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sabato 2 giugno 2012

Regione Puglia: sul Piano di Riordino sanitario la Giunta dribbla la maggioranza e nicchia sulle singole voci


Fase due del Piano di Rientro. Non si parla quasi che di questo argomenti nei corridoi della Regione Puglia. Tagli, tabelle, accorpamenti, dismissioni, esuberi, ricicli, primari da confermare, dirigenti da accontentare, politici da tenere stretti.
Tra le esigenze di bilancio, quelle di cassa e le necessità di non scontentare una maggioranza che, quando si tratta di chiudere un reparto o di tagliare dei posti letto è pronta ai mal di pancia, si sta lavorando ad una quadratura del cerchio che non si preannuncia affatto facile.
La sede della Giunta Regionale
Ormai sono 7 anni che Vendola è chiamato a passare alla “Fase Due”, a superare il piano ormai datato di Raffaele Fitto, e di proporre un chiaro e deciso ridimensionamento della spesa sanitaria regionale, così come voluto dalla Regione Puglia e concordato con il Ministero dell’Economia (voluto da Tremonti e confermato nel governo Monti).
Le singole voci della Fase Due ad oggi non sono note. Sia nella Commissione Sanità che in Consiglio Regionale è arrivato solo il 'saldo' mentre il dettaglio su dove, come e quando chiudere o aprire sembra affidato a riunioni tra partiti della maggioranza. C’è da accontentare tutti, o meglio, da scontentare meno Consiglieri possibili.
Sull’argomento è intervenuto Rocco Palese, capogruppo Pdl in Consiglio Regionale "Ad oggi non esiste alcun atto formale da parte del Governo Regionale su questa famigerata fase due del Piano di Rientro né tantomeno sulla riorganizzazione dei punti nascita, così da dar luogo ad un vergognoso mercimonio politico dei posti letto e degli ospedali senza alcun criterio né alcun rispetto per i cittadini e senza una programmazione che possa migliorare servizi, ridurre le liste d'attesa, tagliare gli sprechi e, quindi, anche abbassare le tasse. Lunedì formalizzeremo al Presidente Introna una richiesta di audizione urgente dell'assessore alla Sanità in Commissione, per fare il punto sulla situazione e chiedere che quanto prima il Governo Regionale fermi il mercimonio politico e le riunioni carbonare mettendo nero su bianco in un atto formale da approvare in Commissione e in Consiglio, i dettagli della fase due del Piano, quindi dove, come, quanto e quando attivare e disattivare reparti, con annesso un Piano di tagli anche della spesa e non solo dei servizi, oltre che con una puntuale due diligence di carenze e fabbisogni di personale. Solo così il confronto sulla sanità potrà essere serio e tenere conto delle esigenze dei pugliesi piuttosto che di quelle della cattiva politica come sta avvenendo in questi giorni".
Ma le stoccate alle scelte della Giunta non arrivano soltanto dall’opposizione. Una richiesta esplicita di chiarimenti arriva anche dal Partito Democratico.
"La necessità di chiarire quali sono i criteri da seguire per il taglio dei posti letto e per l'adeguamento alla direttiva nazionale sui punti nascita", è emersa oggi nel corso della riunione del gruppo consigliare del Pd alla Regione Puglia, sulla fase due del Piano di rientro sanitario. Lo sottolineano il capogruppo e il responsabile sanità del Pd, Antonio Decaro e Giuseppe Romano, secondo i quali "i criteri tecnici non appaiono sempre congruenti ma sembrano cambiare a seconda dei territori". Per questo, secondo Decaro e Romano, "occorre stabilire precisi criteri tecnici cui si potrà derogare, solo in base alle specifiche esigenze di rendere omogenea l'offerta sanitaria sull'intero territorio e garantire così un omogeneo livello di assistenza a tutti i cittadini".
Tra le altre esigenze sottolineate dai consiglieri Pd nel corso della riunione, c'è quella di "attivare i servizi sanitari territoriali contestualmente al taglio dei posti letto, prevedendo la riconversione dei plessi ospedalieri in strutture in grado di fornire tutta l'assistenza sanitaria necessaria".
Una solfa, quella dei servizi sanitari territoriali da attivare contestualmente al taglio dei posti letto, su cui ormai da anni si concentra la cantilena di Vendola e dei suoi Assessori. Ma basta andare nei tanti Comuni Pugliesi colpiti dalla scure vendoliana per rendersi conto che così non è.
Speriamo che la demagogia lasci presto il posto alla consapevolezza di dare un secco e profondo taglio agli sprechi, non alla Sanità tout court.

giovedì 24 maggio 2012

Regione Puglia, varato il testo unico sul software libero



E’ stato approvato all’unanimità, nella seconda Commissione della Regione Puglia, il testo unico sul “software libero”, frutto dell'integrazione tra la proposta di legge del consigliere regionale del Pd, Antonio Decaro, e il disegno di legge dell’assessore alle Politiche Giovanili, Nicola Fratoianni.
''Nel testo di legge approvato oggi - sottolinea Decaro - è prevista anche la parte relativa all'open data, un segmento fondamentale per la piena attuazione dei principi dell'open source, e che apre a tutti l'accesso alla creazione di nuovi servizi informatici per migliorare la fruizione della Pubblica amministrazione dall'utente finale: il cittadino''.''Insomma - conclude Decaro - con il software open source la Pubblica amministrazione e i cittadini cresceranno insieme, sulla strada della reciproca collaborazione e del sostegno comune''.
Un provvedimento innovativo che - si legge nella relazione - è a garanzia di una comunicazione trasparente, e permetterà l’accesso a utenti, addetti ai lavori e cittadini, ai dati e ai documenti della pubblica amministrazione, liberando anche le licenze dei programmi gestionali. Di grande importanza l’introduzione del concetto di “open data” che consente a tutti di accedere, distribuire e rielaborare documenti informatici pubblici. Un passo significativo all’interno dei rapporti tra istituzioni e cittadini che contribuirà anche a rilanciare la Puglia verso un progresso scientifico, produttivo e occupazionale.
“Ma quali sono i vantaggi del software 'open source'? Prima di tutto la libertà – chiarisce l’esponente del PD - per esempio quella di eseguire il programma, per qualsiasi scopo; oppure la libertà di studiare come funziona il programma e adattarlo alle proprie necessità. Poi ci sono la libertà di ridistribuire copie in modo da aiutare il prossimo; quella di migliorare il programma e distribuirne pubblicamente i miglioramenti, in modo tale che tutta la comunità ne tragga beneficio. Non da meno, poi, è la libertà di risparmiare per la Pubblica amministrazione e per l’utente finale: il cittadino. Con il software open source, infatti, la Regione Puglia e le società partecipate dalla Regione, diventerebbero titolari del cosiddetto 'codice sorgente', ovvero il codice che concede solo ai produttori di sistemi operativi e di programmi applicativi la possibilità di modificare gli stessi, sotto il pagamento di cifre molto elevate. Tutti soldi che saranno risparmiati con l’utilizzo del software open source”.
di Annalisa Tatarella

mercoledì 16 maggio 2012

Agenzie regionali, il centrodestra affonda il colpo. Per il Pd "polverone inutile"



Affondo del centrodestra pugliese contro le agenzie regionali, in particolare contro l'Arif, per il controllo ballerino nella gestione economica degli stessi e per la necessità di porre un freno a questa situazione.
"E’ fatto divieto alla agenzie regionali e agli IACP di procedere a nuove assunzioni, alla stipula di convenzioni e consulenze, senza aver acquisito preventivamente l’autorizzazione da parte della Giunta regionale".
Questo è quanto prevede la proposta di legge, a firma dei capigruppo del PdL Rocco Palese, della Puglia prima di tutto Francesco Damone e dei Pugliesi Davide Bellomo, che è stata presentata in una conferenza stampa nel corso della quale i primi due si sono soffermati in particolare sulla situazione in cui versa l’ARIF (Agenzia regionale attività irrigue e forestali).  
Il Consiglio Regionale della Puglia
Palese ha evidenziato che la situazione della stessa è fuori controllo, nonostante il taglio del 3% disposto per tutte le agenzie regionali con la legge di bilancio 2012 della Regione.  L’Arif ha assorbito circa 700 dipendenti regionali proveniente dalle attività irrigue e forestali. Successivamente, a seguito di un provvedimento della Giunta regionale – ha aggiunto – (che non è passato nel competente commissione consiliare né dal Consiglio regionale) si è deciso di procedere all’internalizzazione di altro personale  facente capo alla società SMA (del gruppo Intini), che in precedenza ha provveduto a garantire il servizio prevenzione incendi, cui si sono aggiunti contratti di somministrazione, prestazioni libero professionali e di consulenza. Il numero complessivo dei dipendenti è lievitato così nell’arco di pochi mesi a 1300 unità ed è contraddistinto da un contenzioso piuttosto alto.
Rocco Palese
“Una piccola Regione” ha commentato il capogruppo PdL, che ha sottolineato la situazione di grande confusione e preoccupazione venutasi a creare, alimentata dalla mancanza di direttive da parte della Giunta regionale, da un bilancio approvato “con riserva” dalla Giunta regionale dopo un esercizio provvisorio di 4 mesi, da un collegio dei revisori che si è insediato solo il 29 marzo scorso, da mansioni che vanno a sovrapporsi a quelle della protezione civile  e dei consorzi di bonifica.  A questo si aggiunge l’incarico attribuito recentemente  dall’Arif a un’agenzia per l’assunzione, per le esigenze del periodo estivo, di ulteriore personale (operati, impiegati, periti, etc).
Rispetto al personale ex SMA Palese ha evidenziato l’esigenza di capire se c’è l’obbligo o meno da parte dell’Arif di procedere al percorso di stabilizzazione e come sia possibile conseguire risparmi di spesa (discorso che vale, peraltro, per tutte le agenzie regionali), affidando servizi comuni laddove possibile  a società regionali (ad esempio, la gestione delle buste paga a InnovaPuglia anziché ad aziende private).
La gestione del personale delle Agenzie regionali va posta sotto controllo – ha aggiunto il capogruppo PdL - , che ha citato l’esempio di Puglia Promozione che si trova a dover gestire progetti Ue per circa 30 milioni di euro e che necessita di personale. Cosa succede  una volta che sono esaurite le risorse finanziarie garantite dall’assistenza tecnica comunitaria? Di qui la pdl presentata che punta a porre sotto controllo l’attività delle agenzie regionali in un’ottica di gestione equilibrata delle risorse.
Il capogruppo della Ppdt Damone ha denunciato, infine, la mancanza delle piccole attrezzature agli operai, degli indumenti,  della definizione di compiti e mansioni dei dipendenti che operano nei cantieri di lavoro e una gestione del personale in generale che sta portando a un contenzioso massiccio.
Dalla maggioranza a rispondere a Palese, Damone e Bellomo è il Capogruppo del Pd Antonio Decaro, che insieme al consigliere Antonio Maniglio ha parlato di "polveroni inutili e strumentali sulle agenzie regionali e, in particolare, sull'Arif".
"I capigruppo Palese, Damone e Bellomo – si legge nella nota - non ricordano, evidentemente, la discussione e le decisioni assunte in prima commissione dal direttore generale dell’Agenzia. In quella sede fu presentato un bilancio vero delle attività svolte, sia nelle attività di emergenza che in quelle di prevenzione. E tutti convenimmo che una struttura così importante deve essere meglio utilizzata dalla Regione anche per contenere le spese di appalti esterni.
Antonio Decaro (Pd)
Uno degli impegni assunti, tra l’altro, fu proprio quello di redigere una graduatoria delle domande pervenute, in modo tale da evitare l’utilizzo di criteri discrezionali e personalistici nell’eventuale attribuzione di incarichi. E ciò anche per evitare il ripetersi di scelte compiuti negli anni più lontani quando si sono create artatamente sacche di precarietà che il governo di centrosinistra sta tentando di svuotare.
E’ singolare, pertanto, che l’opposizione contesti la decisione, condivisa con le organizzazioni dei lavoratori, di rendere trasparenti e accessibili a tutti i criteri attraverso i quali saranno assegnati eventuali altri incarichi.
Vogliamo rassicurare l’opposizione: siamo convinti della necessità che ogni atto del governo regionale e delle aziende ad esso collegato corrisponda ai criteri di trasparenza; e anche il gruppo del PD eserciterà le sue prerogative di indirizzo e di controllo della gestione. Ma è altrettanto evidente che sino ad oggi ogni decisione del governo si è attenuta scrupolosamente a tale esigenza.
E ciò vale anche per l’Arif. L’audizione di qualche mese fa è stata richiesta d’altronde dal Direttore Generale dell’Arif e i dati forniti in quell’occasione rassicurarono i consiglieri regionali".
"Così come fu chiarito –prosegue la nota- carte e conti alla mano, ogni aspetto sulle scelte dei consulenti e sull’utilizzo dei contratti interinali; un chiarimento tale da non lasciare dubbi sulla loro legittima applicazione".
Ecco perché sorprendono i toni inutilmente accesi dell’opposizione, ci auguriamo quindi che, come si è fatto per l’Arif, si torni nelle commissioni consiliari per affrontare tutti i nodi delle agenzie regionali, con la massima chiarezza e la massima disponibilità da parte del PD. E per questo auspichiamo che non si sollevino polveroni che servono solo a gettare discredito sulle istituzioni. Forse non è proprio il momento opportuno”.
La controreplica di Palese non si è fatta attendere. “Posto che diciamo sostanzialmente le stesse cose e che peraltro noi siamo opposizione, non capiamo perché una nostra Proposta di Legge debba essere considerata ‘inutile polverone’. Ci auguriamo piuttosto che, avendo tutti lo stesso obiettivo, si possa davvero andare subito in Commissione a discutere la nostra Proposta di Legge”.