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venerdì 28 dicembre 2012

Emergenza rifiuti a Foggia: c'è l'accordo tra Comune e Amiu

C'è l'accordo tra il Comune di Foggia e l'Amiu di Bari.
Finalmente dopo estenuanti riunioni e andirivieni tra i dirigenti delle due aziende e amministrazioni, ieri in tarda serata, 27 dicembre 2012, a Bari si è raggiunto l’accordo per far rientrare sia l’emergenza rifiuti che sta sommergendo la città di Foggia, sia per salvaguardare i posti di lavoro. 
Contratti ridotti e con colloqui e assunzioni ad personam; 150 sarà il numero minimo degli operatori che in strada provvederanno a pulire la città, a fronte dei precedenti 60. I 350 dipendenti dell’ex AMICA saranno riassunti con un riequilibrio economico lavorando a tempo parziale, dove quelli inquadrati dal II al IV livello (per un totale di 312) svolgeranno 32 ore settimanali nel ciclo produttivo (operatori ecologici, autisti, operai d’officina), mentre quelli inquadrati con il V livello in su (gli amministrativi che ne saranno 38) lavoreranno per 28 ore settimanali, a fronte delle 24 precedenti. 
L’azione di “pulizia” dell’AMIU su Foggia, comunque inizierà non prima della metà di gennaio 2013. I proventi della soprannominata “famigerata” Tarsu saranno destinati all’AMIU di Bari dove il corrispettivo sarà pari a 22.138.000 euro, cui però saranno esclusi il costo dell’ecotassa, il tributo regionale, e quello per la gestione della discarica, smaltimento compreso. Stratega della trattativa, da quanto si apprende, è stato il professor Vito Pinto, che operando all’interno della task force è riuscito a ricucire gli strappi trovando una giusta mediazione. Nel frattempo il capoluogo dauno rimarrà ancora in emergenza, trascorrendo un Capodanno all’insegna dei rifiuti e dell’emergenza ambientale e sanitaria. Per quanto riguarda i dodici lavoratori che congiuntamente a qualche sigla sindacale hanno presentato una denuncia alla Procura della Repubblica di Foggia nei confronti del Sindaco Mongelli e dell’Assessore regionale Gentile, la riassunzione sarà più travagliata (sempre se avverrà…). 
Difatti la legge prevede un excursus legale diverso in nome della legalità. Il Sindaco, tuttavia, non polemizza e comunica che farà di tutto per sedare la polemica e mettere in campo ogni strumento giuridico affinché i 12 denunciatori vengano riassunti.
«La responsabilità è mia – ha affermato Gianni Mongelli, Sindaco di Foggia-. Quando deve nascere qualcuno esiste il dolore del parto. Le responsabilità me le assumo io; in questi casi spettano al primo cittadino».
«Ha vinto l’intelligenza- replica l’assessore regionale al welfare, Elena Gentile, candidata alle prossime politiche nel PD- , la stupidità è stata debellata e con essa tutti gli atteggiamenti che non hanno nulla che vedere con la buona amministrazione. Grazie alla mediazione della Regione Puglia abbiamo la messa in sicurezza di 350 posti di lavoro con la riduzione al minimo dei danni economici che tutti i lavoratori riassunti dovranno sopportare in questo anno di transizione. Qualcuno ci voleva intimorire –ha ribadito la Gentile- e il tempo ci darà ragione».
Nel frattempo non si mitigano le polemiche innescate con alcuni sindacati per le denunce fatte alla procura. Sia Mongelli, sia la Gentile, spiegano che la faccenda non passerà inosservata, proseguendo l’azione legale con la presentazione di querele con particolare attenzione alla Fiadel e al suo segretario, giacché i contenuti della denuncia non sono esatti.
Resta inteso, ed è giusto porlo in evidenza, che il Capodanno foggiano non sarà migliore del Santo Natale trascorso. Il Sindaco, come precedentemente ha fatto, si appella ai cittadini affinché possano «rispettare l’ordinanza di non conferire i rifiuti nei giorni festivi e in particolare la notte del 31».
Sarà un’impresa ardua, specie con il malumore e la sfiducia che incombe a Foggia.
di Nico Baratta

domenica 10 giugno 2012

Mobile imbottito, domani il corteo per l'Accordo di programma sull'Area Murgiana

Domani, lunedì 11 giugno, per la manifestazione organizzata da Fillea CGIL, Filca CISL, Feneal UIL, una autocolonna partirà da Ginosa e, passando per i Comuni della Murgia, giungerà a Bari per chiedere la sottoscrizione dell’Accordo di programma dell’Area Murgiana. 
È tutto pronto per il serpentone di auto che domani intorno alle 8.30 partirà da Ginosa, e dopo aver attraversato i territori dei Comuni di Laterza, Santeramo in Colle, Cassano Murge, giungerà a Bari. La manifestazione si concluderà intorno alle 12 in piazza Prefettura con un incontro congiunto tra i sindacati, i rappresentanti delle Istituzioni locali e i parlamentari del territorio.
Sulla lunga autocolonna viaggerà il disagio di un’intera comunità, quella murgiana, dove la crisi del settore del mobile imbottito sta assumendo la fisionomia della calamità sociale. Nel volgere di un decennio, infatti, quello che era unanimemente riconosciuto come un fiore all’occhiello dell’economia di Puglia e Basilicata, con l’11% della intera produzione mondiale di divani ancora nel 2003, ha subito una devastante debacle: crollo verticale del fatturato; contrazione delle aziende passate da cinquecento ad un centinaio; riduzione degli addetti scesi da quattordicimila a seimila, molti dei quali in cassa integrazione. Una crisi profonda che sconvolge, a tutt’oggi, l’intera economia di un’area che si estende dall’Alta Murgia al tarantino, passando per il materano.
Lo scopo della manifestazione è di ottenere dal Ministero dello Sviluppo Economico un tavolo di incontro finalizzato alla firma definitiva dell’Accordo di Programma dell’Area Murgiana che da troppo tempo giace inutilmente sul tavolo del Ministero dello Sviluppo Economico.
"Non c’è più tempo! L’accordo di programma rappresenta un passaggio indispensabile per risollevare l’economia delle zone interessate e per ottenerlo occorre un’assunzione di responsabilità generale". commentano così FILLEA - FILCA - FENEAL DI PUGLIA in un comunicato congiunto di presentazione della manifestazione.