mercoledì 12 settembre 2012

Bari, Fibronit: nessuno potrà mai costruire

"Con grande gioia apprendiamo che il Consiglio di Stato con la sentenza depositata ieri, 11 settembre, ha accolto gli appelli proposti dalla Regione Puglia e dal Comune di Bari avverso la sentenza del Tar Puglia relativa alla variante, approvata dalla Regione nel 2007, che azzerava la capacità edificatoria dell’area Fibronit destinandola a parco urbano: in quell’area ora non si può e non si deve costruire nulla. E questo, al di là delle questioni procedurali oggetto di giudizio, per una ragione di drammatica sostanza: perché quel suolo è gravemente inquinato e l’unico modo di evitare ulteriori pericoli per la salute pubblica è la sua messa in sicurezza permanente.
La Sentenza segna una tappa importante nella battaglia civile che ha unito cittadini e istituzioni contro l’inquinamento da amianto e a difesa del diritto alla salute."
Così l'assessora all'Urbanistica della regione Puglia, Angela Barbanemte, ha comunicato quella che ha tutta l'aria di essere la parola fine sulla questione del suolo ex Fibronit, sul quale era mnata un'ulteriore battaglia giudiziaria per consentirne un uso diverso da quello stabilito dal comune di Bari.
 La Fibronit di Bari, dal 1948 ad oggi, ha causato direttamente o indirettamente oltre 350 morti, uccisi dal mesotelioma pleurico, provocato dalle microfibre di asbesto, materia prima per la fabbricazione dell'amianto.
Ora la parola spetta di nuovo al Ministero dell'Ambiente, dal quale si attende il via libera per la realizzazione del parco urbano.

Nessun commento:

Posta un commento