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domenica 28 ottobre 2012

La moda low cost compie 60 anni



Andria si prepara a celebrare i 60 anni di "Urban Danish Design", marchio danese fondato proprio nel 1962, con un grande party in puro stile anni ‘50. Protagonista lo scenario dal gusto nord europeo di BoConcept Andria che domenica 28 ottobre 2012 si immerge in grandi festeggiamenti dal sapore metropolitano e vintage a partire dalle ore 19 presso lo store di viale Venezia Giulia apre al grande pubblico la nuova collezione 2013.
“BoConcept Andria/Vintage Version Party” è il racconto di una storia che parte dal lontano 1952 quando i fondatori con le loro prime produzioni di design orientano le loro scelte verso un’ avanguardia in cui funzionalità ed estetica si intrecciano in un ottica di low cost. Principi che permeano ancora oggi le innovative collezioni e che hanno eletto BoConcept a status d’eccellenza nel campo dell’interior design.
Fascino nelle ambientazioni ed outfit curati per citazioni fifties in vetrine animate, Vespe originali del ‘57 automobili d’epoca e musica live fumante nelle turbinose onde swing del trio composto da pianoforte a coda, banjo e contrabasso capeggiato dal maestro Michele Panarelli. Ma grande coinvolgimento attende i partecipanti alla serata in un photoshooting allestito per l’occasione in cui gli arredi BoConcept si ispirano agli anni del Boom economico e dopo in un concorso a premi senza precedenti dal titolo “BoConcept Andria Awards”.
Il concorso è un’iniziativa originale ed unica che permette di testare concretamente la qualità dei prodotti d’arredamento attraverso un’estrazione lampo; basterà iscriversi durante la serata ed attendere la conclusione del party per l’estrazione del vincitore. In palio il simbolo stesso di BoConcept: la storica Rock Chair in versione limited edition, una miscela di design ed umorismo partorito dal genio del designer Henrik Pedersen.
L’evento è BoConcept Andria/Vintage Version Party è organizzato grazie alla collaborazione di Lamp Eventi, Tecnottica di Francesco Mazzone, Vespa Club Barletta, Danzarte, Sciancalepore Fotografia e Accademia Total Look.

                                                                                                di Isabella Battista

sabato 20 ottobre 2012

Guanelliani, oggi l'anniversario del centro anziani di Bari

Don Nino Minetti
«Chi legge la storia degli inizi rimane stupito della luce e della gratuità che ha accolto i primi guanelliani a Bari: basti pensare alla figura del cardinale Marcello Mimmi che ci ha voluti qui». È cominciato ricordando uno dei «grandi vescovi di questa città» la celebrazione del sessantacinquesimo anniversario dell'arrivo dei padri guanelliani nel capoluogo pugliese. Una missione – è stato sottolineato nella tavola rotonda tenuta stamattina dal titolo "L'alba di una bella storia" – che potrebbe essere descritta dai numeri: con i novecento bambini passati per la scuola materna o i settecento anziani che si sono succeduti nei posti-letto della casa di riposo/casa protetta di via Giulio Petroni, con i nomi della quarantina di sacerdoti e delle decina di suore che hanno esercitato il proprio ministero in città, con i 45 operatori del Centro alle decine di volontari Cooperatori guanelliani che quotidianamente operano a servizio dei bisogni di bambini e anziani.
«Tutto è cominciato con gli orfani del Dopoguerra – ha spiegato don Nino Minetti, superiore provinciale dell'Opera per il centro-sud Italia – E ne avevamo a migliaia: gli italiani del Settentrione dovevano fabbricare le armi, noi meridionali dovevamo andare in prima linea. Sacerdoti santi e generosi come don Luigi Marnati e don Rosolino Puzzi, i due guanelliani degli inizi, qui hanno reso evidente il carisma di don Luigi Guanella e la sua insistenza sul Dio-padre, e padre provvidente, che tratta l'uomo come figlio». Nella pedagogia del fondatore dell'Opera – ha insistito Minetti – «l'infelice, il bisognoso non sono ai margini della famiglia umana: se ci guardiamo dentro, ripeteva don Luigi, ci scopriamo tutti poveri: ecco perché dobbiamo andare verso i poveri».
È dal 22 settembre 1947 che i guanelliani fanno attività pastorale a Bari: dall’inizio dei lavori per la costruzione di una nuova parrocchia in quella che allora era Contrada Candida (o Calatrava) a oggi, l’impegno dei Servi della carità si è concretizzato dapprima nella realizzazione di un convitto per bambini orfani nel 1951, poi dal 1984 con una scuola materna e una Casa per anziani: iniziative che hanno offerto alla comunità barese la cura e la dedizione proprie dell'insegnamento di don Guanella, in uno spirito di servizio che si fa assistenza e attenzione agli ultimi.
Intervenendo per un «ringraziamento a nome della città», il sindaco Michele Emiliano ha rimarcato come l'Opera sia una delle realtà ecclesiastiche sociali che «nella sussidiarietà danno una risposta a quell'esercito sterminato di persone silenziose che vivono nel bisogno e che molte volte neppure chiedono aiuto, forti come sono della propria dignità di uomini, convinti a volte di doversela cavare da sé perché ritengono che ci sia chi ha più bisogno di loro». E invece – ha concluso Emiliano – «ciascuna di queste persone ha una unicità sua propria, e il welfare oggi più che mai non rappresenta altro che l'analisi e la consapevolezza di questa unicità».
«Oggi ci è chiesto non di fare le geremiadi per ciò che ci manca – ha ammonito don Antonio Ruccia, direttore della Caritas diocesana – ma seguire l'esempio di chi, come don Guanella, don Puglisi, don Milani ha incarnato opere di carità nel tessuto della chiesa locale».
E c'è un'altra figura, tutta barese, che è legata alla decennale esperienza guanelliana di Bari: Giovanni Modugno, il pedagogista per il quale è in corso il processo di beatificazione e che – come ha ricordato il professor Vittoriano Caporale – ha donato il terreno sul quale oggi sorge il Centro anziani.
«La nostra casa guanelliana a Bari si chiama Centro anziani – ha commentato don Pietro Lorusso, superiore della comunità e direttore delle attività – perché se è "centro", lo deve essere per tutta la città, dev'essere centro vitale e punto di riferimento, cuore pulsante che diventa motore culturale della città secolare. Questo proviamo a fare, festeggiando il primo anniversario della canonizzazione di don Guanella, nel solco della "nuova evangelizzazione" cui ci richiama Benedetto XVI in questo Anno della fede».