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giovedì 18 ottobre 2012

Pino Pascali e il cinema degli anni Sessanta

La Fondazione Museo Pino Pascali organizza nell’ambito della Sezione Didattica, la mostra ‘Contaminazioni. Pino Pascali e il cinema anni ’60’, a cura di Yamuna J. S. Illuzzi e Serena Specchio, in collaborazione con la Regione Puglia – Assessorato al Mediterraneo, Cultura e Turismo – Mediateca regionale.

L’inaugurazione e la prima visita guidata sono previste per sabato 20 ottobre, alle ore 10:30.

La mostra intende indagare i possibili influssi tra l’opera artistica di Pino Pascali e il cinema attraverso una selezionata esposizione di manifesti e locandine dei film prodotti e distribuiti nelle sale cinematografiche tra il 1960 e il 1968, anno della scomparsa dell’artista.

Il percorso espositivo si snoda tra manifesti e locandine originali, spezzoni di film e pannelli fotografici atti a comparare le contaminazioni volontarie e involontarie tra Arte e Cinema, due linguaggi entrambi basati sull’immagine.

L’arte visiva e il cinema anni 60’ possono essere studiati di pari passo per ricostruire alcuni aspetti dell’Italia anni ’60 quali il boom economico, la guerra in Vietnam e la protesta giovanile, la ricerca di una dimensione più armonica con la natura e l’attenzione delle nuove generazioni verso scenari pacifisti e gli studi di antropologia culturale.

La produzione dell’artista pugliese si è articolata in cicli di opere e, per alcuni di essi, è stato possibile trovare precise corrispondenze in ambito cinematografico.

Le sezioni in cui si articola la mostra sono:

Pascali e la sua Africa

La società sempre più tecnologizzata, meccanizzata ed industrializzata degli anni ’60 muove l’attenzione degli studiosi, come Levi-Strauss, verso orizzonti opposti, la ricerca delle origini e di stili di vita più naturali. Tarzan è l’eroe per eccellenza dell’epoca e i film dei quali è protagonista, già in produzione dai primi decenni del ‘900, non solo conoscono ampia diffusione ma vengono anche riprodotti in gran copia e finanziati nuovi episodi (Tarzan in India, Tarzan contro gli uomini blu, etc.). L’interesse per il selvaggio e il primitivo si leggono in diverse opere di Pascali: gli spot pubblicitari in cui raffigura animali della savana per lo studio Lodolo-Saraceni, le finte sculture rappresentanti frammenti di rinoceronti, dinosauri ed enormi cetacei e ancora le liane, i ponti realizzati in strutture di pagliette di lana d’acciaio, gli attrezzi agricoli, etc.

Il gioco delle Armi

Le Armi per Pino Pascali hanno una valenza soprattutto estetica, sono assemblaggi di oggetti disparati che imitano armi vere ma che, a differenza di queste ultime, non sparano. Gli spazi espositivi si trasformavano in campi da gioco-militari e, per aumentare la finzione, Pascali stesso si metteva in scena travestendosi da soldato. Il personaggio cinematografico che ha una simile visone delle armi è James Bond. L’agente 007 in ogni episodio della saga sfoggia innumerevoli gadget, dalla sigaretta esplosiva alla scarpa-pugnale (Agente 007 – Si vive solo due volte, Agente 007 – Dalla Russia con amore, etc.). Le armi non rispecchiano per nulla la pericolosità che viene loro attribuita nel mondo reale ma, al contrario, la giocosità e la funzione estetica.

Dolce Roma anni ’60

La Roma del boom economico nella quale il giovane Pascali visse, studiò ed operò come artista viene descritta attraverso film dell’epoca come La dolce vita, Uccellacci e Uccellini, I mostri.

Uno degli aspetti, prodotti del benessere economico, sui quali Pascali si sofferma maggiormente è l’immagine della donna, il cui corpo negli anni ’60 viene liberato dalle costrizioni precedenti ma anche mercificato e riproposto ossessivamente (Lolita, Le tentazioni del dottor Antonio in Boccaccio ’70). L’artista pugliese in opere come Seni, Gravida, Grande bacino di donna, Primo Piano Labbra, ingrandisce dettagli del corpo femminile mostrandosi così molto vicino alle istanze della Pop Art americana; allo stesso periodo appartengono alcune opere in cui rimpicciolisce monumenti romani: Roma è la vera protagonista che stimola l’immaginario anche  degli artisti amici di Pascali, da Cesare Tacchi a Franco Angeli, da Sergio Lombardo a Renato Mambor, figure fondamentali della ‘Scuola di Piazza del Popolo’.

La mostra è visitabile nei seguenti giorni ed orari:
dal 20 ottobre al 18 novembre 2012
dal martedì alla domenica ore 11–13 / 17-21
lunedì chiuso
Ingresso libero
Fondazione Museo Pino Pascali
Via Parco del Lauro 119
Polignano a Mare (Bari)

Visite guidate su prenotazione
Info e prenotazioni:
Tel: 080 4249534 (orari d’apertura del Museo)
E-mail: segreteria@museopinopascali.it, yamuna.illuzzi@gmail.com
Sito internet: www.museopinopascali.it

                                                                                                      di Isabella Battista

mercoledì 3 ottobre 2012

Nuovi appuntamenti musicali nella sede sul mare del Museo Pino Pascali a Polignano a Mare


Nei mesi di ottobre e novembre cominciano gli appuntamenti con la musica all’interno della rassegna “I concerti del Museo Pino Pascali”.

L’arte contemporanea, con le sue installazioni, i suoi materiali, le sue opere farà da originale sfondo alla musica colta del passato dei grandi compositori classici e degli innovativi linguaggi del jazz. La manifestazione si colloca come un esperimento unico ed inedito nello scenario culturale pugliese.

Mercoledì 3 ottobre -“Il trio Marsili”

Giovedì 4 e venerdì 5 ottobre - Marco Carnicelli e Alice Martelli

Mercoledì 3 ottobre, alle ore 19.30, si esibirà il “Trio Marsili”, composto dal violinista Pino Murano, dalla violoncellista Valeria Carnicelli e dalla pianista Antonella Calvelli. L’affiatata formazione, nata nel 2006 a Cosenza, ha svolto un’intensa attività esibendosi sia per importanti associazioni concertistiche, sia per la trasmissione radiofonica “Piazza Verdi” di Radio Tre. Il ricco repertorio del Trio raccoglie musiche di F. Joseph Haydn, Ludwig van Beethoven, Franz Schubert, Felix Mendelssohn, Robert Schumann, Fryderyk Chopin, Johannes Brahms e Claude Debussy e Maurice Ravel, eseguiti per l’occasione.

Giovedì 4 e venerdì 5 ottobre, alle ore 19.30 si esibirà il chitarrista Marco Carnicelli, siciliano di nascita ma da anni barese a tutti gli effetti, dopo aver studiato a Bari con Linda Calzolaro è oggi insegnante al conservatorio “Piccinni”, oltre che concertista di fama internazionale. Il concerto propone l’innovativa trascrizione per chitarra e pianoforte di famosi brani del repertorio per chitarra e orchestra e il recupero di composizioni che abbinano i due strumenti. In collaborazione con l’ottima pianista bolognese Alice Martelli eseguiranno, per l’evento, Claire de lune dalla Suite Bergamasque di Claude Debussy e il Concerto in re maggiore di Mario Castelnuovo Tedesco (1895 – 1968).

Costo del biglietto: intero 7 euro/ ridotto 5 euro (con l'aggiunta di 1 euro è possibile visitare il Museo prima dell'inizio del concerto. Si prega di arrivare in anticipo.)

Per informazioni telefonare al Presidente Francesco Masi: 320 6367486

Prossimi appuntamenti:

Venerdì 12 ottobre ore 19.30
DANILO TARSO TRIO
Trio jazz
Danilo Tarso (pianoforte)/ Eugenio Venneri (contrabbasso)/ Marco Di Cesare (batteria)

Venerdì 19 ottobre ore 19.30
DUO ARZÈ
Maria Argentiero (pianoforte)/ Andrea Zecchillo (clarinetto)

Venerdì 16 novembre ore 19.30
ENSEMBLE POLYMNIE BAROQUE
Gruppo barocco con strumenti originali
Gaetano Simone (violoncello solista)/ Giovanni Rota (violino primo)/ Francesco Masi (violino secondo)/ Gaetano Magarelli (clavicembalo)/ Maurizio Ria (violone)
Ideato, organizzato e promosso dall'associazione musicale M.A.S.I. grazie alla disponibilità della Fondazione Museo Pino Pascali  


                                                                                                       di Isabella Battista

sabato 15 settembre 2012

Cinque bachi da setola e un bozzolo per Pino Pascali

Dopo più di quarant'anni Fabio Sargentini, il gallerista e mèntore di Pino Pascali, ha ideato per la Fondazione Museo Pino Pascali di Polignano a mare una riedizione della mostra che fu allestita nel 1968, pochi mesi prima della scomparsa dell'artista. La mostra rappresenta una novità assoluta nel campo delle presentazioni delle opere di Pascali, l’idea di Fabio Sargentini è farla rivivere così com’era stata concepita nel 1968, per testare una carica e una forza non ancora esaurite. Inoltre sarà presentato il volume ‘Pino Pascali. Catalogo generale delle sculture dal 1964 al 1968’ di Marco Tonelli, De Luca editore; il libro si attesta come la più esaustiva catalogazione delle sculture con un’ampia sezione dedicata ai Bachi da Setola.
In contemporanea alla mostra dei Bachi sono state allestite le sale della collezione permanente e una sala dedicata all'atelier di Pascali, mentre dal 14 settembre al 14 ottobre alcune sale dell'ex mattatoio ospiteranno "Dialoghi Est/Ovest", una mostra in collaborazione con artisti montenegrini e italiani.
   
                                                                                                            di Isabella Battista