come la nostra in cui oltre 200 comuni sono al di sotto del 25% di raccolta differenziata”.
Dal rapporto rifiuti 2012 di Ispra, la Puglia nel 2010 aveva smaltito in discarica il 67% dei suoi rifiuti urbani. Fra inerzie, resistenze culturali e questioni economiche, la Puglia continua ad essere fra le regioni che continuano ad affidarsi alla discarica per smaltire la maggior parte dei propri rifiuti.
“La penalizzazione economica dello smaltimento in discarica può contribuire non poco a far salire le percentuali di raccolta differenziata, come ad esempio già fatto in Sardegna negli ultimi anni, e a farci uscire dalla dittatura delle discariche e dei termovalorizzatori”.
Ecco, dall’altro lato, il commento di Luigi Perrone, presidente dell’Anci Puglia, che sottolinea il notevole costo del servizio di igiene urbana a carico dei Comuni.
“L’obbiettivo del 40% di raccolta differenziata (L.R. 38/12) comporta per buona parte delle amministrazioni comunali un notevole incremento del costo del servizio di igiene urbana e del relativo tributo, con ovvie ricadute sul territorio. Inoltre, il divieto di indire nuove procedure di gara per l’affidamento del servizio di spazzamento, raccolta e trasporto (art. 24 L.R. 24/2012), ha aggravato la gestione del ciclo rifiuti, compromettendo l’obiettivo di differenziata ed esponendo il Comune al massimo livello della sanzione “ecotassa”. Dopo l’esame in V^ Commissione Consiglio Regionale, anche su nostra richiesta, c’è stato un orientamento del Governo regionale verso un rinvio dell’ecotassa, provvedimento che riteniamo opportuno, assieme alla modifica della Legge 24/12”.
A commentare il rinvio è anche Rocco Palese, capogruppo Pdl in Consiglio Regionale, firmatario del provvedimento approvato in Commissione sul rinvio delle sanzioni a carico dei Comuni.
“Il rinvio al 2014 dell’entrata in vigore delle penalizzazioni dell’Ecotassa da noi proposto e approvato già in Commissione, è certamente un fatto positivo, ma restiamo convinti che nel Bilancio di previsione 2013 il Governo Regionale poteva fare molto di più andare incontro ai cittadini in questo momento di gravissima crisi, abbassando ulteriormente (e non solo ritoccando in modo impercettibile) le tasse regionali aggiuntive a carico dei pugliesi, che per il 2013 ammonteranno a 283,480 milioni di euro”.
“Ci auguriamo che in sede di Consiglio Regionale anche Governo e maggioranza concordino sulla necessità di tagliare spese improduttive e sprechi per arrivare per esempio almeno alla eliminazione del ticket e dell’accisa regionale sulla benzina che pesa nelle tasche dei pugliesi per 2,5 centesimi al litro. Inoltre rinnoviamo l’appello acchè la seduta sul Bilancio non si trasformi in un assalto alla diligenza e per questo abbiamo preparato una serie di altri emendamenti che ci riserviamo di formalizzare se non sarà rispettato l’orientamento di ammettere solo emendamenti di natura finanziaria e contabile e proroghe ineludibili”.
di Roberto Mastrangelo

Taranto: la Camera approva il decreto Ilva, ma non tutti sono daccordo

E' arrivato il Sì dell'Aula della Camera al decreto legge Ilva su cui ieri il governo ha incassato la fiducia. Il testo, approvato a Montecitorio con 421 sì, 21 no e 49 astenuti, passa ora al Senato per l'approvazione definitiva. Astenuta la Lega che, per bocca di Giovanni Fava ha così spiegato il non voto.
"Il ministro Passera ha fatto il ministro dello Sviluppo economico senza dare nessuno sviluppo al Paese: se non altro perché non ha programmato nulla. Davanti alla mala parata abbiamo scelto il male minore", ha concluso Fava".
Apprezzamento dalla Puglia è stato espresso da parte del capogruppo del Pdl in Consiglio Regionale Rocco Palese, che sottolinea le garanzie e la tutela per la popolazione, oltre che la collaborazione Istituzionale che ha portato all'approvazione del decreto.
 “Il testo del Decreto Ilva esce dalla Camera dei Deputati notevolmente migliorato e con garanzie ulteriori che le questioni sanitaria, ambientale, industriale ed occupazionale di Taranto sono di importanza nazionale. Grazie alla collaborazione istituzionale e politica a tutti i livelli ed all’impegno profuso dalla nostra delegazione parlamentare con in testa l’on. Raffaele Fitto, il Decreto garantisce e tutela le esigenze di salute pubblica e lavoro con quelle di crescita e sviluppo.
In particolare le modifiche apportate al Decreto, oltre a prevedere per Taranto stanziamenti aggiuntivi che consentiranno di attivare una più capillare rete di controllo e prevenzione ambientale, sul fronte della prevenzione e dell’assistenza sanitaria consentono anche deroghe al blocco del turn over per la Asl di Taranto, ivi compresa la possibilità di superare i limiti finanziari per le assunzioni di personale e deroghe al Piano di Rientro per evitare il taglio di posti letto nelle strutture pubbliche e private accreditate.
Ci auguriamo che la questione Ilva continui ad essere affrontata all’insegna della massima collaborazione tra tutte le Istituzioni e che quanto prima anche il Senato dia il via libera definitivo al Decreto in modo che possa cominciare subito a produrre effetti positivi per la città di Taranto e per tutto il territorio jonico”.
 Chi, invece, si è espresso in senso fortemente contrario al decreto è l'Associazione Tamburi 9 luglio 1960, che ha scritto la sua contrarietà in una lettera indirizzata al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
"Presidente, con garbo, ma con altrettanta fermezza, esterniamo tutta la nostra contrarietà al decreto legge sul caso Taranto-Ilva-magistratura deciso dal governo. La nostra esternazione - aggiunge il presidente dell'associazione, Francesco Fanelli - non nasce da un improvviso cambio di umore ma è frutto di un cumulo di soprusi che da decenni e decenni il nostro territorio, che viene tenuto in considerazione solo quando si tratta di volta in volta di violentarlo, subisce. Crediamo che in nessuna parte del mondo esista un luogo dove sia concentrata una così vasta attività industriale come quella di Taranto. Le vogliamo ricordare le più significative industrie: Ilva, Arsenale Marina militare, raffineria Eni, due cementifici (uno dei quali anch’esso alle porte della città), discariche di rifiuti speciali e nocivi". "Mentre - conclude Fanelli - siamo stati privati di settori che da sempre hanno fatto da traino all'economia locale, ossia mitilicoltura e agricoltura".