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lunedì 29 ottobre 2012

Albania, dalla Fiera del Levante un ulivo per i 100 anni della Repubblica

Un Ulivo secolare come l’amicizia tra la Puglia e l’ Albania. E’ questa la frase apposta sulla targa in bronzo fuso realizzata dal maestro Pietro De Scisciolo, che verrà posizionata davanti a un ulivo pugliese
secolare, che la Fiera del Levante donerà all’Albania in occasione della festa per i cento anni della Repubblica.
Domani, alle ore 11, prima che l’albero venga trasportato al porto di Bari, ci sarà una breve cerimonia in Fiera, sul piazzale antistante l’ingresso orientale del nuovo padiglione. Vi parteciperanno il presidente della Fiera del Levante Gianfranco Viesti, assieme al direttore generale della Fiera Leonardo Volpicella, al presidente del Consiglio regionale della Puglia Onofrio Introna, al console generale d’Albania Bashkim Bekteshi e al presidente dell’Autorità Portuale del Levante Francesco Mariani.
L’ulivo, che verrà piantato nei giardini del palazzo della Presidenza della Repubblica a Tirana, verrà imbarcato a bordo di un traghetto della compagnia di navigazione Adria Ferries, rappresentata a Bari dall’Agenzia Marittima P. Santelia, che si è accollata gli oneri relativi al trasferimento di andata e ritorno; rispondendo con entusiasmo alla proposta del Presidente dell’Autorità Portuale del Levante Mariani di “aderire all’iniziativa della Fiera del Levante”.
L’iniziativa, che intende celebrare gli straordinari rapporti culturali, sociali ed economici tra Puglia e Albania, vede il sostegno oltre che di Fiera e Autorità Portuale del Levante, anche del Consiglio Regionale della Puglia e della Camera di Commercio di Bari.
di Eliona Cela

mercoledì 12 settembre 2012

2012: una Fiera indefinibile

Non ha più la sua identità storica. Non ne ha ancora una nuova. L'impressione che dà è di un cantiere abbandonato a metà da un'improvvisa fuga di chi ci stava lavorando.
Persino il nome, ormai, non ha più senso. Non c'è più il Levante di una volta, che per la Puglia costituiva già qualcosa di favolosamente lontano e sconosciuto anche se affine, per storia, vicende, religione.
Oggi il Levante che conta davvero è quello vicino e lontano ad un tempo di Cina, India e Giappone. Anni luce da ciò che oggi la Fiera è davvero, che poi è molto più semplice e doloroso dire ciò che non è. O almeno non è ancora.
Non è più una campionaria: ormai non c'è bisogno di allestire una fiera per conoscere le ultime novità in campo industriale, commerciale, sociologico e culturale.
Non è più la fiera dei baresi, avendo perso tutte quelle attrattive che inducevano i concittadini di Emiliano a recarvicisi (magari ottenendo immancabilmente i biglietti gratis).
Non ha più il Levante balcanico-egeo come riferimento, avendo perso anche la chance del famoso corridoio 8, cui sono state preferite altre più teutoniche direttrici.
Inoltre: nonostante gli sforzi più mediatici che concretamente efficaci del governo Vendola, la Puglia arranca come il resto d'Italia e la vecchia definizione di "California del Sud" oggi è più obsoleta che mai.
Ma la crisi della Fiera coincide con la crisi della Politica, in generale. E non è affatto un caso. Sin dal suo nascere, nel lontano 1930, La fiera del Levante ha portato con sè un forte e significativo bagaglio di sensi e significati politici, esplosi però dopo il secondo dopoguerra. Per decenni la Democrazia Cristiana l'ha modellata attraverso i presidenti e gli staff di direzione.
Oggi tutto questo non ha più senso: la politica ha perso peso nei suoi fattori più nobili e si è sovraccaricata nei suoi più bui difetti. I famosi giganti sulle spalle dei quali camminano i nani, si sono estinti. ed i nani sono rimasti a piedi.
Sarebbe necessaria una riflessione generale su cosa fare di questo pachiderma in coma, dei suoi 300 mila metri quadri di estensione, delle sue strutture equamente divise fra l'archeologia e l'innovazione. Insomma una serie di pensieri lunghi, come le classi dirigenti italiane erano capaci decenni fa.
Nel buio della crisi e dell'arretramento, la Fiera dovrebbe essere un faro. Come quello che svetta a poche decine di metri, sulle vecchie rocce di San Girolamo.
di Fortunata Dell'Orzo

venerdì 24 agosto 2012

Mario Monti inaugura la Fiera del Levante

Mario Monti, Presidente del Consiglio dei Ministri
Torna per Bari una tradizione abbandonata negli ultimi tre anni dell'ultimo governo Berlusconi. Sarà infatti il Presidente del Consiglio Mario Monti a inaugurare, il prossimo 8 settembre, l'edizione della Fiera numero 76.  E non è tutto: sarà il teatro Petruzzelli ad ospitare la cerimonia di apertura e non più il vecchio padiglione del Mezzogiorno, ormai demolito.

La conferma è arrivata direttamente dalla Presidenza dell'ente, guidato da Gianfranco Viesti, che non ha nascosto la sua soddisfazione annunciando il ritorno di un Presidente del Consiglio a Bari in occasione dell'apertura della Fiera.
Il discorso di Mario Monti anticiperà presumibilmente i prossimi passi del governo sulla via della crescita e della ripresa dalla non facile crisi economica che sta flagellando l'Europa.

Dopo la cerimonia di apertura, ha poi anticipato Viesti, non è escluso che vi ossa essere un incontro fra Monti e una delegazione di imprenditori pugliesi.