giovedì 24 maggio 2012

Regione Puglia, varato il testo unico sul software libero



E’ stato approvato all’unanimità, nella seconda Commissione della Regione Puglia, il testo unico sul “software libero”, frutto dell'integrazione tra la proposta di legge del consigliere regionale del Pd, Antonio Decaro, e il disegno di legge dell’assessore alle Politiche Giovanili, Nicola Fratoianni.
''Nel testo di legge approvato oggi - sottolinea Decaro - è prevista anche la parte relativa all'open data, un segmento fondamentale per la piena attuazione dei principi dell'open source, e che apre a tutti l'accesso alla creazione di nuovi servizi informatici per migliorare la fruizione della Pubblica amministrazione dall'utente finale: il cittadino''.''Insomma - conclude Decaro - con il software open source la Pubblica amministrazione e i cittadini cresceranno insieme, sulla strada della reciproca collaborazione e del sostegno comune''.
Un provvedimento innovativo che - si legge nella relazione - è a garanzia di una comunicazione trasparente, e permetterà l’accesso a utenti, addetti ai lavori e cittadini, ai dati e ai documenti della pubblica amministrazione, liberando anche le licenze dei programmi gestionali. Di grande importanza l’introduzione del concetto di “open data” che consente a tutti di accedere, distribuire e rielaborare documenti informatici pubblici. Un passo significativo all’interno dei rapporti tra istituzioni e cittadini che contribuirà anche a rilanciare la Puglia verso un progresso scientifico, produttivo e occupazionale.
“Ma quali sono i vantaggi del software 'open source'? Prima di tutto la libertà – chiarisce l’esponente del PD - per esempio quella di eseguire il programma, per qualsiasi scopo; oppure la libertà di studiare come funziona il programma e adattarlo alle proprie necessità. Poi ci sono la libertà di ridistribuire copie in modo da aiutare il prossimo; quella di migliorare il programma e distribuirne pubblicamente i miglioramenti, in modo tale che tutta la comunità ne tragga beneficio. Non da meno, poi, è la libertà di risparmiare per la Pubblica amministrazione e per l’utente finale: il cittadino. Con il software open source, infatti, la Regione Puglia e le società partecipate dalla Regione, diventerebbero titolari del cosiddetto 'codice sorgente', ovvero il codice che concede solo ai produttori di sistemi operativi e di programmi applicativi la possibilità di modificare gli stessi, sotto il pagamento di cifre molto elevate. Tutti soldi che saranno risparmiati con l’utilizzo del software open source”.
di Annalisa Tatarella

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