E’ stato approvato all’unanimità, nella seconda Commissione della Regione Puglia, il testo unico sul “software libero”, frutto dell'integrazione tra la proposta di legge del consigliere regionale del Pd, Antonio Decaro, e il disegno di legge dell’assessore alle Politiche Giovanili, Nicola Fratoianni.
''Nel testo di legge approvato oggi - sottolinea Decaro - è prevista anche la parte relativa all'open data, un segmento fondamentale per la piena attuazione dei principi dell'open source, e che apre a tutti l'accesso alla creazione di nuovi servizi informatici per migliorare la fruizione della Pubblica amministrazione dall'utente finale: il cittadino''.''Insomma - conclude Decaro - con il software open source la Pubblica amministrazione e i cittadini cresceranno insieme, sulla strada della reciproca collaborazione e del sostegno comune''.
Un provvedimento innovativo che - si legge nella relazione - è a garanzia di una comunicazione trasparente, e permetterà l’accesso a utenti, addetti ai lavori e cittadini, ai dati e ai documenti della pubblica amministrazione, liberando anche le licenze dei programmi gestionali. Di grande importanza l’introduzione del concetto di “open data” che consente a tutti di accedere, distribuire e rielaborare documenti informatici pubblici. Un passo significativo all’interno dei rapporti tra istituzioni e cittadini che contribuirà anche a rilanciare la Puglia verso un progresso scientifico, produttivo e occupazionale.
“Ma quali sono i vantaggi del software 'open source'? Prima di tutto la libertà – chiarisce l’esponente del PD - per esempio quella di eseguire il programma, per qualsiasi scopo; oppure la libertà di studiare come funziona il programma e adattarlo alle proprie necessità. Poi ci sono la libertà di ridistribuire copie in modo da aiutare il prossimo; quella di migliorare il programma e distribuirne pubblicamente i miglioramenti, in modo tale che tutta la comunità ne tragga beneficio. Non da meno, poi, è la libertà di risparmiare per la Pubblica amministrazione e per l’utente finale: il cittadino. Con il software open source, infatti, la Regione Puglia e le società partecipate dalla Regione, diventerebbero titolari del cosiddetto 'codice sorgente', ovvero il codice che concede solo ai produttori di sistemi operativi e di programmi applicativi la possibilità di modificare gli stessi, sotto il pagamento di cifre molto elevate. Tutti soldi che saranno risparmiati con l’utilizzo del software open source”.
di Annalisa Tatarella