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mercoledì 21 novembre 2012

Michele Emiliano rinviato a giudizio per diffamazione

Il sindaco di Bari sarà il prossimo 13 dicembre davanti al giudice per difendersi dall'accusa di diffamazione, lanciata contro di lui da Mario Ferorelli, presidente della Circoscrizione San Nicola -Murat.

"Durante l'estate di due anni fa -ricostruisce Emiliano in una nota su Facebook - dopo la decisione di chiudere al traffico il lungomare per tre ore al giorno dalle 20.00 alle 12.00, i gruppi criminali che monopolizzavano la vendita abusiva di alimenti (carne, sgagliozze e birra) sul lungomare medesimo, inscenarono una protesta durissima nei miei confronti bloccando il traffico in Corso Vittorio Emanuele e dando alla fiamme copertoni in un episodio di vera e propria guerriglia urbana. L'unico modo per far cessare la rivolta fu portare al mio cospetto le donne che assegnavano per conto dei clan le "licenze commerciali". Davanti alla polizia le donne confermarono che solo potevano vendere sul lungomare e che io non avevo il diritto di chiudere la strada neppure per tre ore la sera. Subito dopo comparvero sul lungomare scritte con una svastica nazista e con la scritta "il lungomare è nostro".

In quel contesto non solo non ricevetti alcuna solidarietà dal Presidente della Circoscrizione Mario Ferorelli, ma anzi quest'ultimo contribuì ad espormi nei confronti di questi delinquenti, sostenendo che le ragioni per le quali avevo deciso di chiudere il lungomare consistevano esclusivamente nella mia voglia di esercitare il potere per il potere e dunque per pura volontà di danneggiare i residenti e i locali di Bari Vecchia. Durante una discussione con il Presidente qui su facebook fui particolarmente duro con lui accusandolo di essersi piegato alle ragioni dei clan che da anni occupavano il lungomare per commettere ogni sorta di reato e di infrazione alle leggi. Lo invitai con severità (non fare l'ameba gli dissi) a non essere equivoco nei confronti di questa gente che ha sempre fatto il bello ed il cattivo tempo in città.

L'unico risultato che ho ottenuto è stata una denuncia da parte di Mario Feorelli, redatta dal suo avvocato Francesco Paolo Sisto, entrambi probabili candidati a sindaco del centrodestra alle prossime elezioni. Insomma una vicenda tutta politica, che però ha dato luogo al mio rinvio a giudizio per diffamazione nei confronti dello stesso Ferorelli. Ho fiducia nella giustizia e dunque sono molto sereno. Sono convinto che la Procura ha voluto il dibattimento pubblico per consentire a tutti di valutare i fatti senza dare l'impressione di volere liquidare la cosa a tarallucci e vino.

Ed io sono d'accordo con questa scelta. Il giudizio era necessario per valutare tutti i fatti così come sono accaduti e per valutare come deve avvenire una discussione su facebook tra avversari politici che accettano la piazza virtuale per confrontare le reciproche critiche politiche. Le cose nuove non mi spaventano. Non mi spaventano i processi. Ma preferisco rischiare un processo, piuttosto che essere equivoco con la criminalità organizzata e con i miei avversari che sottovalutano la necessità di lanciare sempre segnali chiari contro la mafia, perchè ogni debolezza, ogni alleanza anche solo involontaria, tra politica e mafia rischia di distruggere la nostra comunità. Al processo dunque, con la serenità di chi è innocente e di chi ha fiducia nei giudici".

Da parte sua, Mario Ferorelli ha scritto a commento di una fotonotizia sull'argomento: "non piego la testa nei confronti del POTERE (sic) ".

lunedì 5 novembre 2012

Bari - Mario Ferorelli: "Serve il ritorno al funzionamento normale di una città complessa come la nostra"

Mario Ferorelli
E’ un momento di fermento per la vita politica barese. Dalla discussione sul decentramento amministrativo alla questione legata al numero ed al ruolo delle Circoscrizioni, dall’Area Metropolitana al futuro politico personale di alcuni personaggi che, a destra e a sinistra, hanno segnato gli ultimi anni di vita cittadina, nel bene e nel male. 
Nei giorni scorsi è stata montata, probabilmente anche a dismisura, una polemica su alcune disposizioni riguardanti via Argiro, e su posizioni diverse assunte all’interno del Pdl cittadino, che se da un lato trovano la loro spiegazione anche nelle parole del diretto interessato, il presidente della Circoscrizione Mario Ferorelli, dall’altro sono il segnale che spesso (e purtroppo) la mano destra non sa cosa sta facendo la mano sinistra, e che il ruolo dei partiti (non solo del Pdl, è un discorso molto più generale) spesso non è centrale nella vita politica cittadina, messo in secondo piano rispetto alle posizioni personali ed ai singoli convincimenti degli eletti. 
Cerchiamo, dunque, di fare un po’ di chiarezza, nel nostro piccolo, e sforziamoci grazie all’aiuto dei protagonisti della città, di intuire quali sono i principali scenari che si stanno dipanando per Bari. 
Oggi abbiamo rivolto alcune domande a Mario Ferorelli, esponente del Pdl e Presidente della Circoscrizione San Nicola-Murat. 
Ferorelli, si è tanto parlato della questione “Via Argiro” e dei mal di pancia del Pdl barese. Può darci la sua versione dei fatti? 
“E’ vero che via Argiro non è l'ombelico del mondo, ma il fatto che dopo quasi 50 anni si sia pedonalizzata un'altra grande strada del centro dopo via Sparano ha sicuramente scaldato gli animi di molti, residenti, commercianti ed amministratori”. 
“Semplicemente non tutto il PDL in consiglio comunale era a conoscenza delle decisioni che stava assumendo la circoscrizione e dei fondi che avevamo destinato al progetto di arredo, e questo ha determinato confusione ed incomprensioni, che la stampa ha enfatizzato! La riunione voluta dal senatore Lettieri ha fugato tutti i dubbi, ed oggi il PDL è unito nell'appoggiare la circoscrizione nel progetto di pedonalizzazione. Naturalmente resta il ritardo dell'amministrazione nel fornire tale progetto della sua componente essenziale, che è il rifacimento del manto stradale”. 
Lei è presidente della Circoscrizione che racchiude il centro cittadino. Quali sono i problemi più importanti con cui si trova ad avere a che fare quotidianamente?
“Le problematiche del centro cittadino non sono molto diverse da quelle che in un periodo di crisi come questo attraversano tutti i quartieri della città”. 
“Spesso si dice che alcuni provvedimenti adottati dall'amministrazione (park and ride, zrs,) abbiano migliorato il traffico in centro, ma in realtà il traffico è diminuito sostanzialmente per che i baresi e la provincia non vengono più in centro a fare spese. Questo ha rallentato l'elemento principale di crescita della nostra città che è appunto il commercio. Se fosse stato completato il piano dei parcheggi interrati previsti da Di Cagno Abbrescia, oggi potremmo offrire ai fruitori dei servizi in centro una valida alternativa ai centri commerciali, ma sappiamo come la pensa Emiliano sul argomento”. 
In molti la vedono come possibile candidato del centrodestra per la carica di sindaco. Lei cosa risponde a questa ipotesi? Può essere uno scenario veritiero?
Piazza del Ferrarese a Bari
“Penso che l'approccio all'argomento delle candidature a Sindaco di Bari debba essere completamente diverso, ritengo che Bari necessiti non solo di un Uomo nuovo ma di una squadra di governo completa che garantisca il ritorno al funzionamento NORMALE di una città complessa come la nostra. Intendo dire che alle prossime amministrative si debba presentare un programma di governo che abbia già una squadra di persone in grado di realizzarlo, quindi un Sindaco, un vice Sindaco, un assessore alla CULTURA, un Direttore Generale e un Comandante della Polizia Municipale. Questa è la vera rivoluzione che il Centrodestra deve mettere in campo e naturalmente io mi "candido" a fare parte di questa squadra, non necessariamente nel ruolo di candidato Sindaco!” 
Sempre parlando di scenari, Michele Emiliano ha più volte detto che non ha nessuna intenzione di lasciare anticipatamente il suo ruolo di primo cittadino. Come la vede?
“Sul futuro di Emiliano c'è poco da dire, penso che dal primo giorno in cui è divenuto sindaco per la seconda volta abbia cominciato a pensare a cosa avrebbe fatto dopo! … il che non mi appassiona molto in quanto ritengo il ruolo di Sindaco, il massimo al quale un cittadino con la passione politica possa aspirare!” 
Parliamo di Area Metropolitana. Quale ruolo, se deve essercene uno, per le Circoscrizioni (o i Municipi) all’interno di questo nuovo soggetto che da qui a pochi mesi andrà a nascere?
“Avendo maturato una certa esperienza sull'argomento (tre mandati da Presidente), credo che con la nuova Legge istitutiva delle città Metropolitane si sia concretizzata un'occasione unica per realizzare quel Decentramento Amministrativo che tanto potrebbe aiutare le grandi città a funzionare meglio”. 
C’è un però? 
“Beh, l'istituzione dei Municipi si sta trasformando in una eterna questione su confini e numero complessivo, perdendo completamente di vista il fatto che l'efficacia di un Municipio si misura nelle competenze che ha e dalle risorse umane e finanziarie di cui dispone. Ma dato che chi dovrebbe istituire i municipi è il consiglio comunale, e questo non ha molta voglia di spogliarsi di poteri e competenze, ecco che si perde l'occasione di attuare una vera rivoluzione e per quanto mi riguarda se la situazione rimarrà sostanzialmente quella attuale, allora sarà meglio CHIUDERE LE CIRCOSCRIZIONI e destinare ciò che si risparmia a progetti sociali!” 
Come si sta muovendo, a suo giudizio, il Pdl barese in vista delle ormai imminenti elezioni politiche?
“Il Popolo delle Libertà barese, cosi come quello nazionale, penso sia un contenitore politico che non deve essere abbandonato o peggio sostituito. Ci sono momenti storici in cui vincere è più facile ed altri in cui i trend sono sfavorevoli e non è cambiando nome che i cittadini si appassionano, Oggi rispetto alla prima repubblica abbiamo un sistema sostanzialmente bipolare come tutte le grandi democrazie mondiali e non sento assolutamente la necessità i tornare indietro. Però la congiuntura è davvero delicata e l'esigenza dei cittadini di essere ben rappresentata si scontra con il pessimo esempio che molti politici stanno dando, in tutti gli schieramenti ed in tutti i partiti. 
Le ultime elezioni in Sicilia non sono state tenere con tutti i partiti politici. L’astensionismo è ai massimi livelli e l’unico vero vincitore può essere individuato in Beppe Grillo. Ritiene che possa essere un trend anche per Bari o pensa che i partiti hanno tempo e spazio per recuperare, almeno parzialmente, la loro credibilità? 
“Grillo è visto, al pari dell'astensione dal voto, come un virus da immettere nel sistema per distruggerlo dall'interno! Naturalmente le primarie nazionali per il PDL sono una novità straordinaria, e se si realizzeranno a livello locale sarà ancora meglio, ma è prevedibile un'affermazione importante d questo movimento di protesta anche a Bari. Solo presentandoci alla nostra gente con un progetto innovativo, solido, credibile e realizzabile potremo riappassionare gli elettori, altrimenti dovremo affrontare le sfide della prossima Repubblica stando all'opposizione, il che non sempre è del tutto negativo!”
di Roberto Mastrangelo

domenica 4 novembre 2012

Non fiori, ma opere di bene: su Via Argiro (Bari) il PDL fa prove tecniche di candidatura

Ambizioni, non si sa bene quanto meritate, quanto legittime, di un ormai ex giovane presidente di Circoscrizione, al terzo mandato, che scalpita da mesi per farsi candidare a Sindaco di Bari dai lacerti del PDL cittadino. Mario Ferorelli si è pure fatto votare in un "sondaggio" su facebook (e dunque il massimo della credibilità e della precisione scientifica) per sbandierare una "volontà popolare" che lo vorrebbe primo cittadino dopo Michele Emiliano.

Questo suo sgomitare non è mai piaciuto ai suoi sodali (amici è una parola grossa) di partito, a iniziare da Ninni Cea, coordinatore delle opposizioni al comune (in realtà si limita quasi sempre a dare l'ordine di abbandonare l'aula o a indire conferenze stampa sull'aria fritta). Nel pdl barese la guerra per bande è in pieno svolgimento e l'incertezza sale man mano che Raffaele Fitto permane nella sua decisione di non decidere sul suo futuro che poi è quello di buona parte del centro destra locale.

Non avendo grosse cose cui attaccarsi (e pure ce ne sarebbero), via Argiro (uno sputo di strada centrale, che l'amministrazione comunale ha reso zona pedonale dopo decenni che se ne parlava) è diventata la Rocca di Ilio su cui contendere. Ferorelli si agita e smania perchè il Comune, a parte le stitiche fioriere e i grossi cassonetti, l'arredi e l'abbellisca (ma il cosiddetto ceto commerciale del loco non sa andare oltre i soliti bar e i soliti gazebo, guardando pure male e sbuffando se qualcuno si permette di organizzare una mostra). Il Comune si prende i suoi tempi anche perchè nessuno vuole fare la campagna elettorale a Mario Ferorelli (ammesso che il forzista Pasquale Finocchio, che già lo ha preso a schiaffi una volta, non decida di bissare per farlo stare buono),  i sodali di cui sopra, già molto impegnati a spiegare al Senatore Luigi D'Ambrosio Lettieri che forse hanno scherzato a proporlo come candidato sindaco, sono palesemente infastiditi dal querulo frignare del solito Ferorelli che deve aver scambiato la brutta e spoglia via Argiro con via Condotti o via Montenapoleone.

Insomma, son cose che mettono a disagio anche i cronisti, cui si insegna dalla culla a "cercare la notizia" e possibilmente a trovarla. ferorelli ha fatto di via Argiro quasi una faccenda personale, manco se San Nicola-Murat non avesse ben altre e ben più serie questioni da risolvere. I suoi lo vogliono soffocare (ma credo che lo sopravvalutino anche da un punto di vista del "peso elettorale") e comunque a farlo concorrere per Palazzo di città non ci pensano proprio. 

Da parte sua il comune, con Antonio Decaro,  annuncia che presto sarà rifatta la pavimentazione e si chiede perchè Ferorelli si limiti a piagnucolare senza poi in concreto fare nulla per questa fantastica Quinta Strada rutilante di vita e di cultura (!?). Siamo alla solita farsa a cui il PDL ci ha ormai abituati da tempo, in città come altrove. Se molte mediocrità si sommano, non viene fuori l'eccellenza. Almeno in questo caso il sommo Totò, che diceva "è la somma che fa il totale", aveva torto.